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Area 51

Inserito il 4 luglio 2004 da Roswell in Cover-up, Top Secrets, Ufologia

area51.jpgGrazie alle numerose testimonianze, grazie ai mass media e a film come Indipendence Day, oggi tutti conoscono la famigerata Area 51, quella zona del deserto del Nevada , vicino a Las Vegas, segretamente riservata all’Aeronautica degli Stati Uniti e percio’ non segnata sulle carte.
Una enorme estensione di terreno vicino al lago Groom, totalmente recintata e protetta da numerose e agguerrite guardie senza distintivi di riconoscimento. Negli anni 50 un satellite sovietico fotografo’ la zona e segnalo’ la presenza di una base aerea funzionante; alla fine degli anni 80 il fisico Bob Lazar riferi’ al mondo intero di aver lavorato in quella base, ad un progetto incredibilequanto segreto: analizzare il funzionamento di una nave spaziale di provenienza aliena. Per gli ufologi l’Area 51 e’ l’uovo di Colombo in quanto e’ la prova che i faticosi sforzi durante questi 50 anni di ufologia non sono valsi a nulla, ma e’ anche fonte di numerosi grattacapi in quanto, non sono pochi i mitomani, i fanatici e i depistaggi che ognigiorno sorgono all’ombra della base di Groom Lake.

Numerose fotografie e filmati hanno gettato un po’ di luce sulle attivita’ segrete della base, e in molti pensano che si vada oltre alla sperimentazione di veicoli segreti. Al di la’ del discutibile Bob Lazar, oltre numerosi documenti riservati, ex agenti segreti e misteriosi uomini in nero, ci sembra utile esaminare una testimonianza recentemente pubblicata dal gruppo ufologico americano NUFORC. Si tratta di un racconto fatto da un addetto al traffico aereo impegnato presso il Centro di Controllo del Traffico Aereo di Los Angeles con l’incarico di monitorare la zona nord est di Los Angeles, oltre il deserto, includendo la zona test della base militare Edwards e la mitica Area 51. L’identita’ del testimone e’ mantenuta sotto il piu’ stretto riserbo. Quest’uomo chiarisce uno dei dubbi piu’ comuni che sovvengono quando pensiamo a questa zona: ma e’ possibile che nessun radar registi niente? Il nostro testimone ci risponde subito dicendo: nulla puo’ passare nel mio spazio aereo senza che io lo sappia, perfino i progetti militari segreti hanno un codice riservato e zone riservate.
Anche il progetto dello Stealth Fighter volava ed era classificato con il codice A6. Negli ultimi sei anni, il nostro testimone, ha avuto ben tre casi da lui inspiegabili, poiche’ non assimilabili ne’ ad attivita’ civili ne’ militari.. In tutti e tre i casi lui si e’ trovato da solo davanti a segnalazioni di piloti senza tracce radar, senza sapere cosa fare, senza nessuna procedura del manuale a cui riferirsi. Il primo caso fu una segnalazione proveniente da un 747 a nord est di Los Angeles; il pilota segnalo’ l’avvicinarsi di un oggetto in direzione opposta, ad altezza inferiore con una velocit√† di 2200 nodi (il 747 volava a 450 nodi). Ma sul radar non c’era niente. Il pilota dell’aereo civile lo descrisse grande come un F-16, ma “con la forma di un missile con qualcosa sulla punta”. Poi spari’ cosi’ come era venuto. Il pilota fece un rapporto che venne pubblicato poi da una rivista specializzata nel 1992.
Il secondo caso avvenne nel 1995 durante le manovre di atterraggio di un jet ad Ontario, non c’era traffico nel raggio di trenta miglia ma il pilota segnalo’ l’avvicinarsi un oggetto di grandi dimensioni con strane luci. La zona militare era deserta ed in volo con
c’era nemmeno un Piper, il pilota era molto scosso e il caso venne registrato come UFO.
Il terzo caso avvenne una notte molto tranquilla, per cio’ che riguardava il traffico aereo, quando noto’ un velivolo ad una velocita’
di circa Mach 2 (due volte la velocita’ del suono) che in uno spazio di un miglio inverti’ la rotta e spari’. Dobbiamo immaginarci lo stupore di un occhio esperto che vede eseguire questa manovra in cosi’ poco spazio, a 450 nodi i jet necessitano di uno spazio di almeno 10 miglia e gli aerei supersonici molto di piu’! Un’ora dopo il controllore di volo ricevette una chiamata dallo sceriffo della zona segnalando numerosi avvistamenti di una luce molto luminosa, ma non c’erano aerei nella zona! Lo sceriffo disse che non aveva fumi di scarico, non faceva rumore e l’oggetto rimase visibile per almeno mezz’ora. Anche questa volta il radar fu inutile per identificare l’oggetto.
Queste vicende ci aiutano a riflettere sul ruolo dei testimoni nelle segnalazioni ufologiche, infatti a quanto sembra l’occhio umano e’
di gran lunga piu’ affidabile dei sofisticati radar. Una curiosita’ sorge spontanea poiche’ se i velivoli osservati non provenivano da
esperimenti militari, allora da dove provenivano? Probabilmente dobbiamo cercare la risposta tra le ultime ipotesi fino ad ora non escluse ed una tra queste, la piu’ suggestiva, ma forse anche la piu’ preoccupante, e’ quella extraterrestre. Ma se questi strano oggetti provenivano dallo spazio forse dovremmo staccare gli occhi dall’area 51 e puntarli in alto cosi’ come abbiamo fatto per la stragrande maggioranza di questi 50 anni di ufologia.

