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Tentativo di contatto

Inserito il 17 settembre 2005 da Roswell in Ipotesi, Ufologia

Da diverso tempo, nella storia dell’uomo così come Noi lo conosciamo, egli è stato visitato e talvolta ha convissuto con intelligenze aliene. A queste intelligenze aliene, egli ha dato talvolta, secondo l’era in cui il contatto avveniva e data l’enorme tecnologia che li accompagnava, il nome di Creatori o Dei.
Come in tutte le leggende miste a verità, troviamo degli esseri non sempre benevoli con la specie umana. Negli annali storici sono spesso descritti gli incontri fatti dai nostri progenitori, con entità a cui era dato il nome di mostri, diavoli, ecc…. Ai nostri giorni, l’uomo moderno e la propria prorompente tecnologia, se visto dai nostri antenati, potrebbe apparire come quelle divinità che a bordo dei loro “carri splendenti” vennero dal cielo per camminare in mezzo a loro. Allo stesso modo, le nostre moderne armi di distruzione di massa o tattiche, avrebbero una diversa valenza, così che un missile potrebbe essere interpretato come “una freccia intelligente”, oppure, nel caso della bomba atomica, potrebbe essere scambiata come “la freccia dai mille soli!”. Queste non sono le mie ipotesi solamente, ma in quest’ultimo caso, sono dei frammenti estratti dal poema indiano (dell’India, da distinguersi dagli indiani d’America, chiamati anche Nativi Americani. Nda!) “Ramayana”, che narra l’epopea di una serie d’entità, malevole e non, che tra loro combattono una guerra per la conquista della terra e dei suoi abitanti, a bordo di “isole volanti” o di “carri fiammeggianti”, così come sono descritti nel sacro testo. Sembrerebbe fantascienza, ma a dar forza a ciò, nelle esatte località in cui si svolsero gli epici combattimenti, vale a dire tra l’odierna India e l’attuale Pakistan, due località, i cui nomi sono Moenjo Daro ed Harappa, recano i segni residui di radiazioni atomiche provenienti dall’alto verso il basso, come se l’esplosione in questione si fosse verificata per aria. Delle due civiltà, esistono solo le rovine delle due principali città, ma nulla di certo si sa circa l’origine di questa civiltà e le loro abitudini.
Nella storia Sumera, la cosiddetta “culla della nostra civiltà”, si fa spesso riferimento a diverse divinità che avrebbero creato l’essere umano. I famosi “Annunaki” o “Nephilim” (così li chiama anche il Vecchio Testamento) diedero origine all’umanità, forse eseguendo esperimenti di clonazione ed alterazione di DNA. Ancora oggi, molti archeologi e storici “non allineati” (1), negli scavi e nelle loro ricerche della verità, trovano tracce di presenze “non umane”, o non riconducibili ai terrestri di quel tempo.
Di queste tracce restano oramai, a causa delle guerre o delle religioni estremiste, poche tracce. Tuttavia, in un passato recente, grazie ai musei, alla scoperta della fotografia ed ai “bozzetti” di alcuni disegnatori, sono giunte fino a noi, per mostrarCi ed indicarci che l’uomo, durante la sua evoluzione non è mai stato solo.

E’ proprio nel periodo dell’era Sumera, che l’essere umano ha convissuto con altre forme di vita intelligenti sul nostro Pianeta, le quali hanno insegnato solo ad alcune civiltà, scelte tra quelle più capaci di dialogare con loro, moltissime nozioni di fisica, matematica ed astronomia, che hanno tramandato fino a noi pressoché intatte nei loro concetti basilari. E’ da qui che voglio invitare tutti voi, ad iniziare un viaggio attraverso la storia dell’essere umano e delle bellissime Civiltà che lo hanno rappresentato nei contatti con esseri provenienti da altri mondi, ed il cui contatto si è interrotto migliaia di anni fa.

La civiltà Sumera
Questa civiltà sì è sviluppata circa ottomila anni prima di Cristo, in un territorio chiamato Mesopotamia, ovvero “Terra tra i due Fiumi (Meso Pothamos)”, il Tigri e l’Eufrate, dove sorge l’odierno e tristemente famoso Iraq. Questa fiorente Civiltà era a quei tempi, in contatto con altre civiltà probabilmente non terrestri, che gli avevano trasmesso le loro conoscenze, sia in campo sociale che artistico/scientifico.

