Giu
12

Tentativo di contatto ?

Inserito il 12 giugno 2007 da Roswell in Tracce, Ufologia

Messaggio SETIIl 16 Dicembre 1974 dal radiotelescopio di Arecibo (Portorico), l’antenna parabolica fissa più grande del mondo, il SETI inviò un messaggio nello spazio, mediante il trasmettitore da un megawatt appena installato.
Il fascio di onde elettromagnetiche era estremamente potente, concentrato e teoricamente percepibile, con un’intensità dieci milioni di volte superiore rispetto a quella delle onde radio emesse dal nostro sole, in tutta la nostra galassia, per mezzo di un’antenna simile a quella di trasmissione.
Il fascio copriva una piccolissima parte di cielo ed era diretto verso un ammasso globulare di stelle chiamato M13, a circa 22800 anni luce da noi, nella costellazione di Ercole.
Il messaggio era composto da 73 x 23 = 1679 bit, (1679 è divisibile soltanto per questi due numeri primi) e fu trasmesso a 2388 MHz ( = 12,6 cm) con modulazione FSK; la trasmissione durò meno di tre minuti. Esso conteneva i numeri da 1 a 10, gli elementi che formano il nostro DNA, le basi fondamentali che lo compongono, il numero dei nucleotidi che lo formano e la sua doppia elica stilizzata, l’altezza dell’uomo medio e la sua immagine stilizzata, il numero complessivo di abitanti della Terra, la composizione del sistema solare (Sole e pianeti) con la Terra in evidenza, la stilizzazione di un’antenna parabolica e del suo principio di funzionamento ed infine il diametro dell’antenna del radiotelescopio di Arecibo.
Messaggio SETI
L’autore principale era Frank Drake, della Cornell University, diventato poi presidente del SETI.
Incolonnando i bit in 73 file di 23 (i due numeri primi il cui prodotto dà 1679), si ricava il messaggio visivo originale, che rappresenta il primo creato ufficialmente dai terrestri per gli extraterrestri (invece dello 0 è stato utilizzato un quadretto bianco ed invece dell’1 un quadretto nero).

Nel 2001 si torna a parlare del messaggio del SETi, quando, a Chilbolton, una cittadina nell’Hampshire (Inghilterra meridionale), apparvero due crop circles di rilevanza storica.
Vicino a Chilbolton è situata quella che viene pubblicizzata come la più grande antenna parabolica orientabile del mondo (25 m di diametro).

Il primo apparve martedì 14 agosto 2001
crop_viso.jpg

A distanza di sei giorni, domenica 20 agosto
crop_grifo.jpg

msg_comparati.jpgIl nostro messaggio fu pubblicato in versione speculare, cioè destra e sinistra scambiate, come se per noi fosse abituale scrivere da destra verso sinistra.
Qui accanto, a destra, è mostrato il nostro messaggio come fu pubblicato ed a destra la trascrizione di quello di Chilbolton.
Il glifo del “messaggio” corrisponde alla versione speculare (pubblicata forse per errore) di quello inviato da Arecibo.
C’è un solo bit il cui valore non è del tutto certo, perché attraversato da una delle tracce delle ruote del trattore che ha lavorato il campo.
numeri.jpg
I numeri da 1 a 10 sono presenti, uguali, in ambedue i messaggi, scritti in codice binario.
Eliminando i bit di start, presenti nella rappresentazione superiore, rimangono soltanto i bit significativi (rappresentazione inferiore).
numeri2.jpg

dna.jpg
A sinistra ci sono gli elementi che compongono il nostro DNA, con e senza i bit di start. A destra quelli dell’“altro” DNA, con un elemento in più.

1 = Idrogeno Presente in ambedue
6 = Carbonio Presente in ambedue
7 = Azoto Presente in ambedue
8 = Ossigeno Presente in ambedue
14 = Silicio Presente solo nel “loro”
15 = Fosforo Presente in ambedue

basiazotate.jpg
Le basi azotate che compongono il DNA, uguali in ambedue i messaggi, a destra sono mostrate senza i bit di start e sono:

DESOSSIRIBOSIO ADENINA TIMINA DESOSSIRIBOSIO
GRUPPO FOSFORICO ——– ——– GRUPPO FOSFORICO
DESOSSIRIBOSIO CITOSINA GUANINA DESOSSIRIBOSIO
GRUPPO FOSFORICO ——- ——– GRUPPO FOSFORICO

dna2.jpg
A sinistra il nostro DNA, a destra l’“altro”; le colonne centrali riportano il numero di nucleotidi che compongono il DNA, leggibili dal basso verso l’alto e da sinistra a destra:
4 294 442 846 per il nostro
4 294 967 134 per l’“altro”. Poco più dei nostri.
dna3.jpg
Qui sopra potete vedere una ricostruzione computerizzata del DNS. A sinistra il nostro, a destra l’“altro”.

