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Zone Finestra

Inserito il 3 dicembre 2005 da Roswell in Ipotesi, Ufologia

ufo.jpgIn Scozzia la cittadina di Falkirk è situata in mezzo a una zona che pare “prediletta” dagli UFO e nota come il “Triangolo di Bonnybridge”. Dal 1992 essa rappresenta la “zona finestra” più conosciuta e più sfruttata per le apparizioni di UFO. Questo luogo attira frotte di turisti (alcuni provenienti addirittura dal Giappone), tutti spinti da un’unica speranza: avvistare, anche per pochi secondi, qualcuna di quelle strane luci che tanto spesso sono state segnalate.

Bonnybridge è diventata “zona finestra” dal 26 settembre 1992, da quando, cioè, il giornale scozzese The Scotsman pubblicò un articolo di Albert Morris intitolato «Dove vanno i marziani quando vengono sulla Terra?». Anche se l’articolo era ironico e critico nei confronti dell’ufologia, tuttavia fece discutere e creò interesse.
Quando poi venne fuori che in Scozia c’erano due delle cinque più importanti “zone finestra” della Gran Bretagna, i mezzi d’informazione non si fecero scappare l’occasione di realizzare numerosi servizi.
Uscirono sui giornali articoli con titoli sensazio¬ali come: «La Scozia zona privilegiata per gli UFO», dal Glasgoxv Herald, e «Scozia, perfetta per vedere gli alieni in cielo» dell’ Aberdeen Press.
FINESTRE APERTE
Questo “can can” dei mezzi d’informazione aveva inoltre a che fare con una notizia di quei giorni, secondo cui Malcolm McDonald, ufficiale sanitario del distretto di Falkirk, aveva incontrato un uomo d’affari della zona che gli aveva segnalato l’incontro con un UFO.
Quando i colleghi di McDonald decisero di svolgere indagini, saltò fuori che nella pic¬ola frazione di Bonnybridge erano stati segnalati, anche da altre persone, avvistamenti UFO e incontri con alieni.
Billy Buchanan, uno dei consiglieri comunali, assunse il ruolo di funzionario addetto agli UFO e nel giro di una settimana si registrarono 22 casi di avvistamento.
Buchanan decise allora di interpellare l’esperto locale di UFO, Malcom Robinson, perché trovasse una via d’uscita alla situazione di panico che si era creata tra la popolazione.

UN’ONDATA DI SEGNALAZIONI
In breve i mezzi d’informazione etichettarono Bonnybridge come “la capitale mondiale degli UFO”; il numero di casi citati oscillava da un minimo di 100 a un massimo di 1000 (e probabilmente la verità stava nel mezzo). Billy Buchanan e Malcolm Robinson decisero addirittura di istituire una linea telefonica riservata esclusivamente alle segnalazioni di UFO. Gli ufologi scozzesi, intanto, discutevano su quanto stava accadendo. Alcuni di loro osservarono che, non molto tempo prima dell’ondata di segnalazioni il vicino centro abitato di Livingston aveva dedicato una lapide per commemorare un avvistamento di UFO avvenuto nelle zone limitrofe della città, probabilmente nell’intento di creare un motivo di attrazione per i turisti. Nessuno accusava Bonnybridge o i suoi amministratori di essesi inventati degli avvistamenti o di aver creato ad arte la nuova fama del paese, ma era comunque abbastanza diffusa la sensazione che si stessero sfruttando abilmente le opportunità che si presentavano con gli avvistamenti Malcolm Robinson, peralttro affermò che molti dei casi segnalati erano assai interessanti che quanto stava accadendo era davvero qualcosa di importante. Egli elogiò inoltre Billy Buchanan perché stava facendo gli interessi dei suoi cittadini e perché dava loro la possibilità di essere ascoltati.

Buchanan allestì, infatti, incontri e dibattiti pubblici nel palazzo comunale e promise di scrivere addirittura al Primo Ministro per chiedere l’intervento del governo al fìne di fare piena luce sul caso degli UFO di Bonnybridge. Alla fine tutta l’attenzione dedicata dai mezzi d’informazione finì col causare spaccature all’interno degli ambienti ufologici e le discussioni sulla validità o meno di quell’ondata di avvistamenti si fecero sempre più roventi.
Va detto che, a dispetto della fama che acquistò in così breve tempo, Bonnybridge non può essere considerata come una delle più importanti “zone finestra” della Gran Brctagna poiché, nonostante l’ondata di movimenti di UFO segnalata all’inizio degli anni Novanta, ci sono poche prove di attività UFO nella zona prima di quel periodo. Da un’analisi statistica trasmessa in Tv sugli incontri ravvicinati verifìcatisi nell’arco di 50 anni, è emerso che la regione britannica dove da più tempo si sono avuti avvistamenti di UFO non è certo la Scozia, ma una piccola parte dell’Inghilterra centrale.
Da quella ricerca è risultato anche che il 10 per cento degli incontri ravvicinati rimasti senza spiegazione fra quelli avvenuti in Gran Bretagna si sono concentrati in una stretta striscia di brughiera situata tra i Monti Pennini. La maggior parte dei casi si è verificata in una specie di triangolo delimitato dalle zone periferiche delle città di Manchestcr, Sheffìeld e Leeds, il centro più importante di tutti coincide con una specie di corridoio, battezzato “Viale degli UFO” dai giornali, fra i piccoli centri di Bacup e di Todmorden, a cavallo del confine fra Lancashire e Yorkshire. Fra tutte le segnalazioni di contatti con alieni e di rapimenti da parte di essi, ben un ottavo provengono da questo desolato territorio lungo non più di 17 km.

