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	<title>roswell.it &#187; Rapimenti ed impianti</title>
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		<title>Il bambino alieno di Giovanna</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 11:58:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo video è tratto dalla trasmissione televisiva di Italia 1 &#8220;Mistero&#8221; del 1 Luglio 2009. Durante la puntata  è uscita fuori la storia di Giovanna che afferma di essere stata rapita dagli alieni e e di essere stata fecondata artificialmente diverse volte, 18 gravidanze per la precisione. In una di queste sue gravidanze la donna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.roswell.it/2009/07/26/il-bambino-alieno-di-giovanna.html"></g:plusone></div><p>Questo video è tratto dalla trasmissione televisiva di Italia 1 &#8220;Mistero&#8221; del 1 Luglio 2009.</p>
<p>Durante la puntata  è uscita fuori la storia di Giovanna che afferma di essere stata rapita dagli alieni e e di essere stata fecondata artificialmente diverse volte, 18 gravidanze per la precisione.</p>
<p>In una di queste sue gravidanze la donna ha portato alla luce quello che lei stessa definisce un mostro.</p>
<p><a href="http://www.roswell.it/2009/07/26/il-bambino-alieno-di-giovanna.html"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Cosa ne pensate ?</p>
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		<title>Il marchio</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 07:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rapimenti ed impianti]]></category>
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		<description><![CDATA[Molti sono i segni che distinguono un addotto da chi non ha mai avuto problemi di abduction: alcuni sono segni interni, legati alle esperienze vissute, ricordi indelebili ma allo stesso tempo nascosti nelle pieghe dell’inconscio, e solo alcuni esperti al mondo possono, con una certa difficoltà, rendersi conto della loro presenza. Altri segni, invece, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.roswell.it/2008/04/15/il-marchio.html"></g:plusone></div><p><img title="Abduction" src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2007/06/abduction.jpg" border="1" alt="Abduction" hspace="5" vspace="1" align="left" />Molti sono i segni che distinguono un addotto da chi non ha mai avuto problemi di abduction: alcuni sono segni interni, legati alle esperienze vissute, ricordi indelebili ma allo stesso tempo nascosti nelle pieghe dell’inconscio, e solo alcuni esperti al mondo possono, con una certa difficoltà, rendersi conto della loro presenza.<br />
Altri segni, invece, sono decisamente più visibili: si tratta delle famose cicatrici presenti sulcorpo degli addotti.<br />
All’origine di questo lavoro c’è la prima storica cicatrice, scoperta e segnalata da Bud Hopkins (USA) e mostrata anche nel film Intruders, tramite il quale, con l’ausilio della finzione scenica, la sua esistenza fu resa nota ad un pubblico ancora incredulo.<br />
Questa cicatrice è molto comune sugli addotti, anche se non sempre sembra presente.<br />
Mi sono imbattuto per la prima volta in essa tanti anni fa, mentre stavo lavorando ad un caso che rappresentò il punto di partenza per le mie ricerche: il caso Lonzi, a Genova.<span id="more-488"></span><br />
C’è un intero libro (Gli UFO nella mente) dedicato alla sua storia e non voglio, in questa sede, addentrarmi ancora una volta nella vicenda vissuta da Valerio Lonzi, che lui stessoha più volte raccontato sui network televisivi nazionali; voglio solamente mettere in risaltoalcuni particolari di questo tipo di cicatrice.<br />
Negli ultimi anni molti mi hanno chiesto, dopo una delle tante conferenze oppure dopo aver letto qualche mio lavoro, com’è fatta questa cicatrice. Nella prima edizione del libro or ora nominato c’era anche una fotografia della tibia di Valerio, sulla quale la suddetta cicatrice faceva bella mostra di sé, ma già nella seconda edizione le fotografie erano state eliminate, per problemi di costi di stampa (?), e tale preziosa informazione era, purtroppo, diventata inaccessibile al lettore.<br />
D’altra parte, nessun centro ufologico italiano aveva mai pubblicato studi sull’argomento e quindi nessuno, in Italia, si era mai trovato davanti ad una foto di questa “stranezza”, diventando, in tal modo, capace di appurare se sul suo corpo ci fosse qualcosa di simile. La completa assenza dei cosiddetti centri ufologici italiani nel momento di trattare l’argomento abduction è conseguenza di una evidente ed altrettanto incomprensibile incapacità di capire cosa stia succedendo.<br />
All’inadeguatezza personale dei sedicenti ufologi italiani si aggiunge l’idea che parlare di abduction significhi anche  compromettersi di fronte alle autorità in generale, perdendo la fiducia dell’apparato governativo (fiducia che, peraltro, gli ufologi italiani hanno sempre agognata e mai posseduta &#8211; nda).<br />
Così, fino a ieri, il Cun (Centro Ufologico Nazionale) diceva di non occuparsi di rapimenti, poi, qualche mese fa, i suoi  esponenti sono usciti in edicola con uno speciale del Giornale dei Misteri dedicato all’argomento, riportando, tra altre incredibili stupidaggini, lavori copiati su Internet e scimmiottamenti di lavori del sottoscritto (ovviamente senza mai  citarmi).<br />
Il Cisu (Centro Italiano Studi Ufologici), d’altro canto, appare, oggi, troppo filo-Cicap (Centro Italiano di Controllo sulle Affermazioni del Paranormale) per poter esprimere un parere su di una questione così delicata, se non con toni spregiativi ed affermazioni negative che tutti possono rintracciare su Internet e leggere nel caso abbiano qualche problema a prender sonno. Negli anni passati avevo più volte posto l’accento sulla strana constatazione che coloro i quali “sognavano gli alieni” non facevano soltanto tutti, immancabilmente, lo stesso sogno, ma avevano anche la stessa cicatrice, generalmente collocata sul piano tibiale sinistro, o, talvolta, sul destro.<br />
Di questa cicatrice potrei raccontare molto, poiché molte volte mi sono trovato di fronte allo sguardo smarrito di persone che vedevano per la prima volta sul loro corpo un segno del quale, a mente fredda, non riuscivano ricordare la comparsa.<br />
Ricordo un maschio adulto di trenta anni circa, che incontravo per la prima volta, il quale, insieme alla sua ragazza, era venuto a trovarmi, e mi stava raccontando degli strani sogni che faceva di notte.<br />
Siccome tali esperienze oniriche avevano molto in comune con le esperienze di abduction, gli feci alcune semplici domande, tese a verificare il suo grado di conoscenza del fenomeno abduction.<br />
Tra l’altro gli chiesi se aveva qualche cicatrice della quale non sapeva come se l’era procurata. Subito mi rispose di no; nel farlo, però, abbassò repentinamente gli occhi verso la sua sinistra.<br />
Quel gesto poteva avere diverse spiegazioni, la prima delle quali poteva portare alla conclusione che egli avesse attivato la memoria cenestesica, cioè “delle sensazioni”, e si ricordasse la sensazione provata quando qualcuno o qualcosa aveva provocato su di lui l’eventuale cicatrice.<br />
Un’altra possibilità era che egli fosse andato, del tutto inconsciamente, a cercare con lo sguardo una cicatrice che il suo conscio non sapeva di avere, ma il suo inconscio conosceva benissimo.<br />
Si era guardato la gamba sinistra, e la sua ragazza lo spronò a tirarsi su il pantalone, scoprirsi la gamba e verificare.<br />
Fece la sua comparsa una bella cicatrice a forma di bruciatura di sigaretta, della grandezza di un’unghia del dito mignolo, uguale a tante altre cicatrici di quel tipo.<br />
Io gli chiesi:<br />
E quella cos’è ?<br />
E lui, verde in volto e visibilmente agitato:<br />
Non lo so, non l’ho mai vista prima&#8230;(?)<br />
Il soggetto appariva visibilmente perplesso, perché la cicatrice era vecchia ma lui non si era mai reso conto di averla.<br />
Una volta uscito dall’ipnosi indotta dal dottor Moretti era accaduta la stessa cosa a Valerio Lonzi, il quale aveva appena descritto, sotto ipnosi, come questa cicatrice gli era stata prodotta.<br />
