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Il mistero delle mutilazioni

Inserito il 28 maggio 2005 da Roswell in Mutilazioni animali, Ufologia

Mutilazioni animaliII 5 agosto 1999 Milo Haurk, un allevatore americano, cominciò di buon mattino a lavorare nella sua fattoria di Menno, nel South Dakota. Come faceva di solito, cominciò a fare il controllo del bestiame. Purtroppo, però, quando arrivò al toro da esposizione, che aveva un peso dì circa 800 chili, si trovò di fronte a un macabro spettacolo. L’animale giaceva nel fango, esanime e presentava strane mutilazioni su tutto il corpo. I suoi genitali errano stati asportati con un taglio ovale, che non aveva lasciato tracce di sangue; il suo rette era stato estratto con un’incisione cilindrica, proprio come si fa per estrarre il torsolo da una mela. Hauck cercò qualche segno lasciato dai responsabili, ma non ne trovò alcuna traccia. Turbato, Hauck corse a casa e chiamò Io sceriffo, Jack Holden, il quale, accorso subito, rimase sconcertato di fronte a quello scempio. Notò che lanimale era caduto pesantemente nel fango e cadendo aveva abbattuto sotto di se un cavo di filo spinato della recinzione. Ne trasse la conclusione che il toro poteva essere arrivato a quella posizione soltanto se fosse stato fatto cadere dall’alto.
Già, ma chi poteva aver fatto una cosa del genere?
Negli ultimi trent’aimi, ogni volta che casi del genere si sono presentati nelle varie parti del mondo, in molti si sono posti domande simili a questa. Ma il mistero delle mutilazioni, lungi dal trovare una risposta, si è fatto ancora più fìtto nonostante esse si verifichino con regolarità.
Dalla fine degli anni Sessanta, quando furono segnalati i primi casi, sono stati trovati migliaia di capi di bestiame morti e mutilati in 49 dei 50 Stati USA. Inoltre negli ultimi anni il fenomeno è comparso anche in altre parti del mondo: Russia, Canada, Portorico, Messico, Australia, Sudamerica, Europa.
Inizialmente le vittime delle mutilazioni erano soprattutto bovini e cavalli, ma negli ultimi anni altre specie di animali sono state trovate senza vita, con mutilazioni dello stesso tipo: volpi, animali domestici, pecore, capre e persino topi. A dispetto dell’enorme danno economico provocato, nessuno è stato condannato come responsabile, né è stata trovata alcuna spiegazione logica a questo mistero.

SETTE SATANICHE?
Ovviamente il fenomeno ha dato il via alle ipotesi più ardite. C’è chi sostiene, per esempio, che le mutila
Altri hanno chiamato in causa i militari. Ted Oliphant, ex agente di polizia che si è poi dedicato alla ricerca sul fenomeno delle mutilazioni del bestiame, è convinto che tali fenomeni rientrino in una serie di esperimenti del governo USA, eseguiti con impiego di elicotteri e di strumenti tecno logicamente avanzati allo scopo di controllare l’eventuale diffusione di malattie infettive, in particolare la malattia cosiddetta della “mucca pazza”, o Encefalopatia spongiforme dei bovini (BSK), Oliphant sostie ne che questi metodi, brutali e clandestini, siano però gli unici che consentono di controllare la diffusione del morbo su un territorio molto esteso.
Indipendentemente dal fatto che queste ipotesi siano vere o meno, la maggioranza degli ufologi ritiene che ci sia un’unica spiegazione al mistero delle mutila ni, secondo cui i soli responsabili no gli alieni. Fra ì più convinti so nitori di tale teoria c’è Linda Miton Howe. È stato proprio un documentano del 1980, dal titolo Strange Ilanmt, a portare l’attenzione internazionale sul fenomeno delle le mutilazioni. La Howe ha raccolto un’enorme quantità di prove che a suo giudizio, confortano questa tesi.
Sono soprattutto le modalità di esecuzione delle mutilazioni che, secondo la Howe, fanno pensare seriamente a interventi alieni. Nelle sue ricerche ha notato che le mutilazioni sono eseguite sempre secondo determinate caratteristiche, che si ripetono di volta in volta. «Spesso agli animali vittime di mutilazioni mancano un occhio, un orecchio ; la carne delle mandibole risulta strappata via da un solo lato e le ossa sono tagliate senza che vi sia la minima traccia di schegge o frammenti ossei. Inoltre la lingua appare tagliata secondo un’incisione eseguita verticalmente sulla gola e, sistematicamente il retto e anche vari organi interi dell’animale risultano asportati. Tutti i tagli rilevati non lasciano alcuna traccia di sangue». In molti casi, spiega ancora la Howe, ai cadaveri degli animali viene tolto completamente il sangue. Quest’ultima operazione viene eseguila praticando un piccolo foro nella vena giugulare. Curiosamente, vi sono prove di cui risulta, che i malcapitati animali sono ancora vivi quando vengono dissanguati. Un procedimento, questo, che secondo la ricercatrice, implica una tecnologia assai avanzala. A tale proposito la Howe cita un caso, avvenuto nel marzo del 1989 nell’Arkansas, in cui cinque vacche gravide furono mutilate e il feto di un vitello fu rimosso dal sacco embrionale tramite un’incisione; il liquido amniotico era completamente evaporato, segno che l’operazione era avvenuta in presenza di una fonte tortissima di calore.
Quest’osservazione trova conferma, nell’opera di ricerca svolta dal veterinario e patologo John Altshuler. Secondo alcune analisi svolte su tessuti presi da animali mutilati in casi avvenuti dagli anni Settanta in poi, risultò che alcuni di essi erano stati esposti a una temperatura di oltre 350° C.

