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I dossier del KGB sui dischi volanti

Inserito il 21 luglio 2004 da Roswell in Cover-up, Top Secrets, Ufologia

KGBNell’estate del 1991 si verificò un avvenimento che alcuni storici hanno definito la “seconda rivoluzione russa”.
Il presidente sovietico Michail Gorbaciov fu “rapito” da una fazione oltranzista di comunisti all’interno dell’Armata Rossa, che si opponeva alla politica di Gorbaciov basata sulla perestroika e sulla glasnost (rispettivamente “ristrutturazione” e “trasparenza”). Il suo rivale politico, Boris Eltsin, scese in piazza con i suoi sostenitori, suscitando così un’ondata di consenso popolare, che non solo portò alla liberazione di Gorbaciov dagli arresti domiciliari, ma che, soprattutto determinò il crollo della stessa struttura dell’Unione Sovietica.
I cinici diranno che non è cambiato molto da allora. La nuova era dell'”apertura” ha trasformato la Russia in un Paese divenuto terra di conquista per banditi e profittatori, che hanno introdotto i peggiori aspetti del sistema di mercato e della democrazia occidentale in un Paese assolutamente impreparato a cambiamenti così radicali. Nello stesso tempo il KGB, la famigerata polizia segreta sovietica, non ha smesso la sua attività , sia pure sotto nome diverso.
Sull’onda improvvisa del cambiamento, tuttavia, per la prima volta i ricercatori occidentali hanno potuto consultare determinati dossier e avere a disposizione documenti in precedenza segreti. Fra questi ce ne sono alcuni che trattano l’argomento degli avvistamenti di UFO nell’ex Unione Sovietica. X Factor ha potuto esaminarli e controllare i particolari di una serie di avvistamenti di UFO avvenuti fra il 1982 e il 1995. Qui presentiamo le prove dalle quali si deduce che, almeno in fatto di UFO, le differenze fra Est e Ovest non sono poi così marcate.

Luci sull’aereoporto
Uno dei primi casi descritti nei dossier del KGB è quello avvenuto il 20 ottobre 1982. Un Ilyushin-62 di linea, diretto a Magadan, sulla costa siberiana, fece – a causa delle avverse condizioni atmosferiche sulla rotta prevista – un atterraggio fuori programma a Petropavlosk, nel Kazakistan. Come l’aereo si preparò a scendere, l’equipaggio vide davanti a sé un «oggetto volante luminoso, che procedeva su rotte parallele a velocità e quote diverse». Il pilota, capitano Vasilievyh, e quasi tutti i membri dell’equipaggio osservarono l’oggetto per 12 minuti, sebbene né loro, né la torre di controllo a terra riuscissero a inquadrarlo sullo schermo del radar. Vasilievyh riferì: «Vediamo dei lampi luminosi ma sul radar non c’è niente, tranne una luce a intervalli di dieci secondi». Egli identificò l’oggetto come «un oggetto volante alieno» ma dal testo del documento è chiaro che “alieno” sta per “fuori rotta” più che per “extraterrestre “.
Otto minuti dopo l’atterraggio dell’aereo il controllore di volo vide – a quanto è riportato nel documento — «in direzione nord, esattamente lungo la proiezione della pista di decollo, un lampo di luce che assomigliava alla luce intermittente di un aereo. Notò sei lampeggiamenti nell’arco di tre minuti; il colore della luce variava da rossastro a rosa e si muoveva dapprima in direzione ovest, poi in direzione nord-ovest». Cinque giorni dopo fu aggiunta a questa relazione un’annotazione, secondo cui, dai controlli di routine dell’aereo era risultato che il motore aveva subito gravi danni. Gli ufologi hanno dato notevole importanza a questo particolare, rilevando come i misteriosi guasti al motore fossero citati contestualmente all’avvistamento dell’UFO.
In uno dei dossier è riportato un avvistamento, che risulta avvenuto dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, il quale ci fa capire come, anche in un’epoca di dichiarata “trasparenza” gli incontri con gli UFO restano materia protetta dal segreto militare. Il 3 febbraio 1995 due soldati dell’esercito russo, Schepin e Zhabanov, erano di guardia a un deposito di carburante vicino all’abitato di Guzev, nella regione di Burg. Secondo quanto dichiararono nel loro rapporto, essi osservarono un punto luminoso di colore verde (o azzurro) che volò non molto sopra al livello del suolo per parecchi minuti.

Resoconto ufficiale
Nel resoconto ufficiale Zhabanov dichiarò: «fra le 22,00 e le 24,00 mi trovavo alla postazione di guardia sul lato sud-est del deposito. Alle 24,00 circa, mentre compivo il tragitto di guardia prescritto, che va dalla torre di osservazione al limite della postazione Uno, ho u-dito un leggero rumore, simile allo scatto di una scatola metallica per sigarette che si chiude. Come ho avvertito il rumore ho controllato in giro per vedere se tutto era a posto; non avendo notato nulla di sospetto, ho continuato il mio giro».
«Dopo qualche passo ho notato un grande chiarore sopra di me… La mia attenzione era attirata da un punto luminoso di colore verdastro, simile a una segnalazione luminosa, con una specie di coda, come una cometa. Procedeva a circa 18-20 metri dal suolo, lungo il pe¬rimetro della caserma. Ho osservato questo -chiamiamolo oggetto – solo per pochi secondi, dopo di che era già volato a grande distanza». Zhabanov disse di non essere stato in grado di fare una stima realistica della distanza che queill’oggetto aveva percorso quando lo vide dividersi in due parti. «Una parte – dice il suo rapporto – è sembrata allontanarsi dall’altra, che era il corpo principale, e scendere in giù. L’altra parte, più grande, dopo aver volato per una certa distanza, ha cominciato a bruciare e, ridottasi a un piccolo punto, è sparita».