I sumeri furono i primi ad inventare un sistema articolato di scrittura, chiamato scrittura cuneiforme. Ma non solo, dalle rovine della loro civiltà giunte fino a noi, si può notare, senza fare alcuna speculazione, che la loro società conviveva ed acquisiva conoscenze da una razza diversa da loro, da come si può evincere dai bassorilievi pervenuti dalla città di Ur e da altri siti archeologici importanti. Tutto cominciò con la comparsa di Oannes, il dio pesce, che precedette l’avvento di altri esseri che diedero, ognuno per la propria parte, qualcosa di evolutivo a questa Civiltà prescelta come “Capostipite” di una nuova civiltà terrestre. Nei bassorilievi, gli artisti dell’epoca, non avendo apparecchi in grado di immortalare le immagini di ciò che osservavano, lo dipingevano o lo scolpivano sui muri dei monumenti. Da questo bassorilievo, si può notare la fisionomia di Oannes, mezzo uomo e mezzo pesce, che porta agli umani, la notizia dell’avvento di una civiltà superiore. Accanto ad Oannes, troviamo poi il messaggero degli Dei “Nimrod”, o colui che arriva da lontano (da non confondersi con il Re Nimrod, biblico edificatore della Tore di Babele). A parte Oannes, che già veniva raffigurato in modo strano come un uomo pesce, osservando anche Nimrod e dandogli una valenza di colui che viene da lontano, si nota che la parte inferiore di questo messaggero, risulta essere all’interno di una cesta, ai lati della quale sono inserite due ali, mentre la mano sinistra impugna una specie di manopola, come volesse pilotare qualcosa, quasi a voler significare che questo essere avesse un mezzo che gli permetteva di spostarsi in volo. Potreste pensare che questa sia una mia speculazione, ma andando avanti ci accorgiamo che dalla ricostruzione presente anche sui libri di storia, di un bassorilievo della città di Ur, vi è ancora qualcosa che inserita in un contesto datato circa diecimila anni fa, pare alquanto strana. Non potendo come ho detto prima, scattare alcuna fotografia, gli artisti sumeri riproducevano le situazioni di ogni girono, oltre che quelle più importanti, come se queste facessero parte di un gigantesco fumetto, che andava interpretato a seconda del contesto figurato. Qui è rappresentata una situazione, in cui un essere di proporzioni gigantesche (il Re), riceve da un altro essere anch’egli gigantesco ed abbigliato diversamente, una sfera (simbolo della conoscenza e del potere). Se osserviamo l’essere in questione, oltre a notare che la mano che porge la sfera al monarca, ha tre o quattro dita molto lunghe ed artigliate. Inoltre l’essere è avvolto da una sorta di tuta molto aderente, tanto da sembrare nudo, mentre sul proprio capo spicca una corona fatta di sfere. Accanto all’essere, all’altezza del volto, notiamo una sorta di stella a nove raggi con un pianeta centrale (forse il Pianeta di provenienza dell’essere?). Un po inusuale, non trovate? Andando avanti, notiamo da un cartiglio di bassorilievo, la raffigurazione del Dio Enki, il quale, secondo le leggende sumere, diede origine ai sumeri (la Sumeria è considerata la culla della civiltà). Nel bassorilievo, così come era consuetudine per gli dei od i grandi monarchi, veniva indicata, oltre la scienza presente, anche altri dati, come ad esempio, il luogo di provenienza del soggetto rappresentato. Ritorna la nostra stella con nove raggi o punte, con al centro un altro Pianeta. Un’altra coincidenza? Ricordiamoci che stiamo parlando di esseri che non hanno maciullato la civiltà con cui sono entrate in contatto, ma hanno convissuto con loro, insegnandogli molte nozioni, che hanno reso questi Popoli-guida, più avanzati su tutti i campi, dei loro contemporanei di altre zone del Globo. Ancora, nelle leggende, si parla dei mitici Anunnaki, o Nephilim, mandati qui sulla terra da un essere supremo, per vegliare sui terrestri ed insegnargli a convivere in armonia e pace. Eccone uno, raffigurato in una statuetta rinvenuta sempre in Iraq.