TECNOLOGIA ALIENA?
Si scopri un dato ancora più misterioso nei tessuti stessi: le cellule che circondavano le incisioni erano state separate con estrema precisione senza causarne alcun danneggiamento. A giudizio della Howe e di altri ciò significa che i tagli venivano eseguiti usando strumenti tecnici non di origine terrestre, assai sofisticati e forse simili a strumenti laser. Queste osservazioni potranno sembrare valide, tutt’al più, come ipotesi, ma ci sono anche racconti di testimoni a ribadire il collegamento fra mutilazioni del bestiame e UFO.
Un testimone, Dwain Wright, laureato l’Università UCLÀ, ha riferito che nel 1971 vide un bue impigliato fra i rami di un albero situato in una zona di Sands Springs, nell’Oregon, Un anno dopo Wrighl tornò in quella zona e lì incontrò un mandriano che gli disse di aver visto coi suoi occhi dei buoi fluttuare in aria, dopo essere stati sollevali da terra da fasci luminosi. Per provare quanto asseriva, il mandriano mostrò a Wright un toro che si trovava completamente immerso nel fango; secondo l’uomo, quel povero animale, al quale erano stati asportati gli organi genitali, poteva trovarsi in quella posizione solo supponendo che fosse caduto da una notevole altezza.

TESTIMONI OCULARI
Timothy Flint, un infermiere di Portland, nell’Oregon (USA), ha riferito di avere assistito a uno spettacolo ancora più stupefacente.
La sera del 29 agosto del 1987 Flint stava per andare a letto, quando – a quanto racconta – si ritrovò inspiegabilmente in un campo, circondato all’oscurità. Qui dice di aver visto uno strano velivolo che con un raggio di luce riuscì a sollevare un bue. «Quel bue stava mangiando – dice Flint – e io non sospettavo minimamente che ci fossero altri all’ infuori del bue e me. Improvvisamente vidi una cosa stranissima: da un oggetto luminoso di colore azzurro, che sostava a mezz’aria, venne emanato un raggio di luce azzurro che avvolse e sollevò! bue». Secondo Flint l’animale fu portato verso l’alto, proprio nel punto dove sembrava avesse origine quello strano raggio azzurro; lì, il bue venne a contatto con qualcosa che emetteva un rumore simile a quello di una grossa sega; proprio in quella posizione l’animale venne mutilato e poi fatto cadere; a terra.
Testimonianze come questa sembrano supportare ampiamente le tesi della Hewe e di altri ricercatori. Ma se i misteriosi assalitori hanno un’origine extraterrestre qual’è lo scopo di questi strani interventi?
Per rispondere a tale domanda, molti ufologi fanno notare la somiglianzà che c’è fra mulilazioni del bestiame e rapimenti da parte eli alieni. Entrambe queste operazioni sarebbero condotte – secondo un’ipotesi sostenuta da autorevoli ricercatori – dallo stesso gruppo di ET e per gli stessi scopi. Uno dei fautori di tale ipotesi è John Mack, professore di psichiatria a Harvard. Mack ha lavorato a lungo con alcune vittime di presunti rapimenti, le quali, per essere state a contatto con gli alieni, dicono di aver compreso – almeno in parte – quali sono i loro scopi. Dai racconti riferiti dai rapiti, Mack ha tratto una conclusione: vari gruppi di intelligenze aliene mettono in atto questi interventi in seguito alla distruzione dell’ambiente che sciaguratamente l’umanità sta perpetrando. Rapimenti e mutilazioni, insomma, sarebbero un modo per mettere in guardia l’umanità di fronte al disastro ambientale che incombe inesorabilmente su dì essa, Inoltre, secondo Mack, alcuni gruppi di alieni sembrano avere qualche problema connesso alla riproduzione. Tramite mutilazioni e rapimenti essi si procurerebbero DNA umano e animale nella speranza di fonderlo con il loro e di continuare così l’evoluzione della loro specie.
Con questa tesi concorda anche Linda Moulton Ilowe. Nel suo libro Glimpses of Other Realilìes, la Howe cita il caso di Jeanne Robinson, la quale sostiene di aver avuto una comunicazione telepatica con una intelligenza aliena, che le avrebbe spiegato qual è la ragione delle mutilazioni. «Noi usiamo le sostanze estratte dai buoi che, dal punto di vista biochimico, sono essenziali per la nostra sopravvivenza. Il materiale che preleviamo contiene la quantità di proteine necessarie. Noi rispettiamo la vista in tutte le sue forme, ina devono essere fatti dei sacrifìci per la conservazione di altre specie».

MA IL MISTERO CONTINUA
A dispetto di tutte le prove che sembrerebbero addossare agli extraterrestri la responsabilità delle mutilazioni animali, manca ancora quella decisiva per convincere gli scettici. Molti restano ancora nella convinzione che il fenomeno delle mutilazione non sia altro che il frutto degli impulsi sadici di esseri decisamente terrestri. Eppure, di chiunque sia la colpa, fino a quando i responsabili non vengono presi sul fatto, è probabile che queste uccisioni misteriose continuino, suscitando vivo interesse all’interno degli ambienti ufologici e anche al di fuori di essi.

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