Globo di luce
II mattino dopo, due militari che facevano la guardia in un’altra postazione nei pressi del deposito videro lo stesso oggetto, anche se stavolta lo descrissero di colore azzurro. Uno dei due, il sergente maggiore Yarosh, riferì di un globo di luce al di sopra del deposito. Notò anche una serie di fatti che avvennero al deposito nel dicembre del 1983; disse di a-verne parlato ai suoi superiori, i quali però non seppero dare chiarimenti; certamente non erano stati informati che in quel periodo si stavano svolgendo manovre da parte di aerei sperimentali.
In un altro caso fu coinvolto un ufficiale di grado assai elevato. Il colonnello Skrypnik, inviato dal Partito comunista in servizio presso un’installazione altamente segreta, il cui nome è stato cancellato sul documento originale, fu interrogato nel 1983, sette giorni dopo che si verifìcò un certo fatto nei pressi della città di Kursk, nella Russia centrale.
Secondo i dossier del KGB «il colonnello Skrypnik riferì che alle 6 del mattino del 17 ottobre, il maggiore Kiselev… ha steso un rapporto a proposito dell’avvistamento di un UFO che si muoveva in modo irregolare, cambiando rapidamente quota e intensità di luminosità ed emettendo un raggio luminoso diretto verso terra. L’UFO era di forma circolare e aveva un alone luminoso attorno a sé, mentre la parte centrale era piuttosto scura. L’UFO si muoveva in modo apparentemente casuale e senza una direzione definita. Coloro che l’hanno osservato notarono che di tanto in tanto dall’UFO partivano raggi luminosi diretti verso terra. Come si avvicinò al suolo, TUFO mostrò l’aspetto di un poliedro, costantemente circondato dall’alone luminoso».
«Un radar P-12… non riuscì a rilevare l’oggetto e ad averne quindi dati apprezzabili. Grazie a strumenti di rilevazione geodetica piazzati a Kursk, fu possibile stabilire che l’UFO – illuminato dai raggi del sole nascente – si trovava a un’angolatura di elevazione di 30-50° sull’orizzonte…».
«Tutti coloro che hanno osservato l’UFO sono sicuri che l’oggetto non poteva essere confuso con qualsiasi stella situata nello stesso settore di osservazione. Questo fu dimostrato sia dai movimenti casuali dell’UFO, nei quali l’oggetto cambiava rapidamente quota, sia dal raggio luminoso intermittente che era diretto verso terra. L’UFO, inoltre, fu osservato all’alba, quando nessuna stella era visibile in cielo». Il rapporto continua dicendo che l’oggetto fu visto da parecchie città, e fornisce i nomi e le qualifiche delle persone che avevano osservato TUFO; inoltre, dalle triangolazioni geodetiche effettuate, nel documento si deduce che l’oggetto doveva trovarsi proprio sopra la città di Voronez.
Allegate al rapporto ci sono 12 dichiarazioni di altrettanti testimoni, la maggior parte dei quali concorda sostanzialmente con le affermazioni fatte nel rapporto stesso. È interessante notare come questo caso abbia molti punti in comune con quello ben noto di Rendles-ham Forest, in Inghilterra: anche lì fu osservato un UFO che emetteva raggi luminosi verso terra. Secondo alcuni rapporti, quell’UFO disinnescò armi nucleari che erano nascoste presso la base dell’aeronautica militare USA di Woolbridge/Bentwaters, nel Suffolk, in Inghilterra. Sarebbe interessante, a questo punto, conoscere laverà natura delle installazioni militari di Voronez, dove risiedevano i 12 testimoni. Anche lì erano nascoste armi nucleari?

Effetti negativi
In uno dei dossier è citato un caso interessante in cui i fatti si sono svolti nei pressi di un’installazione militare. Lo si capisce dalla scarsità di particolari forniti dal KGB, comprensibilmente restio a divulgare dati presumibilmente delicati dal punto di vista strategico.
«II 23 maggio 1985, durante i voli eseguiti secondo il programma dal 27° Reggimento bombardieri sopra Khabarovsk, fu osservato nei pressi del campo di aviazione, alle 22,35, un oggetto non identificato di forma ellissoidale. L’UFO, di colore arancione chiaro, si muoveva da ovest a est alla velocità di 500/600 kmh a una quota di 2000/3000 metri. Si è notato un alone luminoso attorno all’oggetto».
Nel prossimo fascicolo DOSSIER UFO indaga a fondo negli archivi del KGB e scopre altri intriganti paralleli fra gli avvistamenti di UFO in Occidente e quelli d’oltrecortina.
Nel resoconto si riferiva: «L’oggetto si muoveva senza alcun rumore. Gli schermi radar non hanno dato alcun segnale luminoso. Non è stato rilevato alcun effetto negativo né sul personale, né sull’ambiente attorno». Questi commenti si trovano in tutti i vari dossier del KGB, ma proprio per questo alcuni ufologi hanno dedotto che in altri casi vi siano stati “effetti negativi” sul personale o sull’ambiente. Da questi rapporti, così come da altri trovati negli archivi del KGB, sembra proprio che i fenomeni registrati nei vari Paesi dell’Occidente si ritrovino pari pari oltre la Cortina di Ferro. Le prove e i documenti presentati suggeriscono che le autorità sovietiche fossero perplesse su questi fatti esattamente come quelle dell’Occidente.

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