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Azzo: L’ultimo Neandertaliano ?

Inserito il 24 agosto 2007 da Roswell in Misteri

AzzoQuesta storia risale a più di 70 anni fa, troppi per poter risolvere il mistero di Azzo e delle sue origini: Azzo Bassou, infatti, è ormai morto da molto tempo.
Questa creatura, dai tratti umanoidi, venne scoperta nel 1931 in Marocco, a sud di Marrakesh.
Chi l’ha conosciuto di persona l’ha definito, senza mezzi termini, come «l’idiota selvaggio, che viveva in una caverna e che si nutriva esclusivamente di carne cruda».
I tratti somatici di Azzo non corrispondevano a quelli di nessun gruppo etnico moderno: con la fronte sfuggente e il naso largo e prominente, ricordava in maniera impressionante un neandertaliano o un pitecantropo.

Quali erano le orgini di Azzo?
Si trattava veramente di un antenato preistorico dell’uomo, l’ultimo rappresentante di un ramo laterale, non ancora estinto, come sosteneva insistentemente qualcuno?
Non lo sappiamo e forse non lo sapremo mai.
Indipendentemente da alcuni articoli della stampa, scritti all’epoca della scoperta, non esiste alcuna fonte alla quale attingere notizie.
Lo stesso mondo scientifico rifiuta di prendere qualsiasi posizione: nessuno studioso ha mostrato il sia pur minimo interesse, e nessuno, ovviamente, si è mai preso la briga di scrivere una relazione dettagliata su questa creatura.
Se, nel corso degli anni, Azzo non fosse stato ripetutamente fotografato, la sua esistenza sarebbe stata già dimenticata da tempo.
Uno dei pochi che, a metà degli anni Cinquanta rammentava ancora bene Azzo, era lo scrittore francese Jean Boullet. Nel 1956 si recò nella Vallèe du Dadés in Marocco per cercare di scoprire cosa era successo, nel frattempo, al misterioso “uomo preistorico”.
Con sua grande sorpresa l’uomo era ancora vivo, e Boullet riuscì a scattargli una foto.
Altre istantanee Azzosono in possesso del professor Marcel Homet, un etnologo francese il quale, per tutta la vita ha girato il mondo, in lungo e in largo, alla ricerca di civiltà scomparse o in procinto di estinguersi.
All’inizio degli anni Settanta l’Associazione Studi Preistorici Internazionale organizzò una spedizione sulle orme di Azzo, nel Marocco meridionale, nel deserto del Sahara.
«Quando – non senza difficoltà – siamo finalmente giunti all’oasi di Sidi Fillah, abbiamo chiesto ospitalità al capotribù», ricorda Mario Zanot. «Egli ha ammesso che Azzo era davvero sepolto lì e che le sue ossa erano “intoccabili”. Ci ha riferito poi, in gran segreto, che quell’uomo non era affatto normale. Se ne andava in giro tutto nudo, utilizzava soltanto utensili e strumenti di fattura rudimentale e riusciva ad articolare soltanto un paio di parole, spesso incomprensibili».
Azzo era dunque morto. Ma il capotribù indirizzò il gruppo di ricerca italiano a due donne, che egli sosteneva fossero le ultime parenti di Azzo: le sorelle Hisa e Herkaia, «persone particolari, costrette a sbrigare lavori pesanti».

Nel 1971 Peter Kolosimo ha pubblicato alcune foto delle due sorelle: è innegabile una certa somiglianza con Azzo.
Purtroppo, però, non riusciremo mai a stabilire con certezza se erano legate da un vincolo di parentela e non riusciremo mai neanche a scoprire le vere origini di Azzo.

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1 commento per quento post

7 dicembre 2011 | 14:34 | luca

c e un bellissimo documentario sulla storia di azzo bassou qua http://www.youtube.com/watch?v=UCWjyBy2Rwo

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