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Abduction: Scenario [ Prima parte ]

Inserito il 24 luglio 2007 da Roswell in Rapimenti ed impianti

AbductionArticolo di Corrado Malanga – Luciano Pederzoli

Come avevamo già avuto modo di annunciare, la ricerca sul fenomeno dei rapimenti alieni, definita con il termine inglese “abduction”, e ribattezzata da noi, più correttamente, “Interferenze Aliene”, è ad una svolta.
Il nostro progetto di ricerca, che ormai si protrae da circa quindici anni, è giunto alla conclusione di quella che noi definiamo SECONDA FASE.
Facciamo, ora, un salto all’indietro nel tempo, a beneficio di coloro che non hanno mai sentito parlare del fenomeno delle abduction.
Il “debutto ufficiale” avvenne nel 1957 in America Latina (Brasile), nello stato di Minas Gerais, con il famoso caso, ormai storico, del contadino Antonio Villasboas.
É questo contadino, in seguito laureatosi, che, per la prima volta, racconta una sua strana esperienza di rapimento da parte di creature aliene.
Alla metà degli anni sessanta del ‘900 lo studioso John Fuller scrive di un altro evento strano: due coniugi americani, Barney e Betty Hill, per mezzo di tecniche di ipnosi regressiva, sono riusciti a ricordare la vicenda che, durante una calda notte d’estate, li aveva visti protagonisti di un rapimento alieno ad opera di strani piccoli esseri, scesi da una specie di disco volante che aveva seguito la loro vettura.
Negli anni Ottanta è il ricercatore-ufologo Budd Hopkins a scrivere alcuni libri che riportano numerose storie vissute da americani e basate su esperienze di abduction. Anche in questo caso Hopkins ricorre ampiamente alle tecniche di ipnosi regressiva per far
riaffiorare, nella mente dei testimoni di queste strane esperienze, i ricordi apparentemente dimenticati.
È poi la volta dello scrittore Whitley Strieber, anch’egli americano, il quale, in un paio di libri, racconta, questa volta da testimone diretto, la storia della sua esperienza di rapimento. In questo caso viene esposto un punto di vista completamente diverso dai
precedenti: quello di un padre di famiglia che vede se stesso ed i suoi cari fatti oggetto di strani interessi da parte di creature aliene provenienti da altri pianeti, o da altre dimensioni, oppure chissà da dove.
Chissà da dove! Forse dalla parte del cervello che è preposta alla creazione di sogni fantastici, dicono i detrattori del problema abduction, tra i quali spiccano, in America, alcuni personaggi famosi, come l’illusionista James Randi, del CISCOP (un’organizzazione di scettici governativi, alcuni dei quali in stretti rapporti con enti di Intelligence di Stato, come la CIA o l’FBI), o l’omologo italiano Piero Angela, giornalista e divulgatore scientifico radiotelevisivo, dell’equivalente organizzazione (CICAP).
Intanto, comunque, l’attenzione al fenomeno abduction prende corpo ed inizia a produrre ricerche indipendenti in altri paesi del mondo. Così assistiamo alla pubblicazione di un libro del tedesco Fiebag e di uno dell’inglese Philip Mantle, dal titolo che è un programma, Without Consent, cioè Senza Consenso!
Anche la psichiatra americana Karla Turner scrive un libro, tutto al femminile: si tratta della storia di otto donne addotte dagli alieni, dal titolo Rapite dagli ufo, mentre lo psichiatra John Mack, della Harward University, descrive i risultati delle sue analisi, condotte su una sessantina di casi.
Mack non è il solo, nel mondo accademico, a descrivere ed avallare il fenomeno dei rapimenti alieni: anche la Temple University, con il professor David Jacobs, uno storico che conosce le tecniche di ipnosi regressiva, si espone alle critiche della comunità accademica americana. Il libro di Jacobs che ottiene maggior successo, The threat, mette in relazione con i progetti degli alieni le esperienze subite dai rapiti e poi dimenticate dalla loro mente. Si tratta del primo tentativo di fornire una risposta alla domanda: perché tutto
questo? Jacobs sostiene, pessimisticamente, che gli alieni non sono proprio degli stinchi di santo e che perseguono un progetto preciso, modificare biogeneticamente i terrestri per poter poi convivere con noi, sul nostro pianeta. Questo progetto dovrebbe concludersi tra circa quattro generazioni terrestri, quando, secondo l’autore, ormai tutta la popolazione terrestre avrà subìto almeno un’esperienza di abduction.
