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	<title>roswell.it &#187; Misteri</title>
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	<description>Non siamo soli...</description>
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		<title>I Rods: animali misteriosi?</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 21:40:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misteri]]></category>
		<category><![CDATA[rods]]></category>

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		<description><![CDATA[Volano a velocità molto elevate e per questo sono appena visibili. Non sono catalogati dalla scienza. Sono i Rods, la prima notizia a riguardo parlava di “ Serpenti volanti ” che potevano volare a varie centinaia di metri e raggiungere una velocità di 1.400 kilometri all’ ora, secondo lo scopritore, l’ispano naturalizzato americano José Escamilla.
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2009/12/rod06.jpg" rel="lightbox"><img class="alignright size-full wp-image-1221" title="rod06" src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2009/12/rod06.jpg" alt="rod06" width="259" height="163" /></a>Volano a velocità molto elevate e per questo sono appena visibili. Non sono catalogati dalla scienza. Sono i <strong>Rods</strong>, la prima notizia a riguardo parlava di “ Serpenti volanti ” che potevano volare a varie centinaia di metri e raggiungere una velocità di 1.400 kilometri all’ ora, secondo lo scopritore, l’ispano naturalizzato americano José Escamilla.</p>
<p>Il piccolo articolo stampa fu subito archiviato senza tanta attenzione.</p>
<p>Trascorrendo il tempo, e in forma sporadica sono apparse varie notizie su riviste specializzate su un fenomeno molto strano chiamato Rods ( bacchetta, in Inglese ).</p>
<p>I Rods volano cosí rapidi che solo attraverso un ralentí in un fimato è possibile vederli.Nei fotogrammi si può intuire la loro forma: un corpo centrale largo presumibilmente cilindrico, e sui lati una specie di” zampe” il cui numero dipende dalla taglia del Rod, e che sembrano adatte per spostarsi, il che ci fa pensare che siano esseri viventi. Però non azzardiamo fatti e vediamo adesso quando iniziò la storia dei Rods.<span id="more-1220"></span></p>
<p>La prima osservazione di un Rod fu il 19 Marzo del 1994 a Midway, Nuovo Mexico, quando, nel realizzare delle registrazioni video e vederle con la moviola, si accorsero dell’ apparizione di alcuni strani oggetti.</p>
<p>Per accertarsi che non fossero problemi tecnici, montarono un’altra videocamera e cambiarono i piani di ripresa, però gli “strani oggetti” continuavano ad apparire.<br />
Scartate le spiegazioni usuali, e vedendo trattarsi di qualcosa di estraneo, si iniziò    un’ investigazione che dura tuttora.<br />
Come prima cosa, per studiare un fenomeno, bisogna catalogarlo, e poiché al vedere un Rod sembra di vedere un microrganismo al microscopio, decisero di chiamarli cosí, dunque in terminologia medica un Rod è un batterio di forma cilindrica.Cosí dunque, José Escamilla e sua moglie Karen, scopritori dei Rods, cominciarono a produrre e ricevere registrazioni nelle quali i “ Bastoncini “ fossero presenti.<br />
All’ inizio si pensò che apparissero solo negli USA, ma poi si ebbe notizia che anche in Europa esistono i Rods. E osservando attentamente i filmati si vide che quelle che in principio sembravano zampe erano, più probabilmente, una membrana lungo i lati del corpo, e che il movimento ondulatorio dava l’ impressione di ali o zampe.Questo movimento lo possiamo osservare in alcuni tipi di pesci.Dopo aver fatto conoscenza del fenomeno, cerchiamo quel piccolo ritaglio del 1998 e lo collochiamo nel posto giusto: la casella appena creata dedicata ai Rods.</p>
<p>Come ogni fenomeno che sia tale, bisogna chiedersi da dove e quando sorge il medesimo.<br />
Nasce nel Nuovo Mexico nel 1994? Con tutta sicurezza, no.</p>
<p>Il luogo e la data della prima evidenza possono essere stati ben certi, quantunque non sappiamo quanto certi. Per dirla, non conosciamo se la loro esistenza data da pochi anni, secoli, millenni o sono presenti dal momento della creazione della vita sulla Terra. A tal rispetto esistono a San Jardin, Argentina, alcune incisioni di più di 1.000 anni fa dove appaiono disegni che ricordano sorprendentemente i Rods.Però qui incontriamo un’ altro problema. E’ possibile vedere i Rods a occhio nudo?<br />
Nelle registrazioni a velocità normale, con un certo allenamento, è possibile veder passare qualcosa con rapidità e alla moviola li identifichiamo con i Rods.<br />
Ossia, è possibile vederli ma non identificare la loro forma, il che è diverso.<br />
Perciò sarei scettico riguardo alle evidenze ancestrali dei Rods, senza negare però la loro esistenza in tempi passati.</p>
<p>Alcuni critici e negatori ufficiali hanno sparato spiegazioni razionali per questo strano fenomeno. Alcuni dicono che si tratta di piccoli insetti volanti molto vicino alla videocamera. E’ cosi evidente la invalidità di questa teoria dopo lo studio delle riprese che non perderemo tempo con essa. Bene, la verità è che nessuna ipotesi finora ha spiegato con precisione l’ origine dei Rods. Se la spiegazione degli insetti è assurda, lo è ancor più quella che si riferisce a difetti della vista.Ciò nonostante altri si sono avventurati a lanciare ipotesi poco comprovate come il fatto che siano parte del fenomeno UFO. Si basano soprattutto su una registrazione video di un UFO a forma di sigaro, nel Rhode Island, da parte di Jerome Turner, nella quale si vede un Rod come sempre a gran velocità.</p>
<p>Nonostante le numerose riprese video non e&#8217; mai stata trovata una prova fisica dell&#8217;esistenza dei Rods.</p>
<p>[ <a href="http://digilander.libero.it/mirkopellegrin/html/rods.html">Fonte</a> ]</p>

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		<title>Autocombusione umana</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 21:06:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misteri]]></category>
		<category><![CDATA[autocombusione]]></category>

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		<description><![CDATA[1966: Il caso di Irving Bentley
Il 5 Dicembre 1966, Gosnell, un addetto dell’azienda del gas di Coudersport, in Pennsylvania, fu insospettito dallo strano odore che proveniva dall’interno della casa di Irving Bentley. Gosnell suonò più volte alla porta senza ottenere una risposta e alla fine decise di entrare. Frugò in tutte le stanze finché non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2009/12/autocombustione1.jpg" rel="lightbox"><img class="alignleft size-full wp-image-1217" title="autocombustione1" src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2009/12/autocombustione1.jpg" alt="autocombustione1" width="246" height="378" /></a><strong>1966: Il caso di Irving Bentley</strong></p>
<p>Il 5 Dicembre 1966, Gosnell, un addetto dell’azienda del gas di Coudersport, in Pennsylvania, fu insospettito dallo strano odore che proveniva dall’interno della casa di Irving Bentley. Gosnell suonò più volte alla porta senza ottenere una risposta e alla fine decise di entrare. Frugò in tutte le stanze finché non raggiunse il bagno, ma tutto quello che trovò del Dr. John Irving Bentley fu un mucchio di cenere alto parecchi centimetri e un piede ancora calzato, che giaceva all’estremità di un area bruciata di 80-120 cm di diametro. A parte Bentley e i suoi abiti, nient’altro era bruciato nella stanza, inoltre più tardi si apprese che la vittima era stata vista viva pochi minuti prima.</p>
<p><strong>1951: Il caso di Mary Reeser</strong></p>
<p>Mary Reeser, una vedova di 57, anni venne trovata il 1 luglio 1951 ridotta in cenere in un appartamento che quasi non mostrava segni di danno. Questo è considerato un altro punto di riferimento nei fenomeni di autocombustione umana, perché fu il primo esempio in cui fu usato ogni possibile mezzo di moderna investigazione scientifica per determinare la causa del misterioso fenomeno. La signora Mary Hardy Reeser si era recata a vivere a St. Petersburg il Florida per essere vicina al figlio.<span id="more-1216"></span> La sera del 1 luglio 1951 era rimasta a casa del figlio con uno dei nipoti, mentre il resto della famiglia era andato in spiaggia. Quando tornarono Mary Reeser aveva già fatto ritorno alla propria abitazione. La moglie di Richard Reeser decise pertanto di andare a trovare la suocera per accertarsi che fosse tutto a posto. Secondo la sua testimonianza, non vi era niente nell’apparenza o nel comportamento di Mary Reeser tale da causare qualsiasi allarme. La donna manifestò l’intenzione di andare a letto presto, disse che aveva preso due pillole di Seconal (sonnifero) per assicurarsi una notte di riposo e che ne voleva prendere altre due. La signora Carpenter vide la sua inquilina intorno alle 21:00; indossava una camicia da notte e un paio di pantofole di raso nero e stava oziando su di una poltrona mentre fumava una sigaretta. Le coperte del letto erano state sollevate, segno che si apprestava a coricarsi. Quando la signora Carpenter si svegliò Lunedì mattina alle 5:00, avvertì un lieve odore di fumo, tuttavia non si allarmò, attribuendone la responsabilità ad una pompa per l’acqua situata in garage che si era surriscaldata. Pertanto si alzò, andò a spegnerla, e tornò a letto. Alle 8:00 arrivò un telegramma per Mary Reeser. La signora Carpenter firmò la ricevuta e andò nell’appartamento dell’inquilina per consegnarglielo. Quando appoggiò la mano sulla maniglia della porta, notò che era calda. Allarmata corse a chiamare aiuto, e due imbianchini, dall’altra parte della strada raccolsero l’appello. Uno di loro aprì la porta, e non appena entrò si sentì investito da un’ondata di aria calda. Pensando di poter salvare Mary Reeser si guardò intorno freneticamente, ma non vide alcun segno di lei. Il letto era vuoto. L’unico segno di incendio era una piccola fiamma su una trave di legno, su una divisoria che separava la sala da un cucinotto. All’arrivo dei pompieri le fiamme furono spente e una parte della divisoria abbattuta. Quando il vice comandante dei pompieri iniziò l’ispezione del locale, non credette ai suoi occhi. Nel mezzo del pavimento era chiaramente visibile un area carbonizzata di circa 120-150 cm, all’interno della quale trovò alcune molle annerite di una poltrona e i resti di un corpo umano, che consistevano in un fegato carbonizzato ancora attaccato ad un pezzo di spina dorsale, un teschio rattrappito, che per il calore si era ridotto alle dimensioni di una palla da baseball, un piede che calzava ancora una pantofola di raso nero e un mucchio di cenere..</p>
