Apr
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La sindrome di Diana

Inserito il 8 aprile 2007 da Roswell in Rapimenti ed impianti

Impianto AlienoSintomi indiziari di un rapimento UFO sono stati schedati dal serissimo ricercatore iberico Javier Sierra che, il 3 novembre 1990, durante il Primo Congresso Nazionale di Parapsicologia e Ufologia di Las Palmas, assieme al collega Josep Guijarro ha anticipato le conclusioni di un lavoro, iniziato nell’aprile 1989, incentrato sulle modalità di rapimento conosciute come “i visitatori in camera da letto” (ovvero, sugli alieni che penetravano in camera per rapire le cavie umane).
Scrisse la prestigiosa rivista spagnola Mas Allà: “L’esposizione proponeva una nuova definizione di questo fenomeno, basata sull’analisi di questa particolare casistica, che definisce l’enigma in tutta la sua ampiezza. Il nome proposto è stato Sindrome di Diana, acronimo per Delirio Individuale da Aggressione Notturna Aliena.
Ciò che gli autori intendono con questa denominazione è inglobare e analizzare l’insieme dei sintomi più caratteristici che definiscono questa modalità di abduzione. Il caso tipico è il seguente: pochi minuti prima di avvicinarsi al testimone, generalmente una donna, compaiono una serie di strani fenomeni in camera da letto, che vanno dalle apparizioni di singole luci a esplosioni ravvicinate. Atto secondo, il nostro prova una rigidità muscolare e percepisce la presenza di qualcun altro in casa, che descriverà come esseri di bassa statura, completamente glabri, macrocefali e con grandi occhi neri.
Questi esseri manifestano un comportamento ostile, anche se a questo punto ci sono molte lacune nelle testimonianze, portano il testimone all’interno di una sala luminosa dove lo sottopongono a ogni tipo di esperienza medica. Tra cui si distingue per la sua violenza, l’episodio dell’inserimento di una microcapsula nel cervello del rapito, anche se ci son casi in cui questi congegni sono messi nelle braccia o nei piedi. A sentire i rapiti, la capsula esercita una funzione di monitoraggio e di controllo, che si ripercuote in uno stato di ansietà nel rapito.
Esaminando decine di relazioni simili, gli investigatori hanno estrapolato i sintomi di questa sindrome. Per loro, in linea con le più moderne investigazioni in questo campo, effettuate da psicologi e psichiatri nordamericani, la radice di queste esperienze si trova nella mente del protagonista. Sebbene, e questo è importante, non scartino l’esistenza di uno stimolo reale esterno (extraterrestre?), che scatena un processo psichico distruttivo in chi lo soffre. Così, questo processo porta abitualmente a degli effetti psicosomatici sopra il teste (cicatrici, dermografie, macchie) così come ad altre tracce fisiche – di UFO? – sul terreno. Dopo queste analisi, il rapito è riportato in camera in perfetto stato e non ricorderà, da sveglio, tutta l’esperienza (“tempo mancante”). La storia dell’ufologia ci dimostra che le investigazioni si sono centrate, maggiormente, sulle dichiarazioni dei testimoni, e non sul testimone stesso. In un tema sottoposto a tanti fattori soggettivi, si è notato con gli anni un errore di fondo.

Gli autori di DIANA, investigando il fenomeno degli alieni in camera da letto, hanno notato varie costanti della personalità del testimone: dopo le esperienze, soffrivano tutti d’anemia. Ricordiamo che la mancanza di alimentazione incide direttamente sulle depressioni e la sindrome di Diana è essenzialmente depressiva; uno stato di ansietà, logica conseguenza del punto primo, si sviluppa alla base delle prime esperienze. L’incontro con questa nuova realtà crea al testimone sensazioni di aggressività e irritabilità, ed una crescente insonnia. Tutti i testimoni soffrono di inibizioni o repressioni sessuali o affettive. Al sesso si mostrano vivamente interessati i presunti alieni. Sono frequenti i casi in cui si riporta di abdotte fecondate, che perdono il feto nei primi mesi di gestazione. Lo stesso fenomeno è conosciuto dagli psicologi come gravidanza isterica. In qualsiasi forma, l’impressione finale dei testimoni è identica a quella degli stuprati. Come conseguenza di tutto ciò, i testi tendono ad isolarsi socialmente, sentendo la necessità di spartire il trauma con persone di identica esperienza (da qui l’esito di iniziative come la Fondazione Intruders in America). Infine, si nota in fase avanzata di sviluppo della sindrome una marcata tendenza pseudomistica e millenarista, che contribuisce a potenziarsi con l ‘aumento di esperienze paranormali vissute, come viaggi astrali, ecc… Le investigazioni sul DIANA si incentrano attualmente sopra il contagio di questi sintomi, che si notano in circoli vicini ai rapiti, e nel modo di contenere questo espandersi”.
I rapitori UFO “toccherebbero” poi in maniera particolare la “cavia umana”, a volte paralizzandola in modo da renderla inoffensiva, il più delle volte invece stimolando sensazioni di piacevolezza, che calmano il rapito. In ciò c’è una logica. Secondo una ricerca italoamericana, che non riguardava gli UFO ma era volta a capire se lo scambio rassicurante di contatto fisico con i nostri simili avvenisse per istinto o per regola sociale, c’è una precisa base biologica dietro il piacere innescato dalla “carezza”. La pelle, se stimolata, produce sensazioni di benessere. Dei recettori presenti nella pelle, infatti, sarebbero in grado di far produrre all’ipofisi una proteina, la pro-oppio-melanocortina, che a sua volta dà luogo ad alcune endorfine, sostanze simili alla morfina prodotte dall’organismo che fanno da anestetico o danno sensazioni di piacere. I Grigi ne sono evidentemente al corrente e sanno come e dove “toccare” per infondere alla futura cavia quel senso di rilassatezza e di calma disarmata che permette a questa gente di compiere a piacimento i propri comodi.

[ Scritto da Alfredo Lissoni ]

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1 commento per quento post

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