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Gli Ufo nel Cinema

Inserito il 7 ottobre 2005 da Roswell in Ufologia

Il cinema, mezzo artistico e di comunicazione fra i più giovani, è sempre stato coinvolto nella rilettura di avvenimenti storici, politici e sociali fino dalla sua comparsa alla fine dell’800.

In sostanza è sempre stata premura degli autori comunicare sensazioni, stati d’animo, fecendo leva su tematiche proprie dell’epoca stessa (come i polizieschi degli anni 70 in cui per scuotere lo spettatore si fotografava la realtà,e la si gonfiava secondo i gusti) oppure su vicende totalmente estemporanee da rasentare o addirittura sfociare nel fiabesco. E dal fiabesco si passa direttamente al fantasy, un genere cavalcato negli anni da registi e sceneggiatori e che ultimamente, grazie alla tecnica degli effetti speciali , si va sempre piu’ raffinando e diffondendo.

Del resto il fantasy, e posso citare due film da poco usciti come “Henry Potter” o “Il signore degli anelli” , ha come finalità soprattutto la spettacolarità disincantata che purtroppo troppo spesso si cerca, forse per sfuggire alla realtà, in questo tipo di prodotti.Cosa che ovviamente un film impegnato come potrebbe essere “I banchieri di Dio”,scomoda inchiesta sul caso Calvi,non può dare.

Gli UFO si collocano nel panorama cinematografico in maniera abbastanza ambigua, anche se il filone di appartenenza è indubbiamente quello fantascientifico.

E la fantascienza è, per parere unanime della sociologia, uno dei generi cinematografici più legati alla società, ovvero che più riflette l’immaginario collettivo, sia in fase di concepimento del soggetti che in fase di realizzazione e distribuzione.

L’autore infatti risponde in maniera diretta ai condizionamenti che gli provengono dai fattori politici, sociali e culturali , appartenenti specificatamente alla comunità in cui è venuto formando. E spesso la sua opera è di “anticipazione”.Ma ci soffermeremo più avanti su questo aspetto.

E’ presto fatto che gli UFO diventino uno dei soggetti più affermati in questo tipo di cinema: riescono a catturare soprattutto chi li vede o chi sente parlare di essi. Ed è proprio negli anni 50 , soprattutto negli Stati Uniti che il cinema di fantascienza, e non solo, prolifica ed Hollywood ha uno dei suoi periodi di maggiore splendore.

Tutto questo va comunque storicamente contestualizzato.

Eravamo nel dopoguerra immediato. C’erano ancora forti contrasti mondiali, e bisognava in un certo senso propagandare , come anche oggi sta avvenendo, l’idea di uno stato , gli USA, che si eleggesse a difensore dell’umanità contro la minaccia sovietica , ma nel contempo si doveva in un certo senso distrarre la popolazione dai problemi veri e propri.

E qui il fenomeno UFO viene tirato in ballo. Il pensiero comune indicava nella stragrande maggioranza i “dischi volanti” come veicoli alieni invasori, includendoli nella lista dei soggetti “cattivi” , atti a minare la sicurezza mondiale, l’occidente,la libertà e la società americana . Gli invasori alieni non erano altro che una parafrasi del nemico sovietico, così come gli stessi indiani nativi nei film western.

Ed è quindi questo il ruolo degli UFO nel primo cinema di fantascienza : l’antagonista.

E la parte a loro assegnata da parte di Hollywood la recitano direi molto bene : in decine e decine di b-movies , e non solo, gli UFO dotati di armi superiori si dilettano nel distruggere la Terra , rifiutando ogni sorta di comunicazione.Ad esempio nella pellicola “La terra contro i dischi volanti”, o meglio ancora la celeberrima “Guerra dei Mondi”, su cui è interessante spendere qualche parola.

Questo film, premio Oscar per gli effetti speciali nel 1953,prende spunto dallo sceneggiato radiofonico che Orson Welles trasmise diversi anni prima seminando il panico fra la popolazione.

La trama è abbastanza scontata,ma ci sono delle sfumature che fanno riflettere, sfumature che comunque sono creazione del regista e degli sceneggiatori stessi.

Ne “La Guerra dei Mondi”è presente un forte senso mistico-spirituale : non sono gli uomini, e quindi ovviamente gli Stati Uniti a fermare l’invasione aliena, ma è la natura, nella forma di virus. Citando una battuta del film al limite fra il comico ed il drammatico è proprio il caso di dire che “gli alieni,in questo caso, sono morti con un raffreddore…”.