<p>La bibliografia scientifica è colma di fascicoli considerati misteriosi riguardanti queste situazioni apparentemente paranormali…</p>
<p>Il fenomeno dell’autocombustione umana ha vissuto un periodo di netto rifiuto da parte delle comunità scientifiche di tutto il mondo, nel quale veniva classificato nelle più disparate motivazioni, tra cui il suicidio o l’omicidio fino ad arrivare a incidenti domestici. Solo modernamente si è iniziato a studiarlo come fenomeno pseudo paranormale. Uno dei primi casi registrati accadde a Verona nel 1745. La Contessa Cornelia di Bandi misteriosamente esplose in fiamme una notte nella camera da letto della sua villa. Il suo corpo fu completamente incenerito, ma nient’altro nella stanza, piena di materiali infiammabili, fu toccato dal fuoco. Non fu mai trovata nessuna origine all’incendio.</p>
<p>In condizioni normali, il corpo umano non brucia molto bene, perché costituito per l 80% di acqua. Ha bisogno di un “accelerante” come benzina. Su questo preambolo si sono concentrate le indagini, visto che casi di combustione umana spontanea si verificarono dopo feste o party, allorché gli studiosi ipotizzarono la possibile presenza di alte dosi di alcool nei tessuti dei soggetti.<br />
Harrison, in una sua pubblicazione, sospettò che il fenomeno fosse dovuto a forti correnti bioelettriche che attraversano il corpo, menzionando casi di soggetti che risultavano essere vere e proprie batterie viventi. Ma probabilmente si trattava di semplice elettricità elettrostatica. Un altro ricercatore, tale Larry Arnold, sul numero del 1982 della rivista Frontiers of Scienze presentò una teoria in cui entravano in gioco “correnti di energia tellurica”che continuamente, a detta dello scienziato, solcano continuamente la crosta terrestre.</p>
<p>Il fine era abbastanza comune: un cortocircuito di queste tensioni sarebbe la causa principale dello scoccare della scintilla, mediato in qualche modo da una condizione mentale particolare.</p>
<p>Facciamo un punto: mentre il busto viene completamente distrutto dalle fiamme. Le estremità raramente bruciano.<br />
La maggioranza delle persone colpite sono donne, il che potrebbe far ipotizzare un coinvolgimento dell’assetto ormonale (le donne fisiologicamente sono più grasse degli uomini, questo è dovuto fondamentalmente alla presenza maggiore di ormoni femminili rispetto al testosterone; giustamente, la donna in gravidanza deve assicurare al feto il giusto nutrimento). La stranezza è che i materiali potenzialmente infiammabili che si trovavano nelle vicinanze erano intatti; il che fa pensare alla presenza di notevole energia in un brevissimo tempo! Il residuo rinvenuto a terra è giallastro, di consistenza grassa e dolciastro (come quello che cola durante un bel barbecue casalingo, probabilmente dovuto ai grassi!).</p>
<p>A mio avviso, scientificamente parlando, è bene restare con i piedi per terra! studiando la fisiologia cellulare, si comprende che la cellula ha un sistema di produzione di energia. Come una vera e propria centrale, trasforma le sostanze nutritive in energia. I mitocondri forniscono il fabbisogno energetico a tutto il corpo attraverso piccole reazioni chimiche, capaci di generare notevole energia.<br />
ora, in condizioni particolari, se questo organello non funziona a dovere, potrebbe rilasciare troppa energia e troppo in fretta, cosi da scindere ossigeno ed idrogeno (con trasformazione delle molecole di NAD+ in NADH). In particolare per ogni molecola di acetilCoa in entrata nel ciclo di krebs, vengono liberati 5 atomi di idrogeno, alcuni elettroni di quest&#8217;ultimi vengono catturati da tre molecole di NAD+ che si riducono in NADH più una di FAD a sua volta FADH2; successivamente, queste molecole neo formate rilasceranno l’idrogeno in passaggi complicati, al fine ultimo di ottenere energia sottoforma di ATP). Colpiti da tale mole energetica, gli altri mitocondri lì vicino esploderebbero causando una reazione a catena. La cellula esplode in mille pezzi ed in pochi minuti scoccherebbe la scintilla. Un volta innescato il processo, i grassi presenti nel corpo, sciogliendosi in presenza di calore, impregnerebbero i vestiti che continuerebbero a bruciare come lo stoppino di una candela, fino al completo esaurimento dei tessuti adiposi della vittima. Gli accumuli di grasso, solitamente localizzati nel tronco piuttosto che negli arti, spiegherebbero il perché le estremità sono solite scampare alla violenza delle fiamme, e come la massima situazione di incenerimento si localizzerebbe a livello addominale. Il mistero si infittisce pensando che la temperatura di un possibile focolaio di questo tipo raggiunge circa i 600 °, sufficienti a consumare tessuti e muscoli, ma sicuramente insufficienti per bruciare il tessuto osseo…</p>
<p>dott. Marco Garbati</p>
<p>Fonti:</p>
<p>Michael Harrison, &#8220;Fire From Heaven&#8221;<br />
Vincent Gaddis, &#8220;Mysterious Fires and Lights&#8221;<br />
Francis Hitching, &#8220;The Mysterious World: An Atlas of the Unexplained&#8221;<br />
Frank Edwards, &#8220;Stranger than Science&#8221;<br />
Reader’s Digest, &#8220;Mysteries of the Unexplained&#8221;<br />
Joe Nickell, &#8220;Secrets of Supernatural&#8221;</p>
<p>[via <a href="http://www.croponline.org/autocombustione.htm">Croponline</a> ]</p>

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		<title>L&#8217;Enigma degli Enigmi</title>
		<link>http://www.roswell.it/2009/07/28/lenigma-degli-enigmi.html</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 06:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misteri]]></category>
		<category><![CDATA[piramidi]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo tratto da Ufomachine.org, scritto da  Massimo Del Genio
Speculazioni tecniche e teoriche sui metodi e progetti di costruzione della Grande Piramide di Giza ne sono state fatte molte, al punto in cui sembra essere una battaglia persa in partenza, giacché al ricercatore più attento non sarà sfuggito il fatto che ognuna di esse segue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo tratto da <a href="http://www.ufomachine.org/generale/storia-e-archeologia-misteriose/antiche-geometrie/menu-id-65.html">Ufomachine.org</a>, scritto da <a href="http://www.ufomachine.org/ufomachine/"><span> </span></a><strong><span>Massimo Del Genio</span></strong></p>
<p>Speculazioni tecniche e teoriche sui metodi e progetti di costruzione della Grande Piramide di Giza ne sono state fatte molte, al punto in cui sembra essere una battaglia persa in partenza, giacché al ricercatore più attento non sarà sfuggito il fatto che ognuna di esse segue un suo filone preferenziale, quasi fosse una competizione tesa a raggiungere unicamente credibilità e plauso da parte della comunità scientifica, più che una sincera e collaborativa ricerca della Verità.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ufomachine.org/images/stories/grandepiramide01.jpg" alt="" width="500" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1092"></span>E&#8217; con un obiettivo diametralmente opposto che, con questo articolo, cercherò di unire materiali provenienti da gruppi dei quali ho apprezzato il lavoro cercando similitudini o uguaglianze, ove ve ne fossero, aggiungendo un mio, piccolo contributo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tratterò quindi le conclusioni raggiunte dal prof. <strong>Zecharia Sitchin</strong>, in particolare il libro &#8220;<a href="http://www.ufomachine.org/component/option,com_jbook/task,view/Itemid,13/catid,14/id,6">Guerre Atomiche al Tempo degli Dei</a> &#8221; che, al di là del suono fantascientifico del titolo, presenta alcuni ragionamenti e teorie che reputio degne di nota. Unitamente, userò le immagini CAD realizzate per il progetto <a href="http://www.cheops.org/" target="_blank">UPUAUT</a> di <strong>Rudolf Gantenbrink</strong> come ulteriore verifica delle teorie del professor Sitchin.</p>
<p>L&#8217;idea che la Grande Piramide sia stata eretta come monumento funebre dal e per il faraone Khufu (Cheope) mi ha sempre trovato molto dubbioso. Il fatto che non siano state trovate mummie o arredi funerari al suo interno dovrebbe già insospettire di per sé.<br />
Attribuire a Cheope la paternità del progetto, unicamente per il ritrovamento del suo cartiglio, sarebbe come, per i nostri posteri del 3000 d.c. , dedurre che <em>l&#8217;Emipre State Building sia stato costruito dal fruttivendolo di fronte, con l&#8217;unica prova rappresentata dal ritrovamento della sua insegna.</em></p>
<p>Di sicuro non intendo in questa sede affrontare un tema talmente complesso e delicato per l&#8217;orgoglio egizio, vorrei solo rimarcare il fatto che il segretario generale del Concilio Supremo delle Antichità Egizie,  inventore dell&#8217;infelice termine &#8220;<em>piramidioti</em>&#8221; riferito a coloro che non si accontentano di teorie sommarie e superficiali al riguardo, sta rivedendo completamente la datazione delle sue mummie attraverso un apparecchiatura per la Tomografia Assiale Computerizzata, come si evince da quest&#8217;estratto di un articolo apparso sul sito della <strong>CNN</strong> e oggi irreperibile (alla faccia del piramidiota, diremmo noi):</p>
<blockquote><p>Zahi Hawass, secretary-general of Egypt&#8217;s Supreme Council of Antiquities, said on Thursday he would use computed tomography, or CT, scanning and DNA to test more than 40 royal mummies at the Egyptian Museum in Cairo.<br />
In June, the mummy long thought to have been King Tuthmosis I was found to be a young man who died from an arrow wound, Hawass said. History showed Tuthmosis I died in his 60s.<br />
&#8220;I am now questioning all the mummies,&#8221; he told Reuters in an interview.<br />
&#8220;We have to check them all again.<br />
&#8220;The new technology now will reconfirm or identify anything for us.&#8221;<br />
The Egyptian Museum has had CT scanning equipment for just two years and its first DNA laboratory was installed in April 2007</p></blockquote>
<p>La mia idea è che la Grande Piramide, più che rappresentare il punto culminante di una tecnologia a sviluppo lineare, ne sia piuttosto l&#8217;antesignana; il modello ispiratore di quelle successive. Per supportarci dovremmo partire da un<a href="http://www.ufomachine.org/images/stories/geom_gp_generale.jpg" rel="lightbox"><img class="alignright" src="http://www.ufomachine.org/images/stories/geom_gp_generale.jpg" alt="" width="288" height="204" /></a> assunto: i costruttori della Piramide possedevano conoscenze superiori a quelle che vengono loro normalmente attribuite.</p>