Rachel, un villaggio sperduto nel deserto del Nevada. In un minuscolo locale conosciuto come Little A Le Inn c’e’ un viavai insolito per un borgo che non compare nemmeno sulle carte geografiche. In mezzo ai pochi allevatori locali si aggirano stranieri e curiosi giunti da tutto il mondo, muniti di telecamere e macchine fotografiche. Molte di queste persone non sono semplici turisti, sono ufologi sul piede di guerra. Gia’, perche’ non lontano da Rachel, in una porzione di deserto chiamata S-4, si trova Dreamland, la terra
dei sogni, o Area 51, la piu’ segreta e misteriosa delle basi della Marina americana, un avamposto sotterraneo la cui esistenza e’ cosi’ custodita dal Pentagono, al punto che Dreamland non compare in nessuna delle mappe della zona. L’Area 51 ufficialmente non esiste, sebbene l’estesissima porzione di terreno che la compone sia sorvegliata da telecamere militari e sensori che rilevano il passaggio delle macchine, e l’intero perimetro sia recintato e circondato da cartelli minacciosi che avvisano che i militari spareranno a vista sui curiosi.
“Dreamland – racconta l’ufologo Egidio Coelati Rama – e’ zona off limits. E’ vietato sostarvi, transitare e, soprattutto, curiosare. Chi e’ sorpreso nella zona viene arrestato se non si allontana immediatamente. E questo perche’ a Dreamland vengono testati i piu’ avveniristici aerei spia, come l’U2, l’aereo invisibile Stealth, il Blackbird e l’ipersonico Aurora. Se il grande pubblico e’ venuto a conoscenza dell’esistenza di questa base supersegreta lo si deve al fatto che, nel 1995, le mogli di due degli scienziati che vi lavoravano, e che erano morti misteriosamente, hanno fatto causa al governo federale ed hanno chiesto un risarcimento. La risposta del governo, pero’, e’ stata quanto meno singolare: i due tecnici non potevano essere morti nell’Area 51, perche’ l’Area 51 non esiste”.
Fra il 1995 ed il 1996 altri 39 tecnici sono rimasti contaminati dai gas tossici prodotti dal combustibile degli aerei top secret di Dreamland. E sebbene, dopo questo scandalo, i giornali di tutto il mondo hanno pubblicato diverse foto della zona, ripresa dai satelliti francesi e sovietici , il governo continua a negare l’esistenza dell’Area 51.
“L’ostinazione con cui il nostro governo cerca di nascondere l’esistenza della base, contro ogni evidenza, ha scatenato le piu’ folli speculazioni”, dichiara Glenn Campbell, direttore del Secrecy Oversight Council, l’organismo che spia ‘da fuori’ le attivita’ della base. “Ce ne e’ abbastanza per attirare l’attenzione di chi vede cospirazioni dietro ogni angolo” prosegue il nostro, che, dal 1992, si e’ accampato presso l’area (salvo poi dover scappare altrove). Fra i cospirazionisti spicca il fisico Paul Bennewitz, che sostiene di avere intercettato via computer una comunicazione riservata tra la base ed i servizi segreti (in realta’ un messaggio cifrato sulle guerre stellari), in cui si sarebbe detto che a Dreamland, ed in altre tre basi sotterranee, vivono degli extraterrestri che conducono esperimenti sulla razza umana. “Mutilano animali e sequestrano persone – racconta Bennewitz – nel tentativo di creare un ibrido a meta’ strada fra l’umano e l’alieno, da impiantare sulla Terra. Hanno ricevuto il permesso di lavorare segretamente in queste basi direttamente dal nostro governo, in cambio di tecnologia aliena”. “C’e’ un accordo segreto fra i piccoli Grigi – fa eco John Lear, un
ex agente CIA – ed il governo americano. In pratica, il nostro governo ha venduto la Terra agli alieni, in cambio del segreto del funzionamento dei dischi volanti”. Queste storie hanno trovato diversi sostenitori all’estero, in Francia, nella persona dell’ufologo Jimmy Guieu, autore di numerose videocassette e libri al riguardo, e persino negli ambienti contattistici italiani.
