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Omicidio Kennedy e caso Roswell

Inserito il 22 novembre 2005 da Roswell in Misteri, Teorie, Top Secrets

Dell’omicidio di John F. Kennedy (1917-1963), trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti, si è parlato e scritto moltissimo, spesso a sproposito e con eccessiva disinvoltura. In merito sono state formulate le più disparate ipotesi, accreditando presunti moventi dell’assassinio e identità delle organizzazioni coinvolte nell’oscura vicenda. Recentemente, è emersa una nuova possibile soluzione dell’intricato enigma, una pista apparentemente fantasiosa ed originale. Andiamo per ordine. Anthony Kimery, scrittore e giornalista del Tucson Bullettin, nel 1999 ha iniziato ad occuparsi del noto caso Roswell e di UFO-crash (dischi volanti precipitati). Per chi è completamente a digiuno di ufologia, ricordiamo cosa accadde presso la piccola cittadina del Nuovo Messico. Nell’estate del 1947, a Roswell stava nascendo il futuro pilastro della dottrina strategica americana. L’allora “Roswell Army Air Base” era sede dell’unico reparto al mondo di bombardieri atomici. Nel vicino poligono di White Sands, il più ragguardevole dell’esercito americano, si collaudavano i missili balistici V-2. L’8 luglio il Roswell Daily Record titolò in prima pagina : “L’Aeronautica cattura un disco volante”. La notizia venne ripresa dalle agenzie di stampa e dalle stazioni radio : l’Ufficio Informazioni del 509° Gruppo Bombardieri di stanza alla base aerea di Roswell aveva annunciato di essere entrato in possesso di un disco volante. Secondo le dichiarazioni del maggiore J.Marcel, il disco era stato recuperato in un ranch allorquando un allevatore (tale Brazel) aveva avvisato del suo ritrovamento lo sceriffo. L’Air Force, rimosso l’ “oggetto” ed esaminatolo presso la base aerea, lo avrebbe inviato al Quartier Generale. Poche ore più tardi, un altro colpo di scena. Il materiale trasportato nel frattempo alla base aerea di Fort Worth, nel Texas, veniva identificato come appartenente ad un banale pallone meteorologico. Il caso era chiuso. Dopo un lungo silenzio durato trenta anni, due ufologi americani (Friedman e Moore) s’imbatterono nel maggiore Marcel, l’ufficiale che per primo ispezionò i frammenti. Questi collaborò attivamente alla ricostruzione degli eventi fornendo particolari mai emersi prima. Si apriva un controverso dossier al quale sono stati dedicati decine di libri e innumerevoli articoli. Limitandosi alle testimonianze di Brazel e di Marcel, in un campo a poche miglia da Roswell, sarebbero stati rinvenuti rottami in quantità : barre di un materiale “metallico” ma per certi versi simile alla plastica, frammenti, fogli e filamenti, alcuni così leggeri da agitarsi allo spirare del vento, ma nel contempo così resistenti da non poter essere tagliati con un coltello o bruciati con fiammiferi. L’Air Force calò un velo di top secret sull’accaduto : posti di blocco, Brazel costretto a rivedere le sue dichiarazioni alla stampa e i giornali locali non poterono più fornire informazioni sull’episodio. A tutt’oggi la controversia è aperta. Le ipotesi avanzate spaziano da quella “fondamentalista” che ritiene si trattasse di un velivolo alieno a quella “riduzionista” secondo cui invece era un oggetto convenzionale che per una serie di equivoci non venne subito identificato, passando per quella “dietrologica” : la storia del “disco volante” fu impiegata per coprire qualche esperimento all’epoca segretissimo. Il nostro Kimery si potrebbe definire appartenente alla folta schiera dei dietrologi. Appellandosi al GAO (General Accounting Office), l’equivalente della Corte dei Conti italiana, il giornalista americano ha scoperto che tutti i messaggi inviati dalla base aerea di Roswell ai vertici militari nel periodo 1946-49 sono stati distrutti, violando palesemente le usuali procedure previste. Nessun documento inedito sul dibattuto caso è perciò emerso. Ovviamente ciò convinse Kimery a ritenere che fosse in atto da tempo una sistematica operazione di censura. Secondo i risultati resi pubblici nel 1994 dall’Aeronautica militare USA, l’UFO precipitato a Roswell nel luglio 1947 sarebbe stato in realtà un gruppo di palloni a grappolo lanciati nell’ambito dell’allora segretissimo “Progetto Mogul”, destinato