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LA MACCHINA DEL TEMPO E LA RICERCA DELLA MENORAH

Inserito il 31 maggio 2007 da Roswell in Varie

LA MACCHINA DEL TEMPO E LA RICERCA DELLA MENORAHRecentemente è stato pubblicato dalla Casa editrice “Sulla rotta del sole – Giordano editore S.r.l.”, un romanzo dal titolo accattivante: “La Macchina del tempo e la ricerca della Menorah” a firma di Master e Michelangelo Magnus. Il racconto, ambientato nell’Italia dei primi anni ottanta, descrive un percorso di ricerca che tocca alcuni dei più importanti luoghi sacri dell’antichità, ad iniziare dal Piemonte passando per le varie regioni d’Italia, fino al Salento, ove tra le città di Oria e Mesagne (BR), scorre il finale mozzafiato. Questo libro, in un concentrato di 260 pagine, analizza molti misteri: tratta in particolare della lotta tra il bene e il male, nella fattispecie impersonato, il primo, dagli eredi degli antichi templari, il secondo, da una setta controiniziatica (detta, dei Cavalieri neri). Durante la narrazione vengono affrontati molti temi cari all’esoterismo, quali ad esempio: le origini occulte del nazismo, le funzioni delle piramidi e dell’Arca dell’Alleanza, la scomparsa delle antiche civiltà prediluviane, il Re del Mondo, le fratellanze segrete, lo gnosticismo, il confronto tra i riti dedicati a Mitra e la nascita del cristianesimo, per poi passare alle scienze profane ed occulte. Quali esempi del primo genere, citiamo: la fisica, la chimica, l’arte, l’astronomia e la più prosaica gastronomia, quali esempi del secondo tipo: l’astrologia la numerologia, la cabala, l’alchimia, il simbolismo, la profezia. Trattandosi pur sempre di un romanzo, il racconto tratta anche delle debolezze umane sempre in bilico nella scelta tra amor sacro e amor profano, quest’ultimo illustrato con un sottile e garbato erotismo, che tuttavia sconfina volutamente, quasi nella volgarità, quando a metà dell’opera, per scioccare il lettore, gli autori descrivono l’accoppiamento carnale che avviene tra una donna e un asino. Trattare tanti argomenti in un romanzo potrerebbe sembrare eccessivo, ma in realtà tali temi sono così intrinsecamente collegati tra di loro, che la narrazione non appare assolutamente ridondante, né noiosa. Il racconto anzi è uno stimolo alla ricerca spirituale ed è incentrato su due soggetti principali, in particolare nell’opera si narra di come nel secolo scorso si sia riusciti a costruire una macchina che permetteva di guardare indietro nel tempo, detta “cronovisore” e di come, grazie ad essa, sia stato possibile rinvenire l’antica Menorah, o candelabro a sette bracci, costruito dagli antichi Ebrei secondo le direttive del Signore.