Il DNA “al silicio” è compatibile, e quindi direttamente interfacciabile, con i circuiti integrati degli elaboratori elettronici, che sono composti da silicio monocristallino?

aspetto.jpg
Le righe che vanno da 46 a 55 nel nostro messaggio e da 46 a 54 nell’“altro” contengono informazioni su aspetto, altezza e numero di individui delle due popolazioni.
Per noi 4 292 853 750 di individui e per gli “altri” 12 742 276 990.
Per noi 14 x 12,56 = 175,8 cm e per gli “altri” 8 x 12,56 = 100,5 cm.

sistemasolare.jpg
Ambedue hanno nove pianeti.
L’“altro” ne ha tre abitati, compatibili con circa 13 miliardi di individui.
Il quinto pianeta sembra evidenziato, forse per indicare che il “messaggio” si riferisce ai suoi abitanti.
La stella ed i pianeti maggiori dell’“altro” sistema sono più piccoli dei nostri.

sistematrasmissione.jpg
Il nostro è largo 2430 x 0,1256 = 305,21 m
L’“altro” è largo 6748 x 0,1256 = 847,55 m
Stranamente i numeri che indicano le dimensioni si leggono da destra verso sinistra.

Tra il messaggio da Arecibo e la comparsa del glifo corrispondente intercorrono 9744 giorni, pari a 26,659 ÷ 26,676 anni siderei (con o senza i 6 giorni trascorsi tra i due glifi), infatti un anno sidereo (quello che la Terra impiega per assumere nuovamente la stessa posizione rispetto alle stelle fisse dopo aver percorso un’orbita intera intorno al Sole) dura 365 giorni 6 ore 9 minuti e 9 secondi. Se si interpreta questo tempo come la durata della somma di andata e ritorno (trasmissione-risposta) del messaggio tra la Terra ed il pianeta alieno, la distanza di tale pianeta, espressa in anni luce, vale la metà dei suddetti valori ed è compresa tra: 13,330 e 13,338 anni luce, cioè 4,094 ÷ 4,097 parsec (1 parsec = 3,2558 anni luce), ovvero parallasse = 0,244.

crops.jpg
Perché i due glifi sono disposti così?

Le dimensioni dei glifi sono ragguardevoli (circa 200 x 85 piedi, cioè 61 x 26 m per il “messaggio” e circa 180 x 160 piedi, cioè pressappoco 55 x 49 m per il “viso”) e la loro realizzazione è estremamente accurata, quindi è probabile che anche la loro disposizione sul terreno non sia casuale.

Il “viso” è formato da 29 + 29 linee diagonali, che intercettano la cornice in 13 e 17 punti.
Sono tre numeri primi, ad attestare che gli autori dei glifi conoscono tali numeri ed hanno capito che il nostro messaggio ha righe e colonne rappresentate da numeri primi.
Le linee sono a 45° rispetto alle cornici, ma a 90° tra di loro, per ottenere il massimo numero di ciuffi di grano quadrati a parità di spazio (412 anziché 17 x 23 = 221).
Il “messaggio” contiene un ulteriore numero primo (79), poiché, escludendo la cornice, esso ha tre righe vuote sopra e tre sotto in più rispetto alle 73 del “nostro”.

Sia il “messaggio” sia il “viso” sono rivolti verso l’esterno, a quanto pare per indicare che è di là che essi provengono, ma il “messaggio” è più vicino al radiotelescopio del “viso” e i due glifi, insieme, richiamano la geometria del radiotelescopio stesso, formato da un basamento verticale relativamente basso, sopra il quale è montato il paraboloide dell’antenna, che può muoversi in su ed in giù e ruotare liberamente attorno all’asse verticale.
Il “messaggio” è allineato esattamente con il radiotelescopio, tanto che il suo asse centrale passa per il centro del basamento di quest’ultimo.
antenna.jpg

Continua a leggere l’articolo scaricando il documento originale realizzato dal gruppo Stargate Toscana.

Related Posts with Thumbnails

1 commento per quento post

17 settembre 2009 | 14:48 | Ma dai

Ragazzi, anche a me piacerebbe che ci fossero glu UFO, almeno sapremmo di non essere soli in questo gigantesco universo, ma i cerchi nel grano sono una cretinata. Degli alieni con una tecnologia superiorevengono da una galassia a 22.000 anni luce per fare delle scritte nei campi…per favore.

Ciao!

Lascia un commento






Migrare il contenuto del vecchio sito ha portato alla perdita di alcune informazioni, chiedo scusa anticipatamente agli autori di articoli e documenti qualora abbia, involontariamente, omesso di citarli.