<p>Secondo i calcoli espressi dal professor Sitchin nel volume sopracitato, alla base della costruzione della Piramide abbiamo una proiezione nello spazio di una serie di tre cerchi che vengono disegnati da un punto di partenza ben preciso: il condotto verticale cosiddetto &#8220;di servizio&#8221;.</p>
<p>Utilizzando il modello CAD sviluppato dal team del progetto UPUAUT iniziamo il nostro viaggio nella Grande Piramide di Giza, durante il quale scopriremo un collegamento (per qualcuno) nuovo tra questa incredibile costruzione e il <a href="http://web.genie.it/utenti/g/gianluigi27/geos/geos.htm" target="_blank">Fiore della Vita</a>.</p>
<p><strong>Il Teodolite</strong></p>
<p>econdo alcune opinioni anche eminenti, i particolari rapporti geometrici, la presenza del π greco e tutte le raffinatezze geometriche e ingegneristiche contenute nella piramide sarebbero frutto di coincidenze.</p>
<p>A sostengo di questa teoria si afferma che ogni costruzione regolare, sottoposta a ripetuti esami e speculazioni, a lungo andare presenta forzatamente rapporti e coincidenze come succede con la nostra piramide.<br />
Secondo il professor Sitchin invece tutto ciò è dovuto ad una particolare tecnica utilizzata per definire il progetto della Grande Piramide, tecnica che prevede l&#8217;uso di un <a href="http://www.ufomachine.org/generale/storia-e-archeologia-misteriose/antiche-geometrie/menu-id-65/page-2.html#teodolite">teodolite </a>per le misurazioni come viene fatto ai giorni nostri, ipotesi per nulla azzardata se si considera che nemmeno oggigiorno, con la tecnologia a nostra disposizione, si sarebbe in grado di realizzare un&#8217;opera simile con allineamenti ai punti cardinali così precisi.</p>
<p>e un qualche metodo per ottenere questo risultato (sotto gli occhi di tutti) è stato usato, non facciamo nessuna difficoltà ad immaginare che un&#8217;altro metodo sia stato usato anche per effettuare altre misurazioni altrettanto precise. <a href="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_teodolite_condotti.jpg" rel="lightbox"><img class="alignright" src="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_teodolite_condotti.jpg" alt="" width="180" height="154" /></a>Faremo riferimento quindi al &#8220;teodolite&#8221; per indicare questo metodo (o &#8220;strumento&#8221;) utilizzato. Assegneremo anche ad ogni segmento dei condotti inferiori una lettera, per identificarli meglio ai fini del ragionamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Cominciamo con il <strong>segmento D</strong>, con ogni probabilità il primo ad essere costruito.</p>
<p style="text-align: justify;">Esso si trova sulla collina rocciosa che venne terrazzata a gradoni per costituire la base della grande piramide.</p>
<p style="text-align: justify;">Trovandosi al di sotto della linea di roccia, questo segmento fu chiaramente tagliato e costruito attraverso la grotta, prima che vi si potesse costruire sopra qualsiasi altra cosa, ovvero prima dei segmenti <strong>A B</strong> e <strong>C</strong> del condotto del pozzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Considerando che l&#8217;unico modo di scavare la roccia è quello di procedere verso il basso, risulta chiaro che  la realizzazione del segmento <strong>E</strong> può essere solo successiva a quella di <strong>D</strong>, stesso dicasi per <strong>F</strong> successivo a <strong>E</strong> e per l&#8217;ultimo segmento: <strong>G</strong>.</p>
<p>Perché costruire questo segmento, perché realizzarlo perfettamente in verticale e come mai non continua nella stessa direzione verso l&#8217;alto?</p>
<p style="text-align: justify;">Rivedendo la teoria che vorrebbe questi condotti dei semplici canali di ispezione le domande sorgono spontanee:</p>
<div style="text-align: justify;">
<ul>
<li><strong>Perché il segmento E è inclinato rispetto alla linea di base di 45°?</strong><a href="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_teodolite_condotti2.jpg" rel="lightbox"><img class="alignright" src="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_teodolite_condotti2.jpg" alt="" width="108" height="92" /></a></li>
<li><strong>Come mai non continua in modo da congiungersi al passaggio discendente ma piega di nuovo per formare il segmento F? </strong></li>
<li><strong>Per che motivo il segmento F forma con il passaggio ascendente un angolo perfetto di 90°?<br />
</strong></li>
</ul>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Soprattutto la domanda più importante è: <strong>come hanno fatto?</strong>, chiunque sia stato, <strong>ad impostare angoli e simmetrie talmente precisi?</strong></p>
<blockquote><p>Il <strong><a href="http://www.ufomachine.org/generale/storia-e-archeologia-misteriose/antiche-geometrie/menu-id-65/page-2.html#1">teodolite</a> </strong>è uno strumento ottico a cannocchiale per la misurazione degli angoli azimutali e zenitali, usato per rilievi geodetici e topografici. Un teodolite è costituito essenzialmente da una base, un&#8217;<strong>alidada</strong> e da un cerchio graduato orizzontale ed uno verticale. La base è dotata di una livella e di viti (viti calanti) per regolare la verticalità dell&#8217;asse principale dello strumento. L&#8217;alidada è montata sulla base in modo da poter ruotare attorno all&#8217;asse verticale ed a sua volta è munita di un cannocchiale che ruota su un asse orizzontale. I cerchi graduati orizzontale e verticale sono solidali rispettivamente al basamento o all&#8217;alidada e all&#8217;asse di rotazione del cannocchiale. Le misurazioni azimutali sono fatte sul cerchio orizzontale mentre quelle zenitali sono effettuate su quello verticale. Per ottenere una maggiore precisione le letture sono ripetute su zone diverse del cerchio azimutale (regolabile mediante una vite) ed assumendo come valore la media di queste calcolata mediante la <strong>regola di Bessel</strong>: <em>Operando con un teodolite eseguendo la lettura di un angolo orizzontale nelle due posizioni coniugate C.S. e C. D. (ovvero con cerchio verticale rispettivamente a sinistra e a destra dell&#8217;osservatore) e mediando, le letture risultano non condizionate da errore di collimazione e da errore di inclinazione degli assi del teodolite</em>. La regola elimina anche l&#8217;errore di centramento del cerchio orizzontale.</p></blockquote>
<h3 style="text-align: justify;">La teoria dei Cerchi</h3>
<p><!-- End Xtypo -->All&#8217;inizio della costruzione vi fu un&#8217;opera di livellamento del terreno roccioso. La roccia fu tagliata al livello della base solo in prossimità della circonferenza della piramide. Al centro dunque è più alta e degrada a gradoni per conferire <a href="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_circonf1.jpg" rel="lightbox"><img class="alignright" src="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_circonf1.jpg" alt="" width="173" height="122" /></a>maggiore stabilità all&#8217;intera struttura.</p>
<p style="text-align: justify;">La grotta in corrispondenza del segmento D, naturale o appositamente scavata, fu usata come base di partenza per realizzare il segmento stesso, la quale altezza corrisponde esattamente alla base della roccia e l&#8217;inizio della parte in muratura, al centro della piramide. E&#8217; da qui che partì un raggio di misurazione verticale (che vedremo in seguito) ed un altro orizzontale, necessario quest&#8217;ultimo per definire il centro del primo cerchio.</p>
<p>Dove il cerchio intersecava la linea della muratura furono posti i centri dei 2 cerchi successivi, come mostrato in figura. Per tracciare i cerchi, prima di tutto era necessario stabilirne il raggio.<a href="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_circonf3.jpg" rel="lightbox"><img class="alignright" src="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_circonf3.jpg" alt="" width="173" height="122" /></a></p>
<p>Purtroppo, nonostante le numerose ricerche volte a capire l&#8217;enigma delle perfette misure della piramide, sembrava che nessuna delle unità di misura considerate (cubito comune, cubito reale) avesse a che fare con quelle dell&#8217;Antico Egitto finché Sir Isaac Newton non ipotizzò, tre secoli fa, l&#8217;esistenza di un cosiddetto &#8220;cubito sacro&#8221; usato non solo per la Grande Piramide ma anche per l&#8217;Arca di Noé e il tempio di Gerusalemme. Questa teoria è oggigiorno comunemente accettata da egittologi e piramidologi, almeno per quanto riguarda la Grande Piramide.</p>
<p>econdo i calcoli del professor Sitchin la misura del raggio dei tre cerchi corrisponde a 60 cubiti sacri. Questa misura ricorre in modo impressionante sia nella struttura interna che nelle dimensioni della base della Piramide. <a href="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_teodolite1_circonf3.jpg" rel="lightbox"><img class="alignright" src="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_teodolite1_circonf3.jpg" alt="" width="173" height="92" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Proiettati i tre cerchi il lato della piramide poteva innalzarsi a formare un angolo perfetto di 52°. Solo questa misura, infatti, avrebbe potuto incorporare il valore del <strong>π</strong> greco all&#8217;interno della Piramide.</p>
<p>Nella figura &#8220;Intersezioni&#8221; possiamo notare come queste misurazioni siano state utili per determinare diversi punti di giunzione e intersezioni di condotti e gallerie.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Condotti E &#8211; F</h3>
<p style="text-align: justify;"><em>(citazione da &#8220;Guerre Atomiche al Tempo degli Dei&#8221; &#8211; Zecharia Sitchin, pag. 224)<br />
</em></p>
<p><!-- End Xtypo -->&#8220;Dal fondo del condotto D venne poi scavato il condotto E, inclinato esattamente di 45° rispetto a D. La scia che il <a href="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_teodolite_condotti4.jpg" rel="lightbox"><img class="alignright" src="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_teodolite_condotti4.jpg" alt="" width="173" height="95" /></a>teodolite proiettava da E verso l&#8217;alto intersecando il cerchio 2 al punto 5, forniva la pendenza con cui costruire il lato della piramide e contrassegnava anche il livello mediano, quello su cui dovevano essere posti la Camera del Re e l&#8217;Anticamera e sul quale doveva finire la Grande Galleria.
