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Lucia di Fatima: è vero che è falso ?

Inserito il 9 luglio 2007 da Roswell in Misteri

Lucia di Fatima: è vero che è falso ?Chi scrive ha iniziato ad interessarsi di grafologia circa vent’anni fa, quando, a livello sperimentale, volli utilizzare questa metodologia nello studio dei testimoni di eventi ufologici. Nessuno nel mondo ci aveva pensato ed io ero il primo. Cominciai a collaborare con esperti dell’Università presso le sedi di Urbino e poi di Roma, dove ora esiste addirittura un corso di laurea di tre anni, a numero chiuso, con ben 1600 ore di studio obbligatorie, con frequenza.
Quando la Redazione di Stargate, oggi Stargate Magazine, mi chiese di trovare gli esperti per effettuare un’analisi grafologica sulle lettere di Lucia di Fatima, individuai rapidamente gli addetti ai lavori di livello internazionale che potevano darmi una mano. Questi esperti, come tutti gli altri, rimangono totalmente anonimi per problemi di sicurezza, in quanto ho
sempre paura che vengano “contaminati” da chi non vuole che si facciano certe indagini e, siccome queste cose sono già accadute, purtroppo mi vedo costretto a mantenere nell’anonimato tutti coloro che costituiscono lo staff privato che lavora con me a livello professionale.
Ma veniamo alle conclusioni peritali delle indagini effettuate dai consulenti.

DICHIARAZIONE PERITALE
Fax del 28 agosto del 2000, ore 13,53.

Ho esaminato, con l’ausilio di visure al microscopio, i grafismi delle quattro lettere consegnatemi, apparentemente attribuibili a Lucia di Fatima, al fine di verificarne l’attribuibilità alla medesima mano.
Si tratta di:
1. lettera del segreto di Fatima nella redazione scritta da suor Lucia nella terza memoria del 31 agosto 1941;
2. lettera di Lucia del 29 maggio 1930;
3. lettera della terza parte del segreto di Fatima, scritta da Lucia nel 1944;
4. lettera scritta da Lucia al Padre Umberto Pasquale nell’aprile del 1980.
Premettendo che all’indagine peritale, al fine di poter raggiungere risultati certi o molto probabili, sono necessari documenti in originale (od, in alcuni casi, in fotocopia) e considerando che le lettere sulle quali ho effettuato l’analisi sono ottenute tramite Internet, le mie conclusioni non possono che essere a livello di probabilità.
La comparazione effettuata tra i grafismi delle quattro lettere evidenzia numerose e significative affinità strutturali a livello di singole lettere ed affinità relativamente al ductus scrittorio (andamento grafico generale) tra gli scritti del 1930, 1941 e 1980. La lettera scritta da Lucia nel 1944 sembra invece appartenere ad un’altra mano, per alcune divergenze riscontrate rispetto alle lettere sopraccitate, come per esempio la forte variabilità pressoria (azzeramenti di pressione nel taglio della “t” ed in altre lettere, presenza di molti tratti ascendenti di lettera con pressione leggera, etc.) e lo spazio maggiore tra i righi.
Pertanto, sono pervenuto alla conclusione secondo la quale è possibile che la lettera datata 1944 sia apocrifa.

Questo era quanto stabiliva un perito di una delle scuole di grafologia più importanti d’Europa!
Quando presi visione per la prima volta delle prove grafiche attribuite a Lucia, pur non essendo un grafologo professionista, comunque studiai il materiale prima di passarlo agli esperti blasonati e mi feci un’idea di cosa avevo fra le mani.
Va sottolineato che la grafologia rientra, a rigore, nel gruppo di discipline che si chiamano PNL, cioè programmazione neurolinguistica. Si tratta dello studio del movimento del corpo, in questo caso del braccio che scrive, il quale tiene in mano uno strumento di scrittura.
Tale movimento è legato all’inconscio e non al subconscio, almeno per la sua maggior parte, dunque i segnali che passano attraverso la scrittura rappresentano il nostro vero IO, non quello che mostriamo di essere, ma quello che siamo vveramente.
Angela Beretta, della scuola di Marchesan, in “La scrittura”, Ed. Sonzogno – 1986 – Milano sostiene che il test grafico è preciso al 97% ed io, per quanto riguarda la mia esperienza, non posso che convalidare questa tesi.
Più di ogni altro test questo sembrava, pertanto, utile per studiare la personalità di Lucia.
Quello che ho potuto constatare sulle lettere a mia disposizione, le quali, non dimentichiamolo mai, non sono originali, bensì fotocopie, oltre alla modificazione del carattere di Lucia nel tempo, da quando è una semplice ragazzina, caratterizzata da
pulsioni forti ed improvvise nella sfera dei sensi, proprie di un adolescente, a quando è suora di clausura, rigida osservatrice di regole che la assoggettano totalmente, è comunque la presenza di un carattere forte, che non appare incline a farsi comandare da nessuno, se non dalla Regola che deve essere rispettata.
Ci troviamo di fronte, quindi, non ad una pastorella spaurita, ma ad una persona che piega la testa solo di fronte all’entità animata che le appare ed al comando dei suoi superiori.
Da questo punto di vista è interessante osservare che la lettera contenente informazioni sul terzo segreto resa nota dal cardinal Ratzinger è scritta in modo totalmente differente rispetto alle altre lettere scritte da Lucia dal 1917 fino agli anni 80.
Lucia scrive sostanzialmente sempre allo stesso modo ed in particolare ha una gestione
dello spazio scrittorio che è sempre la stessa: in molte delle lettere esaminate c’è
addirittura sempre lo stesso numero di righe, scritte con un calibro sostanzialmente
identico nel tempo.
Lucia non scrive mai su di un foglio munito di righe, rifiutando probabilmente l’idea che la riga sovente rappresenta, cioè la costrizione a scriverci sopra. L’unica volta che Lucia usa una carta con le righe prestampate è costituita dalla sottoriportata lettera del terzo segreto.
Lucia ha un tratto la cui stentatezza aumenta con l’età, ma la veggente sembra preferire strumenti di scrittura con punte scorrevoli e sembra trovarsi male con il pennino e con l’inchiostro.
L’unico caso in cui usa un pennino, che non permette a chi scrive di avere continuità nel tratto scrittorio, è rappresentata dalla lettera in oggetto.
Tale scelta obbliga Lucia a modificare la pressione del pennino sul foglio.lettera1.jpg