Ed ecco la cosa più strana di tutti i ritrovamenti della Mesopotamia: la tavoletta chiamata Enuma Helish, o Poema di Sopra o della Creazione, in cui due serpenti intrecciati, dentro un cilindro sorretto da due esseri mitologici, i quali poi vengono affidati da un sacerdote con in mano una croce di Ank, ad una altro essere che li intreccia e nella scena seguente, i due serpenti si intrecciano con un terzo serpente, dando, che nella scena sottostante, si intravedono degli esseri assai strani intorno a quello che sembra essere una sorta di incubatrice ed un irragiatore di qualche energia particolare.. Ancora coincidenze? Inoltre, troviamo una maschera rinvenuta negli scavi della città di Ur, che non ha nessuna caratteristica terrestre, se la osserviamo, persino gli occhi sono quasi laterali ed il naso quasi non esiste, mentre la bocca viene riprodotta come una fessura. La cosa ancora più strana è che dietro la maschera, vi è apposta un’etichetta con la scritta “NASA PROPERTY”!

La Civiltà Egizia
Molti di Voi già conoscono lo splendore di questa incredibile civiltà, fiorita pressappoco nello stesso periodo di quella sumera. Sanno delle bellissime opere d’arte e monumentali, talvolta enigmatiche come la Piramide o la Sfinge, ma molti non sanno che nella zona archeologica di Abydos, dove aveva sede la tomba del Faraone Seti I, all’interno della stessa, è stato rinvenuto un trave scolpito con alcuni disegni alquanto enigmatici, oggetto tuttora di un acceso dibattito tra paleoufologi. Osserviamoli meglio. Si tratta della fedele riproduzione di ciò che noi, <_formulas>esseri umani del terzo millennio dopo Cristo, chiamiamo oggetti volanti, o meglio aerei, elicotteri ecc…. Ma questi oggetti sono scolpiti sul trave di una tomba di un Re vissuto quantomeno 1250/1270 anni prima di Cristo. Com’è possibile? Qualche esperto come l’indelebile Zahi Hawass, alla domanda da parte di alcuni esperti, se quelli fossero aerei od elicotteri, avrebbe categoricamente smentito questo, affermando invece, che si trattava di una riproduzione dei giocattoli del figlio del Faraone. Ma allora questo bambino era fantastico, perché aveva già progettato migliaia di anni prima, l’elicottero Bell “Black Hawk” ed un C-130.

Allora che dire del modellino di aereo (volante) in balsa, esposto al museo Nazionale del Cairo? Ci avevano anticipato di qualche migliaio di anni nei progetti?

Quello che mi preme farvi notare oggi, è invece il contenuto di questo affresco rinvenuto all’interno della reggia di Dendera, qualche chilometro più in là di Abydos. L’affresco raffigura come sempre, una scena della vita regale di quei tempi. Ma se diamo un’occhiata da vicino al contesto, scopriamo alcuni particolari che nella scena sono anomali. L’essere raffigurato accanto alla Regina, non h è vestito come gli altri personaggi del contesto; sembra nudo od avvolto da una tuta aderente; ha la testa enorme rispetto al corpo; ed è molto più basso rispetto alla coppia regale. Il tutto è dominato da una specie di globo con le antenne (tipo Sputnik I) posato sulla testa della Regina. Il faraone invece, indossa un copricapo molto allungato all’indietro, quasi avesse un cranio anomalo (ritorneremo dopo sull’argomento.Nda!). Osserviamo da vicino, i teschi dei resti di alcuni faraoni e dignitari egizi, fotografati da Robert Connely. Notate com’è allungato all’indietro il cranio, e come sono sproporzionate le sue dimensioni, rispetto ad uno umano, evidenziato in sottoimpressione. Ammettendo che anche in Egitto esistesse il rituale della fasciazione/deformazione, per rendere i crani delle persone più simili a quelle degli Dei comparsi in quei tempi (e della tecnica non rilevo apparenti tracce nella parte posteriore dei crani. Nda!), osservate nella ricostruzione, come è molto più grande, quasi il doppio di uno umano!

