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Captati dai Radar

Inserito il 20 luglio 2004 da Roswell in Avvistamenti, Ufologia

Captati dai RadarII 21 dicembre 1978 i comandanti Vern Powell e John Randle stavano pilotando due aerei da trasporto Argosy da Blenheim a Dunedin, in Nuova Zelanda, quando comunicarono di avere avvistato parecchi UFO. Segnalazioni del genere da parte di piloti sono tutt’altro che insolite, ma questa volta c’era una prova concreta che ne confermava le affermazioni: gli UFO, infatti, erano stati rilevati anche dai radar. Il control-lore del Servizio traffico aereo dichiarò: «A un certo punto i nostri radar segnalavano cinque oggetti piuttosto grossi dove invece non a-vrebbe dovuto esserci nulla».

Dieci giorni dopo, il 30 o il 31 dicembre 1978, un’equipe televisiva ingaggiata dall’emittente Channel O, di Melbourne, ripercorse la stessa rotta per girare un documentario. La squadra si era preparata per filmare lo sfondo degli avvistamenti, ma per un eccezionale colpo di fortuna durante il volo s’imbatterono in un UFO e lo filmarono. Alle 12,10, mentre stavano facendo riprese dall’aereo, videro numerose luci strane in direzione di Kaikoura, sull’Isola del Sud. Chiamarono via radio Wellington per chiarimenti ed ebbero questa risposta: «Vi sono degli oggetti nella posizione ore 10, a 22 km da voi, i quali appaiono e scompaiono; in questo momento non sono rilevati, ma un minuto fa lo erano». Per qualche tempo ancora la stazione radar di Wellington rilevò una serie di oggetti che si avvicinarono fino ad arrivare a 7 km dall’aereo.

Oggetti filmati
Alle 12,20 l’equipe fu in grado di mettere in relazione gli oggetti avvistati con la segnalazione della stazione radar e potè filmare gli UFO per parecchi secondi. Per il resto del volo all’equipe capitò di vedere vari oggetti che di nuovo furono confermati dalla stazione radar.

La vicenda ha dei punti controversi, perché, a quanto pare, l’equipe filmò, fra l’altro, “oggetti” ben identifìcabili, come Venere e Giove. Resta il fatto, però, che se ci sono avvistamenti confermati dai radar, ci sono buone ragioni per ritenere che nello spazio aereo vicino al velivolo c’era qualcosa di concreto, che merita la qualifica di “UFO”.

Quello che abbiamo descritto è un caso importante ed evidente, ma ce n’è un altro molto famoso, in cui agli avvistamenti corrisposero le segnalazioni radar, che avvenne a Washington DC (USA) nel 1952. Il gran numero di avvistamenti segnalati provocò grosse controversie negli ambienti militari e perfino all’interno degli stessi responsabili del progetto governativo di indagine sugli UFO.

Gli avvistamenti si verificarono durante tre fine-settimana: 19/20 luglio, 26/27 luglio e 2/3 agosto. Nel corso del primo, due radar che coprivano lo spazio aereo di Washington DC rilevarono otto UFO nel ristretto spazio aereo proprio attorno agli edifìci del Campidoglio e della Casa Bianca. Gli UFO, che si muovevano rapidamente e potevano fare accelerazioni a velocità sbalorditive, apparvero sugli schermi radar durante la notte e poi ancora nelle prime ore del mattino. Quando vicino a essi arrivarono dei jet, che erano stati subito mobilitati, gli UFO sparirono per tornare, però, non appena i jet se ne furono andati.

Nei successivi fine settimana si verificò la stessa cosa e immediatamente furono inviati degli aerei ad intercettarli, ma di nuovo gli oggetti sparirono quando gli aerei furono loro vicini e ricomparvero quando i jet tornarono alla base. Ci fu un secondo tentativo di intercettarli: stavolta gli UFO restarono e i piloti furono in grado di vedere con i loro occhi le rilevazioni date dai radar. Uno dei piloti, William Patterson, disse che a un certo punto era circondato da luci azzurre, le quali volarono via prima che ricevesse l’ordine di attaccarle.