Ecco una sintesi del suo racconto. Valerio dice di essere su di un tavolo operatorio; ha circa dodici anni, i soliti esser grigi gli sono attorno ed un apparato tecnologico, attaccato al soffitto di quello strano luogo e “fatto come un elmo di una antica corazza”, scende verso di lui. Qualcosa gli blocca la testa e lui vede solo una piccola luce rossa che scorre ripetutamente avanti ed indietro di fronte ai suo occhi, lungo una linea orizzontale.<br />
Nel frattempo Valerio sente che qualcosa sta lavorando sulla sua gamba sinistra.<br />
Nella sua testa le voci telepatiche degli alieni trasmettono, nel frattempo, un messaggio dallo strano contenuto:<br />
Stai buono: non ti facciamo niente, stiamo facendo un prelievo di tessuto osseo&#8230;<br />
Valerio sente sempre più caldo, sempre più caldo&#8230;<br />
Alla fine, uscito dallo stato ipnotico, non ricorda più nulla, a causa di un ordine postipnotico impartitogli da Moretti.<br />
Valerio, chiede poi Moretti a Lonzi, cos’è quella cicatrice che hai sulla gamba?<br />
Valerio non sa rispondere!<br />
Dopo qualche anno mi trovo ad un convegno di ufologia organizzato dal Cun ed, al termine del mio intervento, in cui parlavo di abduction (era una delle prime volte in assoluto &#8211; nda), scendo dal palco e mi viene incontro una ragazza alta e mora, che mi intrattiene sul tema della cicatrice sulla tibia. <img title="cicatrice.jpg" src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2007/06/cicatrice.jpg" border="1" alt="cicatrice.jpg" hspace="5" vspace="1" width="305" height="229" align="left" />Mi dice che il suo ragazzo ha la stesa cicatrice di cui ho parlato durante la conferenza, poi chiama il ragazzo, il quale,  timidamente, è rimasto indietro.<br />
Il ragazzo viene avanti, portando con sé una lastra radiografica della propria gamba sinistra e dichiara:<br />
La dottoressa mi dice che sotto questa strana cicatrice è&#8230; come se mancasse del tessuto osseo&#8230; come se fosse stato fatto un piccolissimo prelievo di tessuto osseo&#8230;.<br />
È la conferma che cerco!<br />
Non mi resta, a questo punto, che mostrare alcuni esempi di queste cicatrici, così che le persone interessate a verificarne l’eventuale presenza sulla propria pelle possano farlo da sole.<br />
<em>La cicatrice appare come un lieve avvallamento della pelle, come se il tessuto fosse statoasportato per mezzo di un’operazione di liposuzione.<br />
</em>A seconda della proprie caratteristiche, la pelle può presentarsi leggermente arrossata, oppure, a periodi, arrossarsi per poi tornare normale, cioè del colore di quella circostante. <a title="cicatrice2.jpg" href="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2007/06/cicatrice2.jpg" rel="lightbox"><img title="cicatrice2.jpg" src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2007/06/cicatrice2.miniatura.jpg" alt="cicatrice2.jpg" hspace="5" vspace="1" width="136" height="101" align="left" /></a><a title="cicatrice3.jpg" href="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2007/06/cicatrice3.jpg" rel="lightbox"><img title="cicatrice3.jpg" src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2007/06/cicatrice3.miniatura.jpg" alt="cicatrice3.jpg" hspace="5" vspace="1" width="136" height="101" align="left" /></a>A volte la cicatrice è difficilmente identificabile, in quanto non ci sono arrossamenti e l’affossamento della cute appare poco pronunciato e quasi invisibile. Talvolta, come si vede sopra, il “prelievo di tessuto” è stato ripetuto.<br />
Il soggetto non appare cosciente di avere quella cicatrice, anche se l’ha vista  magari per nni; solo nell’istante in cui lo si fa ragionare sull’esistenza di quello  strano marchio, ualcosa, dentro di lui, si muove e, per la prima volta, l’addotto si rende conto di esserlo veramente!<br />
Di fronte a lui si apre una voragine interna, che lo inghiottisce in un colpo solo.<br />
Ma allora&#8230; mi dice subito dopo… tutti quei sogni che facevo da piccolo&#8230; non erano ogni&#8230; tutti quegli esseri che venivano attorno al mio letto mentre i miei genitori ormivano erano veri… ma allora… ma allora&#8230; li stessi tipi di cicatrice che Bud Hopkins fotografa in America si trovano sugli addotti italiani.<br />
Mai, come per il fenomeno abduction, sono sembrate esistere tante prove concrete e mai, come in questo caso, si è dovuto prendere atto della stupidità degli ufologi di stato, incapaci, nonostante tutto, di partecipare ad una battaglia, quella della conoscenza, che da tempo ha portato l’organizzazione a cui appartengo dall’altra parte della barricata, a rimirare immensi spazi dove governanti corrotti, militari inutili, alti prelati collusi continuano a tenere l’umanità in un’ignoranza che potrebbe rappresentare la sua futura tomba.</p>
<p><strong>Articolo scritto da Corrado Malanga (<a href="http://www.roswell.it/wp-content/plugins/downloads-manager/upload/ilmarchio.zip">documento originale</a>).<br />
Fonte gruppo <a href="http://www.ufomachine.org/">Stargate Toscana</a>.</strong></p>
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		<title>Rapimenti</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 22:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Immaginate come vi sentireste se al risveglio vi si presentasse questa scena. Ma tutto questo può accadere realmente, o si tratta dell&#8217;ennesimo tentativo di sconvolgere la gente con storie incredibili? Certamente può per coloro che hanno vissuto questa esperienza. Infatti sia che si tratti di un evento generato dalla nostra mente, sia che si tratti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.roswell.it/2008/03/27/rapimenti.html"></g:plusone></div><p><img src="http://www.roswell.it/wp-content/hl_t4_abduct2.jpg" title="Abduction" alt="Abduction" align="left" border="1" hspace="5" vspace="1" />Immaginate come vi sentireste se al risveglio vi si presentasse questa scena. Ma tutto questo può accadere realmente, o si tratta dell&#8217;ennesimo tentativo di sconvolgere la gente con storie incredibili? Certamente può per coloro che hanno vissuto questa esperienza. Infatti sia che si tratti di un evento generato dalla nostra mente, sia che si tratti di una esperienza reale, una cosa è certa: le persone coinvolte sono state profondamente scosse da queste apparizioni. E sulla base di questo, il mistero dei rapimenti di umani da parte di Alieni va trattato col massimo rispetto.<br />
<span id="more-82"></span><br />
Innanzitutto bisogna premettere che i rapiti sono di ogni ceto e cultura, provengono da aree geografiche estremamente differenziate e spesso parlano delle esperienze vissute con una grande riluttanza. Si tratta solitamente di gente sana, ma spaventata dal fatto di vedere ridicolizzata la propria esperienza e di essere considerata alla stregua di comuni cialtroni. Inoltre i rapimenti non avvengono sempre in boschi desolati e lontani dagli occhi di testimoni, come non accadono sempre a persone che vivono sole.</p>
<p>Sebbene ogni caso debba essere trattato diversamente, molti di essi presentano alcuni elementi comuni: ad esempio i rapimenti sembrano avvenire fuori dal tempo. Con questo intendo che il tempo sembra fermarsi o congelarsi al momento del rapimento.</p>
<p>Il rapito è paralizzato, incapace di parlare o di muoversi, e sorprendentemente rilassato. Le vittime di un rapimento da parte di Alieni raccontano di una sorta di telepatia fra loro e i visitatori, durante la quale vengono invitati a restare calmi e vengono rassicurati sul fatto che non verrà fatto loro alcun male.</p>
<p>I rapiti assicurano, inoltre, di aver subito impianti, e in particolare si parla di un congegno inserito dentro alla testa, vicino al cervello; esso sarebbe una sorta di meccanismo posizionale, e servirebbe agli Alieni per tenere sotto controllo la loro vittima.</p>
<p>Tuttavia, mentre alcune foto ai raggi X avrebbero provato l&#8217;esistenza di questi dispositivi, è da evidenziare che nessuno di essi è mai stato estratto e identificato come di origine extraterrestre.</p>
<p>Realtà o fantasia? John E. Mack è uno psichiatra molto noto negli Stati Uniti: insegna alla Medical School del Cambridge Hospital, in Massachussetts, e ha ricevuto un premio Pulitzer. Mack si è convinto dell&#8217;esistenza degli alieni ascoltando i racconti dei suoi pazienti sottoposti ad ipnosi regressiva. Un suo paziente, di nome Peter, parla di un episodio veramente impressionante:</p>
