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Mutilazioni animali

Inserito il 21 maggio 2005 da Roswell in Mutilazioni animali, Ufologia

Mutilazioni animaliIn America verso la metà degli anni settanta, il senatore degli Stati Uniti Shmitt veniva avvisato dai suoi elettori che molti animali, mucche, cavalli e pecore venivano misteriosamente mutilate ed uccise da ignoti.
Secondo i rapporti dell’FBI, (Federal Boureau of Intelligence) la polizia interstatale americana, solo nel 1979, diecimila teste di mucche venivano trovate misteriosamente mutilate nei campi del New Mexico senza alcuna apparente spiegazione.
Già nel 1975 più di cento casi erano già stati segnalati. Coates riporta un caso del 1980 di un animale mutilato ma incastrato su un albero a circa cinque piedi dal suolo, come se il suo cadavere fosse stato gettato dall’alto. La perdita di valore denunciabile dagli allevatori era altissima: solo a Rio Arriba la perdita di sessanta capi di bestiame in un anno ha prodotto un danno pari a 18.000 dollari ma si pensa di poter stimare le perdite totali su tutto il territorio americano in un milione di dollari fino ad oggi.
Nel frattempo strani elicotteri senza segni di riconoscimento venivano visti volare sui luoghi delle mutilazioni animali. Una delle zone più colpite negli anni settanta era la zona del New Mexico in località Dulce.
Tale posto sarà tristemente noto agli ufologi degli anni novanta quando alcuni rivelatori americani e non solo, ne faranno oggetto di indagine a causa della probabile presenza di una base sotterranea, legata alle attività extraterrestri su questo pianeta.
Non mancavano gli ufo che volavano sulle zone delle mutilazioni animali e qualcuno cominciò a pensare che i due fenomeni potevano essere connessi tra loro. Finalmente il 1 febbraio del 1979 il primo Distretto Giudiziario sottopone un grant di 44.170 dollari quali fondi che l’FBI avrebbe dovuto investire per una ricerca sulle mutilazioni animali in Usa.
L’incarico di capirci qualcosa venne affidato ad un certo Kenneth M. Rommel Jr. e si concluderà dopo un anno con la pubblicazione di un memoriale di un certo interesse. (K. M. Rommel Jr., “Operation Animal Mutilation”, prepared for the Criminal Justice Department,1980).

Dove però il veterinario di turno dichiarava che le mutilazioni erano state effettuate con strumenti precisi, che permettevano lesioni cutanee estremamente pulite, il rapporto ufficiale dell’FBI sosteneva che gli animali morti erano stati mutilati ad opera di predatori della zona: i medici e gli allevatori locali però ribattevano che sapevano riconoscere il morso di una volpe o di un coiote o di un rapace dal taglio netto di un bisturi medico.
Il rapporto di Rommel allora sosteneva che eravamo in presenza di esseri umani che svolgevano riti satanici di varia natura ma nessuna traccia sul luogo che facesse pensare a questa ipotesi è mai stata trovata. Si poneva allora l’accento sul fatto che qualche animale era morto da solo perché in precedenza malato ma gli allevatori discordavano anche su questo punto. Si diceva nel rapporto ufficiale di Rommel che le testimonianze prese in loco non erano veritiere a volte misinterpretate ed a volte totalmente false.
Ma se da una parte le mutilazioni animali sono tutt’ora in voga, in America, nessuno è ancora riuscito a trovare una spiegazione plausibilmente credibile a certi fatti.
Ma in cosa consistevano queste mutilazioni?
Le mutilazioni animali si differenziavano di poco tra un animale all’altro ma leggendo i rapporti pubblicati dalla stesa FBI, e che oggi sono stati declassificati, si poteva notare una certa costanza del mutilatore.
Venivano infatti tolti i genitali ed una parte dell’intestino retto, veniva asportata la vulva nelle femmine con parte dell’anno, venivano amputate le parti esterne delle orecchie destra e sinistra o solo una delle due, veniva praticato un foro nell’occhio (di solito il sinistro), venivano carotati i capezzoli delle bestie che sovente venivano trovate con le zampe incastrate al suolo come se, cadendo dall’alto, si fossero impiantate nel terreno. I danni interni agli animali presentavano il fegato completamente bianco e dissanguato. Alcuni animali erano stati completamente privati di tutto il sangue, (anche quello nei capillari) e mostravano i tessuti totalmente bianchi. Ai cavalli veniva asportata parte della testa o solamente parte del naso del labbro inferiore e superiore sinistro o destro od ambedue. L’idea che in tutta la faccenda c’entrassero gli ufo si faceva invece sempre più plausibile. Non venivano trovate tracce al suolo né di orme umane né di automobili elicotteri trattori o cos’altro salvo in alcuni rari casi il solito cerchio di erba bruciata faceva bella mostra di sé vicino alla carcassa del povero animale.
Inoltre il fatto che il rapporto di Rommel sia completamente opposto a quello che dichiaravano gli sceriffi di zona, era da mettersi in relazione alla attività dello stesso Rommel.
Il signor Rommel aveva un curriculum con 28 anni di appartenenza come speciale agente all’FBI, 10 anni nel controspionaggio nel campo delle ricerche sui satelliti spia sovietici. 18 anni nel campo del crimine di cui 15 nelle frodi bancarie e nel campo del crimine con uso di violenza.
Il nostro personaggio dunque oltre a non essere “pulito” a causa dei suoi trascorsi nell’FBI si faceva aiutare da un folto gruppo di professori universitari che appartenendo all’establishment americano avevano tutto l’interesse a dire quello che l’FBI voleva fosse detto. Molti di questi erano anche consulenti del Federal Boureau stesso. L’elenco di questi esperti con le loro dichiarazioni sono qui di seguito riportati:
Dr. Harry D. Anthony, Kansas State Unversity
Gli animali sono morti di morte naturale e poi divorati da predatori
Dr. S. M. Dennis, Kansas State University
I rapporti di mutilazione animali sono incompleti e falsi
Dr. L. G. Morehouse, University of Missouri
E’ falso che le mutilazioni animali siano aumentate negli ultimi anni, si tratta di motivi naturali.
Dr. William J. Quinn, State of Montana
La morte degli animali è dovuta ad operazioni di flesh-eating birds cioè mangia e fuggi da parte di uccelli predatori sugli animali
L. D. Kintner, University of Missouri
Le ferite riportate dagli animali sono proprio quelle causate dai predatori
Dr. Roger Panciera, Oklahoma State University
Gli animali sono morti per cause naturali
Dr. M. W. Vorhies, South Dakota State University
Ci sono sempre evidenze di animali predatori sul luogo degli incidenti
Dr. Wiliam Sipped, Texas A & M University
Brevemente, non ci sono evidenze di mutilazioni effettuate da uomini
Dr. Robert L. Poulson, Utha Department of Agriculture
Nell’Utha i casi di mutilazione sono pochi e dovuti a stati di salute malandata degli animali ed alla presenza di predatori.