La prima parte del racconto narra in particolare la storia della presunta scoperta, ad opera di un monaco benedettino, Padre Pellegrino Ernetti, di una macchina, denominata poi cronovisore, che permetterebbe come dice la stessa parola, la visione del passato e di riscoprire la realtà della storia, indipendentemente da come ci è pervenuta ad opera dei vincitori.
La seconda parte dell’opera tratta invece del famoso candelabro sacro a sette bracci, la Menorah, divenuto poi uno dei simboli d’Israele, che secondo gli autori, rappresenterebbe l’albero della vita. Per intenderci stiamo parlando dell’antico manufatto, realizzato in oro zecchino, la cui descrizione è riportata nell’Antico testamento (Esodo, 25, 31-37). La storia ufficiale racconta che tale oggetto, dopo essere stato sottratto dal tesoro del Tempio di Gerusalemme ad opera dell’imperatore romano Tito, fu portato in trionfo nel 70 d.C. a Roma ove rimase, si presume, almeno fino al 410 d.C, poi se ne persero le tracce in seguito all’invasione dei Visigoti guidati dal re Alarico.
Il libro è frutto di una ricerca approfondita svolta dai due autori, che per la delicatezza dell’argomento trattato, hanno voluto rimanere anonimi. Da quanto ci è dato desumere dal racconto sembrerebbe che la macchina del tempo sia stata realmente costruita nel secolo scorso e attualmente si troverebbe in Vaticano. Quanto alla Menorah, secondo l’opinione degli scrittori, fu sepolta intorno all’anno mille, ad Oria nel Salento, dall’antica comunità ebraica del posto e probabilmente nascosta sotto una casa posta proprio all’interno del vecchio quartiere ebraico (luogo che un tempo era stato la sede dell’antica sinagoga). Fin qui sembrerebbe il classico romanzo di misteri e avventure, stile “Il codice Da Vinci” di Dan Brown, ma vi sono alcune particolarità che fanno di questa opera un romanzo singolare. Il testo viene definito dai suoi stessi autori un “rosaggio poetico” ovvero un libro che racchiude in sé tre distinti generi letterari e precisamente: il romanzo, il saggio e la poesia,. Il racconto inoltre può essere letto a tre diversi livelli di coscienza. Il libro richiede un particolare impegno di attenzione fino al capitolo IV°, quasi fosse una prova iniziatica, in quanto in quella parte, si presenta più come saggio, che come romanzo. Il testo per accontentare i vari tipi di lettori, suggerisce, agli amanti della narrativa, di saltare il capitolo V° e agli appassionati di misteri, di leggere gli approfondimenti illustrati in appendice. Superata “la prova”, dopo il capitolo VI°, il racconto si trasforma in un romanzo tradizionale, con l’eccezione del capitolo VIII° dedicato alla poesia. Lo stile del racconto è volutamente semplice e a volte rude nel linguaggio e alcune poesie appaiono a prima vista, infantili, in quanto spesso riportate in rima baciata, ma se si analizza il contenuto, anziché la forma, sono tutt’altro che ingenue, sembra invece vogliano sfruttare di proposito tale leggerezza, solo per scoraggiare coloro che colgono le cose solo con il cervello, anziché con il cuore. Nell’intera narrazione è singolare poi, che non vi è mai un salto di scena, quasi a rimarcare il fatto che la storia, non sia semplicemente inventata, ma vissuta realmente e narrata direttamente dal protagonista in prima persona.