<p>&#8220;L&#8217;esperienza che mi ha portato dal dottor Mack è iniziate nel 1988, quando con mia moglie dirigevo un hotel nei Caraibi. Una notte mi sono svegliato improvvisamente, mi sono alzato dal letto e sono andato in soggiorno. Nella stanza ho trovato due piccole creature. Ho cominciato ad urlare: &#8220;Non lo sopporto, fermatevi!&#8221;. Dopo ricordo di essere stato paralizzato da una luce bianca che mi ha colpito alla testa. Quando mi sono svegliato, diverse ore dopo, sapevo che non si era trattato di un sogno. Quando mi sono recato per la prima volta dal dottor Mack, mi ha consigliato di sottopormi a sedute di rilassamento ipnotiche per facilitare il ritorno dei ricordi più profondi. Durante queste terapie sono riuscito a vedere cos&#8217;era accaduto dopo la visione di quella grande luce bianca. Ero stato rapito, e portato in una navicella spaziale. Qui mi hanno fatto sdraiare su una spece di barella e hanno esaminato il mio corpo dalla testa ai piedi.&#8221;</p>
<p>Probabilmente l&#8217;aspetto più terrificante della vicenda è costituito senza dubbio dagli esperimenti e dagli studi che avverrebbero durante i rapimenti. Gli esami su soggetti umani avverrebbero (e continuo ad usare il condizionale) con soggetto sveglio e cosciente, ma completamente immobilizzato. Gli impianti vengono inseriti dietro agli occhi, o attraverso le cavità nasali, e mentre queste operazioni avvengono lo scricchiolante rumore della sonda che si posiziona all&#8217;interno del capo terrorizza il rapito.</p>
<p>L&#8217;interesse primario di questo tipo di esperimenti sembra comunque focalizzarsi sugli organi riproduttivi. Agli uomini verrebbe estratto il seme e alle donne le cellule uovo. Un volta presi, questi semi di vita sarebbero in qualche modo alterati dagli Alieni e reinseriti nell&#8217;utero durante un successivo rapimento. Al feto è permesso di svilupparsi per alcune settimane, quindi viene rimosso. In seguito, i feti ibridi sono &#8220;incubati&#8221; in strutture fino a che non si sono sviluppati abbastanza per vivere all&#8217;esterno. Periodicamente i &#8220;genitori&#8221; umani di questo ibrido verrebbero rapiti e portati a vedere il &#8220;figlio&#8221;, nonché incoraggiati ad amarlo e a trascorrere tempo con lui, e questo sarebbe forse uno degli aspetti più orribili dell&#8217;intera vicenda.</p>
<p>Questo fenomeno di rapimento sembra inoltre godere di una certa ereditarietà, infatti non è strano che i figli naturali di un rapito vengano rapiti anch&#8217;essi.</p>
<p>Il dottor Mack non pare stupito più di tanto nell&#8217;ascoltare questi racconti, e anzi spiega: &#8220;Sia le donne che gli uomini mi raccontano di seduta in seduta una serie di esperienze vissute nel corso di questi rapimenti. Gli extraterrestri procederebbero a questi sequestri con lo scopo di creare una specie ibrida, a metà tra l&#8217;uomo e l&#8217;alieno. La figlia di una mia paziente, Giulia, è entrata una volta nella stanza della madre alle quattro di notte e non l&#8217;ha trovata nel letto. La mattina dopo le ha detto: &#8220;Mamma, quando sono venuta a trovarti ieri sera, tu non dormivi nella tua stanza&#8221; &#8220;. Questo sarebbe il racconto della madre: &#8220;Mia figlia non mi ha trovato perchè stavo vivendo un&#8217;esperienza di rapimento. Tre anni fa mi è successa una cosa veramente terribile. Ero incinta, ho cominciato a ingrossarmi, ma i capelli e le unghie crescevano oltre misura. Quando ho partorito, sono venuti e mi hanno preso il bambino. Non ricordo esattamente i particolari: ero sdraiata su un tavolo, poi mi hanno condotto in un&#8217;altra stanza dove c&#8217;erano molti bambini, metà umani metà alieni. Molto strani.&#8221;</p>
<p>Continua il dottor Mack: &#8220;Spesso i pazienti mi raccontano che, secondo gli alieni, la creazione di una specie ibrida è necessaria per il futuro, perché la vita sulla terra non durerà a lungo. Questa razza servirebbe a ripopolare la terra (o qualsiasi altro ambiente ci sarà) quando il nostro pianeta avrà esaurito le risorse che permettono la vita. Nell&#8217;opinione pubblica c&#8217;è un grande pregiudizio a proposito dei racconti di persone che affermano di essere state rapite dagli Ufo. Io faccio lo psichiatra da oltre 40 anni e posso affermare che solo in uno o due casi era chiaro che la storia era un&#8217;invenzione. Lo scetticismo è dovuto alla nostra mentalità, che non può accettare che simili esperienze possano accadere davvero.&#8221;</p>
<p>Concludo la trattazione sugli studi del dottor Mack citando lo strabiliante racconto di un&#8217;altra sua paziente, Diana, che asserisce di ricevere visite a domicilio: &#8220;Ho avuto ininterrottamente incontri con Alieni negli ultimi sei anni. Nel corso di uno di questi incontri un alieno si è trattenuto nella mia stanza molto a lungo, fissandomi da vicino per più di 20 minuti. Poi, mi ha obbligato a stendermi sul letto e ha incominciato ad eseguire una specie di esame ginecologico. L&#8217;anno seguente è tornato con un altro alieno. Anche questa volta ho avuto molta paura. Durante questo incontro l&#8217;alieno voleva&#8230; beh , non so cosa volesse esattamente. E&#8217; rimasto a lungo nella stanza e cercava di essere amichevole in modo strano. Non mi va di entrare nei dettagli, ma cercava una forma di approccio molto particolare. Un&#8217;altra volta mi sono sentita sollevare dal letto nel buio. Quando mi sono risvegliata ho guardato attorno, ma non c&#8217;era niente. Allora sono tornata a dormire e la mattina dopo mi sono accorta di avere tre segni sul corpo, simili a segni di puntura, perfettamente allineati e molto profondi&#8221;.</p>
<p>Gli alieni, almeno secondo queste testimonianze, sarebbero dunque giunti sul nostro pianeta. Una domanda che penso molti si porranno, è perchè creature così evolute e in possesso di conoscenze così progredite, dovrebbero &#8220;vivere nell&#8217;ombra&#8221;, accontentandosi di studiarci di nascosto. In proposito ho sentito una teoria esoterica secondo la quale sarebbe proibito per esseri di un pianeta intervenire nelle sorti di un mondo che non sia il loro, a meno che:</p>
<p>Il pianeta in questione non stia tentando di autodistruggersi</p>
<p>Il pianeta in questione non stia rallentando il l&#8217;evoluzione dell&#8217;intera galassia in cui si trova</p>
<p>Ed in ogni caso l&#8217;intervento in questione dovrebbe essere estremamente discreto. A pensarci bene, non potendo per ovvie ragioni confrontare l&#8217;evoluzione della terra con quella di altri mondi a noi sconosciuti, si può credere che l&#8217;uomo sia andato vicino all&#8217;autodistruzione a partire dal secondo conflitto mondiale, con l&#8217;utilizzo dell&#8217;energia atomica a scopi bellici e la successiva sperimentazione di queste armi direttamente sul nostro pianeta.</p>
<p>Se, e con questo evidenzio tutti i miei dubbi in proposito, questo stesse veramente accadendo, le conseguenze per l&#8217;umanità sarebbero enormi. Se fossimo già in contatto con entità extraterrestri, come cambierebbe la nostra visione dell&#8217;universo? E come ci porremmo noi nei confronti di esso? Quali sarebbero le conseguenze per la religione, per i governi e per l&#8217;economia? E anche se non siamo ancora in contatto con Alieni, è difficile pensare che non incontreremo mai, neppure in futuro, altre forme di vita intelligenti. Dunque, come reagiremo quando la cosa accadrà? Come ci comporteremo con un essere così diverso da noi, quando spesso non sappiamo nemmeno come comportarci nei confronti dei nostri simili?</p>
<p>[ Scritto da Emanuele Lanzotti ]</p>
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		<title>La polizia di Chicago investiga un caso di rapimento alieno ?</title>
		<link>http://www.roswell.it/2008/02/16/la-polizia-di-chicago-investiga-un-caso-di-rapimento-alieno.html</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 17:26:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Naturalmente quando si parla di IR4 (Incontri Ravvicinati del 4° Tipo) o &#8220;Rapimenti Alieni&#8221; bisogna sempre andar cauti e prudenti, vista la delicatezza della questione. Comunque giunge notizia dal sito di Ufocasebook che la polizia di Chicago starebbe investigando sulla sparizione di una donna di 39 anni scomparsa mentre faceva jogging nei pressi di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.roswell.it/2008/02/16/la-polizia-di-chicago-investiga-un-caso-di-rapimento-alieno.html"></g:plusone></div><p><img src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2007/08/rapimento.jpg" alt="rapimento.jpg" align="left" border="1" hspace="5" vspace="1" />Naturalmente quando si parla di IR4 (<strong>Incontri Ravvicinati del 4° Tipo</strong>) o &#8220;Rapimenti Alieni&#8221; bisogna sempre andar cauti e prudenti, vista la delicatezza della questione.<br />
