Lug
31

Abduction: Scenario [ Terza parte ]

Inserito il 31 luglio 2007 da Roswell in Rapimenti ed impianti

AbductionArticolo di Corrado Malanga – Luciano Pederzoli

Qui trovate la Seconda Parte.

Il secondo livello di interferenza aliena
In questa sede non saranno descritti i contesti e gli ambienti ipnotici che hanno consentito
di raggiungere le conclusioni esposte, né saranno date spiegazioni tecniche, perché sarebbero necessari diversi libri: ci si limiterà ad esporre semplicemente le nude conclusioni tratte dalle indagini.
Detto questo, è apparso presto chiaro che i mammiferomorfi avevano un problema che noi potevamo risolvergli: cercavano l’immortalità!Pur essendo convinti che l’immortalità diventerebbe, alla lunga, incredibilmente noiosa, siamo consci che non tutti la pensano in questo modo. Il desiderio degli alieni di non abbandonare mai questa vita e la determinazione dimostrata nel perseguire tale scopo ci
aveva lasciato abbastanza perplessi sul loro grado di maturità intellettuale, ma proseguimmo nelle nostre ricerche: forse ci stavamo sbagliando.
Sotto ipnosi gli addotti che erano venuti a contatto con questi esseri riportavano, unanimemente, che gli alieni vivevano: “attraverso di noi, attraverso la nostra mente…” In questo tipo di addotti esisteva una forte dicotomia cerebrale, che uno psichiatra da quattro soldi avrebbe facilmente interpretato quale schizofrenia acuta; tuttavia analisi approfondite della personalità dei soggetti non lasciavano dubbi sulla loro totale sanità di mente. Essi si sentivano spesso diversi, come se non fossero di questo mondo, avevano dei flash-back in cui si ricordavano scene di vite passate ed immagini in cui agivano in un contesto alieno, quasi fossero alieni loro stessi.
Fu subito chiaro che nella loro mente esisteva una zona di memoria ad acceso negato, in cui erano nascosti alcuni ricordi che riguardavano scene di vita di un alieno: ne nacque l’ipotesi che fosse reale ciò che risultava da diverse altre ipnosi, cioè che gli alieni usavano il nostro cervello come magazzino per i loro ricordi (in termini informatici, una specie di back-up).
Secondo tale ipotesi gli alieni in questione cercano l’immortalità, che non possono in realtà raggiungere perché, pur essendo molto più longevi di noi, muoiono ugualmente. Possono, però, far sopravvivere tutti i loro ricordi, mettendo nel cervello di un bambino terrestre tutta l’esperienza dell’intera vita (fino a quel momento) di uno di loro, eventualmente morto nel frattempo.
Il bambino, col trascorrere degli anni, diventa adulto ed ogni tanto il suo cervello mostra piccoli segni dell’altra personalità, creandogli non pochi problemi esistenziali.
La memoria aliena rimane comunque inaccessibile, se non facendo ricorso ad una specie di parola chiave (simile alla password di un computer), capace di aprirla e di liberarne il contenuto.
Prima della morte dell’addotto utilizzato per il back-up gli alieni tornano e copiano tutto il contenuto della sua memoria nel cervello di uno di loro appena nato.
Costui dispone così subito della memoria, oltre che di quello terrestre, del suo predecessore alieno e diventa, pertanto, tutt’uno con lui.
Così la mente sopravvive, anche se il corpo muore, e si ottiene un surrogato di immortalità.
L’alieno neonato non deve fare esperienza, ricominciando daccapo tutto il percorso formativo, ed alla fine, per fare un esempio, un alieno (o meglio la sua mente) vecchio di trentamila anni risulta formato dai ricordi di sei alieni di cinquemila anni l’uno, più un numero elevato di memorie di terrestri usati per il back-up.
Il prodotto dell’applicazione dell’idea appena descritta è una sola mente in evoluzione, che utilizza tanti corpi in successione: una sorta di pseudo-immortalità che permette agli alieni di conservare tutte le caratteristiche fondamentali del loro pensiero originario.
Si è presto constatato che il cervello umano è preferito dagli alieni come magazzino per le loro memorie, infatti agli addotti, durante i rapimenti, viene ripetutamente detto che: “… il vostro cervello è una cosa perfetta: le macchine si rompono ma i cervelli umani no…”
Ecco, dunque, cosa significa la frase: “… noi viviamo attraverso il vostro cervello…” !
L’applicazione di una serie di astuzie ipnotiche ha permesso di trovare la parola chiave per l’accesso alle memorie nascoste nel cervello degli addotti, mettendo a disposizione un immenso bagaglio di informazioni sugli alieni, compresa la loro lingua.
Il procedimento è collaudato e riproducibile in laboratorio su qualsiasi nostro addotto.
Lo studio dei fonemi alieni è attualmente in corso, ma di questo si parlerà in altra sede.

