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I primi dischi volanti

Inserito il 21 luglio 2004 da Roswell in Avvistamenti, Ufologia

Dischi volantiNel 1947 ci furono parecchi casi di avvistamento di UFO nel mondo, ma nes- suno catturò l’immaginazione popolare come quello di cui fu protagonista un uomo d’affari statunitense, Kenneth Arnold.
Arnold veniva dall’Idaho, vendeva apparecchiature antincendio forestali che egli slesso progettava: un lavoro per cui doveva recarsi spesso in aereo dai suoi clienti sparsi negli Stati nordoccidentali degli USA. Al punto che prese il brevetto di volo e acquistò un piccolo aereo che guidava egli stesso.
IL 24 giugno 1947 Arnold concluse un affare a Chehalis, nello Stato di Washington, dopo di che decollò col suo aereo “Callair”, diretto a Yakima. Voleva recarsi sopra la Catena delle Cascate per cercate i resti di un aereo da trasporto che si era perso qualche settimana prima: era stata offerta una ricompensa per chi l’avesse trovato e Arnold aveva il brevetto di pilota per soccorso aereo.
Era una giornata di sole e Arnold fece ricerche per circa un’ora attorno al Monte Rainier, poi virò a est verso Yakima, a quota 3000 metri. Improvvisamente una luce intensa brillò davanti al suo aereo. Lì per lì pensò che si trattasse della luce del sole riflessa da un jet militare. Scrutò il ciclo, ma vide solo un quadrimotore DC-4 da carico che si trovava circa 24 km dietro di lui, sulla sinistra. Un’altra vampata di luce richiamò la sua attenzione verso il Monte Baker, a 200 km a nord del Monte Rainier.

Volo in formazione
Esaminando bene il cielo, riuscì a scorgere u-na formazione di nove grossi oggetti che filavano veloci verso sud con uno strano «movimento ondulatorio come quello della coda di un aquilone». Dal modo in cui rifletteva i raggi del sole, la superficie di quegli oggetti sembrava metallica. Ogni oggetto – meno uno -aveva il bordo anteriore semicircolare e il bordo posteriore che finiva in forma convessa, a “V”. L’unica eccezione era data dall’oggetto che guidava la formazione, il cui bordo posteriore era fatto di due archi che si incontravano a mo’ di cuspide. Per cercare di osservare meglio, Arnold fece una virata, aprì un finestrino laterale e vide gli oggetti addentrarsi fra le cime della catena montuosa. Calcolò che si trovassero 160 km più in là rispetto a quando li aveva avvistati, il che significava che la loro velocità era spaventosa. Improvvisò un sistema empirico di misurazione, che gli avrebbe consentito di calcolare l’estensione della formazione e la sua velocità. Osservò gli oggetti mentre superavano una cima coperta di neve. Quando l’oggetto che era in testa sfilò dal lato sud della cima, l’ultimo della formazione arrivò al lato nord. In seguito Arnold apprese che la larghezza di quella vetta era 8 km: la lunghezza della formazione, quindi, era di 8 km.

Misurazioni e calcoli
Arnold misurò il tempo che gli oggetti impiegavano a coprire la distanza dal Monte Rainier alla cresta più meridionale del Monte Adams, circa 75 km in direzione sud-est. Aveva appena fatto questa rilevazione che la suana fila ondeggiante di oggetti passò davanti al suo aereo e sparì. L’avvistamento era durato in tutto non più di tre minuti.
Arnold era convinto che fossero degli aerei di recentissima concezione. Affascinato da ciò che aveva visto, arrivò a Yakima, ne parlò a parecchie persone e fece qualche calcolo sulla base delle sue rilevazioni: la velocità degli oggetti era di 1900 km/h. All’epoca nessun aereo conosciuto era in grado di superare la velocità del suono (1200 km/h). Nello stesso pomeriggio Arnold si recò in aereo a Pendleton, nell’Oregon, dove scoprì, non senza sorpresa, che la gente aveva saputo dalla radio del suo avvistamento. C’era tanta gente, tra cui anche giornalisti di quotidiani, e tutti volevano sapere qualcosa di più sui misteriosi oggetti. In quell’occasione egli potè farsi dire la distanza precisa fra Monte Rainier e Monte Adams e calcolare meglio la velocità degli oggetti, che risultò ancora più strabiliante: 2700 km/h. Tuttavia, per prudenza, tenne per buono il valore più basso.
Il giorno dopo Arnold fu fermato per strada da un tale che gli disse di aver visto oggetti di quel genere quattro ore prima che Arnold li vedesse a sua volta. Arnold si decise allora a denunciare ufficialmente l’avvistamento all’ufficio locale dell’FBI, ma poiché questo era chiuso egli si recò alla sede del giornale locale dove riferì la sua esperienza ai cronisti.