Testimonianze controverse, atteggiamenti fideistici di testimoni ed inquirenti e critiche alla metodologia ipnotica impiegata acuiscono sempre più, durante tutti gli anni novanta, le diatribe tra ricercatori-ufologi ed organi di stato e capi religiosi, dei quali ultimi gli uni
tendono a negare la presenza di tale fenomeno sul nostro pianeta per mantenere saldo il proprio potere e gli altri si trovano a dover gestire una situazione in cui loro, la loro fede ed il loro Dio non potrebbero più rappresentare il centro dell’universo, poiché esso andrebbe, invece, condiviso con diverse altre entità intelligenti.
Le prime ipotesi
Nonostante fossero passati quasi cinque decenni, nessuno degli studiosi del problema abduction era ancora riuscito a capirci gran che, ma, nel frattempo, di ipotesi ne erano state fatte molte, e non sempre positive.
La seguente è, in sintesi, la situazione al termine del primo cinquantennio di studio.
Il pessimista Jacobs sostiene che noi siamo ormai nelle mani degli alieni e che questi non ci hanno chiesto il permesso di operare certe scelte su di noi. Secondo lui noi siamo proprietà aliena, perché inferiori sia dal punto di vista scientifico che biologico: ciò che gli alieni cercano è il nostro pianeta e, nella migliore delle ipotesi, ce lo prenderanno senza colpi di forza, ma con un sottile inganno plurisecolare.
Lo psichiatra Mack, invece, è ottimista ed, al termine dei suoi studi, è propenso a ritenere che non si sa bene quale sia lo scopo degli alieni, ma sicuramente questi producono una sorta di “allargamento di coscienza” in ogni addotto. Tale effetto servirebbe all’umano prescelto per compiere, dentro di sé, un salto evolutivo e potere pertanto accedere al mondo del futuro, preparando il pianeta a sopportare e superare quei traumi che la nostra civiltà malsana ha prodotto e produrrà nei prossimi anni.
Questa versione alla ”volemose bbene”, stile “new age”, è sostenuta da una corrente di psichiatri e psicologi americani, i quali vedono nella loro stessa civilizzazione la causa dei loro mali.
Non dobbiamo dimenticare che, negli USA, l’abuso nel ricorso a psicologi e psichiatri sembra rappresentare l’effetto di un malumore diffuso, che tende a portare gli americani a non essere più capaci di risolvere da soli alcun problema di contatto con i propri simili,
poiché il loro mondo li spinge a diventare schiavi dell’avere ed a ritenere che l’essere sia qualcosa di solamente esteriore, condizionato dal giudizio altrui.
Non a caso il loro inconscio tenta di ribellarsi proprio a questo vivere malsano e l’americano medio diventa obeso ingurgitando cibo per manifestare, da un lato, la sua voglia di possedere tutto (psicologicamente si possiede anche ciò che si mangia); dall’altro, ingrassando ed inflaccidendosi, si oppone, inconsciamente, a quei canoni di bellezza fisica che lo vorrebbero magro e muscoloso e rifiuta il dogma che gli impone di essere ricco e bello.
Non per nulla i detrattori del problema abduction dicono che esso è prevalentemente americano (vedremo che non è per nulla vero) e deve essere considerato il frutto di psichismi malsani, sottoprodotti della frenetica civiltà consumistica.
Dunque al professor John Mack si rimprovera di aver scritto un trattato su degli psicotici, credendo che fossero, in realtà, dei prescelti dagli alieni, egli ha dovuto subire una vera e propria inquisizione da parte di un collegio di docenti della sua Università, per aver osato scrivere quel libro (Rapiti è il titolo della traduzione italiana, pubblicata da Mondadori).
Tuttavia, l’anno precedente la pubblicazione del libro incriminato, Mack aveva vinto il premio Pulitzer per un trattato sulla psichiatria, creando, così, al mondo scientifico americano, serie difficoltà a far sparire dalla scena questo psichiatra scomodo.
Il processo, almeno in apparenza, è stato vinto da Mach, ma è sicuramente lecito il sospetto che il suo secondo libro, (mai pubblicato in Italia) sia stato edulcorato da esigenze “politiche”.
In conclusione le opzioni risultanti sono solo tre:
1. Gli addotti sono tutti schizofrenici psicotici.
2. Gli alieni esistono veramente e sono cattivi.
3. Gli alieni esistono veramente e sono buoni.
Tralasciamo, per ora, la prima opzione, che sarà esaminata ed esclusa più avanti.
Per la seconda opzione gli alieni sono cattivi, sottopongono i rapiti a terribili interventi chirurgici per prelevare loro sangue e sperma, operano innesti di ovuli fecondati in femmine della nostra specie ed innestano microchip sottocutanei in varie parti del corpo degli addotti, per poterli monitorare di continuo.
Per la terza opzione, invece, gli alieni sono buoni e fanno sì esperimenti chirurgici, ma per salvare gli addotti da alcune malattie, per migliorarne il corpo e la mente e per prepararli al grande giorno in cui la Terra entrerà nella Confederazione Stellare.
Uno degli aspetti più demenziali della terza opzione è rappresentato dalle nuove religioni nate, guarda caso, sempre nel mondo anglosassone e soprattutto negli Stati Uniti, che descrivono gli alieni come salvatori dell’umanità.
Così Scientology in Usa e Raeliani in Europa non si limitano a considerare gli alieni come creatori degli umani, ma soprattutto li ritengono Dei tecnologici e perciò superiori.
Pochi giorni fa i Raeliani, che tra l’altro sono fondatori di Clonaid, una multinazionale tecnologicamente capace di effettuare i più efferati esperimenti biogenetici, hanno annunciato che cloneranno Hitler e che il futuro dell’umanità sta nella vita eterna ottenuta
attraverso processi di clonazione. Tutto ciò perché Claude Vorillon, discusso personaggio francese, pilota automobilistico negli anni sessanta ed oggi chiamato Rael, avrebbe subito un rapimento alieno in giovane età. In quell’occasione gli alieni lo avrebbero eletto loro ambasciatore e gli avrebbero anche rivelato, tra l’altro, che loro sono i creatori della razza umana, che usano la clonazione per ottenere l’immortalità e tante altre cose decisamente simili a quelle descritte nelle testimonianze che gli addotti, in ipnosi regressiva, hanno rilasciato agli inquirenti di turno.
Dunque l’ipotesi “tecnicista” della presenza aliena sulla Terra per Vorillon non è affatto priva di senso, perché avallata da decine di testimonianze, oltre che, ovviamente, dal suo personale racconto.
Accanto all’ipotesi “tecnicista” esiste quella “spiritualista”, tuttora sostenuta da molti famosi contattisti, per i quali l’abduction non sarebbe in realtà un rapimento vero e proprio, ma una specie di catarsi mentale, un momento in cui gli alieni parlano all’addotto e gli
insegnano verità di tipo religioso, morale e scientifico.
L’idea che la mente faccia sì parte della nostra esistenza, ma rappresenti uno stato evoluto del corpo, con accesso a piani ercettivi “superiori”, fa ritenere ad alcuni che un contatto con esseri totalmente differenti da noi dal punto di vista energetico possa avvenire soltanto tramite la percezione mentale. Nascono così i Channeler o Canalizzatori di Entità, le quali, da altre dimensioni, parlano e straparlano dei fatti loro e, soprattutto, dei fatti nostri.
Questo è un aspetto dell’ufologia che rende tale materia simile allo studio delle apparizioni mariane; tali soggetti si sentono certi dell’esistenza di un dio tecnologico, rappresentato dall’alieno di turno. Così come ad una divinità, all’alieno vengono attribuiti gli atti della creazione e della distruzione; le profezie mistiche fanno la loro comparsa e, mentre chi dice di vedere la Madonna rivela che il mondo finirà con una catastrofe proveniente dal cielo, i Channeler ufologici raccontano di Nibiru, misterioso pianeta nascosto ed abitato da alieni, del quale da tempo vagheggiano l’esistenza, che sfiorerà la Terra (o ci cadrà sopra) guarda caso negli stessi anni in cui, per i veggenti, avrà luogo la vendetta divina.
A ben vedere c’erano forti analogie di fondo e ciò significa, per noi, che… dove c’è fumo, ci deve essere anche una certa quantità d’arrosto: forse non esisteva una sola verità, ma differenti tipi di interferenza aliena.

Articolo scritto da Corrado Malanga (documento originale).
Fonte gruppo Stargate Toscana.

Qui trovate la seconda parte.

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