Si tratta, indubbiamente, di una scoperta importantissima.
Per confermarla abbiamo deciso di verificare se, comportandosi il nostro cervello come una memoria non cancellabile (una vera e propria ROM – Read Only Memory-), nella zona di memoria ad accesso negato di un addotto esistessero anche tracce delle memorie dei “carrier”, cioè tracce dei ricordi delle vite di tutti coloro che avevano “trasportato” la memoria aliena in precedenza. Infatti nel cervello degli addotti dev’essere presente la memoria di un solo alieno, composta da tanti frammenti sequenziali, ed inoltre le memorie di tutti coloro di cui gli alieni si sono serviti per il back-up.
È superfluo descrivere la soddisfazione prodotta dal conseguimento della conferma di questa ipotesi.
Il lavoro di Weiss, psichiatra americano che con l’ipnosi sollecita i ricordi delle vite passate, deve essere, quindi, reinterpretato?
Non esiste la reincarnazione e si tratta semplicemente di memorie che, in realtà, non ci appartengono, ma sono di persone vissute in precedenza portandosi dietro il fardello aggiuntivo di una memoria aliena?
Abbiamo capito in seguito che le cose sono ancora più complesse: altri alieni, in realtà, vanno molto oltre il back-up della memoria.

Terzo livello di Interferenza Aliena
Nei nostri addotti non era mai capitato di trovare memorie aliene di sauroidi o di insettoidi: come mai?
I cervelli di un rettile o di un insetto non erano forse compatibili con quello umano?
Probabilmente quest’ultima domanda contiene la risposta giusta: infatti, quando si trattava di sauroidi od insettoidi, in ipnosi regressiva ottenevamo racconti di tipo completamente diverso.
Ci chiedemmo, all’inizio, cosa sarebbe successo se un addotto utilizzato per il back-up avesse subito un incidente e fosse morto sul colpo: gli alieni avrebbero perso migliaia di anni di informazioni e, con esse, anche uno di loro.
Non se lo potevano permettere. Cosa avremmo fatto noi nei loro panni?
Ciò che era ovvio fare: una copia del cervello dell’addotto. Tuttavia, per conservarlo in piena efficienza, avremmo dovuto copiare tutto il corpo.
Il corpo non serve a gran che, ma è necessario per tenere in vita il cervello, con il suo prezioso contenuto di informazioni di vita aliena.
Durante le ipnosi regressive compariva talvolta la descrizione della “stanza della risonanza”, “della stanza delle matrioske”, “della stanza del cilindro metallico”, tutte definizioni adottate dai diversi addotti per descrivere la stessa situazione, cioè il fatto di essere introdotti in un cilindro metallico orizzontale, dal quale, attraverso una specie di oblò laterale, potevano vedere formarsi, in tempo reale, un corpo identico al loro all’interno di un altro cilindro, trasparente e verticale, posto nello stesso locale: una vera e propria
“fotocopia” dell’addotto, comprese tutte le informazioni contenute nel suo cervello.
La persona coinvolta, di fronte ad una simile visione, perdeva la propria identità ed aveva sovente crisi psicologiche abbastanza pesanti da sopportare.
Risultava evidente che uno dei due corpi veniva conservato, per così dire, “in frigorifero” dagli alieni in luogo sicuro e rappresentava il back-up di riserva, mentre l’altro veniva riportato nel suo habitat naturale.
Queste operazioni erano compiute tutte in ambiente sotterraneo terrestre, in presenza di militari anch’essi terrestri! (le risposte a nostra disposizione sui motivi per cui ciò avviene sono del tutto esaustive, ma non è il caso di trattarle in questa sede).
La domanda più importante, a questo punto delle indagini, era: “… ma cosa riportano giù: la copia o l’originale?…”
Noi avremmo tenuto l’originale. E gli alieni?
La memoria della copia e dell’originale erano evidentemente identiche in tutto e per tutto e non c’era verso di scovare una differenza che potesse indicare la soluzione al problema.
Tuttavia, a ben vedere, gli alieni avevano un punto debole nella loro procedura: il cilindro in cui introducevano il povero malcapitato era orizzontale, mentre quello in cui si formava la copia era verticale.
Dunque, se il soggetto sotto ipnosi ricordava di essere uscito dallo stesso cilindro in cui era entrato, era l’originale; se ricordava di essere uscito dal cilindro verticale, si trattava della copia.
Bene: si trattava della copia!
Ed ora come dire ai nostri addotti che erano delle copie dell’originale?
Non ci si poteva permettere una simile rivelazione, perché essa avrebbe potuto creare forti disordini psichici, a causa della perdita di identità che, come ben sappiamo, può condurre anche al suicidio.
Per fortuna stava per emergere un fatto al limite dell’incredibile.