Notizie scottanti
I giornalisti si resero subito conto che quelle notizie erano roba grossa e immediatamente le trasmisero all’agenzia di stampa Associated Press (AP) con i dati salienti: oggetti, quota, stima della velocità fatta da Arnold. La notizia si diffuse per tutto il mondo catturando l’attenzione e l’immaginazione della gente. Fu in quell’occasione che l’espressione “disco volante” entrò nel linguaggio comune e la gente cominciò a rendersi conto del fenomeno degli UFO. Ben presto Arnold si trovò assediato dai mezzi d’informazione.
A pochi giorni dalla pubblicazione della notizia , Arnold fu intervistato da una radio locale, la KWRC. «Pensai – disse in quell’occasione – che si trattasse di oche, perché quegli oggetti avevano un modo di volare simile a quello delle oche; ma filavano a una tale velocità che scartai quest’idea e conclusi che doveva essere una squadriglia di aerei di nuovo tipo in formazione… Come ho detto al-VAssociated Press, potrei tranquillamente confermare quello che ho visto giurando sulla Bibbia; se poi tutto ciò abbia a che fare con le nostre forze armate o con i servizi segreti, o magari con qualche Paese straniero, non lo so. Ma confermo che li ho visti, li ho cronometrati e che ero in una buona posizione per farlo. Certo, tutto questo è un mistero per me, così come lo è per tutti quelli che mi hanno interpellato nelle ultime 24 ore chiedendo di che cosa potesse trattarsi».
Sulla Catena delle Cascate si sono avuti molti altri avvistamenti da allora. Lo scrittore Paul Devereux, ricercatore dei misteri della crosta terrestre ha avanzato l’ipotesi che gli UFO siano da mettere in relazione con le “luci terrestri”, fenomeno elettromagnetico causato dal verificarsi di tensioni e deformazioni della crosta terrestre. Devereux ha detto di aver trovato correlazioni fra avvistamenti di UFO e faglie geologiche nelle zone degli avvistamenti. La Catena delle Cascate e la vicina riserva indiana di Yakima sono situate infatti in una zona caratterizzata da fenomeni geologici di questo tipo. Dai rilievi geologici effettuati è risultato che c’era una fase di stasi dell’attività sismica in quella zona all’epoca dell’avvistamento da parte di Arnold e che si stavano accumulando tensioni geologiche che sarebbero sfociate in un terremoto nel 1949.
Gli esperti di UFO comunque, anche dopo 50 anni, continuano a rimarcare il fatto che quello di Arnold fu un avvistamento esemplare. Sotto tutti i punti di vista era una segnalazione di ottima qualità: un fatto spettacolare riferito da un pilota esperto e per giunta allenato nell’osservazione dall’aereo come poteva esserlo uno che aveva il brevetto di pilota di soccorso. Resta il fatto, però, che tutto il caso poggia sui giudizi e sui calcoli di Arnold, giudizi giustamente messi in dubbio da numerosi scettici. Al di là di tutto, l’avvistamento di Arnold è entrato nella storia come il caso che ha dato il via all’era dei dischi volanti e solo per questo merita di essere annoverato fra le pietre miliari della cultura popolare del XX secolo.

KENNETH ARNOLD
Nato nel Minnesota (USA) nel 1915, Kenneth Arnold (a destra) si iscrisse all’università grazie a una borsa di studio per meriti atletici, ma, in seguito a un infortunio a un ginocchio, dovette rinunciare a una promettente carriera di professionista nel football americano. Dopo la laurea creò un’azienda di cui era l’unico titolare: progettava e commerciava attrezzature antincendio per le foreste. La sede era a Boise, nell’ldaho; dovendo percorrere per lavoro lunghe distanze nel nord-ovest degli Stati Uniti, prese il brevetto di pilota.
A parte il suo primo celebre avvistamento, Arnold fu protagonista di almeno un altro avvistamento di UFO e fece ricerche su alcuni casi di UFO visti da altri. Per questo è stato chiamato anche il primo ufologo. Insieme a Ray Palmer, più tardi direttore della rivista sensazionalistica Fate, pubblicò nel 1952 il libro The Corning of thè Saucers. Nel 1977 fu ospite d’onore al congresso di ufologi per il 30° anniversario dell’avvistamento di UFO del Monte Rainier, ma, nonostante godesse di una grande fama presso i gruppi di ufologi, si tenne piuttosto in disparte, evitando ogni fanatismo. Non condivise mai l’ipotesi che gli UFO potessero essere astronavi aliene. Aveva semmai una sua teoria, veramente singolare: pensava che gli UFO fossero delle creature viventi, che abitavano nell’atmosfera terrestre. Arnold morì nel 1984.

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