Il film quindi affronta il tema non solo di un contrasto di civiltà, ma fra una civiltà e un pianeta, una natura. La Terra sembrerebbe avere un suo ruolo ed una sua coscienza, come più volte ribattuto da diverse teorie scientifiche che spesso e volentieri si sono sposate e si sposano col contattismo.

Una piccola curiosità : il luogo dove atterra la prima astronave aliena è Corona, nel Nuovo Messico.Una sorta di anticipazione di teorie sugli UFO-crash venute alla luce diverse decine di anni dopo?

Due anni prima dell’uscita di questo film nelle sale cinematografiche a stelle e strisce veniva proiettato un film che trattava la materia sotto una prospettiva invertita rispetto a “La Guerra dei Mondi”: “The Day The Earth Stood Still” , meramente tradotto in “Ultimatum alla terra”.

Il film, del 1951, è una pietra miliare della fantascienza cinematografica nonché un’opera cardine per il tipo di analisi che presenta sia sul fenomeno che sul tipo sulle entita’ aliene stesse e non per ultimo, sul messaggio che presenta allo spettatore.

Robert Wise ci propone uno scenario in cui si presentano avvistamenti di UFO, un atterraggio e per la prima volta un’ entità che comunica un messaggio di natura etico-morale al mondo intero in un periodo critico per gli Stati Uniti, visto l’inasprirsi delle tensioni internazionali (la guerra di Corea era iniziata da otto mesi circa) e l’idea comune di un nemico (sovietico ovviamente) verso il quale l’unica risposta da erigere e santificare era la bomba atomica.

Klatu, questo è il nome dell’entità che sbarca in Washington DC, lancia una invettiva contro il nucleare, dimostra la sua potenza addirittura fermando per trenta minuti tutte le risorse energetiche del pianeta eccetto quelle destinate agli ospedali ed agli aerei in volo, ma muore colpito da una pallottola. C’è chi ha ipotizzato un parallelismo fra questa entità e Cristo, visto che entrambi nonostante la loro potenza e il loro messaggio,muoiono vittima degli stessi uomini.

“Ultimatum alla terra” è un film,e non è l’unico che dimostra come , a prescindere dal comune senso di visione degli UFO che si riflette poi generalmente sui prodotti cinematografici, sia possibile che un singolo artista trovi dei risvolti nel fenomeno (in questo caso nel contatto) riscontrabili oggettivamente negli studi e nelle linee di pensiero dell’ufologia di diversi anni dopo.

In questo caso il film in questione non anticipa le tematiche contattiste che tanto hanno spopolato di li a pochi anni dopo?

Negli anni ‘50 ci sono altre pellicole che possono dare spunto a questo tipo di osservazione,ovvero quello di “anticipazione” : con stupore possiamo verificare che il fenomeno delle “abduction” era stato utilizzato nei lungometraggi fino dagli anni ‘50. In un film del 1957 di produzione giapponese, con locandina e titolo al limite del ridicolo , “I Misteriani”, un popolo extraterrestre rapisce donne terrestri al fine di poter procreare e compiere esperimenti genetici. Tralasciando i dettagli tecnici del film , ritenuto comunque un buon prodotto dai critici, fa pensare come il regista Hinoshiro Honda abbia potuto immaginare uno scenario del genere.

Ma non è l’unico film che parla di questa tematica : nello stesso “Cittadino dello Spazio” , del 1955, entità extraterrestri rapiscono tecnici terrestri, mentre nel film “UFO: Prendeteli vivi”, che è parte della produzione della serie “S.H.A.D.O.” esseri umani sono rapiti al fine di espiantare organi per studi ed improbabili trapianti E stiamo sempre parlando del 1972.

La saga dei film di fantascienza con protagonisti fantomatici invasori di altri pianeti è comunque ricca e tutt’ora spopola ai botteghini : ovviamente la frequenza delle produzioni è diminuita negli ultimi anni. Questo potrebbe essere analizzato innanzitutto osservando il tipo di “nemico pubblico” o di “antagonista” che viene offerto dal cinema oggi : gli autori preferiscono fare annidiare il male all’interno della società stessa anziché cercarlo altrove, su altri pianeti. Ed oggi troviamo spesso e volentieri film che parlano di assassini,terroristi o pazzi criminali invece che sanguinosi mostri extraterrestri. Sicuramente tutto questo è dovuto in parte al fatto che, dopo l’allentamento delle tensioni internazionali dovute al crollo dell’impero sovietico, è venuta a crollare in parte la fiducia nei mezzi che le istituzioni avevano forzato come necessari per la difesa, vedi la bomba atomica, ed in parte ad un maggiore e più obiettivo scambio di informazione , che in periodo di tensione sociale o guerra viene praticamente a mancare.