Inoltre, quest’altra foto, ottenuta dal Sirio Club di Stanghella (PD), illustra come sia stato diverso il cranio di quest’essere, da quelli conosciuti e presenti al Britsh Museum di Londra. Osservate anche le ossa dell’apparato scheletrico come siano piccole rispetto alla testa. A mio avviso c’è poco da dire: in quei tempi, diverse razze aliene popolavano i territori di quelle civiltà che hanno fatto da predecessori all’attuale umanità, e dialogavano con i terrestri, trasmettendo loro tutta la conoscenza in loro possesso. Andiamo avanti.

Civiltà Giapponese
Al museo di Kyoto sono conservate delle enigmatiche statuette, recuperate durante alcuni lavori di scavo nel territorio della Regione. Alcune di queste statuette, risalenti a circa 5/6000 anni fa, rappresentano personaggi scafandrati, dotati di strane armature e dalla fisionomia anomala, ricordante i famosi esseri della Mesopotamia. Eccone alcune rappresentazioni. Da come si può evincere, la tuta od armatura della statuetta, è una sorta di contenitore ermetico, dotato di casco, i cui fori oculari, sono situati quasi lateralmente alla testa. Cosa strana è che anche in questo caso (come nella caso della maschera Sumera), la bocca non è altro che una fessura. Anche in questo caso, gli artisti ideatori delle statuette, hanno rappresentato nell’unico modo che sapessero fare, quello che vedevano con i loro occhi. In quest’altra immagine, sempre tratta dalla foto di una statuetta presente al museo di Kyoto, si può notare un essere, dotato di un casco oblungo (sembra la testa di un volatile!) che a bordo di uno strano oggetto dotato di ruote orizzontali, impugna una specie di cloche. Eccone la ricostruzione. Sulla scorta di quanto detto sin qui, dobbiamo pensare che anche in Giappone vivevano entità non terrestri tra gli esseri umani di quel tempo? … Forse

Cina
Anche in Cina, sin dal 1929, anno in cui ancora si potevano fare scavi archeologici e scoprire qualcosa di nuovo, esistono dei misteri. Uno di questi sono le 240 piramidi, tutte più grandi almeno 3 volte quella di Cheope; ma l’altra riguarda la scoperta, nei pressi di una località di scavo adiacente ad una di queste piramidi, di una serie di dischi perfettamente levigati e di varie misure, che non si capisce a cosa servissero. Alcuni di questi dischi, sono datati circa 6/7000 anni. Tornando indietro di questo periodo, non si riesce a capire come, gli uomini di quelle zone a quel tempo quasi primitivi, possedessero la tecnologia necessaria a tagliare e levigare, quasi a renderli trasparenti questi dischi, che peraltro, se paragonati a qualcosa di simile contemporaneo, li si potrebbe definire dei cd rom. Anche la civiltà cinese, è stata una guida per la futura umanità

Nepal
Vicino alla città di Katmandù, durante alcuni scavi archeologici, alcuni esperti, rinvennero un piatto metallico su cui era stato inciso un curioso e bel disegno: un vortice con al centro la solita sfera da cui si ripartono alcuni raggi e tutt’intorno al vortice, alcuni animali e…..

uno strano essere con la testa sproporzionata rispetto al corpo, nudo o con una tuta talmente avvolgente da farlo sembrare nudo. Vi ricorda qualcosa?

Mesoamerica
Come altre Grandi Civiltà-simbolo di quell’epoca, anche le civiltà Mesoamericane, Inca; Maya e Atzechi, hanno dato all’umanità attuale le loro avanzate cognizioni che ancora oggi sono usate per la nostra vita quotidiana. Le leggende di questi antichi e saggi popoli, narrano che la loro Civiltà si sia sviluppata grazie all’intervento di un essere Rettiloide, inviato dal cielo per dare un aiuto all’evoluzione umana di quel periodo. Il suo nome era Quetzalcoatl o dio Serpente. Egli contribuì davvero a var evolvere quelle civiltà, e così anche i propri simili venuti dopo di lui, tant’è che anche qui, gli artisti locali hanno riprodotto con le loro mani, ciò che hanno osservato con i loro occhi. Ed ecco che durante gli scavi archeologici viene fuori una statuetta metallica rappresentante un essere bipede con tuta e scafandro;

una serie di spille rappresentanti degli aerei; E “dulcis in fundo”, nella zona archeologica di Palenque, la pietra tombale del sepolcro del Re PACAAL, reca scolpito il sovrano che all’atto della morte, transita sul suo piatto sacro, da un regno all’altro.