Comunque giunge notizia dal sito di <a href="http://www.ufocasebook.com">Ufocasebook</a> che la polizia di Chicago starebbe investigando sulla sparizione di una donna di 39 anni scomparsa mentre faceva jogging nei pressi di una riserva forestale.</p>
<p>La donna è scomparsa il giorno 28 Ottobre 2007, sulla &#8220;Euclide Avenue&#8221; (Chicago Heights).<br />
Alcune telefonate parlano di <strong>strane apparizioni quella notte</strong> in zona.</p>
<p>I figli della donna sono preoccupati. La polizia ha riferito che hanno identificato il segnale proveniente dal cellulare della donna, perso nella foresta.<br />
Una telefonata arrivata alla polizia, da una persona anonima, riferisce di aver visto la sera della scomparsa, nella stessa zona, un <strong>grande oggetto volante</strong> volare a bassa quota nella foresta.</p>
<p>L&#8217;oggetto emetteva un forte <strong>suono pungente</strong>, era a forma di cupola e aveva tante luci multicolori.<br />
Nella stessa zona poi è stata ritrovata, in un parcheggio, l&#8217;auto della donna.</p>
<p>[ via <a href="http://centroufologicotaranto.blogspot.com/2008/02/la-polizia-di-chicago-investiga-un-caso.html">CUT</a> ]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I Falsi contatti di George Adamski</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 08:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
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		<category><![CDATA[abduction]]></category>
		<category><![CDATA[George Adamski]]></category>
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		<description><![CDATA[La storia delle abduction è controversa e relativamente recente. Nel 1940, nessuno aveva ancora sentito parlare di rapimenti da parte di alieni, ed il fenomeno non era noto alle grandi masse. Dopo l’ondata di avvistamenti della seconda guerra mondiale, riconducibili per la maggioranza dei casi a satelliti spia, prese piede nella seconda metà degli anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.roswell.it/2007/09/10/i-falsi-contatti-di-george-adamski.html"></g:plusone></div><p><img src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2007/08/adam.jpg" title="George  Adamski" alt="George  Adamski" align="left" border="1" height="241" hspace="5" vspace="1" width="201" />La storia delle abduction è controversa e relativamente recente.<br />
Nel 1940, nessuno aveva ancora sentito parlare di rapimenti da parte di alieni, ed il fenomeno non era noto alle grandi masse.<br />
Dopo l’ondata di avvistamenti della seconda guerra mondiale, riconducibili per la maggioranza dei casi a satelliti spia, prese piede nella seconda metà degli anni 50, la fenomenologia dei rapimenti.<br />
Un gruppo sempre maggiore  di persone sosteneva di essere  in contatto con esseri extraterrestri preoccupati del fatto che l’umanità stava cercando di rovinare il nostro pianeta con le armi nucleari.<br />
Gli anni 70 e gli anni 80, sono stati la consacrazione delle abduction come fenomeno sociologico di massa. I rapimenti erano sempre più frequenti , ma con la novità che le vittime erano sottoposte a terribili procedure mediche, effettuate in condizioni di avanzata tecnologia.  <span id="more-822"></span><br />
L’evoluzione della abduction porta alla luce una nuova categoria di casi quelli dei : <em>&#8220;contattisti&#8221;</em>, che sostenevano di essere in contatto con esseri provenienti da altri pianeti , che fornivano loro, postulati importanti sulla filosofia, il futuro, il progresso ed il modo di intendere la vita nell’universo.</p>
<p>Tra questi improbabili personaggi il più famoso  è certamente l&#8217;americano di origine polacca  George  Adamski (1891 &#8211; 1965), precursore del fenomeno e autore di libri e conferenze balzati agli onori della cronaca.<br />
Asamski affermò di aver avuto frequenti contatti con esseri discesi dal cielo a bordo di astronavi che provenivano dal pianeta <strong>Venere</strong>.<br />
Ma l&#8217;astronomo dilettante, sostenne di aver avuto anche la possibilità di osservare nei sui viaggi spaziali, la parte nascosta della Luna e di aver chiaramente visto bellissime città abitate da essere che vivevano in pace ed armonia con un livello tecnologicamente più avanzato del nostro.<br />
Non esisteva la paura della morte, ne di altre forme di discernimento della condizione della vita, essendo il trapasso un percorso che porta a nuova rinascita.<br />
Nei racconti di Adamski si uniscono in una strana commistione, filosofia e religione, psicologia e scienza. In fondo quello che si sente nei sui racconti è la proiezione fantastica di un&#8217;utopia: quella dell&#8217;umanità priva dei propri difetti. Oggi tutto questo può apparire paradossale ma all&#8217;epoca il clamore suscitato fu enorme. Non c&#8217;erano altri casi come questo.<br />
Nessuno aveva provato a mettere in giro voci simili.<br />
L&#8217;ufologia si aggrappò con morbosità ed interesse alla fama raggiunta dal polacco, senza rendersi conto che ne sarebbe rimasta marchiata per molti anni. Le foto e i documenti che Adamski produsse ad oggi risultano dei palesi falsi, con contraddizioni e ingenuità evidenti. Ma anche se  Adamski e altri &#8220;contattati&#8221; vennero ben presto sbugiardati, le loro storie inventate danneggiano seriamente la credibilità della ricerca sugli UFO.<br />
Ci vollero anni di lavoro per recuperarla, e solo nei primi anni Ottanta i racconti di rapimenti da parte di alieni cominciarono a essere presi sul serio dagli ufologi e dalla gente comune.<br />
<em>Oggi la stragrande maggioranza degli ufologi è d&#8217;accordo nel sostenere che il contattismo è un fenomeno frutto di megalomanie e deviazioni di ricerca che mirano alla pubblicità.</em><br />
Esso non deve essere invece confuso con le abduction e gli IR che sono invece risvolti che vanno studiati e rispettati. Ma gli errori del passato non devono più essere commessi, se non si vuole scontare ancora una volta il prezzo della pseudoscienza mischiata alle verità a buon mercato. Per fortuna oggi le cose stanno cambiando.<br />
Sperando che non si torni a cercare modelli di falso   sensazionalismo, ma si continui nella strada della ricerca scientifica.</p>
<p>[ via <a href="http://ufoonline.altervista.org/primo35.htm">Ufoonline</a> ]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gagarin venne rapito dagli extraterrestri</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Sep 2007 06:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rapimenti ed impianti]]></category>
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		<description><![CDATA[Il caccia sovietico MIG-15 con a bordo il primo uomo nella storia dell&#8217;umanita&#8217; che porto&#8217; a compimento un volo spaziale attorno alla Terra, il leggendario cosmonauta sovietico Yurij Gagarin in compagnia dell&#8217;esperto pilota collaudatore del Cremlino Vladimir Serioghin, precipito&#8217; al suolo il 27 marzo 1968. Tutte le informazioni concernenti l&#8217;inchiesta aperta e condotta da una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.roswell.it/2007/09/04/gagarin-venne-rapito-dagli-extraterrestri.html"></g:plusone></div><p><img src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2007/08/gagarin2.jpg" title="Gagarin" alt="Gagarin" align="left" border="1" hspace="5" vspace="1" />Il caccia sovietico MIG-15 con a bordo il primo uomo nella storia dell&#8217;umanita&#8217; che porto&#8217; a compimento un volo spaziale attorno alla Terra, il leggendario cosmonauta sovietico Yurij Gagarin in compagnia dell&#8217;esperto pilota collaudatore del Cremlino Vladimir Serioghin, precipito&#8217; al suolo il 27 marzo 1968. Tutte le informazioni concernenti l&#8217;inchiesta aperta e condotta da una speciale commissione governativa vennero allora classificate (e lo sono tuttora) come segreto di stato. La tragedia avvenne a circa tre chilometri da un paesino chiamato Novoselovo situato nella provincia della citta&#8217; di Vladimir e molti abitanti di Novoselovo ricordano tuttora perfettamente cosa avvenne quel giorno.</p>