</p>
<p style="text-align: justify;">Proiettata verso il basso, la pendenza di E determinava il punto P nel quale doveva finire il Passaggio Discendente, mentre la linea verticale da P dava origine al gradino S nel Passaggio Orizzontale superiore.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Passando poi al terzo cerchio, vediamo che il suo centro (punto 3) contrassegnava la linea centrale verticale della Piramide.</p>
<p style="text-align: justify;">Dove essa intersecava la linea mediana venne posto il Grande Gradino Superiore (U), che segnava la fine della Grande Galleria e l&#8217;inizio del pavimento della Camera del Re.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre sulla linea centrale era posta anche la Camera della Regina (Q).</p>
<p>Collegando il punto 2 con il punto U si otteneva la linea del pavimento del Passaggio Ascendente e della Grande <a href="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_teodolite_condotti5.jpg" rel="lightbox"><img class="alignright" src="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_teodolite_condotti5.jpg" alt="" width="173" height="95" /></a>Galleria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il condotto F venne quindi scavato dalla fine del condotto E, in modo che intersecasse la linea ascendente del pavimento (2-U) formando un angolo preciso di 90°.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla sua intersezione con il primo cerchio (punto 6) venne tracciata una linea che, passando per il punto 2, salisse fino al lato della Piramide (punto 7): questa linea definiva il Passaggio Discendente, la sua congiunzione con il Passaggio Ascendente (al punto 2) e l&#8217;ingresso alla Piramide.</p>
<blockquote><p><strong>nota</strong>: in questa analisi non ho trovato una perfetta corrispondenza, nel modello preso ad esempio, rispetto alla linea P-S; l&#8217;angolo F-U2 e la linea orizzontale B-7. Questo, secondo me, perché il condotto C viene rappresentato in modo regolare mentre si tratterebbe dell&#8217;unico condotto &#8220;irregolare&#8221; presente nella piramide. E&#8217; dunque dubbia la posizione rappresentata dalla base di B. Mi sarebbe piaciuto verificare questa conclusione tramite il modello originale del progetto UPUAUT, se il team omonimo non si fosse sciolto e il suo promotore non fosse irrecuperabile&#8230;</p></blockquote>
<h3 style="text-align: justify;">Conclusioni</h3>
<p>Lavorando con questo modello mi sono preso la libertà di continuare a seguire la linea di ragionamento proposta, <a href="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_conclusione.jpg" rel="lightbox"><img class="alignright" src="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_conclusione.jpg" alt="" width="173" height="143" /></a>realizzando un&#8217;altra serie di cerchi superiori che mi hanno portato a nuove scoperte, come si può vedere nella figura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mi sono così accorto che i cerchi 5 e 6 intersecano perfettamente la fine dei 2 condotti cosiddetti &#8220;di aereazione&#8221; che partono dalla Camera del Re, come della &#8220;quasi perfetta&#8221; corrispondenza dell&#8217;ultimo cerchio superiore con i 2 lati Nord e Sud della Piramide.</strong></p>
<p>Mi sono spinto oltre.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho continuato a tracciare cerchi con la stessa tecnica suggerita per i primi tre. Rispettata la misura del cubito sacro e <a href="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_conclusione2.jpg" rel="lightbox"><img class="alignright" src="http://www.ufomachine.org/images/stories/GP_Geometrie/geom_gp_conclusione2.jpg" alt="" width="216" height="144" /></a>dei numeri sacri, ho raddoppiato la misura del raggio dei cerchi (da 60 a 120) e il risultato è stato che questi cerchi più grandi, insieme agli altri, <span style="text-decoration: underline;"><strong>definiscono con precisione la misura dei segmenti orizzontali dei condotti della Camera della Regina</strong>.</span> Coincidenza anche questa?</p>
<p>Abbiamo illustrato quindi la teoria del professor Sitchin in merito alle geometrie della Grande Piramide accorgendoci contemporaneamente che forse non tutto è ancora stato svelato di questa intelligente intuizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci rendiamo conto dell&#8217;approssimazione del nostro lavoro che trae il suo materiale da una copia del modello sviluppato dal team UPUAUT, non possiamo quindi dare una completa valenza a quanto esposto che deve essere preso unicamente come spunto di riflessione in attesa di ulteriori perfezionamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo, ovviamente, senza nulla togliere al preziosissimo lavoro di Rudolf  Gantenbrink e del suo team che, come ricordiamo, consisteva nell&#8217;esplorazione e misurazione dei cosiddetti pozzi di aereazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Supponiamo quindi che il resto della piramide, condotti, camere e corridoi, sia stato disegnato con minor precisione. Questo potrebbe giustificare la presenza di errori nelle corrispondenze come specificato nelle note all&#8217;articolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo visto che i vari condotti considerati &#8220;di servizio&#8221; presentano caratteristiche coincidenti con innumerevoli punti nevralgici della Grande Piramide.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci siamo convinti del fatto che non possono essere stati realizzati a scopo di controllo o di servizio, nulla nella Grande Piramide sembra essere stato costruito a caso e gli enigmi sono ancora molti, con buona pace di coloro che ritengono non ci sia più nulla da scoprire al riguardo. E&#8217; altresì rimarchevole la somiglianza di questa figura risultante con quella del <strong>Fiore della Vita</strong>, offrendoci un nuovo spunto sul significato di questo simbolo e il senso di tutta la piana di Giza.</p>
<p style="text-align: justify;">Vedremo prossimamente come il condotto C sia stato realizzato successivamente e per uno scopo ben preciso: <span style="text-decoration: underline;">liberare un prigioniero racchiuso nella piramide</span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si trattava di un &#8220;<em>dio</em>&#8221; potente, il cui nome riecheggia nelle cronache che si riferiscono alla stessa creazione del Sistema Solare, un rappresentante di quegli Anunnaki della mitologia Sumera che vi fu imprigionato e successivamente liberato dagli stessi costruttori della piramide, gli unici in grado di portare a termine questo delicato quanto difficile incarico.</p>

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		<title>Teschio Alieno ?</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 11:44:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I filamti seguenti sono tratti da una puntata di Mistero in cui si parla dello Starchild skull, teschio alieno o malformazione umana ?




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			<content:encoded><![CDATA[<p>I filamti seguenti sono tratti da una puntata di Mistero in cui si parla dello <span>Starchild skull, teschio alieno o malformazione umana ?<br />
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		<title>Sirio</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 19:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel corso dei secoli Sirio è stata oggetto di grande venerazione ed ha fatto parte dei miti di tutto il mondo. Persino in epoca moderna, negli anni ‘70, è divenuta protagonista di una teoria molto controversa, legata agli extraterrestri ed alla tribù Dogon del Mali, pubblicata dallo studioso Robert Temple.