Guida intelligente ?
Il capitano S. Pierman, delle Linee Aeree Capital, fu uno fra i tanti piloti che confermarono con la loro testimonianza i rilevamenti dei radar. Egli notò che, nel momento in cui segnalava per radio la presenza di un oggetto, questo partì «a una velocità terrificante». Ilarry Barnes, che quella notte era l’ufficiale comandante presso il Controllo del traffico aereo, commentò: «Sembrava quasi che chi lo guidava (chiunque o qualunque cosa fosse) ci avesse sentito, o che avesse visto Pierman dirigersi contro di esso». Ed ecco il commento di Pierman: «Durante tanti anni di volo ho visto numerose stelle cadenti, ma questi oggetti sono più veloci di qualunque altra cosa abbia mai visto. Non poteva trattarsi di aerei, poiché erano troppo veloci…».

Non c’è da sorprendersi se all’epoca intervennero in molti a dare di quei fenomeni spiegazioni che escludevano la presenza di UFO. Secondo alcuni le rilevazioni radar erano in realtà delle “inversioni di temperatura” (sacche, cioè, di temperatura più alta negli strati più bassi dell’atmosfera), o addirittura semplici errori dei radar. Per spiegare il fatto che i piloti avevano confermato con i loro avvistamenti i dati dei radar si disse che probabilmente l’eccitazione del momento li aveva indotti a scambiare delle “normali” luci per strani oggetti. Queste spiegazioni, però, non tenevano conto delle testimonianze dei piloti, secondo le quali gli oggetti si muovevano esattamente nel modo in cui veniva riportato dai radar. In base alle analisi effettuate in seguito, è possibile ipotizzare che le inversioni di temperatura abbiano effettivamente avuto un certo peso nella vicenda; i dati dei radar, infatti, si spostavano nella direzione prevalente del vento e spesso non tutte le stazioni radar della zona riportavano gli stessi dati. Ciononostante, le discussioni non cessarono.

Prove assai chiare
Don Ecker, eminente ricercatore americano, ritiene che la serie di avvistamenti di Washington costituisca una delle prove più importanti di UFO “veri”, concreti. Secondo Ecker, non ci furono solo le testimonianze visive dei piloti a confermare i rilevamenti dei radar: « [Gli UFO] furono visti – ha dichiarato Ecker – anche da alcuni tecnici dei radar, i quali lasciarono letteralmente i loro schermi, andarono all’aperto e guardarono direttamente gli UFO in cielo».

Replicando alle ipotesi degli scettici, per i quali le segnalazioni erano frutto di errori dei radar o di inversioni di temperatura, Ecker ha osservato: «Gli operatori dei radar avevano la grossa responsabilità di fare atterrare e decollare ogni giorno aerei che trasportavano decine di migliaia di persone. Si trattava di militari il cui compito era di difendere i nostri cieli dal pericolo di intrusioni nemiche e avevano tutti un’esperienza tale che, al di là di ogni ombra di dubbio, conoscevano bene fenomeni come le inversioni di temperatura».

Ecker aggiunse che quando Edward Ruppelt, capo del progetto Blue Book, cioè dell’inchiesta ufficiale dell’Aeronautica militare USA sugli UFO, volle essere informato su questo caso, le autorità furono assai avare di informazioni. «Ruppelt ebbe l’impressione… che [le autorità] volessero nascondere tutto in fretta e furia».

Delle indagini sul caso era incaricato anche il maggiore Donald Keyhoe, il quale sarebbe poi diventato membro fondatore del Comitato nazionale per le indagini sui fenomeni aerei (NICAP, National Investigations Committee on Aerial Phenomena). La sua analisi sugli avvistamenti fu pubblicata sulla rivista Trae nel 1953, sotto il titolo “Quel che ci dicono i radar sui dischi volanti”.

Nel suo articolo Keyhoe cita il commento del maggiore generale Roger S. Ramey, direttore delle operazioni: «L’Aeronautica, nell’adempimento della sua missione di difendere lo spazio aereo degli Stati Uniti, deve assumersi la responsabilità delle indagini su qualunque oggetto o fenomeno rilevato nei cieli della nazione. Le unità di caccia e combattimento hanno avuto l’ordine di fare indagini su qualsiasi oggetto osservato o rilevato come reale dai radar e di intercettare ogni velivolo che venga riconosciuto come ostile o che manifesti atteggiamento ostile. Ciò non significa assolutamente che i piloti della difesa aerea abbiano avuto l’ordine di far fuoco acriticamente su tutto ciò che voli».