Il quarto livello di Interferenza Aliena
Durante la fase di copiatura del corpo dell’addotto, praticata dai sauroidi, accadeva qualcosa di molto strano. L’addotto descriveva una sensazione, una specie di vibrazione che percorreva il suo corpo; c’era tanta luce nel cilindro orizzontale di metallo e poi qualcosa si staccava e vibrava in aria.
A questo punto l’addotto descriveva la scena dall’alto e vedeva ambedue i cilindri, uno metallico, orizzontale, contenente l’originale e l’altro trasparente, verticale, con dentro la copia.
Cos’era questa terza postazione visiva?
A lume di naso il fatto sembrava impossibile, senza entrare in inutili dettagli sull’attendibilità ed affidabilità delle tecniche ipnotiche, quando siano condotte con maestria.
Di qui la necessità di sviluppare un set di domande di controllo, per capire chi stava in realtà rispondendo:
• L’alieno con la sua memoria?
• La copia?
• L’originale?
• Una delle memorie dei carrier?
Il set di domande era composto da quesiti molto semplici, del tipo:
Come ti chiami?
Quanti anni hai?
Che giorno è?
Guardati le mani e descrivile…
Ma le risposte erano terrificanti!

Domanda: “Stai guardando in basso?”
Risposta: “… No”
Domanda: “Allora come fai a vedere quello che succede sotto di te?”
Risposta: “… Non sto guardando in basso, sto guardando contemporaneamente
dappertutto…”
Domanda: “Guardati le mani”
Risposta: “… Non vedo mani”
Domanda: “Guardati il corpo”
Risposta: “… Non ho corpo (perplessità)”
Domanda: “Come ti chiami?”
Risposta: “… Noi non abbiamo nome…”
Domanda: “Quanti anni hai?”
Risposta: “… Cosa vuol dire?…”
Domanda: “Da quanto tempo esisti?”
Risposta: “… Ma da sempre, naturalmente…”
Emergeva, così, l’esistenza di esseri che si definivano “matrici di punti di luce”, che
vivevano “tra un tempo e l’altro” e si autodefinivano l’”ANIMA” degli esseri umani!
Quella cosa che, possedendola, conferisce la VITA ETERNA!
Già: proprio quella che cercavano gli alieni… . Ora era tutto chiaro.
L’attenta analisi di questi eventi ci fece capire, nell’arco di circa un anno, che gli alieni sauroidi, non potendo utilizzare la mente umana come i mammiferomorfi, tentavano di catturare la nostra matrice di punti di luce e di utilizzarla per i loro fini.
TREMENDO! Ma, per fortuna, risultava anche che essi non ci riuscivano, a causa di una incompatibilità di tipo biogenetico tra loro e la nostra anima.
L’anima era perfettamente cosciente di questi tentativi e non li gradiva per nulla, ma non poteva fare niente per impedirli.
Durante l’ipnosi emergeva la descrizione di strani campi di forza, che trasportavano l’anima dentro il corpo di un sauroide, ma l’unione durava per un tempo brevissimo, poi avveniva il distacco totale ed irreversibile, con relativa frustrazione dell’alieno che non era
riuscito, ancora una volta, a collegarsi permanentemente con la matrice di punti di luce, diventando un tutt’uno con essa.
Nel nostro DNA esiste, infatti, qualcosa che ci rende compatibili con la nostra anima, come asseriscono, interrogate a tale proposito, le menti aliene inserite nei cervelli degli addotti: in fondo si tratta soltanto di chiedere alle menti aliene, attivate mediante l’adatta password, i contenuti delle loro memorie. È come guardare, senza farsi vedere, nelle carte segrete degli alieni.
La compatibilità del nostro DNA con l’anima chiarisce perché gli alieni stiano tentando, con sperimentazioni genetiche, di utilizzare il nostro DNA: stanno evidentemente tentando di modificare il loro DNA per renderlo simile al nostro, cioè compatibile con quella cosa che comunemente viene chiamata “anima”.