Tra gli appassionati dibattiti che questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.roswell.it/wp-content/sirio.gif" title="Sirio" alt="Sirio" align="left" hspace="5" vspace="1" />Nel corso dei secoli Sirio è stata oggetto di grande venerazione ed ha fatto parte dei miti di tutto il mondo. Persino in epoca moderna, negli anni ‘70, è divenuta protagonista di una teoria molto controversa, legata agli extraterrestri ed alla tribù Dogon del Mali, pubblicata dallo studioso Robert Temple.<br />
Tra gli appassionati dibattiti che questa stella suscita, sussistono varie ipotesi sull’origine del suo nome attuale, la cui radice sembra risalire alla parola greca Sirio, che significa “fiammeggiante” o “scintillante”, aggettivo apparentemente dovuto al fatto che si alzava in cielo nel momento di maggiore calore estivo (conosciuta come “Stella del Cane” era associata, infatti, alla “canicola” N.d.R.). Alcuni etimologi, tuttavia, suggeriscono una connessione della stella con l’antico dio Osiride. Ma, di tutti i nomi e gli epiteti che ha ricevuto, quello che meglio riflette la fama del suo ruolo nella storia è: “Stella di Iside”.<br />
Nascita di una dea</p>
<p>Fin dagli inizi gli antichi Egizi prestarono particolare attenzione a Sirio, che identificavano con l’anima della dea Iside. Ci fu un tempo in cui Sirio non era visibile nel cielo d’Egitto. Questa circostanza è causata da un fenomeno noto come “precessione degli equinozi”, il movimento retrogrado dei punti equinoziali in virtù del quale, di anno in anno, si anticipa leggermente l’inizio delle stagioni. <span id="more-94"></span>La precessione è, pertanto, un’oscillazione molto lenta che provoca un effetto peculiare, quasi che il paesaggio stellare oscillasse avanti e indietro come un pendolo. Dodicimila anni prima di Cristo, osservando il cielo dall’altopiano di Giza, Sirio si trovava sotto la linea dell’orizzonte. Fece la sua prima apparizione nei cieli di questo luogo intorno al 10.500 a.C.<br />
In seguito, subì un’inclinazione di 58 gradi e 43’, il che significa che era visibile solo da sud, a circa 1,5 gradi sopra la linea dell’orizzonte. Per gli uomini di quel tempo presenziare alla “nascita” di una stella così brillante dovette essere una visione impressionante, legata a significati e messaggi provenienti dagli dei.<br />
L’ascensione di Sirio, inoltre, avvenne mentre la costellazione della Vergine sorgeva ad est, circostanza che potrebbe spiegare perché la stella divenne il simbolo della dea vergine. Non sappiamo esattamente quando Sirio venne identificata con la dea Iside, però l’idea risale all’origine della cultura egizia e fu dalla “matrice” Iside-Sirio che sorse il bambino divino, Horus, il cui concepimento e la cui nascita avvennero in modo magico.<br />
La matrice divina<br />
Iside ed Osiride erano due dei quattro figli nati dalla matrice della dea del cielo, Nut, e del padre Ra, dio del Sole. Gli altri due bambini erano Seth e Nephti. Osiride prese Iside in sposa e divennero i primi reggenti dell’Egitto. All’età di 28 anni, Osiride fu assassinato da suo fratello Seth e il suo corpo venne tagliato in 24 pezzi. Iside recuperò tutti i pezzi eccetto il fallo. Ne fabbricò quindi uno artificiale per Osiride, poi si sdraiò sopra di lui prendendo la forma di un falco e restò gravida del suo seme. In seguito, corse a nascondersi negli acquitrini del Nilo, dando alla luce Horus. Tanto nei Testi delle Piramidi quanto in altri testi religiosi si riflette il fatto che questo mito trova la sua controparte nelle stelle, dove Iside è identificata con Sirio e Osiride con la costellazione di Osiride.</p>
<p>Ricostruendo l’aspetto che i cieli avevano all’epoca della Prima Era Dinastica (verso il 3300 a.C.) ovvero, appena prima della costruzione della Grande Piramide (2750-2100 a.C.), scopriamo che la stella Sirio effettuava nei cieli un ciclo tale da spiegare perché fosse associata ad una nascita magica. A causa del fatto che la Terra ruota intorno al Sole, durante l’anno le stelle fisse sembrano spostarsi in relazione a questo movimento. Le osservazioni annuali di Sirio, ad esempio, dimostrano che c’è un momento in cui la stella si alza ad ovest, immediatamente dopo il tramonto del sole.</p>
<p>Poi, la stella scompare nuovamente per un periodo di 70 giorni. Quando tornerà ad apparire, sorgerà ad est, nel momento che precede l’alba. Questa ri-apparizione è nota come “ascensione eliaca” della stella. In questo modo, nell’anno 3300 a.C., l’ascensione eliaca di Sirio avvenne esattamente il giorno del solstizio d’estate. La precessione ha fatto sì che, da allora, questa data si sia spostata di 45 giorni e adesso l’ascensione eliaca di Sirio avviene il 5 agosto.<br />
Tempo di rinascita<br />
La sorprendente congiunzione dell’ascensione eliaca di Sirio e del solstizio estivo dell’anno 3300 a.C. costituì un potente presagio. Però, allo stesso tempo, in Egitto ebbe luogo un altro avvenimento che, in modo abbastanza letterale, provocò la rinascita di tutto il paese: la piena annuale del Nilo.</p>
<p>Dopo la costruzione della diga di Assuan, avvenuta negli anni ‘60, le inondazioni del Nilo risultano completamente sotto controllo ma, nell’antichità, il Nilo iniziava ad ingrossarsi all’inizio di giugno ed inondava tutta la valle verso la fine di luglio. Sappiamo che gli antichi Egizi credevano che la causa dell’inondazione fosse l’ascensione eliaca di Sirio, che divenne così il segno che marcava l’inizio del Nuovo Anno. Esistono alcuni antichi testi che si riferiscono alla congiunzione del Nuovo Anno, al solstizio estivo, all’inizio della piena ed all’apparizione di Sirio, dai quali si evince che questo avvenimento era della massima importanza. Il più antico di tali testi è inciso su di una piccola tavoletta datata alla I Dinastia (3100 a.C.), dove si legge: “Sirio è colei che apre l’annuale inondazione”.</p>
<p>Nel suo libro “Echoes of the Ancient Skies” (Echi degli antichi cieli) l’archeoastronomo Ed Krupp scrive: “Dopo essere scomparsa dal cielo notturno (per 70 giorni) Sirio riappare finalmente con l’alba, prima che nasca il Sole. La prima volta che ciò accade, ogni anno, si denomina l’ascensione eliaca della stella e, in quel giorno, Sirio rimane visibile solo per un breve periodo di tempo. Nell’antico Egitto questa riapparizione annuale avveniva intorno al solstizio estivo e coincideva con la piena del Nilo. Iside, come Sirio, era la “Signora dell’inizio dell’anno”, poiché per gli Egizi l’anno nuovo era segnalato da quest’evento. Sirio fa rivivere il Nilo, così come Iside fa rivivere Osiride. Il periodo di tempo in cui Iside si nascose da Seth corrisponde al lasso di tempo in cui Sirio scompare dal cielo notturno. Lei diede luce a suo figlio Horus, così come Sirio dà luce al Nuovo Anno e, nei testi sacri, Horus ed il Nuovo Anno sono equivalenti. Lei è il veicolo per il rinnovamento della vita e dell’ordine. Brillando per un momento, in un mattino d’estate, stimola il Nilo ed inizia l’anno”.<br />
Signora della Piramide<br />
È risaputo che, ad est della Grande Piramide, in passato esisteva un edificio chiamato “Tempio di Iside”. Nel cosiddetto “Inventario Stella”, datato alla XXVI Dinastia, Iside è definita la “Signora della Piramide”. Si è perfino suggerito che la “Quinta Divisione del Duat” (l’oltretomba) descritta nel Libro dei Morti, nella quale è raffigurata una doppia sfinge gigantesca che custodisce un’enorme piramide, potrebbe essere una rappresentazione stilizzata della necropoli di Giza. Se così fosse, potremmo stabilire una relazione secondo cui, sulla sommità della piramide della Quinta Divisione, al posto del vertice noto come piramidion, vi sarebbe il “volto di Iside”. Forse, però, risulterà ancora più convincente il nome di Sirio scritto in caratteri geroglifici: una stella a cinque punte, un semicerchio ed uno stretto triangolo. Secondo E.C. Krupp, “un’ultima peculiarità dell’interpretazione che gli Egizi davano a Sirio sembra vincolarla, tramite il culto di Osiride, alle Piramidi. Il nome Sirio, scritto in caratteri geroglifici, include il simbolo di una stella ed altri due simboli che possono essere collegati con il Benben. Il triangolo, lungo e stretto, ricorda più una piramide o, forse, un obelisco. Così come il Benben simboleggia l’emergere dell’esistenza dalla non-esistenza, la nascita del mondo, Sirio commemorava la creazione posandosi sopra il Benben, fosse esso obelisco, piattaforma d’osservazione o piramide…”</p>
<p>Il Benben al quale si riferisce Krupp era una pietra sacra che, per un certo periodo, fu custodita nel “Tempio della Fenice” a Eliopoli, e che servì come modello per il vertice delle monumentali piramidi e degli obelischi. Il Benben della Grande Piramide scomparve, però è probabile che fosse scolpito nel granito nero e ricoperto d’oro, forse per simboleggiare la stella. Tuttavia, la connessione più convincente, tra quelle esistenti fra la stella Sirio e la Grande Piramide, risiede nella struttura interiore di quest’ultima. Da ciascuna delle camere interne della Grande Piramide, quelle del Re e della Regina, si dipartono due lunghi e stretti passaggi, uno verso nord e l’altro verso sud. Dal 1964 sappiamo che questi passaggi erano allineati astrologicamente con le stelle quando la piramide fu completata, nell’anno 2500 a.C.<br />
Ne 1987 scoprii che il passaggio sud della camera della Regina era rivolto verso Sirio. Queste relazioni fra la Grande Piramide e Sirio non ci sorprendono, poiché la Piramide era, quasi sicuramente, la custode della rinascita astrale del culto faraonico contenuto nel mito di Iside ed Osiride.</p>
<p>La dea in viaggio<br />
Durante l’antica civiltà egizia, la celebrazione della nascita del bambino divino Horus si commemorava all’inizio del nuovo anno, quando la stella Sirio (Iside) compiva la sua ascensione eliaca, all’alba. Circa trecento anni prima della nascita di Gesù l’Egitto era caduto sotto il dominio dei Tolomei, dinastia greca che governò l’Egitto dal 305 a.C. fino al 30 a.C. e la cui ultima regina fu la famosa Cleopatra VII. Durante questo periodo la capitale dell’Egitto fu trasferita ad Alessandria, dove s’instaurò il culto pseudo-egizio di Serapide, un dio nato dalla sintesi del dio egizio Asarhapi (Osiride-Api), il cui nome significa “Osiride del Nilo”. Iside venne così trasformata nella consorte di Serapide e il suo culto fiorì in Alessandria ed in tutto il bacino mediterraneo, essendo adottato da molte delle legioni romane e percorrendo con loro il cammino verso l’Europa occidentale. Accanto al culto di Iside si diffuse la celebrazione della nascita di Horus (Harpocrate per i Greci o Apollo e il Sole Invitto per i Romani).</p>
<p>Stranamente, quando Giulio Cesare introdusse il calendario giuliano, fu l’astronomo alessandrino Sosigenis che si occupò di convertire l’antico calendario lunare nel nuovo calendario solare, prendendo l’idea dagli Egizi, i quali possedevano un calendario solare già dal 3300 a.C.<br />