<p>Ad esempio il falegname Vladimir Morozov verso le ore 14:00, nel momento cioe&#8217; della sciagura, beveva tranquillamente una tazza di te&#8217; nella sua garitta quando d&#8217;improvviso il silenzio della notte venne interrotto da un terribile fragore proveniente dalla zone del cimitero. &#8220;La prima cosa che mi e&#8217; venuta in mente e&#8217; che si trattasse di un terremoto dal momento che i vetri della mia garitta hanno iniziato a tintinnare &#8211; racconta il falegname che conserva tuttora nella sua memoria tutti i minimi particolari di quel giorno. &#8211; Uscito dalla garitta ho visto subito una nuvola di fumo ed un mare di fiamme, per cui ho deciso di recarmi in motocicletta sul luogo dell&#8217;accaduto&#8221;.<span id="more-843"></span></p>
<p>Vladimir Morozov fu la prima persona in assoluto a vedere coi propri occhi cosa fosse successo, senza neanche lontanamente immaginarsi chi fosse il pilota coinvolto nella sciagura, dal momento che gli abitanti di Novoselovo solamente verso sera vennero a sapere che si trattava proprio di Gagarin.</p>
<p>&#8220;Tutta la neve circostante si era annerita, le betulle tutt&#8217;attorno spezzate e dai rami pendevano degli strani fili (che si sono poi rivelati gli intestini&#8230;) &#8211; ricorda il falegname &#8211; Appena mi sono ripreso dallo shock ho iniziato a dare un&#8217;occhiata tutt&#8217;attorno e ricordo di essermi inchinato su di uno strano oggetto&#8221;. Lo strano oggetto a cui fa riferimento Morozov si rivelo&#8217; essere la dentiera dell&#8217;istruttore di volo Serioghin, che venne successivamente identificata, mentre e&#8217; tuttora ignoto se siano stati ritrovati resti di Gagarin sul luogo della sciagura.<br />
Sconvolto da cio&#8217; che aveva visto, Morozov dapprima non fece caso ad un altro aereo da caccia MIG-15, uguale in tutto e per tutto a quello precipitato, che volava su questo inferno ad un&#8217;altezza insolitamente bassa per tali aerei, meno di un chilometro. Solamente in seguito il falegname si ricordo&#8217; che il caccia volava in modo completamente silenzioso, come fosse un fantasma, per poi sparire nel nulla.</p>
<p>Come gia&#8217; sapete, la terribile notizia giunse agli abitanti di Novoselovo solo verso ora di cena e tutti indistintamente presero a parlarne.</p>
<p>&#8220;Ricordo che erano circa le ore 14&#8243; &#8211; racconta l&#8217;impiegata comunale Margarita Shustova. &#8220;Il tempo era nuvoloso, e c&#8217;era&#8217; molta umidita&#8217;. In quel momento mi ero appena recata a fare la spesa e nel negozio tutti stavano gia&#8217; discutendo ad alta voce la caduta dell&#8217;aereo. Poco dopo e&#8217; giunta un&#8217;intera brigata di militari che si e&#8217; diretta verso il cimitero. Noi abbiamo cercato di chiedere spiegazioni sull&#8217;accaduto sentendoci pero&#8217; rispondere che non si trattava di cose di nostra competenza&#8221;.<br />
<br />
Allora Margarita Shustova assieme ad altri abitanti del paesino decise di recarsi sul luogo dell&#8217;accaduto che nel frattempo era gia&#8217; stato recintato dai militari, i quali da parte loro correvano da una parte all&#8217;altra in silenzio come fossero dei robot, mentre gli abitanti di Novoselovo iniziarono a parlare a bassa voce di una sensazionale notizia: una degli abitanti del paesino, Liudmila Yarzeva, poco prima della catastrofe aveva visto nel cielo un qualcosa simile ad un disco volante, un oggetto fosforescente di forma ovale, dai raggi talmente penetranti che nemmeno le nuvole riuscivano a nascondere. Liumila Yarzeva giuro&#8217; su Dio che aveva visto coi propri occhi lo scontro tra il caccia militare e lo strano oggetto volante e che dalla paura si era messa a correre all&#8217;impazzata lungo un bosco vicino per poi gettarsi a terra dopo aver udito l&#8217;assordante fragore dell&#8217;impatto.<br />
&#8220;Io all&#8217;epoca non credevo a tutte le storie sugli UFO e spettegolare non e&#8217; mai rientrato nel mio carattere&#8221;, &#8211; racconta Liudmila Yarzeva &#8211; &#8220;Successivamente mi sono avvicinata ad un giovane soldato che assieme ad altri stava setacciando il campo per chiedergli cose stessero cercando e lui mi rispose che erano alla ricerca della scatola nera&#8221;.</p>
<p>Ma la scatola nera del MIG-15 con a bordo Yurij Gagarin non venne mai ritrovata: la commissione governativa alla quale venne affidata l&#8217;inchiesta, dichiaro&#8217; che a bordo del MIG-15 schiantatosi al suolo non c&#8217;era nessuna scatloa nera, cosa che tra l&#8217;altro viene confermata ancor&#8217;oggi.</p>
<p>&#8220;E questo ha terribilmente complicato il nostro lavoro&#8221;, &#8211; racconta Serghej Bielozerkovskij, all&#8217;epoca insegnante all&#8217;Accademia Aeronautica nella quale si laureo&#8217; lo stesso Gagarin e che indago&#8217; autonomamente sulla morte del suo allievo dopo che l&#8217;inchiesta di parte governativa venne chiusa.</p>
<p>&#8220;La versione relativa ad uno scontro in cielo con volatili o una sonda meteorologica fu l&#8217;unica che all&#8217;epoca venne data per veritiera. Ma poi noi continuammo nella nostra indagine personale ed escludemmo questa ipotesi. Qualcuno arrivo&#8217; anche a dire che i due piloti avessero deciso di giocherellare con l&#8217;aereo in volo e che fosse stata proprio la loro indisciplina a portare alla tragedia, versione che io ritengo priva di fondamento. Serioghin era un pilota militare espertissimo con piu&#8217; di 4000 ore di volo sulle spalle, mentre da parte sua Gagarin, sebbene non avesse troppa esperienza alla guida di caccia militari, per nessuna ragione al mondo avrebbe disobbedito al suo comandante. D&#8217;altra parte in questi casi c&#8217;e&#8217; una regola ben precisa: in caso di situazione d&#8217;emergenza durante un volo istruttivo, il comando dell&#8217;aereo passa automaticamente all&#8217;istruttore. Sono sicuro che sia successo qualcosa di imprevedibile, qualcosa che fuoriesce dalla logica e che ancor&#8217;oggi e&#8217; avvolto nel mistero&#8221;.<br />
E nel 1979 il mondo venne sconvolto dalle parole della leggendaria chiaroveggente bulgara Vanga, la quale dichiaro&#8217; di essere in contatto con gli abitanti del pianeta Vamfin, i quali le avevano a loro volta comunicato che Gagarin non era morto, bensi&#8217; era stato da loro sequestrato. Tale dichiarazione di primo acchito potra&#8217; anche lasciare interdetti, ma sulla base di cio&#8217; che ha dichiarato a proposito il dottore di scienze economiche Aleksandr Makarov, il quale ha perso parte dal 1959 al 1992 a tutti i programmi cosmici intrapresi dall&#8217;Unione Sovietica, le parole della chiaroveggente non vedente Vanga acquistano tutta un&#8217;altra fisionomia.</p>
<p>&#8220;E perche&#8217; no? &#8211; ha dichiarato a proposito Aleksandr Makarov &#8211; Personalmente sono a conoscenza di tutte le versioni relative alla morte di Gagarin, compresi i racconti dei testimoni oculari dell&#8217;accaduto, persone assolutamente normali, le quali sostenevano di aver visto coi propri occhi l&#8217;aereo entrare in collisione con un oggetto volante non identificato. Per cui non e&#8217; assolutamente da escludere l&#8217;ipotesi che Gagarin sia stato effettivamente rapito dagli extraterrestri. Chi lo sa, forse dal momento che e&#8217; stato il primo essere umano ad orbitare attorno alla Terra, e&#8217; entrato in possesso di qualche conoscenza suprema&#8221;.</p>
<p>Le parole di Aleksandr Makarov fanno profondamente pensare al fatto che molti particolari del leggendario volo intorno alla Terra intrapreso da Gagarin nel 1961 non siano mai stati illustrati, ma sono state sufficenti le misere informazioni fuoriuscite dalle cartelle ultrasegrete relative alla missione per testimoniare che durante il suo volo attorno alla Terra, Gagarin aveva visto qualcosa che ne aveva pregiudicato il futuro. Ma adesso cerchiamo di ricostruire la cartina dell&#8217;accaduto.<br />
Il 27 marzo 1968 alle ore 10,19, il caccia MIG-15 dell&#8217;aviazione sovietica con a bordo Gagarin e l&#8217;istruttore di volo Serioghin decolla per un volo istruttivo. Dopo undici minuti, cioe&#8217; alle 10:30 esatte, Gagarin a volo ultimato, chiede alla base il permesso di rientrare, cosa che puntualmente riceve. Alcune fonti pero&#8217; confermano che qualche minuto dopo aver ricevuto l&#8217;OK, l&#8217;equipaggio del MIG-15 avrebbe comunicato alla base la presenza di un misterioso oggetto volante a forma di disco che volava nei pressi dell&#8217;aerodromo e che il contatto con il caccia si sarebbe interrotto subito dopo che i due piloti avevano comunicato alla base che &#8220;non si vede niente&#8221;.<br />