Dai documenti declassificati di matrice FBI si evince però tutta un’altra serie di cose molto strane: Su alcuni animali vengono trovate tracce di una resina a scambio ionico mentre alcuni animali sono contaminati da una sostanza fluorescente di cui viene riportato anche un’illeggibile spettro ultra violetto e infrarosso.
Qualche anno fa a Pisa fu pubblicato un trafiletto da un giornale locale che descriveva l’avvenuta morte di nove cavalli da corsa. I cavalli erano stati anche stranamente mutilati.
I cavalli mutilati avevano tutti i garretti spezzati, come se fossero caduti dall’alto.
Ci accorgemmo subito che i casi di mutilazione dei cavalli avevano fatto scattare delle azioni giudiziarie con le rispettive indagini della Procura della Repubblica e dei Carabinieri di zona e che potevamo visionare i dati di alcuni casi già archiviati di mutilazioni di cavalli avvenute qualche anno addietro.
Già perché avevamo scoperto, parlando con i proprietari delle scuderie, che erano almeno dieci anni che, quasi sempre in novembre il fenomeno si ripeteva!
Il 27 aprile del 1999 i fascicoli che ci interessavano venivano per così dire declassificati e dopo averli studiati attentamente il gruppo di studio del dottor Malanga giungeva alle uniche conclusioni possibili. Ogni anno a Pisa cavalli selezionati da corsa vengono mutilati ed uccisi con le stesse tecniche impiegate sui fratelli americani. Ma qui c’è di più. I cavalli di cui agli atti presentano il taglio dei padiglioni auricolari, hanno un foro nell’occhio sinistro, il carotaggio dei capezzoli, l’asportazione dei genitali ed una parte del retto. Presentano il carotaggio di una parte della colonna vertebrale all’altezza della cervicale ed hanno un foro nell’avambraccio destro.
Inoltre presentano o sciupature sul collo od addirittura parte delle ossa del collo rotte. Infine presentano una parte della pelle, su un lato completamente abrasa, come se fossero stati trascinati da qualche parte. Già, da qualche parte ma non lì, non nel luogo dove sono state trovate le carcasse.
I cavalli sono spesso privi anche di mezzo setto nasale e di mezzo labbro superiore ed inferiore ed appaiono con i denti scoperti come nel caso del famoso cavallo Snippy, trovato morto e senza gli organi interni ma esternamente intatto qualche anno fa negli Stati Uniti.
Dalle analisi dei periti del tribunale possiamo evidenziare come siano, in realtà, morti gli animali.
Qualcosa dall’alto, si è agganciato al collo dei cavalli e li ha letteralmente tirati su, da qualche parte. Quindi al cavallo è stata praticata, un’iniezione nella spalla destra per prelevare del sangue. Il cavallo è stato quindi abbattuto con una stimolazione a livello cerebrale che ha artificialmente aumentato il numero di battiti del cuore fino a farlo scoppiare. Gli organi sono stati prelevati in seguito, dopo che l’animale è stato trascinato da qualche parte provocando anche l’abrasione del parenchima laterale esterno.
Infine l’animale è stato ributtato giù, nel luogo del suo prelevamento ancora caldo.

I rapimenti di animali e le loro mutilazioni avvenivano storicamente ben prima che gli Americani si accorgessero di questo fenomeno come dimostra quello che racconta il giornale Farmer’s Advocate di Yates Center il 23 aprile del 1887.
Il signor M. Alex Hamilton alle sei di mattina sentendo che il suo cane latrava ferocemente si alza e corre con suo figlio Wall ed un amico Gild Heslip fuori di casa con il fucile. Si sta accorgendo che una strana macchina volante sta calando su una delle sue mucche e dopo averla afferrata con un cavo di color rosso, al collo (si! avete letto bene, proprio al collo, come i nostri cavalli!) se la porta in aria mentre la povera bestia urla come una dannata.
A nulla servono gli sforzi del contadino per tentare di liberare l’animale che è stato rapito da alcuni esseri bizzarri che si scorgono nella parte illuminata della macchina volante. Alcuni sembrano alti come noi ma ci sono anche degli esseri piccoli come bambini (i grigi? nda).
I resti dell’animale: la coda, parte della testa e del corpo vengono ritrovati il giorno dopo, nel campo di un vicino.

In un’opera dal titolo “Fulmini Globulari: effetti sull’uomo e sugli animali” del 1914 nella quarta memoria, volume 32 il professor Ignazio Galli, socio ordinario della Accademia Pontificia Accademia Romana dei Nuovi Lincei, ricorda e ricostruisce alcune delle più importanti testimonianze storiche del comportamento e degli effetti che fulmini globulari avrebbero prodotto dal momento in cui qualcuno ha avuto il bisogno di descrivere queste cose fino quasi ai giorni nostri.
Al di là di incredibili osservazioni effettuate da persone di elevato grado culturale, se paragonate ai tempi in cui i racconti venivano raccolti, abbiamo scoperto una serie di effetti su esseri umani ed animali che i fulmini globulari del professor Galli producevano sui malcapitati.
Si capisce immediatamente che i fulmini globulari non c’entrano niente ma per quell’epoca se si vedeva in cielo qualcosa di luminoso che si muoveva di moto erratico non poteva che essere un fulmine globulare.
Innanzitutto le stragi effettuate da questi strani fulmini sono apocalittiche.
Il 5 giugno 1781 tre morti e sessanta feriti, l’11 luglio 1819 con nove morti ed ottantadue feriti mentre tutti i cani della Chiesa dove cadde il fulmine, e ce ne erano molti, furono tutti trovati morti, il 9 settembre del 1843 otto cavalli uccisi a Fourgerè, nel maggio del 1904 strage di tutti gli animali della stalla di Metilene tra cui buoi capre porci, tranne una capra malata che il fulmine non aveva toccato.
Il 19 luglio 1759 a Dresda uno stalliere vede una fortissima luce nella stalla, chiude gli occhi e quando li riapre scopre che dei trenta cavalli, diciannove erano morti ma scelti dal fulmine con qualche strana strategia, visto che erano tutti in fila.
Nel luglio del 1836 un vaccaio che conduceva le sue bestie, vide scoppiare attorno a se un fuoco, svenne ed al suo risveglio solo tre mucche erano salve.
Le mucche non sembravano avere segni esterni ma molte presentavano alcune strisce di pelo bruciato ma solo sul lato sinistro(?) con forte ecchimosi della cute con strisce larghe 4 centimetri ed estese fino ai lombi ai seni alle cosce all’incavo dei garretti. Sangue sgorgava anche dai capezzoli. Molti organi erano pieni di sangue e liquido giallo in stato di putrefazione, dopo alcune ore dall’ispezione del veterinario. Ad una vacca mancava l’epiglottide e la metà dell’epitelio sulla lingua dal lato destro, come nelle mutilazioni di mucche del New Mexico.
La bestia aveva un taglio così sottile dalla laringe alla biforcazione che sembrava fatto con il coltello. Nel 1715 un fulmine circolò per l’Abazia di Tours e non molestò alcuno dei 150 frati ma se la rifece con 22 cavalli. Così nel 1819 presso Beaumont-Le-Roger un solo fulmine stese 44 castrati. La sera dell’ 11 maggio 1865, il pastore Uberto Wera, riconduceva 152 castrati. Un fulmine ne uccise 126 ma lui fu trovato completamente nudo (?), calvo, con una cicatrice che andava dalla fronte al petto ma senza efflusione di sangue. Delle bestie morte alcune erano decapitate, tre avevano la testa forata da parte a parte o le gambe rotte. Il cadavere del cane non fu più trovato.
L’ 8 settembre del 1896 a Vandieres un pastore e due bambine che erano con lui vengono paralizzati per più di un ora mentre il cane e molti animali vengono ammazzati da un fulmine. Ma la cosa interessante è che tra le altre mutilazioni sugli animali, probabilmente effettuate dal fulmine, se ne annoverano di veramente strane; al povero pastore infatti gli viene tolto il padiglione auricolare!
Ad Aubrac nell’agosto del 1905 uno solo di essi stese 586 bestie tra cui 246 agnelli, 218 pecore, 84 castrati e 20 arieti. Al principio del luglio del 1865 un fulmine otre ad ammazzare alcuni bambini li spoglia completamente. Nel pomeriggio del 5 luglio del 1781 un fulmine uccise tre uomini ma ad uno di essi tagliò la lingua e praticò un foro sul collo (come ai cavalli di S Rossore nda). A Draguignan in Provenza l’8 settembre del 1634 il solito “fulmine globulare ?” uccide otto persone e tra questi viene riportato che ad un cadavere non si troverà più né la lingua né i denti. Sul cadavere di un Prussiano ucciso dal fulmine globulare nel 1772, il dottor Crome osserverà che dalla parte interna della coscia sinistra a stato tolto un brano di derma di quindici centimetri quadrati. Il muscolo era però intatto e la piaga senza sangue, la camicia senza macchie.
Vicino a Ferbellin, nel maggio del 1809 un pastore ci rimette l’orecchio sinistro e la vita. Da un altro fulmine globulare nel 1815 viene uccisa una giovinetta che viveva a Chailly: il fulmine ferirà la giovinetta all’orecchio sinistro.
E che dire dei fulmini globulari che non fanno rumore ma in un gruppo di cinque donne subitaneamente ne afferrano una e dopo che le altre hanno ripreso conoscenza vedono quanto segue….La poveretta era morta e tutta nuda con molte ferite. Le vesti e le scarpe tagliate a strisce erano sparse a sei piedi di distanza dal cadavere. Quando la poveretta fu esaminata dal dottor Morand si vide che aveva diverse graffiature parallele sulla fronte a sinistra. Lividi i lombi e l’addome con profonde ferite rettilinee e con la frattura del sacro. A sinistra ferita nell’inguine a destra squarciato l’addome, spezzato l’osso pubico. Era sparita una grande massa muscolare di quasi tre libbre eppure sul luogo del disastro nemmeno una goccia di sangue!
Il 27 luglio 1791 a Everdon Friend a Northampton un globo luminoso produsse su una donna incinta più di cento ferite ad un’altra scorticò i piedi senza danno alle scarpe, ad un’altra produsse quattro fori sopra il ginocchio sulle spalle e, sul torace di alcuni uomini, i fori erano molti. Ma lo stupore più grande fu suscitato dall’osservazione dei morti. Tre cadaveri sedevano in atteggiamento naturale come se fossero vivi. Orbene a questi tre ed ad un quarto che si trovava nel fosso vicino, quando furono spogliati, apparve uno spettacolo orribile…le natiche dilaniate e gli organi genitali distaccati con piaghe che parevano fatte da piccoli ferri roventi. Il conte Ruggiero di Bussy vissuto nel secolo decimo settimo, riporta di un fulmine che produsse su alcuni uomini …comme vous pourriez dire, de rendre un homme digne d’entrer dans le serail.
A Pietroburgo nel 1726 un fulmine globulare uccide un uomo in barca e sul cadavere si notò principalmente “Abdominis, et membri genitalis inflatio”.
Il professor Galli riporta anche numerosi esempi di animali tagliati in due per lungo e per largo dai suoi fulmini globulari e tra questi, gatti pecore ed esseri umani.
Nel 1865 il chirurgo Stoltemberg curò un borghigiano di Wulffdorf colpito sul petto a sinistra da un fulmine. Il poveraccio risultava completamente privo di derma del quale neppure un brandello si poteva ritrovare.
Nel luglio del 1856 negli Stati Uniti, il dottor Giuseppe Menry curò un carrettiere sul quale un fulmine globulare distaccò delle strisce di pelle approssimativamente eguali ed avvolte in rotoletti distanti quattro dita tra loro. Il fatto strano era costituito dalle vesti del povero malcapitato che, ancora una volta erano intatte.