Questo calendario faceva coincidere l’Anno Nuovo con l’ascensione eliaca di Sirio che, all’epoca di Sosigenis, iniziava a luglio. Immagino sia questo il motivo per cui proprio questo mese fu nominato in onore di Giulio Cesare, la cui consorte, la regina egizia Cleopatra, fu un’alta sacerdotessa del culto di Iside.<br />
Un culto con molti dei<br />
Dopo la morte di Cleopatra, l’Egitto si trasformò in una provincia romana nella quale convivevano una vasta comunità greca e romana (ad Alessandria) e, soprattutto, un grande numero di Ebrei fuggiti dalla Giudea.</p>
<p>Col sorgere della nuova cristianità in Egitto, l’antico culto misterico dei faraoni, che si era mescolato con i culti greci e romani, si unirà alle ideologie giudeo-cristiane. I principi di questi antichi culti misterici rientravano nella convinzione che l’immortalità potesse essere raggiunta attraverso gli insegnamenti iniziatici di un “figlio di Dio morto e resuscitato” e nella rappresentazione simbolica della sua morte e resurrezione. Il dio fenicio Adone, il frigio Attis, l’egiziano Osiride e l’alessandrino Serapide divennero così quasi contendenti all’interno di una dottrina simile.<br />
Come se non bastasse, i Romani avevano importato in Egitto il culto misterico di Mitra, la cui nascita veniva celebrata al tramonto del 25 dicembre. Non sorprende, pertanto, che la prima comunità cristiana celebrasse la nascita di Gesù, il suo “figlio di Dio morto e resuscitato”, proprio il 25 dicembre e con l’idea che fu una “stella sorta ad oriente” a segnalare l’evento sovrannaturale della sua nascita.</p>
<p>Il Vangelo egizioSolo uno dei Vangeli, quello di S. Matteo, parla della nascita di Gesù collegandola all’apparizione d’una stella e all’arrivo di Re Magi provenienti dall’oriente, ed è anche l’unico che narra della “fuga in Egitto” intrapresa dalla Sacra Famiglia. Perché gli altri Vangeli serbano il silenzio su questo evento? Possiamo dedurne che non si trattò di un avvenimento “storico”, bensì mitico? Per molto tempo gli studiosi hanno pensato che il Vangelo di S. Matteo fu probabilmente redatto fra il 40 e l’80 d.C., nella città di Alessandria. Ebbene, in Alessandria la celebrazione del nuovo giorno e del Nuovo Anno non si svolgeva all’alba, bensì al momento del tramonto per adattarsi, in questo modo, ad entrambe le tradizioni: quella ebreo-cristiana e quella romana, nella quale c’era l’usanza di celebrare tali avvenimenti al tramonto del Sole.</p>
<p>Tenendo a mente questo particolare, abbiamo esaminato il cielo così come appariva, visto da est, il giorno 25 di dicembre dell’anno 50 d.C., all’ora del tramonto: doveva essere identico a quello visibile in Egitto nell’anno 3300 a.C., all’alba, quando la “nascita” di Horus dalla matrice di Iside veniva celebrata dall’ascensione eliaca di Sirio:<br />
• Intorno alle 4:28 (ora GMT) il Sole inizia a porsi 28° a nord-est.<br />
• Circa 35 minuti più tardi, intorno alle 5:03, il sole si è posto completamente ad ovest. Allo stesso tempo, da est appare la cintura di Orione all’orizzonte.<br />
• 51 minuti più tardi, alle 5:54, il Sole si è nascosto circa 10° sotto l’orizzonte e già si scorgono le stelle ad occhio nudo.<br />
• Guardando verso est, la stella Sirio ascende nel cielo (la cintura di Orione si trova a circa 25° sopra l’orizzonte orientale, dando l’illusione che abbia annunciato l’ascensione di Sirio).<br />
L’immagine celeste, pertanto, ci dimostra che il 25 dicembre, dopo il tramonto, erano visibili le tre stelle della cintura di Orione che salivano ad est, come per annunciare l’arrivo della stella della nascita, Sirio, che avveniva un’ora dopo. Sarebbe poco probabile che S. Matteo non si fosse accorto di un segno celeste così potente (che, com’era ben noto, in Egitto segnalava la “nascita del bambino divino”).<br />
Il simbolo perduto</p>
<p>Sembra evidente che l’introduzione di un nuovo bambino divino (Gesù) in Egitto e nel mondo greco-romano risultò benefica e ben accetta, giacché incorporava la poderosa mitologia di Iside e Sirio.</p>
<p>Pertanto, dobbiamo dedurre che, all’epoca, Iside e il bambino Horus furono trasformati nella Vergine Maria e nel bambino Gesù e che la stella Sirio fu convertita nella “Stella d’Oriente”. Perfino i “tre re” avrebbero il loro simbolismo stellare, essendo identificati con le tre stelle della cintura di Orione. In quest’ottica, nel suo libro “I nomi delle stelle: tradizione e significato”, l’astronomo R.H. Allen segnala che nel folklore europeo la cintura di Orione viene spesso chiamata “dei Magi” o “dei Tre Re”. L’esperto di Mitologia Cristiana Alvin Boyd Khun scrisse:<br />
“Esiste la leggenda dei Tre Re d’Oriente che vennero a Natale per adorare il Dio appena nato…dai giorni dell’antichità, i Tre Re furono le tre stelle visibili della cintura di Orione”. Senza dubbio, le coincidenze sono troppe.</p>

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		<title>Controllo mentale e dell&#8217;umore</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 09:11:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
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		<category><![CDATA[controllo mentale]]></category>
		<category><![CDATA[controllo pensiero]]></category>

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		<description><![CDATA[
Proponiamo la traduzione di un articolo tratto dal sito ellenico enouranois, dedicato a scie chimiche, H.A.A.R.P. e temi correlati. E&#8217; un portale ricco di risorse e bilingue, in greco ed in inglese.
Nel mondo occidentale il controllo della popolazione fu inaugurato con la mind war, una guerra interna contro la cultura e la società. Così cominciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://3.bp.blogspot.com/_LecpxQwqMrY/SmTQicdXuFI/AAAAAAAAIjM/WcwvWlCdeF4/s400/controllo_mentale.jpg" alt="" width="397" height="258" /></p>
<p>Proponiamo la traduzione di un articolo tratto dal sito ellenico enouranois, dedicato a scie chimiche, H.A.A.R.P. e temi correlati. E&#8217; un portale ricco di risorse e bilingue, in greco ed in inglese.</p>
<p>Nel mondo occidentale il controllo della popolazione fu inaugurato con la mind war, una guerra interna contro la cultura e la società. Così cominciò l&#8217;istupidimento del lavoratore statunitense, con l&#8217;intrattenimento, gli sport ed i media che furono gli strumenti dell&#8217;operazione. I vaccini, i dolcificanti artificiali, il fluoro nei dentifrici aiutarono molto: le scie chimiche sono la classica ciliegina sulla torta. Il controllo non ha una valenza meramente numerica. Il controllo implica il condizionamento di ciò che si sente e pensa. Riguarda il luogo in cui vivi, la salute, la diffusione di malattie, la procreazione. Controllo significa creare una matrix in cui non sono lasciate variabili al libero arbitrio ed alla natura. La matrix è qualcosa in cui qualcos&#8217;altro origina e si sviluppa.<span id="more-1067"></span></p>
<p><strong>E.L.F.</strong></p>
<p>Il cervello umano usa e registra le E.L.F. (onde a bassissima frequenza) cui risponde. Frequenze intorno ai 10,8 hz causano insofferenza, quelle intorno ai 6,6 hz depressione. Con l&#8217;atmosfera resa conduttiva dai metalli ionizzati, le frequenze per così dire, sono portate tra noi. Consideriamo la ionosfera come un trampolino: la macchina per le frequenze nota come H.A.A.R.P. le spinge verso l&#8217;alto, poi le onde sono deflesse dalla ionosfera sulla terra. La nostra aria elettroconduttiva tiene queste frequenze, mentre il sistema G.W.E.N. (Ground Wave Emergency Network, rete ufficialmente installata per garantire le comunicazioni in caso di emergenza), riceve e dissemina queste frequenze a livello del suolo. E&#8217; stato anche ipotizzato che il sistema televisivo ad alta definizione, le cui apparecchiature sono installate nelle abitazioni, convoglierà onde elettromagnetiche in modo molto preciso e circoscritto per influire sull&#8217;umore e sulla mente.[...] Molte persone riportano disturbi collegati alle chemtrails, nei giorni di pesante irrorazione: problemi respiratori, allergie, riniti, forme influenzali, cefalee, improvvisi sbalzi di umore. La parola &#8220;stress&#8221; è relativamente nuova&#8230; cento anni fa molte persone conducevano vite più dure di quelle attuali, eppure non erano &#8220;stressate&#8221;.[...]</p>
<p><strong>La chimica dell&#8217;organismo umano</strong></p>
<p>Siamo diventati cavie da laboratorio il cui equilibrio biochimico è stato alterato. Con l&#8217;atmosfera elettro-conduttiva, ormai stiamo ricevendo questa corrente. Le irrorazioni chimiche, che datano da almeno due decenni e che si sono intensificate nel 1998, hanno saturato l&#8217;aria di polimeri, nanoparticelle metalliche ed elementi biologici (inclusi cellule sanguigne e funghi) che sono penetrati nei nostri organismi. Come il suolo, le piante e gli animali, coesistiamo con questi elementi nocivi. Siamo stati impercettibilmente trasferiti dalla nostra vera natura in una matrix ingegnerizzata dove tutte le nostre funzioni possono essere dirette ed osservate. Che tu te ne accorga o no, è quanto sta avvenendo. Per citare Carnicom: &#8220;La saturazione è completa. Si tratta ora solo di mantenere e concentrare&#8221;.</p>
<p>Le scie chimiche sono parte di un un sistema d&#8217;arma integrato. Sebbene il programma si riferisca apparentemente ad un disastroso intervento di modificazione meteorologica (che non è stato ufficialmente ancora ammesso), gli aerosol contengono parassiti che sono il risultato della bio-ingegneria. Secondo stimati ricercatori, ormai siamo tutti virtualmente contaminati. Forse &#8220;seminati&#8221; è la parola più adatta, se si pensa al Morgellons. La miscela di parassiti biotecnologici, patogeni, metalli, nano-robot è stata concepita per creare un substrato adatto all&#8217;informazione. Qualcuno ha forse intenzione di inserire dei microchips? Non pensare all&#8217;indignazione per i microchips R.F.I.D. (radio frequency identification). Siamo stati già inseriti in una Rete. E&#8217; già accaduto.</p>
<p>[ Fonte <a href="http://www.tankerenemy.com/2009/07/controllo-mentale-e-dellumore.html">Scie Chimiche</a> ]</p>

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		<title>I Dogon e l&#8217;agenda Rettiliana</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 08:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misteri]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Dogon]]></category>
		<category><![CDATA[rettiliani]]></category>

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		<description><![CDATA[I Dogon sono una popolazione africana del Mali. Questa popolazione, di circa 300.000 individui, occupa la regione della falesia di Bandiagara a sud del fiume Niger e alcuni gruppi sono stanziati nei territori attigui al Burkina Faso.