<br />
All&#8217;epoca il comando della base aveva ritenuto che cio&#8217; fosse causato dalla fitta nebbia che circondava la zona, sebbene cio&#8217; non tolga che Gagarin e Serioghin avrebbero potuto effettivamente venire accecati da una potente luce fosforescente, tanto piu&#8217; che l&#8217;espertissimo istruttore di volo Serioghin, nonostante conoscesse l&#8217;aereo sul quale volava come le sue tasche, non riusci&#8217; a controllarlo.</p>
<p>Alle 14.15 vennero scoperti i rottami in fiamme del caccia. E&#8217; assai possibile che non sia stato l&#8217;aereo ad entrare in collisione con l&#8217;oggetto volante non identificato, come sostengono i testimoni oculari, bensi&#8217; che sia stato proprio l&#8217;UFO a centrare il suo bersaglio nel momento dell&#8217;interruzione del contatto tra il MIG-15 e la base, fenomeno tra l&#8217;altro caratteristico della presenza in zona di dischi volanti. Ed e&#8217; cosi&#8217; che si separarono le strade di Serioghin e Gagarin: il primo precipitato al suolo, mentre il secondo rapito e condotto in un mondo misterioso.</p>
<p>[ via <a href="http://www.cosenascoste.com/gagarin/index.php">CoseNascoste</a> ]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Transfert e controtransfert</title>
		<link>http://www.roswell.it/2007/08/31/transfert-e-controtransfert.html</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Aug 2007 06:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rapimenti ed impianti]]></category>
		<category><![CDATA[abduction]]></category>
		<category><![CDATA[ipnosi]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo lavoro è scritto per coloro che vogliono addentrarsi nei meandri della pratica ipnologica applicata allo studio dei fenomeni di Abduction (Interferenze Aliene). Negli anni in cui ho affrontato lo studio delle potenzialità del metodo ipnotico, ho incontrato molte persone che praticavano, a vario titolo, l’ipnoterapia. Dopo aver letto parecchie opere sull’argomento ed aver fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.roswell.it/2007/08/31/transfert-e-controtransfert.html"></g:plusone></div><p><img src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2007/08/cervello.jpg" title="cervello.jpg" alt="cervello.jpg" align="left" border="1" hspace="5" vspace="1" />Questo lavoro è scritto per coloro che vogliono addentrarsi nei meandri della pratica ipnologica applicata allo studio dei fenomeni di Abduction (Interferenze Aliene).<br />
Negli anni in cui ho affrontato lo studio delle potenzialità del metodo ipnotico, ho incontrato molte persone che praticavano, a vario titolo, l’ipnoterapia. Dopo aver letto parecchie opere sull’argomento ed aver fatto un lungo tirocinio pratico nello studio del Dottor Moretti a Genova, ho anche lavorato in équipe con il Dottor Sferrazza su Roma. Sebbene il primo libro di ipnosi sia stato da me letto circa 35 anni fa, passare dalla pratica alla grammatica non è stato propriamente facile.<br />
L’ipnosi applicata al campo delle Interferenze Aliene è resa complicata, da una parte, dalfatto che l’ipnologo deve tenere sotto controllo in tempo reale molti fattori, mentre, dall’altraparte, è semplificata dal fatto che gli addotti raccontano tutti la stessa cosa. Quest’ultimoaspetto della questione facilita, da un certo punto in poi, la formulazione delle domande da fare all’addotto in stato di ipnosi ed evita, da un lato, di influenzarne le risposte e dall’altro,permette la costruzione di un set di domande sempre eguali, che vengono formulatesempre nello stesso modo.<span id="more-837"></span><br />
Usare l’ipnosi solo con addotti rappresenta un vantaggio notevole per i non addetti ailavori, i quali possono non avere, in linea di principio, la conoscenza di tutte le sindromipsichiche che caratterizzano il nostro sistema percettivo.<br />
Una volta che l’ipnotista conosca la sindrome da Abduction questo dovrebbe, in linea di principio, bastare, ma vedremo che purtroppo non è così!<br />
Per quanto riguarda, invece, le difficoltà che il terapeuta potrebbe avere, devo richiamare l’attenzione sulla multidisciplinarietà della cosa.<br />
Un ipnologo normale od uno psicologo od un medico qualsiasi non possono essere in grado di ottenere dati validi dagli addotti in ipnosi, poiché, di solito, non conoscono niente del problema ufologico ed è arduo tentare di preparare al riguardo persone di cultura medico-scientifica in poche ore. Ci vogliono molti anni, infatti, per conoscere gli estremamente complicati risvolti sociali, politici, militari e religiosi che ci possono essere dietro il fenomeno Ufo e dietro le Abduction.<br />
Non per nulla il miglior ricercatore in questo campo, Bud Hopkins, è un pittore e non un medico.<br />
Lo stesso John Mack, psichiatra americano, nell’esaminare i suoi addotti, manifesta atteggiamenti filo-new-age, che non dovrebbero comparire nelle sue opere. In parole povere, anche il miglior psichiatra non ufologo finirà per condurre una ipnosi impiegando binari vecchi per un fenomeno che la scienza non ha ancora nemmeno riconosciuto reale.<br />
Se le ipnosi sono condotte, quindi, da esperti nel campo ufologico, ci possono essere errori tecnici nella formulazione delle domande, ma non errori di sostanza, rischio reale, invece, con ipnologi non ufologi.<br />
Per fare un esempio, l’ufologo potrà porre al soggetto sotto ipnosi la seguente domanda, non formulata in modo corretto:<br />
… quante dita ha nelle mani l’alieno che hai davanti…<br />
La domanda è formulata in modo sbagliato, perché si tende ad influenzare il soggetto, il quale penserà, per forza, di avere davanti un alieno.<br />
D’altro canto l’ipnologo non ufologo non penserebbe mai di chiedere all’addotto il numero delle dita, perché non sa che, a seconda della risposta, è possibile sapere con quale razza aliena, delle tante presenti nel fenomeno abduction, abbiamo a che fare e dare, di conseguenza, una connotazione precisa al vissuto rievocato dal soggetto posto sotto ipnosi.<br />
Questo aspetto della questione costò al Dottor Moretti dispendio di tempo e di forze, poiché, quando Valerio Lonzi (il primo caso da me studiato, molti anni fa) era in ipnosi, non riusciva a ricordare un bel niente al di fuori di una grande luce che lo aveva investito.<br />
Ci vollero ben cinque o sei sedute ipnotiche per sbloccarlo. Lo sblocco avvenne quando io e Moretti decidemmo di fare, insieme, una seduta ipnotica con il Lonzi. Alle prime ipnosi io ero stato assente e loro non erano riusciti a cavare un ragno dal buco, ma quando arrivai io e mettemmo il Lonzi in ipnosi, Moretti mi passò il comando delle operazioni ed io chiesi<br />
semplicemente a Valerio, mentre vedeva la solita luce, di dirmi da dove proveniva questa luce e come si sentiva quando era immerso nella luce, “ricalcando” impressioni corporali che io conoscevo bene, perché le avevo lette nei libri di Hopkins, ma che Moretti non poteva conoscere.<br />
Dunque in quel caso, come in alcuni casi successivi, mi servii di ipnologi professionisti per indurre gli stati ipnotici, ma le domande doveva farle l’ufologo, altrimenti non si andava da nessuna parte.<br />
Dopo molti anni si capisce oggi una cosa molto semplice: la metodologia ipnotica pratica si impara subito, ma, per avere in mano la storia dell’ufologia, ci vogliono anni. Così era più plausibile che un ufologo imparasse ad usare le tecniche ipnotiche che non un ipnologo diventasse ufologo.<br />
Almeno questo era quello che pensavo allora e forse non avevo fatto caso alla reale situazione in cui ci trovavamo.<br />
Non avevo imparato dall’oggi al domani, bensì in cinque anni di situazioni-palestra in cui avevo lavorato con diversi ipnologi e mi ero confrontato con altri a livello teorico.<br />
Perché dico tutto ciò in questa sede? Perché, con il passare del tempo, il numero di persone che chiedeva il mio aiuto o la mia consulenza aumentava e bisognava che qualcun altro cominciasse a lavorare in ambito ipnotico. Ma chi e dove? In quegli anni non c’era nessuno, od almeno così sembrava, che potesse darmi una mano. Gli esperti del settore-ipnosi in Italia erano pochi, si facevano pagare carissimi e dell’ufologia non gliene importava nulla.<br />