L’anima, interrogata su come stessero le cose, era chiarissima: i nostri addotti, oltre ad altri requisiti, hanno l’anima, che altri esseri umani non possiedono.
Inoltre “quella cosa”, non l’hanno mica tutti gli uomini, bensì solo una minoranza degli esseri umani! (tra il 30 ed il 50%).
Infine si scopriva che l’anima, una volta estratta dall’originale, non essendo compatibile con il corpo dei sauroidi, veniva installata nella copia dell’addotto, quella nel cilindro verticale, che veniva poi riportata nell’habitat originale.
Dunque l’addotto era sì una copia, ma una copia-originale, alla quale non mancava nulla.
Chi, a questo punto, si trovava con qualcosa in meno era proprio l’originale.
“L’anima non si può copiare”, dicevano le matrici di punti di luce da noi interrogate.
“… Gli alieni lo sanno e cercano di usare le vostre, ma devono modificare il loro DNA…” dicevano gli addotti durante l’ipnosi.
Tutti i nostri addotti dicevano le stesse, identiche, cose; tutti, senza alcuna eccezione!
A questo punto si poteva dir loro la verità.
Ecco qual era il segreto dell’albero della vita, della Kabbala ebraica, della costruzione della copia dei Faraoni egiziani, della Kundalini indiana e di tutte le sette, anch’esse più o meno segrete, che perpetuano la ricerca del cosiddetto Santo Graal.
Tutto diventava molto semplice: qualcosa, all’interno del nostro DNA, era la sede della vita eterna e gli alieni, desiderosi di raggiungerla, la cercavano su di noi, che non sapevamo nemmeno che qualcosa del genere potesse esistere.
L’Albero della Vita del mitico Paradiso Terrestre, simboleggiato da molti glifi scolpiti nei campi di grano inglesi… ecco cosa cercavano gli alieni in alcuni, e solo in alcuni, di noi!

Il quinto livello di Interferenza Aliena
Mancava ancora un anello alla catena: gli antichi Egizi, infatti, descrivevano l’esistenza del corpo fisico, della mente e dell’anima, ma anche quella dello spirito. Non sapevamo di cosa si trattasse.
Per farla breve, evitando complicazioni inutili in questa sede, sotto ipnosi sono emerse, dalle menti degli addotti, tracce di ricordi di vite di esseri alieni completamente diversi da noi: esseri di luce, di natura diversa, esseri che, seppur molto longevi, erano mortali
perché, per quanto abbiamo saputo, in tutto il creato solo il Creatore ed una parte degli esseri umani possiedono l’anima.
Questi Esseri di Luce erano, probabilmente, quelli che la nostra cultura mitologica definiva “spiriti immortali” e controllavano gli alieni che producono il fenomeno dei rapimenti, i quali, a loro volta, controllano i “cyborg” Grigi, che controllano l’umanità intera.
Emergeva l’esistenza di diversi tipi di esseri umani:
1. Corpo con mente.
2. Corpo con mente ed anima.
3. Corpo con mente e spirito, senza anima.
4. Corpo con mente, spirito ed anima
Diventavano, così, comprensibili addirittura certi fenomeni che la Chiesa descrive come possessioni diaboliche, che avverrebbero quando una persona non gradisce la presenza, dentro di sé, di un “Essere di Luce” parassita e negativo.
A volte, invece, abbiamo forse a che fare con entità più positive, che vivono in simbiosi con l’anima di chi la possiede: infatti lo spirito od essere di luce preferisce stazionare nei corpi di persone dotate di anima, perché in quel modo può sfruttare, per così dire,
l’”energia” dell’anima e non invecchiare, essendo la matrice di punti di luce priva di dimensione temporale, e pertanto eterna!
Tutti questi esseri vogliono l’anima, perché sono tutti mortali e tutti la vengono a cercare nell’unico posto dell’Universo dove, forse per sbaglio, essa esiste.