a missioni di spionaggio nell’attività nucleare dell’Unione Sovietica. I palloni alzatisi in volo dalla base di Alamogordo, attrezzati con equipaggiamento telemetrico e sensori acustici, a causa di forti correnti sarebbero precipitati in un’area vicino Roswell. Kimery, scarsamente persuaso dallo scenario proposto dall’USAF, grazie al FOIA (Freedom of Information Act), una legge nazionale sulla libertà d’informazione, ha visionato parte della documentazione classificata accumulata dall’FBI (Federal Bureau of Investigation) sul caso Roswell.L’indagine ha condotto il giornalista a risultati apprezzabili : malgrado le smentite ufficiali, diffuse dai militari nei giorni successivi al ritrovamento, un documento dell’FBI (teletype8-7-47 Dallas) dimostra che i rottami furono realmente trasferiti a Wright Field (Ohio), la base dell’Aeronautica ove aveva sede l’Air Material Command e dove la Divisione Tecnologie Straniere dell’ Air Technical Intelligence Center ospitò più tardi il Progetto Blue Book. Al di là di questo, Kimery ebbe anche modo di rilevare che in più occasioni l’Aeronautica tentò di depistare le indagini dell’ FBI. Alla fine del 1947, il generale Ramey, ufficiale comandante presso il quartier generale dell’ VIII Air Force, contattò J.H.Hoover, direttore dell’ FBI dal 1924 al 1972, esortandolo espressamente a porre fine ad ogni tipo di ricerca sul caso Roswell da parte dei suoi agenti. Non solo ma Ramey chiese l’appoggio dei Federali affinché collaborassero per evitare una fuga di notizie che potevano entrare in possesso degli organi d’informazione. In realtà, alcune delle informazioni raccolte dallo scrupoloso giornalista, erano già note in certi ambienti ufologici. Basti pensare che dal 1976 è attivo a Washington il CAUS (Citizens Against UFO Secrecy), un gruppo specializzato nell’esame e nelle richieste di rilascio di documenti ufologici da parte di enti pubblici. Nel gennaio del 1999, Kimery avvicinò Brad Steiger, sergente presso la Base di Roswell, congedato nel 1955 dopo presunte molestie sessuali ai danni di una giovane donna di colore. Secondo la versione di Steiger, il disonorevole congedo è da collegarsi ad alcune notizie che egli incautamente lasciò trapelare sul caso Roswell. Nel 1947 prestava servizio nell’ufficio del generale Ramey e durante il mese di agosto quest’ultimo intrattenne ripetuti colloqui con alti ufficiali dell’ Ufficio delle Investigazioni Speciali del Settimo Distretto dell’ Air Force (AFOSI) di stanza presso la Base di Kirtland, New Mexico. Steiger ricorda in particolare il tenente colonnello Doyle Rees, comandante dell’ AFOSI. Questi avrebbe reiteratamente invitato Ramey, cessati i clamori della vicenda Roswell, a far riprendere i voli sperimentali di un apparecchio denominato “Caledonia 4”. Ingenuamente, Steiger parlò di quest’argomento con Graham Binsell che allora era un appassionato di ufologia in cerca di facile notorietà e di denaro. Nel febbraio del 1955, Binsell riuscì a farsi pubblicare un libercolo intitolato Flying Saucers from Venus. Un’opera decisamente modesta ed inverosimile in cui l’ufologo riteneva prossima una colonizzazione del nostro pianeta ad opera di alieni provenienti da Venere. Nell’ ultimo capitolo Binsell, avvalendosi delle informazioni apprese da Steiger, accusava l’Aeronautica di impiegare velivoli basati su tecnologia venusiana, per l’appunto il “Caledonia 4”: l’ UFO di Roswell sarebbe stato uno di questi apparecchi sperimentali. Il lavoro di Binsell, stampato in poche migliaia di copie, ottenne un mediocre successo ma fu sufficiente a rovinare Steiger. La storia delle molestie sessuali sarebbe stata un’accorta mistificazione architettata per screditare ed allontanare il povero ex-sergente dalla Base di Roswell. La donna che accusò Steiger, Melissa Howe, oltre ad essere una prostituta, versava allora in gravi difficoltà economiche. Un’impresa decisamente risibile indurla, tramite lauto compenso, a denunciarlo inventandosi un fantomatico stupro. Steiger fu condannato a nove mesi di reclusione e costretto a lasciare l’ Aeronautica. Due elementi destarono l’attenzione di Kimery : perché nessun altro ufologo in passato aveva interpellato Steiger ? Inoltre, perché il nome “Caledonia 4” ricorreva unicamente nel banale libro di Binsell ? Il giornalista del Tucson