A Milano, in via Ugo Betti 28, c’e’ chi e’ veramente convinto delle affermazioni di John Lear e Bob Lazar. Sono i membri del Centro Investigativo Alieni (C.I.A., non a caso), diretto da Giorgio Marella e Renato Telari.
“Noi pensiamo che queste storie siano vere – comincia Marella – e non falsita’, come crede qualcuno. Lo sappiamo dai nostri contatti in America. Abbiamo interpellato diverse persone, delle quali dobbiamo tacere l’identita’, che hanno lavorato negli ambiti governativi americani e hanno in mano della documentazione sull’Area 51, che conferma ogni cosa. L’Area 51 contiene una trentina di piani, o livelli, all’interno di ognuno dei quali si studiano le tecnologie aliene, dalla genetica ai propellenti magnetici ai dischi volanti.
Questi, per inciso, atterrano nella base solo fra maggio e agosto, non si sa perche'”.
“Esiste effettivamente un accordo fra gli umani e gli extraterrestri, – precisa Telari – i cosiddetti Grigi, evoluti tecnologicamente ma non spiritualmente. Questi ultimi stanno offrendo segreti bellici al governo forse per scatenare una guerra. Provengono da tre diversi sistemi, da Zeta Reticuli, Epsilon Eridani e Tau Ceti. Il governo americano tollera la loro presenza nell’Area 51 a condizione che essi non prendano contatto con l’umanita’. Ma sappiamo che c’e’ un’altra grossa base in Cina, ove ogni anno scompaiono migliaia di persone…Non ci interessano gli avvistamenti UFO o gli atterraggi, noi studiamo solo gli alieni, vogliamo capire chi sono e cosa
fanno sulla Terra. Sappiamo che rapiscono uomini e mutilano animali e che provocano, con delle sonde telemetriche, delle induzioni a distanza. In pratica, mandano dei messaggi subliminali nella mente delle persone. Stanno utilizzando una tecnica detta eto-papiracea che consiste nel manipolare un feto umano per trasformarlo in cio’ che vogliono loro. Il loro scopo e’ creare una razza geneticamente pura e intelligente su questo pianeta”.
Se tutto cio’ dovesse corrispondere a realta’, cosa farebbe il C.I.A.? “Far conoscere, prove alla mano, la reale esistenza di questi esseri. – continua Telari – Intendiamo avvisare la gente perche’ eserciti delle pressioni sui politici, affinche’ quest’accordo cessi”.
“Queste storie spno tutte corbellerie, dette senza portare alcuna prova. – risponde Coelati Rama – Queste credenze sono state fatte circolare apposta dai servizi di Intelligence USA per screditare l’ufologia, creando confusione fra i ricercatori, e per intimorire l’opinione pubblica, in modo da poterla dominare meglio. Figuriamoci se una civilta’ tecnologicamente molto superiore ha bisogno del nostro permesso per colonizzare la Terra. E per fare cosa, poi? Sequestrare uomini e mutilare animali? Basterebbe prelevare un centinaio di esemplari per avere, geneticamente parlando, una scorta di materiale pressocche’ illimitato. John Lear sostiene che gli alieni hanno inventato le religioni terrestri e che Gesu’ Cristo e’ stato mandato da loro. Se questa affermazione assurda fosse vera, allora i Grigi ci starebbero controllando da almeno duemila anni. Eppure avrebbero aspettato sino ad ora – che disponiamo di armi atomiche con cui difenderci – per decidere di invaderci. Non potevano farlo quando ci difendevamo con spade e bastoni? In realta’, queste storie vengono veicolate a bell’apposta dai servizi segreti. Guarda caso, grazie a queste storie il Pentagono ha avuto enormi fondi dal Congresso per la ricerca bellica e nucleare. Cio’ non toglie che a Dreamland qualcosa di strano accada effettivamente”.