Osserviamo meglio questa ormai famosa pietra sepolcrale. Se paragoniamo la postura e l’equipaggiamento di un moderno astronauta, a quella assunta dal Re, vi potrebbero essere poche differenze. Ma non speculiamo oltre.

Puerto Rico
Qualche tempo fa, ricevetti dalla Dottoressa Joyce Murphy, una vera Indiana Jones in versione femminile, una serie di foto che ritraevano una sensazionale scoperta da Lei fatta a Porto Rico, in una zona vicino ad un fiume, in cui sono presenti numerose caverne che sino a qualche migliaio di anni or sono furono abitate. Le leggende locali avvisano i bambini di non andare in questi posti, in quanto vi sono ancora degli esseri del “piccolo popolo” che li farebbero sparire. Da questo indizio, la Murphy e la sua equipe procedettero ad una serie di ricerche nelle varie caverne scoperte.

Il risultato fu che rinvennero una serie di pietre scolpite, raffiguranti soggetti quanto mai inquietanti.

Infatti sulla facciata di una di esse, è scolpita, come potete osservare, una piramide; un occhio di Horus; un disco volante adamskiano ed un pianeta.

Su un’altra, da una parte è scolpito un volto europeo, mentre sulla parte opposta vi è un teschio. Chi ha voluto raffigurare, l’ignoto artista di quel periodo? Come vedete, ancora una testimonianza di contatti tra civiltà aliene ed esseri umani.

Australia
Il “Nuovo Continente” non è immune dalla presenza di esseri alieni tra la civiltà dell’epoca. In alcune caverne vicino ad Ayers Rock, la Montagna Sacra degli Aborigeni, detta anche Uluru o Grande Sogno, sono state rinvenuti delle pitture risalenti al periodo preistorico, datate oltre ventimila anni fa. Esse rappresentano degli esseri che l’artista ha descritto così come li vedeva: Alti; con scafandri ed antenne; provvisti di tute con cerniere e grandi scarponi, nonché guanti. In altre, gli esseri raffigurati hanno la testa grande gli occhi laterali; senza orecchie o naso e con la bocca simile ad una fessura. Vi dice nulla questo?

Sembra che questi esseri, presenti nel passato, abbiano scelto delle Civiltà evolute, a cui trasmettere le loro conoscenze tecnologiche, in modo che esse guidassero il resto dell’umanità verso il futuro.

Infatti, a suffragio di quanto vi ho spiegato fino a questo punto, dal grafico che osservate, si evince chiaramente che tale scelta evoluzionistica non è avvenuta a caso, ma su una fascia di d’influenza geografica, che avrebbe col tempo, contagiato i popoli vicini a quelli “aiutati”, in una sorta di ricaduta evoluzionistica su scala globale.

Contatti nello Spazio?
Da quei tempi sino ai nostri giorni, sembrerebbe che quei contatti e gli alieni che vivevano tra noi, siano scomparsi, se si eccettua qualche raro caso di contattati che nel corso degli anni scorsi si sono fatti avanti per dare comunicati alle masse. Tuttavia nel periodo della corsa allo Spazio, l’essere umano è stato nuovamente avvicinato da queste entità, le occasioni si sono presentate durante le missioni Apollo, di cui osservate alcune immagini di un oggetto luminoso, che staziona sopra le teste degli astronauti che calpestano il suolo lunare.

Ho la copia dei dialoghi originali della prima missione lunare umana, in cui l’astronauta, dopo un breve periodo di felicità ed entusiasmo per essere stato il primo uomo sulla luna, egli nota qualcosa di anomalo e chiama la base a terra…….