Una presenza notevole e francamente continua del fenomeno UFO è possibile ritrovarla nei film grotteschi, comici e di costume. Questa presenza non è mai stata intaccata ed ha vissuto dei picchi curiosi ma anche abbastanza imbarazzanti per le persone che da anni seguono in maniera seria e concerta lo sviluppo del fenomeno degli oggetti volanti non identificati e non solo.

Negli anni ‘50 i b-movies americani erano stracolmi di umanoidi che non aspettavano di amare una bella terrestre, i comici , a partire da Jerry Lewis interpretavano la figura del “marziano” ( “Un marziano sulla terra”,1960) ,e come tutti sappiamo lo stereotipo dello stolto del villaggio era spesso associato a chi vedeva strane luci nel cielo o parlava con entità aliene.

In Italia, dove il fenomeno UFO ha fatto la sua presenza (come produzione) sugli schermi nel 1960 con il film “Il pianeta degli uomini spenti” , ci troviamo davanti una Monica Vitti che in un episodio di “Per vivere meglio divertitevi con noi” sblocca la sua paura del sesso con un extraterrestre, oppure Franco Franchi e Ciccio Ingrassia che ne “I marziani hanno 12 mani” interpretano improbabili abitanti di un altro mondo fino ad arrivare ad un Pippo Franco dipinto di verde che ne “Il marziano” gira per le strade di Roma parlando con uno strano accento.

Eppure in Italia il regista Mario Gariazzo nel 1978 riesce a realizzare un film, “Occhi dalle stelle”, che può essere considerato il maggior prodotto di questo filone realizzato dal nostro cinema: un’opera un po’ approssimativa,ma dove si parlava di congiura del silenzio, rapimenti, rapporti fra governi ombra ed extraterrestri.Tutto ovviamente condito con qualche effetto speciale stiracchiato.

Ma sono le commedie il sale del cinema italiano. E proprio una di queste, “Il disco volante” di Tinto Brass è a mio avviso una produzione curiosa ma interessante..Il film, del 1964, vanta un buon cast ed affronta bene certi aspetti sociologici del fenomeno , scadendo poi nel ridicolo al momento di descrivere l’entità aliena che non solo è abbastanza inebetita ma diventa oggetto delle attenzioni sessuali di un personaggio del paesino dove si ambienta il film. I personaggi che hanno a che fare col famigerato “disco volante” ovvero i personaggi “rappresentativi” di un piccolo paese ( il migliore ambiente sociale dell’Italia negli anni ‘60), il prete, il sindaco, il maresciallo dei Carabinieri,l’artista fallito, fanno tutti una brutta fine (il manicomio, nel caso del maresciallo). Tutti ovviamente in reale buona fede, per avere raccontato quello che hanno visto .E proprio il manicomio è la fine che fa anche un giovane Paolo Villaggio in un episodio del film “Io tigro tu tigri egli tigra”(1978), dove viene praticamente rapito come esemplare test da fantomatici alieni che ovviamente vogliono colonizzare il nostro pianeta.

Arrivando ai giorni nostri direi che il livello qualitativo di questo tipo di commedie va migliorando: molto gradevole risulta essere “Evolution”,dove Ivan Reitman riesce a far prendere in giro se stesso a David Duchovny (alias Fox Mulder) e “Mars Attack”, una parodia proprio sul cinema fantascientifico degli anni 50, stracolmo dei luoghi comuni di cui erano popolati quel tipo di pellicole: alieni brutti e cattivi, belle ragazze che facevano coppia col l’eroe di turno,presidenti degli Stati Uniti saggi e coscienziosi.

Verrebbe da pensare che non si sia mai parlato di UFO in maniera interessante, o quantomeno con risvolti non solo comici o estremamente fantastici. Invece, fortunatamente, non è così.

Ci sono dei registi che hanno cercato, e ci sono riusciti almeno in parte, di mostrare degli scenari reali, o molto vicini alla realtà , comunicando un messaggio, o parte di esso, che è lo stesso che le persone che fanno ufologia cercano di divulgare da diverse decine di anni. I prodotti ottenuti possono essere a mio avviso scremati in un’ulteriore sottogenere,su cui è interessante spendere due parole, ovvero quello dei “documentari”.In genere in queste pellicole , spesso di dubbio valore tecnico, l’autore cerca di fotografare il fenomeno o quantomeno di offrire una specie di quadro generale, soffermandosi su aspetti che talvolta distolgono o sviano dal reale messaggio dichiarato.La trama risulta essere superflua o del tutto assente.