Il livello culturale dell’ufologo medio italiano era di scuola media, con grosse turbe della personalità e, forse anche per questo, egli si dedicava al problema ufologico, nel tentativo di esorcizzare le proprie incapacità riguardanti il mondo reale mediante la costruzione di un mondo fantastico in cui solo pochi potevano, in qualche modo, creare l’un l’altro il tanto<br />
ricercato riconoscimento sociale.<br />
<br />
Gli ufologi erano dunque un clan di disperati che, rifiutati dalla società, ne avevano costruita una tutta loro.<br />
Come questi soggetti con latenti ed a volte forti e gravi turbe psichiche avrebbero potuto sopperire al problema di una ipnosi, cercando di risolvere i problemi esistenziali di un addotto, quando non potevano nemmeno accorgersi dei loro problemi?<br />
La situazione era disperata, ma, quando mi dimisi dal Centro Ufologico Nazionale (CUN), ebbi anche mano libera nell’agire e molte persone vennero a conoscenza del lavoro che facevo e mi chiesero se potevano darmi una mano.<br />
Scelsi così, negli anni, alcuni che sembravano ben piazzati da un punto di vista psicologico. Gente che sapeva bene chi fosse, con conoscenze specifiche nel campo della PNL (programmazione neuro linguistica) e della Ipnosi Ericksoniana; a volte avevano anche frequentato scuole di grafologia, oltre che ad avere bagagli culturali di tipo interdisciplinare. Infine erano anche ufologi.<br />
Nessuno di loro conosceva l’altro, per ovvi problemi di privacy e di sicurezza a camere stagne. La paura che qualcuno di loro fosse in qualche modo ricollegabile ai servizi segreti mi aveva reso decisamente sospettoso.<br />
In tutti i casi il lavoro partì sempre a grande velocità: riuscivamo a tenere sotto controllo continuo molti addotti, prestando le nostre attenzioni quasi a tutti in modo abbastanza soddisfacente anche per loro.<br />
La mole di dati ottenuti in quel primo periodo fu notevolissima e di buon livello. Ma un problema si nascondeva dietro l’angolo.<br />
Notavo, infatti, che dopo un certo periodo di tempo i miei giovani ipnologi, anche professionisti, cambiavano umore. Nel giro di poche settimane diventavano instabili mentalmente e poi sfociavano in una serie di crisi mentali che conducevano sempre e solamente ad un solo risultato finale, per me sconvolgente: cominciavano a pensare di essere stati addotti a loro volta!<br />
Questo capitava anche a chi non praticava direttamente l’ipnosi, ma seguiva con me alcuni casi.<br />
Cosa stava succedendo? E perché, soprattutto, a me non succedeva?<br />
La risposta era banale e stava proprio dietro l’angolo.<br />
L’ipnosi è una tecnica che funziona perché esiste un rapporto profondo tra l’ipnologo e l’addotto. Questa interrelazione, che Erickson chiama Rapport, è alla base del successo delle ipnosi. In parole povere, quando si pratica una ipnosi l’ipnologo mette in atto una serie di situazioni che tendono a stabilire un rapporto, il più profondo possibile, con il soggetto da esaminare, quasi si creasse una sorta di situazione in cui esiste solo un’entità presente e non due.<br />
Una delle tecniche che di solito si usano in ipnosi è detta, infatti, del ricalco. Il ricalco può essere orale o gestuale e consente di stabilire un rapporto profondo con il soggetto in esame, semplicemente rifacendo gli stessi gesti che fa lui od emettendo gli stessi suoni che lui emette. A livello inconscio si stabilisce, così, una sorta di metacomunicazione che viene gestita, naturalmente, solo a livello inconscio. ma che ha le basi nel bagaglio dei ricordi della prima infanzia.<br />
Si pensa addirittura che i suoni percepiti dal feto durante la gestazione, se riprodotti in qualche modo, possano aumentare il livello dello stato ipnotico. Pensare, dunque, di poter ottenere una ipnosi profonda senza l’instaurarsi del Rapporto è una pura chimera, come invece sembrano dire alcuni psichiatri, i quali sostengono che l’ipnologo, a livello emotivo, non dovrebbe essere minimamente partecipe alla ipnosi.<br />
Chi ragiona così, però, non ha tutti i torti e, come sempre, la verità sta nel mezzo.<br />
Quello che accade, o che può accadere in ipnosi, è che il soggetto sottoposto a questa terapia veda nell’ipnologo il suo salvatore, qualcuno di cui fidarsi veramente, qualcuno a cui confidarsi fin dal profondo dell’animo. Questo accade proprio perché la tecnica ipnotica lo richiede fortemente e proprio perché altrimenti l’ipnosi non funzionerebbe. Nessuno aprirebbe il suo inconscio ad un estraneo e, per ottenere risultati attendibili, è necessario abbattere la barriera difensiva del proprio IO.<br />
Dunque l’addotto trasferisce tutte le sue aspettative sulla figura dell’ipnologo, che, se non se ne accorge subito, finisce per farsi ingoiare completamente dai desideri del suo paziente, nel tentativo di accontentarlo. Inoltre la personalità degli addotti è sempre molto forte e, se non ci si sta attenti, comincia a prevalere su quella dell’ipnologo, il quale inizia a considerare l’addotto stesso come qualcosa di speciale e superiore.<br />
Tutto ciò si chiama Transfert e può mettere in serio pericolo le relazioni tra paziente ed ipnologo. A quel punto l’ipnologo deve essere in grado di tenere a distanza l’emotività del soggetto addotto e non deve permettergli di scaricarla, in modo liberatorio, su di lui.<br />
<br />
Bisogna compiere, in un certo senso, un delicato gioco di equilibri, che solo l’ipnologo può gestire, poiché l’addotto è ignaro, incosciente nelle sue mani.<br />
Se il gioco non è condotto con abilità, la forte personalità degli addotti tende a coventrizzare quella dell’ipnologo, assoggettandolo ai loro desiderata.<br />
Ma non bastava questa constatazione: c’era ancora dell’altro.<br />
Nell’immedesimarsi nei problemi dell’addotto e nell’ascoltarne con profonda attenzione i vissuti a livello ipnotico, l’ipnologo tendeva ad immedesimarsi nella tragedia dell’addotto stesso, rovesciando spesso su di lui le proprie idee senza rendersene conto.<br />
Così ero in presenza di ipnologi convinti che gli alieni fossero buoni, i quali dicevano all’addotto di dimenticarsi delle brutte scene rivissute e di ricordarsi solo quelle belle.<br />
L’addotto si ribellava, perché gli si stava chiedendo di rinunciare alla sua idea del rapimento per far passare per buona quella di un semplice terapeuta.<br />
Il paziente rifiutava la medicina, perché diceva che era quella sbagliata e l’ipnologo perdeva la credibilità necessaria a portare avanti il Rapporto.<br />
In situazioni ancora più degradate e tragiche l’ipnologo sentiva talmente come sue le problematiche dell’addotto e si immedesimava tanto nei suoi vissuti da credersi egli stesso addotto.<br />
Il transfert ed il controtransfert erano completi.<br />
L’addotto e l’ipnologo si credevano una cosa sola e, soprattutto, nell’ipnologo prendeva forma l’idea, dettata da un processo di dissonanza cognitiva, che gli alieni, se lo avevano rapito, erano buoni e che lui era un eletto.<br />
L’ipnologo era colui che salvava l’addotto, soprattutto se di sesso differente, e quindi colui che avrebbe salvato l’umanità intera, contro gli alieni cattivi. Il processo di dualizzazione degli eventi prendeva facilmente corpo e, siccome c’erano gli alieni buoni, dovevano per forza esistere quelli cattivi ed il povero terapeuta stava nel mezzo, come barriera di<br />
salvataggio tra i due mondi, quello del bene e quello del male.<br />
Così ho assistito a situazioni in cui chi si occupava di certe cose, in Italia, a livello di ipnosi, costruiva una relazione sentimentale con il proprio addotto. Ho visto altri esperti cominciare ad assumere atteggiamenti paranoidi ossessivi impulsivi ed altro ancora, come bizzarri comportamenti sessuali, uso di stupefacenti, manie di persecuzione, eccetera.<br />
Come se tutto ciò non bastasse, mi sono trovato di fronte ad ipnologi che erano realmente addotti ed utilizzavano la terapia per risolvere i loro problemi e non quelli del paziente.<br />
Questi ipnologi professionisti cercavano di tenere nascosto agli altri il loro problema (che però a me non sfuggiva affatto), producendo danni notevoli sui loro addotti e su loro stessi.<br />