I Dogon nel MaliCaricato da texarcana. &#8211; 

I Dogon godono, specie tra gli ufologi e in Internet, di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I Dogon sono una popolazione africana del Mali. Questa popolazione, di circa 300.000 individui, occupa la regione della falesia di Bandiagara a sud del fiume Niger e alcuni gruppi sono stanziati nei territori attigui al Burkina Faso.</p>
<div><object width="480" height="405"><param name="movie" value="http://dailymotion.virgilio.it/swf/x269dh_i-dogon-nel-mali_extreme&#038;related=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://dailymotion.virgilio.it/swf/x269dh_i-dogon-nel-mali_extreme&#038;related=1" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="405" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always"></embed></object><br /><b><a href="http://dailymotion.virgilio.it/video/x269dh_i-dogon-nel-mali_extreme">I Dogon nel Mali</a></b><br /><i>Caricato da <a href="http://dailymotion.virgilio.it/texarcana">texarcana</a>. &#8211; </i></div>
<p><span id="more-1059"></span><br />
I Dogon godono, specie tra gli ufologi e in Internet, di una straordinaria popolarità: secondo gli studi dei due antropologi Marcel Griaule e Germaine Dieterlen svolti nel 1931, poi rielaborati ed in parte manipolati dal libro The Sirius Mystery di Robert Temple (1975), la stella Sirio secondo la tradizione Dogon ha una compagna chiamata Po-tolo (che significa qualcosa come granellino) identificabile con Sirio B, che è effettivamente una piccola stella (una nana bianca) compagna di Sirio, orbitante attorno alla primaria con un periodo di circa 60 <img alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_iXi0lcrRTMs/SmWuU12Q4nI/AAAAAAAAClE/Ck3DOYINpRA/s320/CHITAURI.bmp" class="alignleft" width="208" height="320" />anni.<br />
Il mistero legato a Sirio B è dovuto al fatto che essa risulta invisibile ad occhio nudo, e appare strano pensare che essa fosse già conosciuta ai Dogon, non avendo essi alcun mezzo per poterla osservare.</p>
<p>Così Temple risolve la contraddizione sostenendo che i Dogon in passato siano entrati in contatto con una civiltà extraterrestre che avrebbe dato loro queste informazioni.</p>
<p>A rafforzare questa tesi contribuisce la tradizione Dogon ove si parla della venuta di dèi anfibi sulle loro arche.</p>
<p>Un&#8217;altra ipotesi è che questa conoscenza abbia avuto origine da contatti con la civiltà occidentale avvenuti negli anni &#8216;20 tramite i missionari.</p>
<p>La tesi più semplice osserva che ciò che fa accostare la coppia mitologica a quella astronomica è il solo fatto di essere &#8220;coppia&#8221;, e quindi sulla base di ciò ogni altra deduzione può risultare carica di significati non propri.<br />
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Tradizionalmente, i Dogon praticano l&#8217;animismo e nonostante i contatti con l&#8217;Islam e con altre religioni monoteistiche, essi mantengono un legame molto forte con la fede animista.</p>
<p>Marcel Griaule, etnologo, ha dedicato molti studi a questa popolazione, in particolare agli aspetti religiosi e alle tradizioni cosmogoniche.</p>
<p>Nel 1936, il ricercatore ebbe una lunga conversazione con il vecchio Ogotemmêli, un hôgon ovvero un capo religioso: il loro incontro ha portato Griaule alla pubblicazione di uno dei saggi più importanti dell&#8217;antropologia classica, che è stato a lungo oggetto di dispute e dibattiti in ambito accademico ma non solo.</p>
<p>Il sistema Dogon presenta un unico Dio creatore, Amma, che ha generato i suoi figli con la Terra, sua sposa: Yurugu, essere imperfetto che conosce la prima parola, Nommo essere doppio in quanto sia maschio che femmina è il maestro della parola e la insegna ai primi otto esseri umani Dogon: quattro coppie di gemelli, nati da una coppia d&#8217;argilla creata da Amma, che diverranno gli antenati. </p>
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<p>La loro antica religione animista si esprime in cerimonie e danze rituali, in cui le maschere sono il simbolo più importante.</p>
<p>Una volta ogni sessant&#8217;anni viene celebrato il Sigui, cerimonia itinerante di villaggio in villaggio, che rappresenta la perdita dell&#8217;immortalità da parte dell&#8217;uomo attraverso la rievocazione della morte del primo antenato Dyongu Seru, rappresentato dalla iminana una grande maschera che viene intagliata a forma di serpente ed è alta circa 10 metri.</p>
<p>Questa straordinaria maschera viene poi conservata in una grotta segreta. Il villaggio è costruito seguendo le forme umane: la testa è costituita dal togu-na, la casa della parola, una bassa tettoia dove l&#8217;hogon e gli anziani si ritrovano per discutere le questioni importanti del villaggio; il tronco e gli arti sono occupati dalle case di fango con i relativi granai dal caratteristico tetto di paglia di forma conica.</p>
<p>Il braccio destro è costituito dallo yapunu guina, la casa dove le donne risiedono durante il periodo mestruale, in quanto impure. </p>
<p><strong>THE REPTILIAN AGENDA &#8211; L&#8217;AGENDA RETTILIANA </strong><br />
David Icke intervista il Guaritore, sciamano e guida spirituale di milioni di africani, Credo Mutwa.</p>
<p>Lo Zulu presenta per la prima volta la conoscenza, le profezie, i sogni e i racconti della tradizione africana in un quadro ricco e completo che si snoda lungo il racconto della sua vita straordinaria.</p>
<p>Ai nostri giorni possiamo ritrovare la saggezza dell’Africa nelle parole di Credo Mutwa, che hanno la qualità di una medicina per l’anima.</p>
<p>Senza timori e senza mezze parole, Mutwa ci parla del mondo della natura, di ciò che alcuni definiscono sovrannaturale, dei contatti con entità extraterrestri, con una voce che è quella di tutte le razze, di tutte le culture e i valori dell’Africa di oggi;</p>
<p>una voce che fa eco alle lingue più antiche e che è pervasa da una sorta di risata celestiale. </p>
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<p>[ Fonte <a href="http://arcangeliedemoni.blogspot.com/2009/07/i-dogon-lagenda-rettiliana.html">Arcangeli e Demoni</a> ]</p>

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		<title>Le strutture lunari</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 14:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
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		<title>Alla scoperta di Nibiru</title>
		<link>http://www.roswell.it/2008/03/28/alla-scoperta-di-nibiru.html</link>
		<comments>http://www.roswell.it/2008/03/28/alla-scoperta-di-nibiru.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 12:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misteri]]></category>
		<category><![CDATA[nibiru]]></category>
		<category><![CDATA[sumeri]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; noto che la scoperta di Plutone(C.Tombaugh, 1930) non fu effettuata otticamente, in base all’osservazione della volta celeste, bensì matematicamente, derivandola dalle perturbazioni orbitali di Urano e Nettuno; solo in un secondo momento tale scoperta fu confermata mediante il telescopio.