Bullettin indagando sulla vita di Binsell non scoprì nulla di rilevante se non che questi aveva intrattenuto rapporti con Fred Lee Crisman. Nato nel 1919 a Tacoma, Crisman fu pilota di caccia durante la seconda guerra mondiale, prestò servizio nell’ Air Force durante la guerra in Corea e lavorò per un breve periodo per la Boeing Co., a Seattle. La sua vita è stata davvero altalenante : cosa si può dire di un uomo che fu insegnante di inglese alle scuole medie, commentatore radiofonico, socio di una mezza dozzina di società e vescovo dell’Universal Life Church ? Non è sufficiente. Nell’ estate del 1968, il procuratore distrettuale di New Orleans Jim Garrison lo invitò a comparire difronte al grand jury. Una persona che gli assomigliava fu notata in alcune foto scattate nella Dealy Plaza di Dallas, il giorno in cui Kennedy venne assassinato. Il tragico evento occorse nel 1963, proprio quando Binsell fece la conoscenza di Crisman. Garrison non riuscì a provare il coinvolgimento di Crisman, né che fosse connesso con gli uomini che stava tentando di accusare dell’ omicidio del presidente. Binsell, deceduto nel marzo del 1999, raccontò a Kimery che l’incontro con Crisman non fu casuale. Dopo Flying Saucers from Venus era sua ambizione scrivere un secondo libro incentrato su un’ operazione top secret dei Servizi che ebbe il via nel 1945, il Progetto Paperclip. Si trattava di un ampio programma di copertura per trasferire armi segrete naziste ed i loro ideatori in America. A Binsell il nome di Crisman venne fatto da T.B.Beckham, un noto disc jockey di New Orleans, sospettato di coinvolgimenti con esiliati cubani anticastristi. Nel 1966 lui e Crisman costituirono ben sette società ad Olympia, nello Stato di Washigton. Crisman avrebbe confessato a Beckham di aver preso parte al Progetto Paperclip alla fine del 1945. Binsell non portò a compimento la sua opera né ottenne la collaborazione dell’ effimero Crisman. Apprese unicamente che il presidente Kennedy era intenzionato ad aprire un’ inchiesta sui personaggi (alti ufficiali e agenti della CIA) coinvolti nel losco progetto. Presso i vertici militari ed il Governo americano era ampiamente noto il pesante coinvolgimento della CIA nel Progetto Paperclip. Il compito di trasferire, nella massima segretezza, negli USA importanti studiosi tedeschi membri del partito nazista fu affidato dalla CIA al colonnello Boris Pash. Tra il 1943 ed il 1945 aveva diretto l’ ALSOS, il servizio informazioni atomiche americano. Scopo principale dell’ operazione era avviare in America ricerche sugli effetti delle radiazioni sugli esseri umani. In quest’ambito, alcuni ricercatori nazisti come Webb Haymaker e Hubertus Strughhold, si erano segnalati conducendo in Germania esperimenti su cavie umane. Questo costituiva solo un aspetto della vicenda : altri eminenti scienziati, in particolare il professor Sanger, già da anni stavano vagliando la possibilità di costruire velivoli la cui propulsione fosse dipesa da campi repulsivi basati sulla natura corpuscolare della radiazione luminosa. Kimery, in un suo articolo, formulò l’ ipotesi che il “Caledonia 4” non fosse altro che un apparecchio in grado di sfruttare le tecnologie di volo ideate dai ricercatori tedeschi al servizio della CIA. L’ “UFO” schiantatosi nelle vicinanze di Roswell poteva essere un prototipo messo a punto in gran segreto ed impiegato da esperti dell’ Air Force. Perché avrebbe dovuto avere una forma discoidale ? Si può dimostrare matematicamente che la forma più razionale per una macchina che utilizzasse un motore repulsivo sarebbe proprio quella descritta in numerosi avvistamenti di carattere ufologico (piatto capovolto sormontato da una cupola). Il maggiore Marcel , completamente all’ oscuro dell’ esistenza del “Caledonia 4”, non poteva che ritenere i rottami rinvenuti da Brazel appartenenti ad un disco volante di origine non terrestre. Manca però un tassello decisivo nell’ articolata indagine : quale collegamento sussiste fra l’ UFO-crash di Roswell e l’assassinio di Kennedy ? I due avvenimenti distano nel tempo sedici anni ed in apparenza gli esperimenti dell’ Aeronautica non dovrebbero essere legati all’ attività di un presidente. Secondo Kimery, dopo aver interpellato Jean Goupil ingegnere e membro del Gruppo di Studio dei Fenomeni Aerei, i