Italia
Ancora, in Italia abbiamo avuto il primo caso testimoniale di un sottufficiale, il Maresciallo Salvatore RUSSO, all’epoca dei fatti addetto ad una base missilistica nucleare in Trentino, il quale

racconta che mentre era di turno quale sottufficiale d’ispezione della base, fu allertato dalle guardie, in quanto un oggetto volante sconosciuto, stazionava sopra la base, senza emettere alcun suono apparente. Egli notò che l’oggetto stazionava al di sopra dell’asta della bandiera, e mentre alla base regnava un comprensibile allarme, egli si fece sotto all’oggetto, per capire meglio di cosa si trattasse. Allo stesso tempo, fece chiamare con il telefono a filo, visto che ogni apparato elettrico, compresi gli automezzi della base non funzionava, il centro radar situato al di sotto della base, il quale aveva al tempo, un apparato “Dopler” capace di individuare qualsiasi oggetto entro un raggio di 600 chilometri. Dal centro radar gli risposero “bevete di Meno!”. Sta di fatto che lo strano oggetto, dopo qualche minuto si alzo di qualche centinaio di metri e scomparve immediatamente dalla vista dei presenti. Circa un’ora dopo, arrivarono dei furgoni neri con a bordo persone in divisa, che caricarono tutto il personale della base, cani di guardia compresi, e si allontanarono. Il sottufficiale disse che venne portato all’Ospedale Militare di Verona, presso il Reparto Psichiatrico, in cui venne minacciato se avesse parlato. Solo oggi, a distanza di circa 30 anni egli ha trovato il coraggio di raccontare la propria esperienza in pubblico, ad una trasmissione condotta agli inizi degli anni novanta da Massimo Fratini sull’emittente Romana “Tele Pace”.

Vi posso garantire che l’essere umano, lungi dall’essersi fermato nella ricerca della comunicazione con altre forme di vita aliene, ha in corso alcuni programmi di ricerca, tra cui il programma di codificazione del linguaggio dei delfini. Molti scienziati pensano che se l’uomo dovrà confrontarsi con altre razze non terrestri, un linguaggio possibile potrebbe essere quello sonoro dei delfini. Anche lo scienziato del SETI Seth Shostak, sostiene la necessità per l’uomo che dovrà raffrontarsi con altre razze aliene, di acquisire una forma di linguaggio che funga da interfaccia comune. Chissà se le nostre menti si apriranno in questo senso!

Purtroppo ancora oggi non abbiamo capito nulla dagli sbagli del passato. Infatti nel corso degli ultimi decenni, e più specificamente da quando l’essere umano si è cimentato con l’energia nucleare, egli ha cercato di costruire ordigni sempre più potenti, lungi dall’aver capito le immani catastrofi causate ad Hiroshima e Nagasaki. Sulla scia di queste tragedie, ogni Nazione chiamata con l’appellativo di “Grande Potenza” ha portato avanti propri studi in ambito nucleare/militare, producendo migliaia di tests che hanno irreparabilmente danneggiato la nostra Terra. Anche durante lo svolgimento di questi tests, l’essere umano non era solo, ma aveva accanto la presenza di entità aliene che volevano forse ammonire l’umanità, dei rischi che stava per correre se avesse continuato nella proliferazione dell’armamento nucleare, ed in altri casi per far scoprire, con i loro avvistamenti in specifici luoghi, la presenza di siti nucleari militari. Abbiamo prove e notizie che queste visite sono avvenute regolarmente durante i tests americani, sia nel proprio territorio, che negli atolli del Pacifico. Nessuno dei tecnici e militari coinvolti ne ha però mai parlato. Oggi abbiamo qui un geofisico di nazionalità francese, che durante il periodo militare ha prestato servizio presso la Polinesia francese, assistendo a ben otto dei circa 200 tests nucleari condotti dalla Francia su quei territori. Lascio alle sue parole, la descrizione di ciò che vide con i propri occhi durante quell’indimenticabile esperienza. E’ con immenso piacere che vi presento il mio amico Guy Andronik, geofisico per conto di importanti società petrolifere francesi.

Conclusioni
Dopo il nostro viaggio, cosa abbiamo concluso? Senz’altro che più razze aliene hanno scelto in passato, alcune Civiltà-simbolo per guidare l’essere umano attraverso uno stato evolutivo senz’altro più rapido di quello che abbiamo avuto sino ad ora. Purtroppo nel corso degli anni, il contatto con questi esseri che vivevano tra la gente dell’epoca, si è interrotto forse a causa nostra e della caduta di valori spirituali, orientati sempre più al materialismo.