È vero che, non avendo fra le mani l’originale, non si può, in effetti, stabilire la pressione che Lucia ha usato nello scrivere, ma è altrettanto vero che, quando uno scrive con una penna come quella usata da Lucia, non può esercitare troppa pressione sul foglio, perché il pennino non glielo permetterebbe.
Ora, sapendo che il parametro di verticalità, cioè la forza con cui si calca sul foglio, è in stretta correlazione con la capacità di dire ciò che in realtà si pensa, ovvero, per semplificare, con la capacità di dire bugie o meno, si deve affermare che ci si trova di fronte ad uno scritto in cui Lucia, è costretta a fare brusche variazioni di pressione sul foglio.
Tali variazioni di pressione sono evidentissime nei trattini della lettera T, dove a volte manca la parte interna del trattino stesso, mentre è presente, sulla sinistra, la parte iniziale; la parte finale appare, a volte, come un puntino solamente accennato, che si confonde quasi con il puntino della i.
Lucia, dunque, mentre scrive non è d’accordo con quello che scrive?
Se si tiene conto del fatto che tutte le perizie effettuate sulla lettera in questione mostrano che alcune lettere sarebbero state scritte da una mano diversa, è altrettanto vero che alcune lettere sono totalmente identiche. Partendo dall’osservazione che è possibile, per uno scrivente, scrivere in modo differente alcune lettere ma non è possibile, per nessun essere umano, scrivere come scrive un altro, sembrerebbe più logico supporre che Lucia sia l’autrice delle lettere, compresa anche quella contenente il terzo segreto, ma che questa continui ad essere apocrifa, nel senso che sia stata scritta contro la volontà inconscia della scrivente stessa, cioè sotto dettatura!
lettera2.jpgLucia non usa il formato di carta che di solito utilizza, impiega un foglio rigato, mai utilizzato né prima né dopo quell’occasione, usa una penna con la quale non è abituata a scrivere e mostra una forte conflittualità con il parametro di verticalità.
Dunque gli esperti avrebbero ragione nell’identificare come apocrifa quella lettera, ma quello che io suppongo è che Lucia sia stata l’apocrifa di se stessa.
Se le cose stessero veramente così, ancora una volta ci troveremo di fronte ad una ennesima, totale, truffa! Ecco, per riscontro, una lettera sicuramente autografa.
Ancora una volta saremmo di fronte a qualcosa definibile come “falso ideologico”.
La Chiesa continua a nascondere una verità per essa decisamente scomoda, una verità aliena?
Sta di fatto che, quando effettuai le indagini, lavoravo per Stargate Magazine; stranamente, ancora una volta, nessuno di quella redazione si prese la responsabilità di pubblicare i dati emersi.
Perché?
Comunque, ora che StarGate Toscana non deve rispondere a nessuna parte politica, ecco pubblicati, per la prima volta al mondo, i risultati di queste inconfutabili indagini.
Ognuno ne tragga le proprie conclusioni.

Articolo scritto da Corrado Malanga (documento originale).
Fonte gruppo Stargate Toscana.

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1 commento per quento post

30 gennaio 2010 | 23:55 | jack808

scusate ma che diavolo centrano gli alieni co sta cosa ??? questo si che è alienarsi 😀

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