Implicazioni finali
Il quadro qui tratteggiato per la prima volta a memoria d’uomo possiede il pregio di spiegare tutti gli avvenimenti storico-politici degli ultimi anni, oltre che tutti quei fenomeni sui quali la scienza e la religione danno indicazioni decisamente confuse, ci permette di
reinterpretare alla luce di questi dati tutta la storia antica, le antiche leggende e gli antichi miti, ci consente di capire quale sia la vera natura dell’essere umano e getta luce sui confusi tentativi passati di stabilire l’esistenza di entità mai ben definite, le quali dal mondo dell’esoterismo più profondo fino agli attuali fenomeni inspiegati della mente umana, pretendono di essere riconosciute definitivamente.
Da un punto di vista politico si può capire perfettamente quale sia stato il ruolo delle potenze mondiali nel gestire, a nostra insaputa, il problema alieni sul nostro pianeta, infatti ogni volta che, durante l’ipnosi, ci si trova di fronte all’esecuzione delle copie, ciò avviene
sempre in un ambiente tecnologico sotterraneo, in presenza sia di sauroidi che di militari terrestri.
Nel caso dei nostri addotti (tutti italiani) i militari erano stranamente sempre francesi, come abbiamo avuto modo di scrivere in precedenza.
Le menti aliene inserite nel cervello dei nostri addotti descrivono un quadro politico sconcertante, in perfetto accordo con quella parte di ufologia moderna che prende il nome di Cospirazionismo, secondo la quale gli alieni e i nostri governanti, in un certo momento della nostra storia, hanno stretto un patto di alleanza all’insaputa dell’intero pianeta.
Il quadro politico descritto è il seguente.
Quando, nel 1947, a seguito della caduta di uno o più ufo nel deserto del New Mexico, gli americani si resero conto che esistevano gli alieni, alcuni di questi contattarono il governo degli Stati Uniti, proponendo un accordo che riguardava la possibilità di utilizzare esseri umani a scopo non solo riproduttivo, ma per estrarre dai malcapitati quella parte di loro definibile come anima, che avrebbe garantito agli alieni la vita eterna.
Gli alieni di tipo sauroide, in cambio, consegnarono conoscenze tecnologiche destinate ad essere utilizzate, ora ed in futuro, soltanto dalla ristretta cerchia di coloro che detengono il potere, insieme ad un bagaglio di anime che sarebbe servito ai nostri “signori” per conseguire la vita eterna.
In altre parole il prezzo per la collaborazione dei nostri governanti veniva pagato consegnando loro anime appartenenti alla popolazione che le possedeva: i sauroidi avrebbero, col tempo, trovato il metodo giusto per togliere l’anima a chi l’aveva e per
utilizzarla al fine di raggiungere l’eternità, consegnando ai “signori” della Terra, alcune anime in cambio dei favori ricevuti.
Il processo di collegamento permanente con anima prevede di non morire più veramente, ma di vivere in eterno, perfettamente consapevoli, in un corpo compatibile che viene periodicamente “aggiornato”.
Secondo l’accordo nel frattempo i nostri governanti collusi con gli alieni sauroidi avrebbero dovuto fare in modo che i terrestri non si accorgessero di nulla.
L’unico modo possibile per gestire in eterno il potere sugli umani era di farli diventare come zombie, cominciando a convincere la popolazione, attraverso quel processo politico che oggi viene definito Globalizzazione, che tutti, fin da piccoli, devono farsi installare un microchip nel cranio.
I pretesti sono molteplici e credibili: “Il microchip vi aiuterà a sopravvivere, perché dentro di esso ci saranno tutti i codici
personali; vi si apriranno automaticamente tutte le porte, potrete pagare senza fare il minimo sforzo e senza rischiare furti, all’ospedale avranno immediatamente la vostra cartella clinica e potranno prolungare (di un po’) la vostra esistenza, e così via.
Naturalmente, senza il microchip non potrete fare neppure un’operazione bancaria. Sarete “OUT”, fuori dal mondo.”
Ovviamente non sarà dichiarato che il microchip in questione, senza che ve ne accorgiate, vi dirà come e per chi votare, quando fare l’amore, quando dormire, quando e cosa sognare.
I brevetti di questi microchip sono purtroppo già stati concessi, tutti i circuiti elettronici necessari stanno nello spazio di 2,5 x 2,5 millimetri ed in essi sono contenute le istruzioni occorrenti per poter effettuare alterazioni della coscienza umana; per di più il chip, una volta inserito nel corpo umano, si autoalimenta.
Tra le organizzazioni che, in collusione con i sauroidi, vogliono trasformare la Terra in un immenso videogioco, si trovano implicate, con i propri adepti di massimo livello, svariate società segrete: dal Gruppo di Tule alla Golden Dawn, dall’Ordine dei Templari al Club of Rome ed ai Rosacroce.
Sono coloro che gestiscono le banche, le fonti energetiche ed un certo tipo di politiche sociali e religiose: essi, utilizzando servizi segreti e forze militari, produrranno il lento passaggio dell’uomo dallo stato di libero pensatore a quello di schiavo imbecille.
Tutto ciò che veniva da anni confusamente comunicato da alcuni rivelatori era, quindi, assolutamente vero.
In questa sede non è possibile approfondire questo argomento, che sarà trattato, a parte, in seguito.
Ancora una volta la collusione tra poteri religioso, politico ed economico sta producendo un cocktail micidiale per l’essere umano, che si trova in balia non solo degli alieni, ma anche dei propri “signori” corrotti e collusi, coloro che vogliono la Globalizzazione a tutti i costi per poter continuare a vivere e comandare in modo privilegiato, come nel vecchio film di fantascienza intitolato Zardoz.