PALLE DI LUCE
A rendere estremamente intriganti ì risultati di questa ricerca è il fatto che esiste ormai una serie storica di fenomeni particolari correlati a quella zona ristretta. In alcune località ci sono lunghe tradizioni di strani incontri – un tempo attribuiti a potenze soprannaturali – riscontrabili addirittura nella toponomastica. Un antico tratto di strada è chiamato “Gomito del Diavolo” perché fin dal Medio Evo da esso sono state segnalate palle di luce. C’è un’altra località, vicina al paese di Bacup, che ha un’analoga storia, altrettanto antica. Sul Monte Pendle, dall’aspetto cupo e minaccioso, si diceva che abitassero i “demoni”; dalle pendici di questo monte venivano gettate le donne accusate di stregoneria: se morivano erano colpevoli, se sopravvivevano alla prova erano dichiarate innocenti. Qui, nel 1977, un’auto fu bloccata di botto da un UFO che fluttuava nella nebbia sopra la stessa altura, considerata da tutti “stregata”.

REALTÀ O FANTASIA?
Tutto ciò ha spinto alcuni ricercatori a ipotizzare che nella zona dei Pennini i fenomeni avvistati fossero senza dubbio reali, mentre quelli relativi alla zona di Bonnybridge fossero frutto, invece, dell’immaginazione e resi noti dalla pubblicità fatta dai mezzi d’informazione con la prospettiva di incrementare il turismo nella località. Peraltro, per capire se Bonnybridge sia una vera “zona finestra” bisogna prima definire le origini dì una “zona finestra”.
A questo proposito ci sono due scuole di pensiero.
Alcuni ricercatori, come Paul Devereux, hanno fatto notare come in alcune località si sia avuto un gran numero di anomali fenomeni luminosi per effetto della conformazione geologica del terreno. Già 25 anni fa il ricercatore francese Fernand Lagarde evidenziò una netta correlazione fra avvistamenti di UFO e linee di faglia, correlazione confermata poi da Devereux con ricerche eseguite in Inghilterra.
Da un’analisi eseguita dal Dr Michael Persinger in Canada è risultato che esiste un chiaro rapporto fra un aumento delle attività UFO e i campi magnetici nell’atmosfera, probabilmente stimolati dallo schiacciamento delle rocce sottoposte a pressione. A Boulder, in Colorado, l’Ufficio Americano delle Miniere ha sottoposto a verifica l’ipotesi di Persinger filmando alcune rocce mentre venivano sottoposte a un’enorme pressione; dopo l’esperimento si notò, infatti, che le rocce avevano un così alto contenuto di cristallino da causare la rottura. Prima che andassero in frantumi, si è notato che venivano create dei mini-UFO causati dalle cariche chimiche ed elettriche liberate dalla roccia.
Devereux ha osservato che se questo fenomeno avviene secondo le dimensioni di una montagna, gli UFO generati assomigleranno a quelli segnalati nelle “zone finestra”. In effetti, quando pubblicò i suoi primi risultati nel 1982, Devereux notò che fra le zone più interessanti in questo senso c’era per l’appunto la zona dei Monti Pennini. Tuttavia, poiché le “finestre” tendono a dar luogo non soltanto a UFO, ma anche ad altri strani fenomeni (dalle visioni di mostri alle anomalie cronologiche), si è andata sviluppan¬do un’altra teoria, ancora più originale. Il giornalista statunitense John Keel è stato fra i primi a ipotizzare che le “finestre” sono, come suggerisce lo stesso nome, dei varchi aperti fra la nostra realtà e la dimensione soprannaturale. In altre parole, le “finestre” potrebbero rappresentare dei punti di debolezza al confine fra queste due realtà e potrebbero permettere il passaggio di strani fenomeni nel nostro mondo, fenomeni che poi noi forse interpretiamo in modo errato, come rapimenti da parte di alieni, misteriose sparizioni e così via.
Non è certo facile valutare queste teorie, ma se una “finestra” è il prodotto di energie fisiche naturali immesse nell’atmosfera da fattori geologici locali, questo fenomeno dovrebbe avere una certa costanza nel tempo. Una “zona finestra”, perciò, dovrebbe essere riconoscibile non tanto e non solo per gli avvistamenti di UFO del giorno d’oggi, ma anche per i fenomeni inusuali segnalati nel corso dei secoli. In questo senso una vera “finestra”, per essere considerata tale, dovrebbe avere una serie di segnalazioni ricorrenti, registrate nel corso dei secoli, come nel caso dei Pennini. Ovviamente, se invece è esatta l’altra teoria, tutto ciò non sarebbe così sicuro. Probabilmente le condizioni che costituisco no una barriera Ira una realtà e un’altra pofci sono cambiare a seconda delle circostanti predominanti. Altrimenti i fenomeni strai si verifìcherebbero con costanza.

MONTATURE DEI GIORNALI?
In ogni caso, per gli scettici, l’ipotesi più valida è quella secondo cui le “zone finestra” sono frutto delle montature giornalistiche, della credulità e dell’emotività della gente. Nel caso di Bonnybridge è interessante osservare che tre dei quattro più importanti gruppi ufologici scozzesi nel 1992 avevano una sede a meno di 10 miglia da Bonnybridge. Può darsi che la nascita di “zone finestra” di questo tipo sia dovuta più al fatto che vi è stato un incremento di ricerche e studi su tale fenomeno piuttosto che vi sia stato un effettivo aumento di attività UFO. Il dibattito, senza dubbio, continuerà ancora a lungo.

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