Il primo vero approccio scientifico.
Negli ultimi cinque anni in località S. Rossore a Pisa si sono verificati strani casi di mutilazioni animali. S. Rossore è una zona alla periferia di Pisa, un posto con uno splendido ambiente naturale, con boschi, prati e pascoli, da cui in poco tempo si può raggiungere il mare ed è forse per questo che è stata costruita proprio qui una delle tenute presidenziali. Ora è anche presente un grande ippodromo e tutta la zona adiacente è occupata da allevamenti di cavalli da corsa, pascoli e scuderie. Tutto questo fa di S. Rossore una zona abbastanza isolata dal traffico urbano.
Nel 1997 la RAI trasmetteva un servizio giornalistico che parlava di animali mutilati, probabilmente da satanisti vicino Pisa; veniva anche intervistato il proprietario il quale spiegava che quella non era la prima volta.
I nostri esperti, (Vladimir Voccoli e Daniele Palagi due biologi che fanno parte del gruppo di ricerca sulle mutilazioni animali di Corrado Malanga), contattarono i testimoni dell’intera vicenda.
La figlia dell’allevatore, all’inizio era molto restia a parlare ma quando le chiedemmo se “per caso” a questi cavalli fossero stati asportati organi come l’occhio, o le mammelle oppure i genitali o ancora il retto, lei iniziò ad incuriosirsi. Come potevamo noi sapere cosa fosse capitato ai loro cavalli quando a saperlo erano solo i familiari, lo stalliere ed i carabinieri?
Ci raccontò di cavalli trovati orribilmente mutilati, senza lingua, senza orecchi, con grossi tagli quadrati che avevano portato via genitali e retto insieme, ma, cosa più strana, non c’era sangue sotto di loro. Come potevano essere stati ridotti in quel modo senza lasciare sul terreno neanche una goccia di sangue?
Tutto ci diceva che queste mutilazioni erano identiche a quelle riportate dalle cronache ufologiche americane. Gli organi asportati erano gli stessi e anche il modo in cui erano stati asportati era lo stesso: gli animali erano stati trovati puliti dal sangue, come se non fossero stati uccisi sul posto. Erano del tutto assenti segni di pneumatici oppure orme di scarpe. A questo proposito, la testimonianza scritta di un carabiniere accorso sul posto diceva: “In corrispondenza del terreno ove poggiavano gli zoccoli, la terra si presentava leggermente sollevata come se l’animale fosse caduto di colpo” o dall’alto potremmo aggiungere noi!
Ci restava da verificare se i tagli fossero stati fatti in maniera particolare cioè volevamo verificare se queste asportazioni fossero state fatte in maniera grossolana o con precisione chirurgica. Ma TOP SECRET da parte della figlia dell’allevatore: non sapeva nulla. Ci disse che quello che volevamo sapere lo dovevamo chiedere ai carabinieri o all’USL perché l’inchiesta era ancora in corso. Le chiedemmo se sui tagli fossero stati rilevati esposizioni ad alte temperature, dell’ordine di 400-500°C e quando lei ci disse: “Cinquecento gradi? Come un laser? Chi andrebbe in un pascolo con un laser?” capimmo che c’era qualcosa di strano perché noi non avevamo mai parlato di laser. Forse lo aveva fatto qualcun’ altro!
Lasciammo le foto scaricate da Internet con il nostro numero di telefono, da portare al padre, che se avesse voluto, avremmo gradito incontrare. Il pomeriggio stesso ricevemmo la telefonata: era stupito che altri animali avessero subito lo stesso trattamento delle sue fattrici e ci volle subito incontrare.
Ci spiegò che ciò si verificava da ormai cinque anni: gli avevano ucciso undici fattrici ed un puledro, tutti nello stesso modo e, cosa sconcertante, anche nel medesimo periodo, tutti tra ottobre e gennaio. Ci spiegò che non poteva essere una ritorsione perché i cavalli erano di scarso valore e un danno molto maggiore gli sarebbe stato arrecato se avessero ucciso anche uno solo dei suoi cavalli da corsa.
Ci disse che le mutilazioni erano effettuate con precisione chirurgica, e che addirittura una fattrice che fino a ventiquattro ore prima era gravida, al momento del ritrovamento non lo era più! Non ci volle dare ulteriori informazioni perché non gli competeva, ma ci avrebbe fatto contattare dai carabinieri che seguivano l’inchiesta.
Ovviamente anche i carabinieri non ci dissero niente di più ma erano stranamente interessati dalla nostra conoscenza del caso, tanto da chiedere a noi se veramente erano i marziani a tagliuzzare questi poveri cavalli (anche loro avevano trovato qualcosa su Internet!).Abbiamo aspettato due anni ma finalmente l’inchiesta è stata archiviata ed è arrivata nelle nostre mani con la benedizione della pretura di Pisa.
Gli atti rilasciati contengono il rilevamento delle autorità, i reperti autoptici e le analisi tossicologiche.
Da bravi biologi iniziammo ad analizzare dapprima i dati autoptici. Gli animali presentavano all’esame esterno diversi tipi di asportazioni:

• Ampia asportazione con taglio netto del labbro superiore con interessamento delle narici fino alla cartilagine dei seni nasali
• Taglio netto da asportazione che interessa i padiglioni auricolari sia destro sia sinistro
• Incisione profonda con asportazione della regione del perineo coinvolgente vulva ed ano
• Asportazione dei capezzoli con tagli circolari
• Due fori cutanei di circa 4mm di diametro uno in posizione retroparotidea destra e l’altro sulla faccia laterale dell’avambraccio destro ad uso arrotativo
• Asportazione dell’apice linguale (4-5 cm di profondità)
• Foro di 4mm di diametro nella regione medio-laterale del globo oculare destro
• Alcune regioni erano state rasate

Avevamo avuto la conferma scritta alle nostre ipotesi! Il tipo di mutilazione era il medesimo riscontrato nei capi di bestiame americani, gli organi asportati erano gli stessi, non vi erano tracce sul terreno e soprattutto non era mai stato trovato alcun colpevole e nessuno che avesse mai rivendicato i fatti. E’ sufficiente per affermare che sono gli alieni a mutilare questi animali?
A nostro parere assolutamente no.
Potrebbe essere davvero una setta satanica a diffusione mondiale che ha tra i suoi adepti preparati medici chirurghi, oppure un centro di ricerca che finanzi una sperimentazione particolare a mutilare gli animali. L’ipotesi che ci possa essere una ricerca segreta, parallela alla scienza ufficiale a nostro parere è da escludere. E’ molto più economico e fruttuoso allevare da sé le proprie cavie, è possibile seguire una linea pura, controllare le condizioni di crescita e quindi standardizzare i valori di riferimento, ma soprattutto non si rischia di essere scoperti in un atto criminale.
Ad escludere definitivamente l’ipotesi di un coinvolgimento umano sono invece le modificazioni interne riportate dagli animali. L’asportazione di abbondanti parti anatomiche è a nostro parere solo la caratteristica più evidente del fenomeno. La cosa che più ci ha stupito sono le analisi autoptiche interne: tutte le fattrici sono morte per collasso cardiocircolatorio acuto. Non sono quindi le mutilazioni la causa della morte. Tali apparivano gli organi interni al momento dell’autopsia:

• Lo stomaco appariva repleto di materiale alimentare, che non aveva subito modificazioni digestive
• La mucosa gastrica però era seriamente modificata
• Gli organi ghiandolari, tutti, erano in condizioni di sfiancamento
• Il fegato era ridotto di volume e decolorato
• Il pancreas, le ghiandole surrenali e la milza erano in stato di colliquazione

La cosa subito evidente era che solo gli organi ghiandolari erano stati compromessi in maniera vistosa, come se fossero stati utilizzati al massimo, fino al loro sfiancamento. In una fattrice, in particolare, i reni si presentavano normali senza alcuna lesione mentre le ghiandole surrenali erano interessate da emorragie ad ampia diffusione; in un’altra lo stomaco era pieno di materiale alimentare non ancora digerito ma a carico della parete ghiandolare si rilevava la presenza di ampie manifestazioni emorragiche. Com’era possibile che l’animale non avesse digerito il cibo se la mucosa rivelava stress da affaticamento? e come mai nello stesso animale il pancreas appariva come se fosse stato attivato ma senza aver ricevuto il bolo dallo stomaco?
Sembra quasi che le ghiandole abbiano lavorato simultaneamente ed indipendentemente dalla digestione, come se un organo abbia lavorato senza compiere la sua funzione, in questo caso la digestione. Anche tutte le altre ghiandole erano nelle medesime condizioni: il fegato per esempio, si ritrovava ridotto di dimensione e sbiancato, come se avesse compiuto il proprio ruolo fisiologico fino all’estremo.
Il fatto che siano gli organi ghiandolari gli unici ad essere interessati è supportato dalle mutilazioni stesse. Cosa hanno in comune tra loro le parti anatomiche asportate? Sono tutti tessuti con una notevole componente ghiandolare! E’ interessante il caso di una fattrice che rivelava la stessa sintomatologia delle altre cavalle ma che stranamente non era stata mutilata, come se fosse stata scartata e ritenuta non idonea; infatti, in questo animale, l’analisi autoptica rivelava che la cavità addominale risultava interessata da un’infezione parassitaria acuta. Chi eseguiva l’operazione, rendendosi conto dell’infezione che probabilmente rendeva l’animale inutilizzabile, l’aveva scartato non eseguendovi i prelievi (le mutilazioni). Il medico legale nelle conclusioni riguardanti gli altri animali, afferma che: “[…] le numerose mutilazioni rilevate sono state inferte in momenti successivi alla morte, pertanto non sono responsabili della morte degli animali”; perciò al momento dell’asportazione degli organi, gli animali erano già morti.
Le fattrici mutilate invece erano in ottima salute! A nostro parere l’animale dopo aver subito un primo processo, che aveva causato la sintomatologia interna sopra descritta e la morte per sfiancamento del ventricolo sinistro con conseguente collasso cardiaco, era stato scartato e non era stato sottoposto all’asportazione degli organi.
La cosa che non è ancora chiara è la funzione dei fori cutanei. Citiamo ancora il medico legale che dice: “All’esame delle masse muscolari della regione atlanto-epistrofea destra si rilevava la presenza di un foro rettilineo che si approfondiva per circa 5 cm fino al corpo vertebrale […] a livello osseo si accertava e si documentava radiologicamente una frattura completa con scheggiatura e distacco di tre frammenti dall’atlante. Il foro all’avambraccio è dello stessa natura del precedente”.
A nostro pare i fori sono i segni lasciati dagli strumenti utilizzati per stimolare le porzioni ghiandolari. Un’adeguata stimolazione in zone particolari dell’encefalo, può, infatti, far partire un impulso nervoso diretto a specifici organi.

IPOTESI DI PROCEDURA E CORRELAZIONE CON I DATI AUTOPTICI :

1. ANIMALE VIVO: STIMOLAZIONE DELLE GHIANDOLE ESOCRINE (ghiandole mammarie, ghiandole della parete dell’utero, ghiandole rettali ghiandole salivari ecc.).

Modalità stimolazione delle ghiandole esocrine: Sconosciuta

Ipotesi: i vari fori fatti per avvitamento sono probabilmente una traccia lasciata dalla procedura servita a stimolare l’animale, plausibilmente con circuiti di stimolazione elettrica che eccitano particolari zone del Sistema Nervoso autonomo con una ampia localizzazione. La stimolazione ha colpito un po’ tutte le ghiandole esocrine, anche quelle mai asportate con le mutilazioni come il pancreas, la mucosa gastrica ed il fegato.

2. Animale ancora vivo : stimolazione selettiva delle ghiandole endocrine surrenali, le uniche ghiandole endocrine che, dalle analisi effettuate, risultano danneggiate.

Modalità di stimolazione delle ghiandole surrenali : Sconosciuta

Ipotesi : non esistono dati che ci permettano di ipotizzare un coinvolgimento di altre ghiandole endocrine. A nostro parere infatti le surrenali sono state danneggiate proprio dalla stimolazione effettuata sul Sistema Nervoso autonomo.
Il Sistema Nervoso autonomo infatti utilizza adrenalina e noradrenalina come neurotrasmettitori e queste sostanze bivalenti (ormoni e neutrasmettitori) vengono proprio prodotte dalle surrenali. E’ facile ipotizzare che una stimolazione al Sistema Nervoso autonomo in primis stimoli le surrenali proprio per mantenere alte le concentrazioni ematiche di questi composti e garantire l’attività costante del Sistema Nervoso autonomo.
C’è da notare che in una fattrice gravida è stato asportato il feto (proprio come in tanti casi americani). Probabilmente gli annessi della placenta di cui alcune parti funzionano
come ghiandole endocrine per stimolare il parto ed influenzano la vaso dilatazione delle arterie.
Altre parti della placenta interna funzionano come le ghiandole esocrine secernendo il liquido che protegge l’embrione.
Si pensa che tutto ciò venga asportato per evitare che qualcuna di queste parti possa interagire con la procedura. Il feto, cioè, è un ingombro e va eliminato.