Prospettive per il futuro
Nell’ambito di questo scenario allucinante bisogna sottolineare che la seconda fase della nostra inchiesta, durata ben quindici anni, finisce qui.
Adesso sta avviandosi la terza fase, dedicata alla misurazione, nei soggetti umani, di alcuni parametri che diranno, speriamo in tempo reale, se sono stati addotti o no.
Parallelamente si sta studiando un metodo di autodifesa dalle abduction che, ad onor del vero, sta già dando i primi, sia pur modesti, risultati positivi.
Lasciamo nelle mani di chi legge il proprio futuro, perché il lettore deve sapere che non è nostra intenzione risultare più o meno credibili, bensì denunciare alcuni fatti sui quali abbiamo lavorato per parecchio tempo.
Siamo perfettamente consci del fatto che talvolta si considera vera una cosa credibile e falsa una cosa incredibile, ed inoltre che tra credibilità e verità non esiste nessuna relazione.
Se il lettore deciderà di non credere ad una sola parola di quello che ha letto, noi non ci offenderemo; questo lavoro vuole solo essere un modesto contributo alla ricerca sui fenomeni di Interferenza Aliena, nel quasi disperato tentativo di salvare il salvabile!
Se, come temiamo, avessimo ragione noi, i gruppi ufologici italiani e mondiali, insieme a tutte le associazioni che si interessano di problematiche affini, non avrebbero più ragione di esistere: ben altre sarebbero le nuove istituzioni da incaricare della gestione di
fenomenologie così complesse e rischiose.

Articolo scritto da Corrado Malanga (documento originale).
Fonte gruppo Stargate Toscana.

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3 commenti per quento post

[…] Qui trovate la Terza parte Condividi : […]

6 novembre 2007 | 22:21 | fantomas

alcune cose sono giuste, altre hanno bisogno di essere ancora cercate gran parte dei cambiamenti mondiali avverranno comunque entro pochi anni.

buona fortuna!

7 novembre 2007 | 04:05 | Rajkumari

Io non so se c'è un destino scritto, o se avverranno delle cose… le cose che alcuni addotti asseriscono di sapere. E' indubbio che viviamo un'epoca di profondi cambiamenti! In ogni caso, Malanga è attento osservatore e conoscitore, ma a parte questo, rifiuto di farmi condizionare da eventuali profezie riguardo il futuro (e comunque lui non ne distribuisce). Occorre certamente essere attenti, presenti. Sarà quello che noi vogliamo che sia, indipendentemente dagli alieni.

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