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Impronte umane

Inserito il 16 luglio 2007 da Roswell in Misteri

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Tra la realtà e la fantasia non esistono confini. Gli unici confini sono nella nostra mente. La più antica impronta umana fu trovata nel giugno 1968 da William J. Meister ad Antilope Spring, Utah (USA). Si tratta di due impronte di scarpe umane risalenti a circa 300-600 milioni di anni. Le impronte mostrano distintamente la forme di due scarpe, con tanto di tacco. Uno dei due reperti trovato mostra inconfutabilmente una impronta di scarpa che schiaccia un trilobite. I trilobiti erano piccoli animali invertebrati marini che popolarono la terra dai 600 milioni di anni ai 280 milioni di anni fa. La scarpa che schiacciò il trilobite era lunga 10,5 pollici: il calcagno leggermente impresso più della suola.Per l’esattezza il l trilobite risultava schiacciato dal tacco della scarpa.

Inoltre, nell’agosto del 1968 Mr. Dean Bitter, scoprì altre due impronte di scarpe o sandali ad Antilope Spring. Nessun trilobite era presente in questa impronta, ma un piccolo trilobite fu scoperto vicino alla stessa roccia. Se si pensa che secondo la scienza ufficiale la prima comparsa dell’umanità moderna (Homo sapiens sapiens) risale a circa 250.000 anni fa, nell’Africa meridionale, appare evidente la mala fede della scienza ufficiale nel negare la realtà dei fatti. Inoltre, nel 1925 a Glozel (vicino a Vichy – Allier, Francia) Emile Frendin sprofondò nel suo campo dove stava lavorando, e trovò “Il campo dei morti”: 3000 oggetti incisi, vasellame, utensili, gioielli, manufatti in osso e legno del 17~15.000 a.C. – Epoca in cui secondo la scienza ufficiale non doveva esistere né scrittura (il primo sistema di scrittura documentato è quello sumero-accadico, IV millennio a.C.), né la ceramica (la cui lavorazione oltretutto mostra un senso artistico assai sviluppato ed eccezionalmente raffinato, coordinato con notevole intuito simbolico – ad esempio, le statue coi volti senza bocca che hanno portato alla denominazione di “civiltà del silenzio”).

Sorprendono inoltre le dimensioni delle ossa umane rinvenute (crani grandi il doppio), delle impronte, e dei monili (ad es. bracciali) su misura per arti giganteschi. Nel 1577 a Willisau, nel cantone di Lucerna, venne alla luce uno scheletro dalle ossa enormi. Le autorità della zona si affrettarono a convocare una commissione di esperti capeggiata dall’ anatomista elvetico Plater, di Basilea. Gli studiosi rimasero perplessi, ma dinanzi al parere del grande specialista chinarono il capo. Plater dichiarò che si trattava senza ombra di dubbio di resti umani, nonostante la loro mole fosse alquanto insolita. Lo scheletro era incompleto ma l’anatomista lo ricostruì sulla creta: ne risultò il disegno di un titano alto 5,80 metri! Fu battezzato “il gigante di Lucerna” e le sue ossa furono orgogliosamente esposte in una sala del municipio. Recentemente scheletri di 2,8-3,1 metri sono stati rinvenuti da antropologi sovietici nella regione Caucasica.

[ via mistic.it ]

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3 commenti per quento post

16 luglio 2007 | 17:58 | zret

Forse esistettero veramente dei Giganti. Ciao

P.s. Ti volevo ringraziare per aver inserito i collegamenti ai blog.

16 luglio 2007 | 18:47 | Roswell

@zret

Non c'è di che.

[…] nessuno sapeva che fossero esistiti. A confermare la convivenza di umani e dinosauri anche impronte umane fossilizzate insieme a quelle dei dinosauri, molti esempi delle quali si trovano nel libro di Michael Cremo e […]

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