3. L’animale muore : Arresto cardio-circolatorio associato spesso a sfiancamento di un dei due ventricoli.

Per i trattamenti subiti precedentemente secondo i punti 1 e 2 l’animale produce una grande quantità di prodotti ghiandolari: in breve tempo le ghiandole esocrine si riempiono di prodotti non ancora escreti. Questa iperattività ghiandolare produce sicuramente un forte squilibrio elettrolitico come pure di molte altre sostanze organiche che verranno sottratte al torrente ematico: il fegato tenta di riequilibrare le varie mancanze poiché è un organo cardine per mantenere l’omeostasi dell’organismo. Per questo nelle carcasse dei cavalli il fegato appariva sbiancato e flaccido (privo di elettroliti) .
Il cuore viene iper-eccitato per stimolazione abnorme causata dall’azione dell’adrenalina e della noradrenalina le quali sono i tipici ormoni che vengono liberati quando un organismo deve compiere un grande sforzo e vengono perciò mobilitate tutte le energie metaboliche. In questo caso il grande lavoro noi pensiamo sia la produzione ghiandolare intensa e rapida: il cuore super eccitato lavora al massimo fino a che in condizione di squilibrio elettrolitico, entra in crisi e si arresta. La morte dell’animale per chi effettua questa procedura non rappresenta un inconveniente: la morte avviene quando l’animale ha già dato tutto, ossia munto a dovere. Prolungare il trattamento cercando di mantenere l’animale vivo sarebbe una perdita di tempo. Possiamo inoltre ipotizzare che venga usato un meccanismo iniziale che impedisca un infarto prematuro in modo da non perdere l’attività vitale degli organi. L’animale morto non sanguina quando viene mutilato; per questo non è stato trovato sangue sul terreno una volta riportato sul luogo dell’abduction. E’ da notare inoltre che questa procedura viene effettuata con strumenti che fanno tagli precisissimi, profondi e perfettamente geometrici (quadrati oppure ellissoidali) che a giudicare dal tipo di incisione farebbero pensare a un bisturi laser alquanto potente.
Ci preme inoltre sottolineare il fatto che su alcuni animali americani sono state trovate tracce di resine a scambio ionico nelle vicinanze delle ferite. Si tratta di un’ulteriore conferma dell’interesse da parte di coloro che mutilano gli animali per le sostanze presenti negli organi asportati.

RICOSTRUZIONE DEI FATTI
Le fattrici vengono bloccate dagli autori delle mutilazioni nelle ore più diverse della giornata: alcune di notte alcune altre anche alle 19.00 di sera (sembra strano che nessuno abbia mai visto nulla). Le fattrici vengono immobilizzate con qualcosa che non lasci tracce chimiche nell’organismo (noi supponiamo che vengano usati gli stessi raggi luminosi di cui raccontano gli addotti) e tirate su di un mezzo probabilmente in volo perché non ci sono tracce sul terreno. Ci sembra improbabile che un gruppo di persone, anche se specializzate, riesca, da un elicottero in volo, a bloccare un cavallo impaurito, senza anestetizzarlo e a tirarlo sul mezzo ancora in volo (questa sì che è fantascienza!).
Sull’animale ancora immobilizzato viene inserito lo strumento che stimolerà il Sistema Nervoso autonomo all’altezza dell’atlante e attraverso l’occhio in direzione dell’ipofisi (lo strumento verosimilmente presenta degli aghi da avvitamento). Nella fattrice gravida viene asportato il feto perché non interferisca. Parte un circuito nervoso che stimola dapprima le ghiandole surrenali a produrre adrenalina e noradrenalina in modo che il sistema abbia sempre neurotrasmettitori disponibili.
Tutte le ghiandole iniziano a secernere notevoli quantità dei loro prodotti, contemporaneamente il cuore viene sottoposto a notevole stress e probabilmente gli viene impedito di collassare da un altro circuito nervoso artificiale applicato sulla spalla destra (cfr. la posizione dei fori cutanei). Il fegato invano cerca di riequilibrare l’omeostasi dell’organismo e si riduce di volume sbiancandosi.
Gli organi si caricano di secreti e una volta pronti il circuito, che impedisce il collasso, viene disattivato.
L’animale muore per sfiancamento del ventricolo. Dopo qualche minuto con strumenti molto taglienti vengono asportati gli organi con tagli netti (quadrati ed ellissoidali perfetti):il sangue coagula e non esce dalle ferite, a questo punto l’operazione è terminata. I cadaveri vengono riportati sul luogo dell’abduction: vengono buttati giù dal mezzo. Il carabiniere nota subito che il terreno risulta essere sollevato e per lui l’animale è caduto di colpo; ma noi sappiamo che quel “di colpo” significa “dall’alto” proprio come era successo a quei tori in America trovati, uno con le corna infilzate nel terreno e l’altro a 20 metri su di un albero.
Non sappiamo a cosa porti questa procedura, ma possiamo valutarla sulla base delle nostre conoscenze e trovare molte similitudini con quello che facciamo noi ai maiali transgenici. Noi infatti inseriamo il gene per l’insulina umana nelle ghiandole mammarie di una scrofa, e con il suo latte mungiamo anche la nostra insulina. Sarà forse un metodo molto meno rispettoso, ma molto più avanzato per produrre proteine transgeniche?
E che tipo di proteine? Vorremmo, senza spaventare nessuno, citare a questo proposito alcuni ricercatori inglesi che associano il fenomeno delle “cattle mutilation” al dilagare del morbo della “mucca pazza”.
Se infatti noi trattiamo un organismo con forti e prolungati impulsi elettrici è molto probabile che cambieremo la conformazione spaziale di alcune proteine in esso contenute (le proteine sono infatti molecole polarizzate), otterremo proteine con la stessa catena amminoacidica ma con diversa disposizione nello spazio. Non vengono riconosciute neanche dalla specie che le ha prodotte. Esiste un nome per queste proteine ed è PRIONI, polipeptidi impazziti che non vengono riconosciuti da nessuna cellula vivente e possono quindi passare da specie a specie. Pare siano proprio questi la causa della “encefalopatia bovina spongiforme”.
Cosa potrebbe essere avvenuto in Inghilterra con i capi di bestiame mutilati?
Si sa che per molto tempo carcasse di bestiame sono state usate per produrre mangime per altri capi; se avessimo proteine mutate, queste verrebbero reimmesse nella catena alimentare e non essendo riconoscibili passerebbero intatte dalle mucche mutilate alle loro sorelle per poi finire direttamente nei nostri piatti.
Una visione un po’ apocalittica che a nostro parere non dovrebbe comunque essere sottovalutata.
Ma le cose non finivano qui.

Alcuni recenti casi di mutilazioni animali sempre ovviamente irrisolti sono stati analizzati dal National Institute for Discovery Science di Las Vegas che riporta il primo caso di mutilazione di una mucca con la sopravvivenza dell’animale stesso.
E’ il 20 maggio del 2000 e siamo in un ranch situato a 18 miglia di CUBA (New Mexico). Un investigatore del NIDS viene avvisato da un allevatore con più di 230 capi che una sua mucca è stata trovata con strane lacerazioni.
L’animale visitato dai veterinari il giorno dopo s presentava malato, poco ricettivo.
La mucca aveva delle macchie di sangue coagulato su lato destro del cranio e che gli uscivano dal naso.
La temperatura dell’animale era normale ma la lingua sembrava seriamente compromessa da strane striature e la mucca aveva una produzione salivare eccessiva.
Il labbro superiore mostrava delle profonde lacerazioni ed aprendo la bocca dell’animale si potevano constatare serie lacerazioni interne. Così i tessuti labiali sembravano essere affetti da processo di necrosi avanzato. Non erano visibili lesioni all’interno dell’epitelio linguale. L’orecchio sinistro esterno era stato totalmente amputato.
L’orecchio destro esterno era stato solo parzialmente rimosso.
Per il resto sembrava che l’animale non avesse problemi gravi di altro tipo.
Le analisi serologiche, virologiche furono effettuate con grande perizia ed approfondimento ma nulla di serio venne messo in evidenza, così anche la spettrometria di ICP massa (inductively coupled plasma Mass spectrometry) mostrò il contenuto di sali minerali nel sangue del tutto normale.
Alcuni segni tipici di piccoli aghi erano visibili sulla pelle dell’animale in alcuni punti strategici tra cui la testa e le ferite ed i segni prodotti da questi aghi erano simili a quelli che si otterrebbero se a questi aghi fossero collegate forti tensioni elettriche.
Dunque i dati ipotizzati per la morte dei cavalli di San Rossore continuavano ad essere validi. La mucca peggiorò rapidamente e dopo cinque giorni dovette essere abbattuta dal suo padrone. Perché se queste mutilazioni furono causate da intervento alieno, sono state bruscamente interrotte a metà? Forse gli alieni non hanno trovato di loro gradimento l’animale? O forse si sono dovuti velocemente allontanare disturbati da qualche imprevisto ed hanno lasciato l’opera incompiuta.