prototipi “Caledonia 4” sarebbero stati alquanto instabili ed insicuri; inoltre le accelerazioni folgoranti, caratteristiche dei motori a repulsione, sarebbero scarsamente sopportabili da un equipaggio a bordo. E’ plausibile, sempre per il giornalista americano, che non pochi “Caledonia 4” si siano schiantati al suolo (oltre Roswell), causando la prematura morte dei piloti (al tempo non potevano essere radiocomandati da terra). Un singolo velivolo munito di campo repulsivo a radiazione luminosa costerebbe (stime di Goupil) non meno di alcune centinaia di milioni di dollari. La CIA e l’ Air Force, per svariati anni, avrebbero attinto ad ingenti risorse economiche e soprattutto umane in modo indiscriminato. Gli esiti sarebbero stati complessivamente negativi poiché l’ Aeronautica non pare certo utilizzi, odiernamente, aerei a radiazione luminosa corpuscolare. In sostanza, un enorme spreco di vite e denaro che non poteva non richiamare l’ attenzione del presidente Kennedy. A ciò si aggiunga che gli scienziati nazisti (reclutati con il Progetto Paperclip) avrebbero fatto perire con le radiazioni centinaia di cittadini americani, grazie alla sistematica copertura orchestrata dalla CIA. Usando un eufemismo, l’ inchiesta ventilata da Kennedy avrebbe sollevato un “immenso polverone”. Quindi sussisteva un buon motivo per eliminare il Presidente, anche se la lista dei suoi potenziali nemici (mafia, esponenti militari, grandi gruppi economici ecc..), nel 1963, era quasi illimitata.

La tesi di Kimery è piuttosto suggestiva e forse plausibile, sicuramente si aggiunge alle molte congetturate in questi ultimi trent’ anni. Ci sono degli aspetti inquietanti che comunque meritano una riflessione : 1) uno dei probabili organizzatori dell’assassinio è Clay Shaw, agente della CIA, anticomunista d’estrema destra e pesantemente coinvolto nel Progetto Paperclip; 2) la seconda autopsia sul cadavere di Kennedy (la prima fu affidata al dottor Malcolm Perry) fu eseguita da medici militari dell’ Air Force con lo scopo evidente di diffondere la teoria dell’ assassino solitario (Oswald); 3) Lyndon Johnson, vicepresidente e fermo sostenitore della discutibile Commissione Warren, aveva più volte incontrato in Texas Clay Shaw e appoggiato il colonnello Pash a suo tempo; 4) il trasporto della salma di Kennedy da Dallas a Washington , cosa che diede adito a feroci controversie poiché, durante il tragitto o poco dopo, il cadavere subì un’ operazione chirurgica finalizzata all’ asportazione dell’ encefalo, fu realizzato da ufficiali dell’ Air Force con la supervisione di agenti della CIA. A discapito della teoria “kimeriana” bisogna rimarcare una certa incompatibilità tra il materiale* che pare sia stato rinvenuto a Roswell, quale ad esempio gomma, stagnola, asticelle di legno di balsa, adesivo, ed i resti di un velivolo all’epoca tecnologicamente innovativo. Il “Caledonia 4”, piombando al suolo, avrebbe dovuto lasciare una discreta quantità di rottami e frammenti metallici. Nè si accenna al recupero dei cadaveri dei piloti coinvolti negli sventurati voli sperimentali anche se nessuna testimonianza (ufficiale) dell’epoca sembra alludere ad esseri umani privi di vita scoperti da Brazel nella sua fattoria. Evidentemente, vi sono ancora altri elementi, in parte tralasciati dal giornalista americano, da ponderare con attenzione per il futuro.

* Jesse Marcel Jr., figlio del maggiore Marcel che ebbe l’opportunità di visionare i frammenti, sottoposto ad una regressione ipnotica dal dottor Hibler, non indicò nulla che potesse avere qualche caratteristica esotica o comunque “non terrestre”. Nè risulta che, da una ricerca condotta da Kent Jeffrey, ufologo e pilota d’aereo, alcun ufficiale della Foreign Technology Division (FTD) a Wright Patterson abbia avuto sentore dell’esistenza di velivoli segreti a disposizione dell’Usaaf. Alquanto fantasiose sembrano poi le affermazioni di Frank Kaufmann che sostiene d’aver preso parte al recupero dell’astronave aliena di Roswell tramite aerotrasporto. Le dimensioni indicate per quest’ultima (lunghezza 8 metri, larghezza 5 e altezza 2) ne avrebbero impedito il trasferimento con qualsiasi aeroplano, civile o militare, all’epoca disponibile.

[ Scritto da Alessandro Longato ]

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