Minaccia reale
Dalle parole di Ramey sembrerebbe che, almeno per un certo periodo di tempo, l’Aeronautica militare abbia davvero ritenuto che i dati dei rilevamenti radar rappresentassero qualcosa di molto concreto. Ma l’impressione che quegli oggetti fossero reali è rafforzata anche dal fatto che gli operatori radar, i quali dovevano avere molta pratica con i falsi allarmi del tipo delle inversioni di temperatura, si resero conto che i segnali di ritorno del radar richiedevano un’indagine. Nella stessa intervista pubblicata dalla rivista True, un portavo ce dell’Aeronautica militare, che volle mantenere l’incognito, disse: «Noi non sappiamo che cos’erano questi oggetti ed è inutile che facciamo finta di saperlo».

Forse la prova più intrigante che si cercò di nascondere la verità è rappresentata dall’atteggiamento dell’Aeronautica nei confronti di Ruppelt, cioè di colui al quale aveva dato l’incarico di dirigere le inchieste sugli UFO con il progetto Blue Book: Ruppelt dovette farsi passare le informazioni dalla stampa. A-mareggiato, quando gli chiesero in un’intervista che cosa stesse facendo l’Aeronautica rispose: «Non ho idea di ciò che stia facendo l’Aeronautica; con ogni probabilità non sta facendo nulla».

Se vediamo la cosa in modo retrospettivo, peraltro, pare che qualcosa l’Aeronautica la stesse facendo: si stava preparando a mettere in ridicolo il fenomeno degli UFO secondo un programma di stroncature e di smentite che continua tuttora. Nel giro di alcuni mesi dagli avvistamenti di Washington la CIA convocò la commissione Robertson, che raccomandò di usare ogni mezzo per far calare l’interesse della gente .

Panico sul Pacifico
II 25 febbraio 1942, poco dopo l’attacco giapponese alla base navale USA di Pearl Harbor, vi furono segnalazioni di velivoli non identificati nei pressi di Los Angeies e lungo la vicina costa del Pacifico (a destra). Era diffuso il timore di un attacco giapponese sulla terraferma. Alle ore 19,20 furono viste delle luci nei pressi di un impianto militare difensivo. Poi, alle 2 del mattino il radar rilevò un oggetto non identificato sul mare, al largo. Nell’ora successiva si udirono le sirene che annunciavano un attacco aereo; la città fu oscurata e le batterie antiaeree entrarono in funzione contro gli UFO rilevati sul Pacifico. Furono segnalati oggetti veloci, che volavano in formazione ad alta quota.

Dopo un’ora di ansiosa attesa, la contraerea cessò il fuoco. Da successive analisi risultò che nessun proiettile era caduto su Los Angeies, che non era stato abbattuto alcun, aereo e che gli unici danni erano stati causati dai proiettili dell’antiaerea. Non si è mai scoperto, comunque, che cosa abbia solcato il cielo di Los Angeies quella notte.

Astronave sul Labrador
II 29 ottobre 1948 fu rilevato un UFO dal radar di Goose Bay, nel territorio del Labrador, in Canada. La notte successiva fu seguito per quattro minuti un oggetto che si muoveva a circa 1000 km/h. Il 19 giugno 1952, poco dopo la mezzanotte fu avvistata una luce rossa anomala sopra la base dell’Aeronautica militare di Goose Bay. L’avvistamento fu confermato dal rilevamento radar. A quanto pare, nello stesso periodo in cui i protagonisti dell’avvistamento notarono che la luce diventava da rossa a bianca, sullo schermo l’immagine si fece più vivida. Sia le immagini radar sia l’oggetto, sparirono alla vista nello stesso momento.

Due anni dopo, in quella zona si ebbe una delle più famose segnalazioni di UFO fra le prime avvenute: il capitano James Howard segnalò parecchi UFO che, secondo un’ipotesi avanzata, avrebbero rappresentato numerosi oggetti insieme a un'”astronave-madre” (sopra, illustrazione della rivista Fate). Come nel caso di Washington, gli oggetti si dileguarono all’arrivo di un caccia intercettato re.

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