Nello stato del Minas Gerajs, già noto per famosi avvistamenti ufologici, per casi di abduction e per gli strani fenomeni addebitati al così detto Chupa-cabras, si sono verificate anche molte mutilazioni animali.
Ma i particolare l’ufologo Gevaert ha potuto esaminare il corpo di un contadino morto in circostanze misteriose che però aveva tracce sul corpo analoghe a quelle trovate su alcuni animali mutilati nella zona.
Il corpo era caratterizzato dalla presenza di alcuni fori di cui uno sul braccio destro collocato sotto l’ascella. Da questo foro erano stati eliminati alcuni organi interni quali ghiandole ascellari.
Un altro grosso foro all’altezza dell’ombelico era ben visibile sul cadavere del soggetto. Da questo foro era stato tolto in qualche modo il fegato ed alcuni pezzi di stomaco. Un altro foro analogo risiedeva sulla coscia sinistra nella parte interna. Anche da quel foro erano state tolte parti anatomiche interne. Sullo scroto attraverso un taglio sottilissimo erano stati asportati i testicoli.
Il cranio dell’uomo era stato in parte scorticato all’altezza dei tessuti del labbro superiore, inferiore e della lingua. Almeno in un occhio era stato praticato un foro. Esistevano tagli ai padiglioni auricolari e alcuni fori erano stati praticati in modo simmetrico sul cranio.
Dai fori craniali centrali era stato tolto parte del tessuto cerebrale.
Quello che si poteva notare era che a praticare i fori era stato un ordigno rettangolare che veniva sovra-impresso alla parte anatomica da bucare. Questo strano oggetto scaldava rapidamente un settore rettangolare del parenchima esterno che rimaneva così annerito e praticava nel bel mezzo di questo tassello rettangolare, un perfetto foro circolare della grandezza di una moneta da cinque centesimi di euro.
Le immagini del cadavere sono più eloquenti di qualsiasi commento.
Tale ultimo dato ci porterebbe a supporre che in particolari zone della terra poco abitate ma comunque molto vaste, dove non è facile avere un controllo sul numero della reale popolazione presente, entità aliene praticherebbero mutilazioni anche su specie umane non essendo possibile quasi nessun controllo da parte delle autorità su questo tipo di fenomeno.