Se non ci ferma alle apparenze, a una lettura più attenta, appare chiaro che ogni parola o immagine è tutt’altro che casuale, ma segue il percorso iniziatico per eccellenza, quello degli arcani maggiori dei tarocchi a cui si ispirano i ventuno capitoli del libro, a cui si aggiunge l’introduzione, ovvero il punto iniziale e finale allo stesso tempo che rappresenta il “Matto”. Gli autori sono coloro che hanno scritto anche la prefazione, a sottolineare il fatto che non volevano l’intervento chiarificatore di alcun altro studioso che avvalorasse il contenuto della narrazione.
Le novità non sono solo nello stile e nel messaggio proposto, ma si estrinsecano in particolare nell’invito a cercare sia dentro, sia fuori di se, a quest’ultimo riguardo, infatti gli autori invitano il lettore a cercare un tesoro di duplice natura, ovvero, sia di natura spirituale, sia di natura materiale, e ciò, non solo a parole, avendo gli stessi nascosto sia tra le pagine di questo libro, sia di quello che verrà pubblicato prossimamente dal titolo “Il tesoro più nascosto”, degli indizi necessari per trovare queste ricchezze. Indizi che devono essere svelati risolvendo degli enigmi in parte nascosti nei due racconti, in parte celati in luoghi sacri dotati di una tale energia che, per il solo fatto di essere calpestati da orme umane, permettono al visitatore di migliorare il suo livello di coscienza. Al vincitore verrà quindi consegnato un duplice premio, uno di valore spirituale, che non potrà essere svelato a nessuno prima di cinquant’anni dalla sua scoperta e uno di valore materiale, il cui ammontare sarà commisurato al successo dell’iniziativa.
Anche lo strumento utilizzato dai narratori per trovare un editore appare inusuale essi si sono basati sulla teoria della comunicazione, detta, dei “sei gradi di separazione”. Secondo tale ipotesi ogni abitante sulla terra può raggiungere un’altra persona, ad esempio il Presidente degli Stati Uniti, con soli sei passaggi di comunicazione. Sempre secondo questa teoria esisterebbero dei punti di snodo o, hub, che potrebbero accelerare in termini temporali e di diminuzione di passaggi, la comunicazione, uno di questi snodi, sono i media.
Sulla base di tali presupposti e per verificare la veridicità dell’ipotesi, gli autori hanno deciso di provare a lanciare un messaggio nell’etere ovvero una richiesta d’aiuto al mondo della comunicazione. E’ noto infatti a chi scrive libri, che, se non si è già un personaggio pubblico, o in qualche modo legato ai media, è molto difficile riuscire a farsi pubblicare un libro, ciò si badi, indipendentemente dalla bontà o meno dell’opera.
Per riuscire quindi nell’impresa, se non si ha qualche conoscenza nel mondo dell’editoria, occorre spesso cercare di scandalizzare il pubblico e dare adito a polemiche, oppure si devono avere a disposizione notevoli fondi economici per affrontare una adeguata campagna pubblicitaria.
Per superare tali ostacoli gli autori hanno inviato il proprio dattiloscritto via internet, a vari media, tale messaggio, nella fattispecie è stato raccolto da Radio Lombardia di Milano, che ha svolto il ruolo di hub e ha quindi veicolato la richiesta di supporto, via radio. Casualmente quel giorno, un conoscente dell’autore, ha sentito tale richiesta e ha indicato allo stesso un suo contatto e quest’ultimo a sua volta ha segnalato l’attuale editore. Quindi con tale sistema gli autori hanno dimostrato che in meno di sei passaggi si può ottenere il risultato prefisso, a dimostrazione che la teoria è vera.
Pur essendo un romanzo per molti, tuttavia non è per tutti e senza alcuna supponenza, riteniamo che probabilmente, sarà capito integralmente solo da pochi. Sulla base di quanto riferito dagli autori si sconsiglia la lettura sia ai minori, sia: alle persone dotate di poca apertura mentale, agli integralisti, agli iper razionali e a tutti coloro che non accettano il confronto e si scandalizzano facilmente, se si mettono in discussione le loro convinzioni irrazionali. Ciò sia perché il libro parla molto di erotismo, descrivendo volutamente anche i particolari della seduzione sessuale, sia perchè tratta anche della vita di Gesù e in particolare analizza il processo a cui fu sottoposto il Cristo, prima della crocifissione, ciò al fine di far riemergere la realtà storica sull’assassinio di Cristo.
Quanto ai due autori: di Master non conosciamo nulla e ignoriamo se sia un personaggio reale o immaginario, di Michelangelo Magnus, sappiamo solo che ha passato la sua vita a ricercare Maestri spirituali in tutto il mondo, venendo in contatto con le principali tradizioni iniziatiche, di cui questo romanzo ne è la sintesi. Il sunto di tali esperienze sembra riprendere i concetti illustrati nella Philosophia Perennis di Aldous Huxley, ma usando particolare riguardo alla riscoperta della funzione del feminino sacro, che a detta degli autori verrà meglio illustrato nel prossimo romanzo dal titolo “Il tesoro più nascosto” a complemento dell’opera.
Per ulteriori informazioni consultare i siti:
www.iltesoropiunascosto.com
www.giordanoeditore.it

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3 commenti per quento post

31 agosto 2007 | 17:23 | Giuseppe Roccanova

Ho letto il libro è molto interessante. Identifica anche alcuni degli scienziati non citati direttamente da Padre Ernetti, che parteciparono al progetto, tra cui si intuisce che uno di questi sia la vera fonte del romanzo, forse proprio uno degli autori noto con lo pseudonimo di Master

18 settembre 2007 | 15:05 | luca

è tutto vero

26 aprile 2011 | 20:53 | Alessandro

Questa nota è molto interessante. Avessimo a disposizione il cronovisore non solo in Vaticano ma anche nelle parrocchie ed oratori e financo in questo forum, potremmo studiare ll momento magico in cui Ernetti concepisce la minchiata. Quest’analisi permetterebbe di determinare la genesi dell’idiozia ed essere quindi di grande ausilio nel provare definitivamente che l’uomo non é evoluto, avendo ipotizzato che Ernetti appartenga alla razza umana. Questa conclusione avebbe una quintuplice valenza. La prima: la negazione della teoria evoluzionistica a favore di quella creazionista; l’homo sapiens è una bufala (senza mozzarella). La seconda: Ernetti è uomo si, ma di Neanderthal. La terza: si comprende il seguito di Wanna Marchi, Padre Pio e Berlusconi in un sol colpo. La quarta è che Dio che sceglie chi è Sapiens e chi no (la grazia). La quinta è che questo forum attira i non graziati.

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