Il padre di queste opere è “Unidentified Flyng Object” , film statunitense del 56, che praticamente mostra interviste fatte a personale dell’Air Force coinvolto nelle attività del progetto Blue Book; segue di qualche anno (1963) “Allarme dal cielo” un semi-documentario francese che usa il pretesto di un oggetto volante misterioso per dare sfoggio delle grande capacità bellica delle forze navali francesi, le quali ovviamente abbattono l’UFO. Degno di nota risulta essere “Gli extraterrestri torneranno” , (Germania Ovest,1969),lungometraggio incentrato sulle teorie secondo cui il nostro pianeta sarebbe stato visitato da alieni su macchine volanti molti secoli orsono.

Il flop del 1978 risulta essere decisivo per la produzione di documentari tra i quali il deludente “UFOs are real” (1979), fra i cui autori si annovera anche Stanton Friedman ;la scia prosegue negli anni ‘80 con “Ufo Syndrome” del 1982,che non aggiunge niente di risaputo, e termina con un tristissimo “Blue Tornado”, film di nostra produzione del 1991 che praticamente è una vetrina della nostra Aeronautica Miliare la quale nostro malgrado si serve di avvistamenti ufologici per sfoggiare le proprie potenzialità.

I documentari non hanno comunque praticamente mai caratterizzato nella memoria storico-cinematografica il fenomeno UFO : questo vale a dire che nessuno li ricorderà ne per i loro contenuti e tanto meno per come sono stati realizzati. E questo fa si che si perda comunque un fattore fondamentale ,ovvero quello comunicativo di massa, che sarebbe poi il fattore fondamentale su cui molti cercano di puntare per tentare di fare entrare e accettare il fenomeno UFO come un fenomeno oggettivo e sui cui è necessario seriamente focalizzare le attenzioni sia scientifico che sociali.

Ci sono comunque opere che non possono non essere citate a questo riguardo, in quanto pietre miliari per la cinematografia mondiale e per la stessa ufologia.

Primo fra questi, autentico kolossal fantascientifico e unico nel suo genere per aver saputo legare l’ambiente accademico ufologico all’arte di fare film è “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”.Questa pellicola, conosciuta praticamente da tutti quelli che hanno avuto un minimo di interesse verso la materia, non solo è l’unica firmata da un grande regista quale Steven Spielberg, ma è anche l’unica dove compare il padre della moderna ufologia scientifica , il professor Allen Hynek. Lo stesso titolo è parte di una classificazione ideata da questo astrofisica, tutt’ora utilizzata per classificare esperienze di incontro con “entita’ animate” la cui origine è collegata al fenomeno UFO ; le citazioni dentro il film sono poi innumerevoli e questo fa capire quanto e in che modo si sia lavorato alla realizzazione del film stesso, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche dei contenuti. E’ comunque evidente che tutto il contesto è “cinematografico”, ma risulta comunque splendida l’idea e come è stata sviluppata.

Ma non è l’unico film degno di nota.

“Intruders” ,pellicola statunitense del 1992, tratta il fenomeno delle “abduction”,ovvero dei rapimenti di origine aliena , in maniera forte e diretta. Il regista Dan Curtis, riprendendo studi dello stesso Budd Hopkins, sui rapimenti, ibridazione alieno-umana, fa un quadro abbastanza realistico, anche se talvolta spettacolare, di un fenomeno che nei primi anni ‘90 iniziava a definire le sue coordinate all’interno dell’ufologia. E per coordinate intendo le domande “chi,dove,quando”. Peccato per i mezzi , abbastanza limitati , coi quali è stato girato il film, che resta, tecnicamente parlando, una specie di film tv. La diffusione in Italia infatti è stata limitata e infatti le persone che non si occupano della fenomenologia e che hanno visto questa pellicola sono veramente poche.

Lo stesso tema dei rapimenti è stato ripreso, in maniera più cinematografica da “Bagliori nel buio”,del 1993, che narra con una discreta capacità narrativa, la vicenda di Trevis Walton, taglialegna americano rapito occasionalmente da un UFO. E’ una buona pellicola questa, il cui pregio secondo me è soprattutto avere portato una storia vera, con tanto di nomi e cognomi, alla ribalta verso un pubblico che non è quello di una conferenza , ma quello di intere sale cinematografiche di tutto il mondo. Facendolo peraltro in una maniera , nei limiti dello sceneggiabile, fedele.