Fulmini globulari e mutilazioni animali

Il fenomeno dei fulmini globulari è stato sovente correlato alle problematiche ufo sia per screditare questi ultimi sia per sostenerne l’esistenza. Poco è stato scritto comunque su questo argomento tranne un nostro articolo comparso qualche anno fa su una rivista specializzata, dove si metteva in evidenza il fatto che i fulmini globulari assomigliavano ad ufo, viste le decine di testimonianze e di statistiche alla mano mentre d’altra parte, tutti gli sforzi di trovare una spiegazione scientifica diversa da quella extraterrestre per questi fenomeni era rimasta una vera chimera.
I fulmini globulari non potevano essere riprodotti in laboratorio ed i calcoli fisici fatti su modelli matematici davano risultati spropositati per energie e dimensioni che questi strani corpi celesti avrebbero dovuto possedere per essere considerati solo e solamente fulmini.1-15
Il sottoscritto si trovò qualche anno fa a discuterne con l’allora direttore del CICAP professor Ferluga in diretta televisiva su RAI 2. In quella sede, il fisico padovano dichiarò che un suo amico aveva riprodotto i fulmini globulari nel suo laboratorio e che quindi, il problema degli ufo era risolto.
Tale dichiarazione dimostrava però che Ferluga non aveva chiara la differenza tra produrre un effetto e riprodurre un effetto fisico in laboratorio: infatti se diamo retta a questa filosofia scientifica da quattro soldi ci rendiamo conto che potremmo dimostrare che i treni non esistono perché esistono i trenini elettrici.
D’altro canto non abbiamo visto, in tutti questi anni, corroborata la affermazione del professore in quanto, in letteratura, non sono state mai pubblicate le scoperte del suo amico costruttore di fulmini globulari, anche perché, se così fosse stato, gli avrebbero dovuto dare il Nobel per la Fisica.
Ci risulta invece che nel 1995 i professori Brovetto e Maxia pubblicarono sul Nuovo Cimento, vol.17D N.2, a pagina 169, uno studio intitolato “On the instability of ionospheric plasma originated by charge separations in the troposphere. The Ufo phenomenon mechanism”. Il professor Brovetto da me contattato, mi spiegò che si era interessato a questo fenomeno perché lui stesso era stato testimone una volta, di un fenomeno che ovviamente doveva essere un fulmine globulare, a Cagliari e per questo aveva scritto l’articolo.
Purtroppo l’articolo che fa dei conti sulle energie messe in gioco dal fulmine globulare, spiega il fenomeno dei piatti volanti, come una emissione di elettroni a livello di bordo della ionosfera. Se ne deduce che i fulmini globulari devono essere piccoli anche se appaiono grandi e soprattutto starsene molto in alto. Gli ufo descritti dal professor Brovetto sarebbero quindi da paragonarsi, per sua stessa bocca, a quei fenomeni visti a Hessdalen di cui tanto si parla in ufologia.
Diciamo “purtroppo” perché ci sembra che la parte bibliografica riguardante i testi ufologici menzionati dal Brovetto sia assolutamente insufficiente.
Si fa riferimento al rapporto Condon di cui tutti conoscono le limitazioni interpretative, al libro di Philip Klass “Ufo explained” non tenendo conto del fatto che Klass era sul libro paga della Cia, non era uno scienziato ma come pochi sanno un semplice giornalista, inoltre si fa riferimento al libro di J. H. Hyneck “The ufo experience”, non tenendo conto che la figura del professor Hyneck oggi come oggi, tende ad essere rivalutata dagli storici ufologi che vedono in lui più una longa manus dei servizi segreti americani che il buon difensore della causa ufologica come qualcuno vorrebbe ancor oggi far credere.
Le altre voci bibliografiche, 23 in tutto, sono di trattati di fisica.
Ancora una volta esiste uno squilibrio a nostro parere tra le testimonianze dei fenomeni fisici da interpretare e le interpretazioni date, tale da non poter tener conto delle conclusioni di Brovetto se non nella misura in cui si deve comunque plaudire ad un tentativo di spiegazione di un parziale aspetto dei fenomeni descritti.
In questa analisi non mi soffermerò sugli aspetti moderni del problema perché di questo ho già trattato in Notiziario Ufo n. 102 a pagina 51 nel lontano 1984. Desidero invece portare a conoscenza del lettore un’opera del 1914 dal titolo “Fulmini Globulari: effetti sull’uomo e sugli animali” del professor Ignazio Galli, socio ordinario della Accademia Pontificia Accademia Romana dei Nuovi Lincei volume 32.
Nella memoria quarta di questo imponente lavoro, l’autore ricorda e ricostruisce alcune delle più importanti testimonianze storiche del comportamento e degli effetti che fulmini globulari avrebbero prodotto dal momento in cui qualcuno ha avuto il bisogno di descrivere queste cose fino quasi ai giorni nostri.
Ma facciamo parlare l’autore di questo imponente lavoro…..Sembra che un’apparizione osservata ad Hirshberg nella Slesia alle 16 del 19 aprile del 1886 avesse qualche somiglianza con quelle lunghe file di globi che Gastone Plantè chiamò lampi a rosario. Un globo giallo grosso quanto una testa di un fanciullo era seguito da una fila di globi minori come palle da biliardo….ed ancora …Il professor Muller della società Geografica Russa dichiarò di aver visto verso le 18 del 30 luglio 1888 tre globi in fila. Il globo di mezzo era giallo con riflessi dorati di sessanta centimetri di diametro, gli altri erano meno grandi e color porpora.
Oppure sentite questa.. il 23 luglio del 1913 il signor Isidoro Baroni vide un globo di colore azzurro del diametro apparente di dieci dodici centimetri con un anello azzurro tutt’intorno.
Nella parte terza di questo trattato l’autore parla di strani fulmini globulari di forma piatta(?), arcuata caudata e così via.
Mentre più avanti riporta di un evento avvenuto verso le 9 di sera del 19 agosto 1820 tra Lione e Grenoble quando comparve a grande altezza, nell’aria, un serpente di fuoco che sembrava lungo più di 160 metri. Rimase immobile circa due minuti poi sparì lasciando al suo posto moltissimi globi luminosi di mirabile trasparenza.
Un altro strano resoconto risale al 25 giugno del 1885 in Svizzera il signor Studer sulla cima del Sentia (2504 mt), durante un temporale, vide guizzare alcune fiamme giallastre che poi si rivelarono globi gialli in fila indiana. Poco dopo sulla medesima cresta comparve un globo luminoso grande come una grossa bomba(?) che oscillava alternativamente tra due punti, descrivendo un arco parabolico molto stretto con velocità uniforme, non superiore a quella di una palla lanciata a mano. Sui punti estremi della traiettoria, questo strano oggetto, diventava trasparente, mentre riacquistava consistenza e colore nel mezzo. Oltre ad altre strane manovre questo strano coso distrusse 15 pali della luce e si trovarono a terra pezzi di metallo fuso. Il testimone ebbe problemi alla vista per l’intensità luminosa del fenomeno osservato.
Al di là di queste incredibili osservazioni effettuate da persone di elevato grado culturale, se paragonate ai tempi in cui i racconti venivano raccolti, abbiamo scoperto una serie incredibile di effetti su esseri umani ed animali che i fulmini globulari del professor Galli producevano sui malcapitati. Innanzitutto le stragi effettuate da questi strani fulmini appaiono esagerate per essere prodotte da tali cause (per esempio oggi queste cose non sembrano più accadere nda). Il 5 giugno 1781 tre morti e sessanta feriti, l’11 luglio 1819 con nove morti ed ottantadue feriti mentre tutti i cani della Chiesa dove cadde il fulmine, e ce ne erano molti furono tutti trovati morti, il 9 settembre del 1843 otto cavalli uccisi a Fourgerè, nel maggio del 1904 strage di tutti gli animali della stalla di Metilene tra cui buoi capre porci, tranne una capra malata che il fulmine non aveva toccato.
Il 19 luglio 1759 a Dresda uno stalliere vede una fortissima luce nella stalla, chiude gli occhi e quando li riapre scopre che dei trenta cavalli, diciannove erano morti ma scelti dal fulmine con qualche strana strategia, visto che erano tutti in fila.
Nel luglio del 1836 un vaccaro che conduceva le sue bestie, vide scoppiare attorno a se un fuoco, svenne ed al suo risveglio solo tre mucche erano salve.
Le mucche non sembravano avere segni esterni ma molte presentavano alcune strisce di pelo bruciato ma solo sul lato sinistro(?) con forte echimosi della cute con strisce larghe 4 centimetri ed estese fino ai lombi ai seni alle cosce all’incavo dei garretti. Sangue sgorgava anche dai capezzoli. Molti organi erano pieni di sangue e liquido giallo in stato di putrefazione, dopo alcune ore dall’ispezione del veterinario. Ad una vacca mancava l’epiglottide e la metà dell’epitelio sulla lingua dal lato destro.
La bestia aveva un taglio così sottile dalla laringe alla biforcazione che sembrava fatto con il coltello. Nel 1715 un fulmine circolò per l’Abazia di Tours e non molestò alcuno dei 150 frati ma se la rifece con 22 cavalli. Così nel 1819 presso Beaumont-Le-Roger un solo fulmine stese 44 castrati. La sera dell’ 11 maggio 1865, il pastore Uberto Wera, riconduceva 152 castrati. Un fulmine ne uccise 126 ma lui fu trovato completamente nudo (?), calvo, con una cicatrice che andava dalla fronte al petto ma senza efflusione di sangue. Delle bestie morte alcune erano decapitate, tre avevano la testa forata da parte a parte o le gambe rotte. Il cadavere del cane non fu più trovato.
Se per caso il lettore sta cominciando a pensare che questi strani fulmini globulari praticano le stesse mutilazioni sugli animali che sarebbero da ascrivere ai casi di mutilazioni animali ad opera di alieni ancora non ha letto niente:
L’8 settembre del 1896 a Vandieres un pastore e due bambine che erano con lui vengono paralizzati per più di un ora mentre il cane e molti animali vengono ammazzati da un fulmine. Ma la cosa interessante è che tra le altre mutilazioni sugli animali, probabilmente effettuate dal fulmine, se ne annoverano di veramente strane; al povero pastore infatti gli viene tolto il padiglione auricolare!
Questi fulmini devono avere proprio fama di essere dei veri macellai se ad Aubrac nell’agosto del 1905 uno solo di essi stese 586 bestie tra cui 246 agnelli, 218 pecore, 84 castrati e 20 arieti. Al principio del luglio del 1865 un fulmine otre ad ammazzare alcuni bambini li spoglia completamente. Nel pomeriggio del 5 luglio del 1781 un fulmine uccise tre uomini ma ad uno di essi tagliò la lingua e praticò un foro sul collo (come ai cavalli di S Rossore nda). A Draguignan in Provenza l’8 settembre del 1634 il solito fulmine globulare uccide otto persone e tra questi viene riportato che ad un cadavere non si troverà più né la lingua né i denti. Sul cadavere di un Prussiano ucciso dal fulmine globulare nel 1772, il dottor Crome osserverà che dalla parte interna della coscia sinistra a stato tolto un brano di derma di quindici centimetri quadrati. Il muscolo era però intatto e la piaga senza sangue, la camicia senza macchie.
Vicino a Ferbellin, nel maggio del 1809 un pastore ci rimette l’orecchio sinistro e la vita. Da un altro fulmine globulare nel 1815 viene uccisa una giovinetta che viveva a Chailly: il fulmine ferirà la giovinetta all’orecchio sinistro.
E che dire dei fulmini globulari che non fanno rumore ma in un gruppo di cinque donne subitaneamente ne afferrano una e dopo che le altre hanno ripreso conoscenza vedono quanto segue….La poveretta era morta e tutta nuda con molte ferite. Le vesti e le scarpe tagliate a strisce erano sparse a sei piedi di distanza dal cadavere. Quando la poveretta fu esaminata dal dottor Morand si vide che aveva diverse graffiature parallele sulla fronte a sinistra. Lividi i lombi e l’addome con profonde ferite rettilinee e con la frattura del sacro. A sinistra ferita nell’inguine a destra squarciato l’addome, spezzato l’osso pubico. Era sparita una grande massa muscolare di quasi tre libbre eppure sul luogo del disastro nemmeno una goccia di sangue!
Il 27 luglio 1791 a Everdon Friend a Northampton un globo luminoso produsse su una donna incinta più di cento ferite ad un’altra scorticò i piedi senza danno alle scarpe, ad un’altra produsse quattro fori sopra il ginocchio sulle spalle e, sul torace di alcuni uomini, i fori erano molti. Ma lo stupore più grande fu suscitato dall’osservazione dei morti. Tre cadaveri sedevano in atteggiamento naturale come se fossero vivi. Orbene a questi tre ed ad un quarto che si trovava nel fosso vicino, quando furono spogliati, apparve uno spettacolo orribile…le natiche dilaniate e gli organi genitali distaccati con piaghe che parevano fatte da piccoli ferri roventi. Il conte Ruggiero di Bussy vissuto nel secolo decimosettimo riporta di un fulmine che produsse su alcuni uomini …comme vous pourriez dire, de rendre un homme digne d’entrer dans le serail.
A Pietroburgo nel 1726 un fulmine globulare uccide un uomo in barca e sul cadavere si notò principalmente “Abdominis, et membri genitalis inflatio”.
Il professor Galli riporta anche numerosi esempi di animali tagliati in due per lungo e per largo dai suoi fulmini globulari e tra questi, gatti pecore ed esseri umani.
Nel 1865 il chirurgo Stoltemberg curò un borghigiano di Wulffdorf colpito sul petto a sinistra da un fulmine. Il poveraccio risultava completamente privo di derma del quale neppure un brandello si poteva ritrovare.
Nel luglio del 1856 negli Stati Uniti, il dottor Giuseppe Menry curò un carrettiere sul quale un fulmine globulare distaccò delle strisce di pelle approssimativamente eguali ed avvolte in rotoletti distanti quattro dita tra loro. Il fatto strano era costituito dalle vesti del povero malcapitato che, ancora una volta erano intatte.
Se dobbiamo fare alcune osservazioni su queste cronache dobbiamo dire che esse sono state riportate da eminenti scienziati dell’epoca. Dobbiamo inoltre dire che se questi effetti fossero veramente stati prodotti da fulmini globulari, ancora oggi assisteremmo a questi fenomeni naturali che però ci risulta, ai giorni nostri, non si riproducono più. Fa una certa impressione la capacità del fulmine globulare di scegliere le vittime in una moltitudine di esseri viventi come è interessante notare come alcuni di questi eventi si diffondano su una superficie estremamente elevata tanto da poter eliminare centinaia di animali alla volta. Si notano alcune cronache in cui il fulmine non viene nemmeno visto ma si dice che deve esserci per forza stato?!
La stessa natura delle mutilazioni che oggi ascriviamo agli alieni, qualche centinaio di anni fa, erano addebitate ai fulmini globulari. Se questa osservazione farà felice il professor Ferluga che finalmente vedrà risolto il problema delle mutilazioni animali…. Già lo sentiamo sostenere che a tagliare i genitali ai cavalli di S. Rossore sono stati i fulmini globulari….d’altro canto dobbiamo riflettere sul fatto che molti anni fa gli alieni sembrerebbe avessero avuto la mano più pesante di quella che usano ai giorni nostri. Non solo animali ma anche uomini subivano le mutilazioni in un mondo in cui la scienza non permetteva di rendersi conto di cosa stava accadendo.
Si dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno che la CIA o chi per essa non c’entra niente con i fenomeni delle mutilazioni ma che la matrice di questi fenomeni è extraterrestre. I fulmini globulari del professor Galli, altro non sono se non fenomeni luminosi ascrivibili a veri e propri Ufo. C’è il missing time, c’è l’abduction, c’è la mutilazione ed il fenomeno luminoso, c’è la paralisi dei testimoni e l’assenza delle tracce che un fulmine di qualsiasi natura, lascerebbe al suolo e sul corpo dei malcapitati, c’è ancora una volta l’incapacità umana nel descrivere questi fenomeni correttamente. E noi, ancora una volta ci rivolgiamo ai nostri lettori….LO VOGIAMO CAPIRE UNA VOLTA PER TUTTE CHE NON C’E’ PIU’ TEMPO DA PERDERE NEL PRENDERE COSCIENZA DI QUANTO CI ACCADE INTORNO O SPERIAMO CHE A TIRARCI FUORI DALLA SITUAZIONE IN CUI SIAMO CI PENSERA’ QUALCHE ESPERTO DI QUALCHE SEDICENTE CENTRO UFOLOGICO CHE MAGARI SI VANTA DI AVERE DELLE RELAZIONI CON QUEGLI ORGANI DI STATO CHE FINO AD OGGI CI HANNO DETTO BUGIE?