LA TESTIMONIANZA DI BOB LAZAR
Nel 1990 il fisico Bob Lazar ammetteva pubblicamente di avere lavorato all’interno della base, su ordigni di origine non terrestre. “Agli inizi del 1989 – ha raccontato Lazar alla stampa – ebbi un incontro del tutto casuale con il dottor Edward Teller, quando lavoravo al Laboratorio Nazionale di Los Alamos, nel Nuovo Messico. Dopo quel colloquio, Teller mi raccomando’. Da anni era uno dei massimi dirigenti di un progetto nell’Area 51 e una persona raccomandata da lui era ritenuta molto affidabile… Il primo giorno che sono arrivato alla base ho avuto dei colloqui orientativi e mi e’ parso evidente che la tecnologia con cui avrei lavorato era qualcosa che la scienza convenzionale aveva appena iniziato a sfiorare. All’inizio, durante i primi colloqui, non mi venne mai detto specificatamente che avrei lavorato su dei dischi volanti, su scafi alieni recuperati da incidenti. Ufficialmente dovevo lavorare sulle tecniche avanzate di propulsione. Naturalmente quando iniziai a operare mi resi conto in cosa consistesse il progetto. Dovevo studiare l’origine dei velivoli, la razza e la tipologia di alieni che pilotavano i dischi, quali erano il loro aspetto e la loro struttura fisica in base ai rapporti delle autopsie. Vedendo il materiale, compresi che non si trattava di un comune progetto di ricerca. Stavamo facendo un’operazione di ingegneria inversa: avevamo uno scafo alieno e dovevamo capirne il funzionamento. Avevamo il prodotto finito e dovevamo scoprire la tecnica di manifattura, quali leggi fisiche lo governassero. Fu chiaro, allora, su che cosa stavo lavorando…
Vidi il velivolo, un grande disco, un tipico disco volante. Anche in quel frangente mi costrinsi a pensare: ‘Beh, questa ovviamente e’ una nuova creazione del governo, una sorta di oggetto volante sperimentale, forse un aereo da combattimento del futuro, il che spiega tutte le pazze voci sui dischi volanti. E noi dobbiamo provare questo apparecchio’…Il momento piu’ emozionante fu quando entrai nel disco e vidi l’interno del veicolo. Notai che l’equipaggiamento ed i posti di guida erano estremamente piccoli, costruiti per creature nane o per bambini. Naturalmente, questi ultimi non avevano il permesso di entrare nella base. Feci questa sciocca considerazione prima di capire effettivamente di cosa si trattava. Stiamo parlando di cose strane, di una tecnologia…che non dovrebbe esistere!
Le ricerche da eseguire su velivolo erano state suddivise in modo minuzioso.
C’era un gruppo che si occupava esclusivamente dell’equipaggiamento per la navigazione, un altro che si occupava della metallurgia ed un terzo che lavorava sulla propulsione e sul sistema di spinta del veicolo…La prima esperienza fu con un reattore antimateria alieno, un piatto di 18 pollici di diametro con una sfera sopra, contenente una scaglia dell’elemento 115, un elemento molto pesante ed altamente energetico, sconosciuto sulla Terra.
Grazie a questo elemento era possibile viaggiare nello spazio. Il 115 creava un campo gravitazionale ed espelleva delle onde amplificate dalla parte bassa dell’apparecchiatura, poi trasformava il calore in energia elettrica, creando un campo gravitazionale che distorceva il tempo e lo spazio. In questo modo il disco poteva viaggiare nello spazio e nel tempo…Ero veramente stupito nel vedere queste cose, perche’ quella era veramente tecnologia aliena…”.
Lazar abbandono’ Dreamland dopo pochi mesi. Il governo americano non ha mai fatto nulla per metterlo a tacere, sicuro che nessuno gli avrebbe mai creduto.