Poi ci sono state le guerre ed il resto di eventi negativi, che ci hanno fatto regredire evoluzionisticamente parlando. Loro comunque non demordono, tant’è che nel corso degli anni seguenti ci hanno lanciato dei messaggi ben chiari, circa il modo di comportarci per poter nuovamente dialogare con loro, ma siamo stati sordi a questi richiami. Si sono fatti vedere in tutti i modi, con gli astronauti; scegliendo alcuni di noi che fungessero da “interfaccia” con loro; rendendosi visibili con le loro navi od in forme a noi riconoscibili. Essi cercano ogni giorno di mettersi in contatto con noi, e lo fanno non con tutti, ma con quegli umani sensibili che possono “sentirli” in quanto puri da ogni materialismo di sorta. Noi abbiamo in questo senso, un grande tesoro nascosto di cui purtroppo non ci accorgiamo quasi mai, intenti come siamo, a sopravvivere. Il nostro tesoro sono i bambini, quegli esseri puri, nobili, umili e spontanei; già pronti per il contatto. Da loro noi dobbiamo imparare tutti i pregi: la spontaneità; l’umiltà; l’amicizia; il rispetto delle cose che non si conoscono. A loro dobbiamo insegnare i veri valori della vita, perché è a loro che consegneremo questo nostro Pianeta per preservarlo ed arricchirlo. Con loro si dovranno confrontare le razze aliene presenti in questo ed in altri sistemi solari. Purtroppo un pugno di esseri umani senza scrupoli, cerca di rovinarci questo tesoro, facendo in modo che essi vengano inquinati dal materialismo che si acquisisce diventando adulti. Non tutto è perduto, abbiamo molte chances ancora, ma soprattutto i nostri amici del passato sanno questo e non ci abbandoneranno mai, ed ancora di più non ci abbandonerà il Nostro Dio l’Uno che ci ha creato, siamo noi Musulmani, Cristiani, Buddisti o di altre fedi religiose. Ed in tutto questo è chiara la nostra appartenenza ad un essere supremo, quell’Uno meraviglioso che ci fa osservare sotto i nostri occhi, le cose meravigliose che ha creato per tutte le sue creature.

Se oggi viviamo in un contesto in cui non ci identifichiamo, dobbiamo ringraziare i mezzi mediatici, di cui gli esseri umani fanno largo uso, soprattutto quei gruppi di potere che li usano per pilotare l’umanità, in questa od in quella direzione, creando di fatto degli stereotipi che rovinano lo “spirito libero” presente in ogni creatura di Dio. In questo frangente, anche i segreti occulti, concernenti i dischi volanti e gli equipaggi alieni, vengono inseriti all’interno di un segreto molto più ampio, su scala globale, che coinvolge pochi “eletti” alla conoscenza, a discapito di tutta l’umanità. Sorge così, il ragionevole dubbio, che dietro le quinte della nostra storia, passata e presente (io spero non futura. Nda!), vi siano stati gruppi occulti di potere, che hanno sempre tramato, per rallentare o ridurre al minimo l’evoluzione umana, e così anche la nostra spiritualità.

Ora tutto ciò è finito. Sia io che voi siamo qui per testimoniarlo, prendendo spunto da questi incontri per iniziare il nostro cambiamento verso un futuro in cui siamo sempre più causa e non effetto. In direzione di quell’universo che fa parte di noi come noi ne facciamo parte. Tutti siamo piccoli pezzi di un essere immenso, che un giorno per un motivo che ancora non capiamo, si sono staccate, interrompendone il collegamento, ma che sempre sentono questo legame tra fratello e fratello e tra fratelli e l’Uno originario.

Grazie all’organizzazione di questo incontro, ma soprattutto a Voi del pubblico che mi avete ascoltato, testimoniando ancora una volta, il grande onore che fate all’umanità, con la Vostra presenza a questa conferenza. Che Dio Vi protegga sempre ed illumini le vostre idee ed i passi che continuerete a fare su questo e spero, su altri Pianeti.

Pace e Prosperità vi accompagnino in ogni momento della vita

[ Scritto da Antonello LUPINO ]

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2 commenti per quento post

28 marzo 2008 | 19:44 | Aiace

dove sono le immagini a cui ti riferisci?

7 aprile 2008 | 13:01 | matteo

ma quali immagini! qui uno si sveglia la mattina e racconta quello che vuole..

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