Nel corso del 1972, esaminando la traiettoria della cometa di Halley, J.Brady (del Lawrence Livermore Laboratory [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; noto che la scoperta di Plutone(C.Tombaugh, 1930) non fu effettuata otticamente, in base all’osservazione della volta celeste, bensì matematicamente, derivandola dalle perturbazioni orbitali di Urano e Nettuno; solo in un secondo momento tale scoperta fu confermata mediante il telescopio.</p>
<p><a href="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/sistemasolare12.jpg" title="Sistema Solare a 12 Pianeti" rel="lightbox"><img src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/sistemasolare12.miniatura.jpg" title="Sistema Solare a 12 Pianeti" alt="Sistema Solare a 12 Pianeti" align="left" hspace="5" vspace="1" /></a>Nel corso del 1972, esaminando la traiettoria della cometa di Halley, J.Brady (del Lawrence Livermore Laboratory &#8211; California) scoprì che anche l’orbita di questa cometa, come quelle di Urano e Nettuno, era &#8220;perturbata&#8221;. I suoi calcoli lo condussero ad ipotizzare l’esistenza di un pianeta &#8220;X&#8221; alla distanza di 64 UA(Unità astronomiche) dal Sole (Plutone ne dista 39), con periodo orbitale di 1800 anni terrestri. Brady, come tutti gli astronomi che si stavano occupando del pianeta &#8220;X&#8221;, presumeva che tale corpo celeste orbitasse intorno al Sole nello stesso modo degli altri pianeti; ne quantificò pertanto la distanza dalla nostra stella in misura della metà del suo asse orbitale maggiore. <span id="more-192"></span>Questo in accordo con la seconda legge di Keplero (&lt;<le>&gt;); vale a dire che un pianeta si sposta tanto più lentamente quanto più è lontano dal proprio sole. Nel nostro sistema, ad es., si passa dal velocissimo Mercurio (che impiega poco meno di tre mesi a compiere la propria rivoluzione intorno al Sole) al lentissimo Plutone (oltre 247 anni). mm / l), sensibile al calore racchiuso nell’interno di corpi substellari.</le></p>
<p><img src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/sumeri.jpg" title="Sumeri" alt="Sumeri" align="left" border="1" hspace="5" vspace="1" />Secondo le testimonianze dei Sumeri, Nibiru orbita come una cometa attorno al Sole, essendo quest’ultimo uno dei fuochi della propria ellissi estremamente allungata, così che la distanza dal Sole corrisponde all’intero asse maggiore e non alla sua metà. E’ curioso il fatto che l’orbita del pianeta &#8220;X&#8221; calcolata da Brady (1800 a.) sia esattamente la metà dell’orbita di 3600 a. che i Sumeri attribuivano a Nibiru. Ricordiamo che (secondo le tesi di Z.Sitchin, esposte in &#8220;Genesis Rivisited&#8221;, 1990) la traiettoria dell’orbita di Nibiru, in questo periodo, starebbe facendo ritorno verso il perigeo: questo potrebbe giustificare la strana coincidenza&#8230;?<br />
Ma Brady giunse ad ulteriori conclusioni, in sintonia con le tradizioni sumeriche: il pianeta &#8220;X&#8221; sarebbe dotato, come Plutone, di un’orbita retrograda, con il piano fortemente inclinato rispetto all’eclittica.</p>
<p>All’inizio gli astronomi si interrogarono se il responsabile delle perturbazioni nell’orbita di Urano e Nettuno potesse essere Plutone, giacché la considerevole eccentricità della sua orbita gli consente di penetrare periodicamente all’interno dell’orbita di Nettuno (una situazione di questo tipo è iniziata nel ‘79 e si è conclusa nel ‘99). Questi dubbi svanirono nel giugno del 1978, allorché W.Christie (dell’Osservatorio Navale di Washington, un organismo della Marina Americana sotto il diretto controllo della NASA) scoprì che Plutone, oltre a possedere un satellite (Caronte), era molto più piccolo di quanto si pensasse (meno di 2/3 della Luna) e quindi dotato di una massa non in grado di esercitare rilevanti influenze gravitazionali.</p>
<p>L’elaborazione di tutti questi dati rafforzarono l’indicazione che un’unica <strong>forza estranea</strong>, il &#8220;<strong>pianeta dell’attraversamento</strong>&#8221; dei Sumeri, avesse inclinato Urano, spostato e inclinato Plutone ed impresso un’orbita retrograda anche a Tritone (un satellite di Nettuno).</p>
<p>Incuriositi da queste scoperte, due colleghi di W.Christie all’Osservatorio Navale (R.S.Harrington e T.C.Van Flaandern) condussero una lunga serie di simulazioni al computer, raggiungendo la conclusione che tutte quelle anomalie orbitali fossero state determinate da un &#8220;intruso&#8221;, cioè da un pianeta (grande da due a cinque volte la Terra) con piano orbitale inclinato ed un semiasse di &#8220;meno di 100 UA&#8221;.<br />
<!-- adman --><br />
Nel 1981 i dati raccolti durante le missioni del Pioneer 10, del Pioneer 11 e dei due Voyager dimostrarono l’esattezza di tali intuizioni: doveva esistere un corpo celeste, grande almeno il doppio della Terra, in orbita solare ad una distanza di almeno 2.4 miliardi di km oltre Plutone e con periodo orbitale di almeno 1000 anni. Il &#8220;Detroit News&#8221; del 16 gennaio 1981 pubblicò la notizia in prima pagina, insieme alla raffigurazione sumera del sistema solare, così come appare sul famoso sigillo cilindrico, conservato nel Museo di Berlino, col n.° VA/243.</p>
<p>A questo punto una svolta decisiva nelle ricerche fu impressa dal &#8220;Progetto IRAS&#8221; (Infrared Astronomical Satellite), vale a dire l’esplorazione agli infrarossi del sistema solare, mediante il lancio in orbita terrestre a 900 km di altezza di un telescopio (60 cm di apertura, 62 rivelatori infrarossi su quattro bande spettrali, fra 8,5 e 119</p>
<p><img src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/razzo.jpg" title="razzo.jpg" alt="razzo.jpg" align="left" border="1" hspace="5" vspace="1" />Era il 25 gennaio 1983, quando dalla base di Vanderberg in California partì il vettore americano Delta 3910 con a bordo 500 kg di carico utile, frutto della cooperazione USA-Inghilterra-Olanda. Per ridurre al massimo l’emissione di irraggiamento parassita, proprio della strumentazione, tutto l’insieme venne posto in un criòstato contenente elio liquido superfluido a -271°C: era indispensabile, infatti, il raffreddamento del telescopio e dei rivelatori alla temperatura più bassa possibile.</p>
<p>Essendo l’He liquido molto volatile, è lentamente evaporato, determinando l’inattivazione dell’IRAS il 21 novembre 1983, protraendo la missione di oltre un mese e mezzo sulla data prevista. Nei circa dieci mesi di attività, il satellite eliosìncrono scattò ed inviò al centro di controllo 600.000 immagini, dalla cui elaborazione emerse l’individuazione di 250.000 sorgenti celesti di tipo infrarosso (il 99% delle quali in precedenza sconosciute), stelle e sistemi planetari in formazione (età &lt; 1 milione di anni), cinque nuove comete, quattro nuovi asteroidi e un misterioso oggetto in movimento, simile ad una cometa.</p>
<p>Tutto questo, ora, rende giustizia a R.Reynolds (del Centro Ricerche Ames), che il 30 gennaio 1983 rilasciò una dichiarazione al &#8220;New York Times&#8221; del tipo: &lt;<gli>&gt;. Predizione, questa, fatta propria da Z.Sitchin nella lettera inviata il giorno appresso alla &lt;</gli></p>
<planetary>&gt;, nella quale si suggeriva addirittura l’appellativo: lo stesso attribuito, a suo tempo, dai Sumeri (Nibiru) o dai Babilonesi (Marduk). </planetary>La qual cosa, ai giorni nostri, si è ripetuta da parte di J.Murray (della UK’s Open University), il quale, insieme con il collega J.Matese (University of Louisiana), ha dato l’annuncio nell’ottobre ’99 che <em>…una forza misteriosa, generata da un grande oggetto invisibile, rallenta il viaggio delle sonde terrestri in uscita dal sistema solare; la stessa che, probabilmente, è responsabile della deviazione delle orbite cometarie…</em>.Ma torniamo al 1983. Verso la fine di quell’anno, in assenza di comunicati ufficiali, un’indiscrezione riuscì a trapelare, nel corso di un’intervista concessa dai principali scienziati del progetto IRAS alla rubrica scientifica del &#8220;Washington Post&#8221;. La notizia fu ripresa da diversi quotidiani statunitensi, che la titolarono: <em>Oggetto gigante confonde gli astronomi, Corpo misterioso trovato nello spazio, Ai limiti del sistema solare un misterioso oggetto gigante, Un corpo celeste pone agli astronomi un enigma cosmico</em>.<br />
Messo alle strette, G.Neugebauer, Direttore dell’IRAS, dichiarò: <em>Posso solo dire che non sappiamo di cosa si tratti</em>.<img src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/nasa.jpg" title="NASA" alt="NASA" align="left" border="1" hspace="5" vspace="1" />Successivamente anche la NASA uscì con un rapporto ufficiale: Il corpo misterioso rilevato dall’IRAS disterebbe &#8220;solo&#8221; 80 miliardi di km dal Sole e potrebbe trovarsi in fase di avvicinamento alla Terra. E’ stato captato due volte dal telescopio ad infrarossi (a distanza di sei mesi) e i dati raccolti mostrano che in questo periodo, pur brevissimo per i tempi astronomici, si è spostato di poco nella sua traiettoria. Ciò evidenzia che non si tratta d’una cometa, poiché una cometa non può avere una dimensione di 5x la Terra ed, in ogni caso, si sarebbe spostata maggiormente. E’ possibile, quindi, che si tratti del decimo pianeta o pianeta &#8220;X&#8221;, che gli astronomi hanno, finora, cercato invano.</p>
<p>Se il pianeta &#8220;X&#8221; esiste, non siamo più &#8220;gli unici&#8221; in questo sistema solare.</p>
<p>Perché, se esiste e corrisponde a Nibiru, allora i Sumeri dicevano la verità anche quando parlavano degli Anunnaki (corrispondenti ai Nefilim biblici), cioè di …<em>coloro che dal Cielo caddero sulla Terra</em>.</p>
<p>Le implicazioni di questa realtà, se confermata, sarebbero così sconvolgenti da sgretolare in un istante quel dogma, tanto caro all’Umanità illuministica, che risponde alla definizione di antropocentrismo<antropocentrismo>. </antropocentrismo></p>

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		<title>Misteriose onde radio dallo spazio</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Sep 2007 13:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misteri]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[onde radio]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia è davvero sensazionale, e aspetteremo di saperne di più. Ma è ovvio che la fantasia in questo caso si scateni, pensando subito a celebri script di fantascienza come il famoso romanzo A come Andromeda, che partiva dal presupposto fantascientifico di un messaggio radio extraterrestre proveniente dallo spazio.
Qui in effetti è molto presto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2007/09/images1.jpg" title="Onde Radio dallo spazio" alt="Onde Radio dallo spazio" align="left" border="1" hspace="5" vspace="1" />La notizia è davvero sensazionale, e aspetteremo di saperne di più. Ma è ovvio che la fantasia in questo caso si scateni, pensando subito a celebri script di fantascienza come il famoso romanzo A come Andromeda, che partiva dal presupposto fantascientifico di un messaggio radio extraterrestre proveniente dallo spazio.</p>
<p>Qui in effetti è molto presto per dire qualcosa di preciso. La cosa certa però è che un segnale con un flusso di onde radio molto potente è stato captato dai radio astronomi da un luogo remoto al di fuori della nostra galassia Via Lattea.<span id="more-892"></span></p>
<p>La scoperta arriva dal  radiotelescopio di Parkes in Australia, dove una equipe di scienziati guidati da David Narkevic della West Virginia University (USA) ha rilevato una sorgente di onde radio collocata a circa 1,6 miliardi di anni luce dalla Terra.</p>
<p>Il segnale era registrato per 90 ore e poi scompariva senza più farsi sentire. Questo ha complicato notevolmente le cose.</p>
<p>Ora il Gruppo di lavoro è impegnato a valutare con esattezza una gran quantità di ipotesi tra le quali è per ora esclusa la possibilità che il segnale radio sia di provenienza di una civiltà extraterrestre.</p>
<p>Ma anche le altre ipotesi finora fatte non soddisfano in nessun caso, scientificamente, la produzione di questo assai anomalo flusso di onde radio.</p>
<p>[ via <a href="http://mysterium.blogosfere.it/2007/09/onde-radio-sconosciute-dallo-spazio-una-scoperta-eccezionale.html">Mysterium</a> ]</p>

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