IL REPORTER MINACCIATO DAI MILITARI
E difatti le rivelazioni di Bob Lazar non sono state credute da molti ufologi, restii ad accettare che una razza aliena possa essere gia’ tra noi, nascosta nelle viscere della Terra. Cio’ nonostante, sebbene questo non provi nulla, sopra Dreamland gli avvistamenti di UFO – forse aerei militari del futuro – sono all’ordine del giorno ed attirano curiosi da tutto il pianeta.
Cosa vi sia effettivamente nella base sotterranea e’ e resta un mistero. Anche per Tony Pelham, uno dei tanti giornalisti che, incuriositi dalle strane voci sull’Area 51, vi si e’ recato di nascosto, sperando di scoprire la verita’.
“Il deserto laggiu’ e’ pieno di militari in tuta mimetica. – racconta Pelham – Portano degli M16 e non hanno alcun cartellino di iconoscimento. Non sono dell’Aeronautica, non sono dell’Esercito, non hanno alcun genere di distintivo. E c’e’ mancato davvero poco che non mi arrestassero, una o due volte. Ho sentito le piu’ strane teorie riguardo a questi uomini. Ma loro sfidavano me ed io sfidavo loro. Quando si avvicinavano e mi chiedevano:’Cosa stai facendo qui?’ io rispondevo: ‘Cosa state facendo voi qui, questo e’
territorio libero’. Stavo ronzando intorno ad una zona proibita. La mia opinione e’ che il governo nasconda qualcosa che e’ molto piu’ protetto dello Stealth o dell’U2, qualcosa di clandestino. Non so se ci sia una base sotterranea aliena, non so se ci siano UFO o extraterrestri, so solo che hanno un apparato di sicurezza maggiore di quello che si vede abitualmente attorno a qualsiasi tipo di installazione militare e non capisco perche’ le guardie in uniforme non abbiano alcun distintivo. Quando ho chiesto loro: ‘Siete dell’Aeronautica o dell’Esercito?’ non ho avuto risposta.
Vi dicono solo di lasciare la zona. Alla fine mi hanno fermato e hanno chiamato il distretto di polizia della contea di Lincoln, in tre differenti occasioni. E ogni volta hanno riempito dei fogli su di me e mi hanno intimato di non avvicinarmi piu’ alla zona. L’ultima volta, con il pretesto che non avevo nulla da fare vicino ad una installazione militare. Io ho spiegato che non ero nemmeno ad un miglio dalla base, che mi trovavo su un territorio libero. Sei mesi dopo mi avvicinai a riprendere un blazer, uno dei loro furgoni senza scritte di riconoscimento. Non mi ero mai arrischiato troppo a ridosso della zona protetta. Al mio ritorno ad Alamo lo sceriffo chiese di
vedermi, riempi’ una pila di documenti e, in modo molto formale, mi disse: ‘Mister Pelham, questa e’ l’ultima volta che l’avvisiamo. La prossima volta, e parlo a nome dei miei superiori, che lei ritorna su questa strada e si avvicina nuovamente alla base, va dritto in prigione!'”.
“In un’occasione – prosegue Pelham – ho avuto una strana esperienza con delle luci che sembravano inizialmente essere lontane, ma che in pochi secondi furono sopra di me. Poco tempo dopo, mentre stavo tornando indietro, un blazer mi si avvicino’ da una strada laterale, ne uscirono i militari in uniforme mimetica con i loro M16 e mi chiesero come mai stessi ritornando da un’installazione militare. Risposi che me ne stavo li’ da solo, seduto nel deserto. Mi replicarono:’A fare cosa?’. ‘Sto guardando le luci’. E loro:
‘Quali strane luci, quali luci? Noi non vediamo nessuna luce’…”.
Questo stesso atteggiamento e’ adottato dal governo, che a chi, foto alla mano, chiede di saperne di piu’, risponde che “non c’e’ nulla da sapere, perche’ Dreamland non esiste…”.

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1 commento per quento post

26 maggio 2008 | 21:43 | simone

sono molto soddisfatto di questo articolo è molto dettagliate e spiga molto bene tutta la storia dell'area 51,l'unica cosa è che stampandola in formato foglio A4 non si riesce a leggere tutto.. beh cmq se avete altre nuove notizie da darmi questa è la mia mail.Aspetto con molto piacere nuove notizie

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