Fra parentesi non è comunque l’unico ad ispirarsi ad una storia vera : “The UFO Incident” del 1975 ha descritto il rapimento dei coniugi Hill, anche se ha avuto molta meno fortuna ai botteghini, complice il fatto che la pellicola non è delle più esaltanti a livello narrativo.

Ed eccoci ad anni più recenti. Passando velocemente attraverso un paio di film , forti ai botteghini, ma abbastanza ridicoli nei contenuti come “Indipendence Day”, praticamente un remake (non sarcastico ahimè come Mars Attack) di tutta la filmografia stereotipata degli anni 50, e come “Man In Black”, una commedia dove i MIB (che erano gia’ stati protagonisti di un’altra pellicola, “Alien Encountrers”, del 1979) altro non sono che specie di supereroi arriviamo a pochi giorni fa. Aspettavamo forse un kolossal con “Signs”? Una sorta di “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo” del 2000?

Beh tutte le speranze a mio avviso sono andate perse.

Il film, nonostante il regista e gli interpreti di prim’ordine, risulta essere carino solo per la prima parte, sfociando poi in uno zibaldone di suspance scontata,luoghi comuni, mostri che spuntano da ogni parte. Il segno, non l’abbiamo avuto, direi. Ed è un peccato, perché parlare in questi termini, o perlomeno con una maschera ( in questo caso la locandina stessa) di questo tipo, del fenomeno dei cerchi nel grano, puo’ fare spesso e volentieri confondere le idee. Come ha fatto del resto la stragrande maggioranza dei film di fantascienza dal 50 ad oggi. “Signs” lo considero personalmente una sorta di operazione commerciale, che va ben oltre il disincanto di film come “Contact”,”Cocoon”. “E.T.” o “A.I. Intelligenza Artificiale” dove si sfocia nel fiabesco, pur passando da tematiche interessanti.

Sono molte quindi le domande da porsi sul ruolo e sul reale rapporto del cinema e del fenomeno UFO. Si potrebbe azzardare che faccia da “collante”, dando un taglio ai film in cui appaiono tale da potere essere interpretato come un fantasy, oppure come un film dove ci sono dei seri elementi che rispecchiano fedelmente l’essenza del fenomeno.Ed in effetti l’interpretazione dei contenuti dell’opera è soggettiva, anche se come detto spesso diversi film hanno ripreso esperienze personali inserendo l’inequivocabile “basato su una storia vera”.

Proprio questo tipo di caratterizzazione del fenomeno sarebbe adatta per giustificare un’ipotesi che vedrebbe il fenomeno ,nei suoi vari aspetti,sempre piu’ presente nelle opere cinematografiche e non solo: una sorta di preparazione ad un contatto. In questo caso i film prodotti avrebbero un soggetto “pilotato” da chi gestirebbe questa strategia di “assuefazione” del fenomeno, e la cosa mi sembra plausibile anche se azzardata.

Del resto lo dimostra il film “Signs” , che liquida il contatto come un’aggressione nel piu’ puro spirito naif fantascientifico anni ’50, che passi in avanti nel tentativo di preparare ad un eventuale contatto non se ne stanno facendo.Almeno non con opere cinematografiche.

Forse è più corretto pensare che gli autori cinematografici cerchino di mostrarci quello che loro percepiscono, dalla realtà o dalla loro intuizione. Così, come detto in precedenza, si giustificherebbero le tematiche di scontro fra civiltà aliene e terrestri dei film prodotti durante la guerra fredda, si comprenderebbe anche il messaggio di “contatto pacifico” che Spielberg negli anni ’70 ha voluto darci nella sua opera “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo” e si capirebbe anche perché siamo tornati ultimamente a dipingere gli alieni come “cattivi”.

E in questo contesto si inserirebbe anche l’aspetto più interessante del cinema di matrice “aliena”, ovvero l’anticipare tematiche e fenomeni anni prima della loro esplosione. Del resto, come in ogni tematica di frontiera, il maggiore apporto lo da chi cerca di vedere oltre gli altri, o chi ha un’intuizione fuori dalla norma.

E mi auguro che ci siano sempre più autori e ricercatori che cerchino di vedere “oltre”.

[ Scritto da Riccardo Morandi (G.A.U.S) ]

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