Bibliografia (per chi ne volesse sapere di più sui fulmini globulari)

1) G. Gilmore, Nature, 103, 274 (1919)
2) R.C. Jennison, Nature, 224, 895 (1969)
3) S. Singer, Naturwissenschaften, 67, 332 (1980)
4) R. Boyle in “The Philosophical Works of R. Boyle”, Vol. III, p. 32 London,
Innys, Manaby, Longman (1738)
5) F. Arago, Annuaire. Paris: Bureau des Longitudes (1838)
6) M. Faraday, Experimental Researches in Electricity, 1, 523 (1839)
7) W. Tompson, L. Kelvin: Rep. 58th Meeting, Brit. Assoc., Adv. Sci 58, 604
(1888)
8) M. Toepler, Ann. Phys, 2, 560 (1900)
9) S.A. Arrhenius, Lehrbuch der Kosmischen Physik Vol. 1, p. 772, Leipzig
Hirzel (1903)
10) P.L. Kapitsa, Phys Blatter, 14, 11 (1958)
11) W. K. R. Watson, Nature, 185, 449 (1960)
12) E. R. Wooding, Natere, 199, 272 (1963)
13) C. E. R. Bruce, Nature, 202, 996 (1964)
14) M.D. Altschuler, L.L. House, E. Hildner, Nature, 228, 545 (1970)
15) A.G. Keul, Naturwissenschaften, 68, 134 (1981)

IL TIRRENO domenica 10 febbraio 2002

Alcuni ~ parlano del ritrovamento a Marina Quel povero delfino
con gli occhi strappati MARINA. Sorpresa e rammarico per la morte del piccolo delfino «spiaggiato» sull’arenile da vanti a piazza Sardegna, a Marina.
Ieri mattina tre alunni della scuola media N. Pisano, Carlo Nicola e Alessandro, ci hanno avvicinato domandandoci se avevamo ben osservato il cetaceo. «L ‘ha visto bene? domanda uno di loro, quasi arrabbiato – Non ha notato niente di strano? Non si è accorto che il delfino non aveva gli occhi, gli erano stati strappati e che ferita sulla coda sta a dimostrare che è stato trascinato fin sulla spiaggia da qualcuno, che magari lo aveva preso con la rete a strascico?…..
Non restava che riflettere su quanto i ragazzi avevano detto

Il delfino morto
«Si, è vero dicono i marinai il piccolo delfino era ridotto proprio male: mancavano gli occhi ed aveva qualche ferita sul dorso, con un grosso taglio sulla coda. Poi c’è qualcos’altro. Intanto la posizione del delfino era innaturale: testa al mare e coda alla strada, come se qualcuno l’avesse trascinato. E c’è di più, la posizione centrale è quanto mai anomala. Se l’avesse portato la marea, sarebbe stato trovato o più a sud o a nord, mai nel centro della spiaggia. Quello che hanno detto i ragazzi è tutto vero…».
Ricapitolando, quasi sicuramente il cetaceo è rimasto nella rete di qualche peschereccio. quando i pescatori se ne sono accorti, hanno cercato di tirarlo a bordo, poi qualcosa li ha distolti. Forse una motovedetta un’altra imbarcazione, e velocemente lo hanno portato a riva, mettendolo sulla spiaggia marinese. E’ una ipotesi. Certo l’acuta osservazione dei ragazzi merita un encomio.

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1 commento per quento post

22 febbraio 2013 | 21:59 | actualités

C’est sympa, C’est vraiment bien. Je ne commente jamais sur les blogs, même

quand le contenu est bon

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