L’ultimo di questi signori è un americano in gita in Italia. Si chiama Derrel Sims ed, in Televisione (RAI1) ha annunciato pubblicamente che tutte le sue ricerche in campo ipnologico sugli addotti sono partite dall’esigenza di capire cosa stava succedendo a lui stesso, perché anche lui, l’ipnologo, era stato addotto!<br />
Ritengo questa dichiarazione decisamente grave per la deontologia di un serio professionista, in quanto non si può, secondo me, operare nel campo dell’ipnosi sugli addotti se si è coinvolti nello stesso problema irrisolto.<br />
Penso che Sims non sia onesto con se stesso, perché ha chiaramente ammesso di aver utilizzato gli addotti per curarsi e questo non è giusto da un punto di vista tecnico, perché chi è dentro al problema potrà soltanto scombinare la testa dei suoi addotti, influenzando, con un forte controtransfert, tutti i suoi pazienti.<br />
Oggi, esiste un gruppo di psicologi italiani che si occupano di abduction e ritengono che Sims possa tranquillamente continuare a fare quello che fa, considerandosi per di più onorati di collaborare con lui, ma ho il sospetto che essi non siano, in fondo, molto preparati, se sono incapaci di comprendere una simile banalità.<br />
La morale della favola ci insegna che la differenza tra uno psicoterapeuta ed un ufologo che fa ipnosi dovrebbe essere la capacità di riconoscere il transfert a cui tutti e due i soggetti saranno sempre sottoposti; tra loro l’ipnologo dovrebbe riconoscerne gli elementi fondamentali, quando questi si presentano in modo pesante.<br />
Invece sembra che né l’ufologo-ipnologo né lo psicoterapeuta-ipnologo siano in grado di evitare una trappola del genere, forse perché i vissuti che vengono rievocati dagli addotti hanno un contenuto emozionale formidabile, o forse perché, oggi come oggi, gente che sa fare il proprio lavoro ce n’è davvero poca.</p>
<p><strong>Articolo scritto da Corrado Malanga (<a href="http://www.roswell.it/wp-content/plugins/downloads-manager/upload/TRANSFERTECONTROTRANSFERT.zip">documento originale</a>).<br />
Fonte gruppo <a href="http://www.ufomachine.org/">Stargate Toscana</a>.</strong></p>
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		<title>Sindrome del falso rapimento</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Aug 2007 10:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi occupo di rapimenti alieni da ormai quasi quindici anni e mi sono anche reso conto che, accanto a reali situazioni di interferenza aliena, esiste un sottoprodotto di questo incredibile fenomeno. È, in effetti, vero che, in questi ultimi anni, la radio, la televisione, il cinema ed i giornali hanno pubblicizzato, tra l’altro nel peggiore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.roswell.it/2007/08/09/sindrome-del-falso-rapimento.html"></g:plusone></div><p><img src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/2007/08/rapimento.jpg" title="rapimento.jpg" alt="rapimento.jpg" align="left" border="1" hspace="5" vspace="1" />Mi occupo di rapimenti alieni da ormai quasi quindici anni e mi sono anche reso conto che, accanto a reali situazioni di interferenza aliena, esiste un sottoprodotto di questo incredibile fenomeno.<br />
È, in effetti, vero che, in questi ultimi anni, la radio, la televisione, il cinema ed i giornali hanno pubblicizzato, tra l’altro nel peggiore dei modi, il problema alieno, e questo tipo di falsa informazione ha prodotto, nei mass-media, una certa idea che i rapimenti siano frutto di atteggiamenti schizoidi da parte di persone che hanno gravi problemi psichici.<br />
In realtà le cose non stanno così, o meglio, non stanno solo così. Il fenomeno dei rapimenti appare ai ricercatori, che abbiano fatto un minimo di gavetta in questo settore, totalmente reale.<br />
Ed è altre sì vero che soggetti dalle forti turbe psichiche si sono nutriti delle notizie sulla sindrome da abduction (SDA) ed hanno alimentato in tal modo le loro paure e le loro incertezze.<br />
È necessario fare chiarezza sulle differenze che esistono tra una sindrome da finto rapimento ed una sindrome da abduction, poiché questa materia cade sotto il dominio di coloro che si reputano esperti di funzionamento dei cervelli umani, ma che, in realtà, su questo punto, mostrano tutta la loro ignoranza.<span id="more-768"></span><br />
Così, alcuni psichiatri si sono sbilanciati un po’ troppo nel classificare la sindrome da abduction come una sindrome da schizofrenia acuta, facendo sovente confusione con la sindrome da finta-abduction.<br />
Come differenziare, dunque, i due aspetti, che appaiono ad occhi inesperti veramente sovrapponibili?<br />
Dicendo chiaramente quali sono le differenze tra queste due sindromi e denunciandone le caratteristiche peculiari.<br />
Il finto addotto ha sempre un ottimo rapporto con i suoi rapitori alieni.<br />
&#8220;Gli alieni sono buoni ed hanno scelto lui per qualcosa di non chiaro, ma che verrà chiarito nel tempo, in successive abduction&#8221; &#8211; dicono gli alieni stessi al soggetto rapito.<br />
Gli alieni ed il rapito hanno un rapporto positivo. I maschi e le femmine non si differenziano nell’analisi del fenomeno, ma quello che li accomuna notevolmente è la visione religiosa del fenomeno ufologico che vivono. Gli alieni vengono, infatti, visti sotto un punto di vista prettamente divino, come esseri superiori spiritualmente, oltre che tecnologicamente.<br />
I soggetti che sono catturati, a livello mentale, da questa sindrome da falso rapimento, sono caratterizzati da mancanza di spirito critico e poca cultura, sono tutti religiosi, anche se alcuni a modo loro, e credono che la divinità li abbia scelti per qualche motivo per cui essi debbano essere considerati speciali: speciali in senso positivo, ovviamente.<br />
Abbiamo trovato ragazzi, tra i quindici ed i diciassette anni, convinti di essere poco considerati in ambito familiare, che sublimano il mancato interesse verso di loro da parte dei loro genitori, con l’interesse che un alieno potrebbe avere nei loro riguardi.<br />
L’alieno, dunque, diventa il padre spirituale del ragazzo e, nella fantasia di quest’ultimo, non lo abbandona mai; non lo abbandona soprattutto in quei momenti in cui le figure parentali appaiono assenti.<br />
Questo aspetto della questione accomuna i falsi addotti a coloro che credono di vedere la Beata Vergine Maria, figura nella quale soprattutto le donne vedono la vera Madre, non solo spirituale ma anche fisica, figura che nella vita reale si mostra assente o non<br />
all’altezza delle aspettative del falso veggente.<br />
Così troviamo anche maschi e femmine adulti che sublimano la mancanza di interesse verso di loro, da parte del sesso opposto, con il contatto con esseri alieni, ovviamente di opposto sesso.<br />
Gli alieni non solo vengono associati alla perfezione mentale, ma anche alla magnificenza fisica. Molti degli avvistamenti dei cosiddetti esseri di luce forse possono ricadere in questa sindrome, anche se non tutti i casi sono così espliciti.<br />
Non mancano le descrizioni di rapporti sessuali tra falsi addotti ed alieni.<br />
Quello che deve, dunque, essere tenuto in considerazione è la componente narcisistica del soggetto, il quale ritiene di essere al centro delle attenzioni di alieni-dei, quando invece, se gli dei esistessero veramente, non si soffermerebbero assolutamente su<br />
nessuno di noi terrestri insignificanti.<br />
L’idea del recupero di autoreferenzialità, che il falso addotto ha, è facilmente riconoscibile, poiché egli tende a mettere sempre se stesso al centro dei suoi racconti:<br />
&#8220;Gli alieni mi hanno detto… gli alieni mi hanno fatto… gli alieni faranno in modo che io… quando torneranno a prendermi…&#8221;.<br />
Bisogna tenere presente che la cosa che oggi interessa di più alla gente comune è avere il riconoscimento da parte degli altri: essere riconosciuti nel loro ruolo di figli, genitori, professionisti, amanti, eccetera, e tutte le volte che questo riconoscimento manca può scattare la sindrome da falsa abduction, poiché il soggetto tende a reagire a questa carenza creando egli stesso una figura di fantasia che lo ricompensi e lo riconosca nel campo degli affetti, del lavoro, della realizzazione sociale e di quant’altro serva.<br />
La sottile differenza tra un falso addotto ed un vero addotto sta, quindi, nel fatto che il primo sa chi è, ma si considera poco stimato dagli altri, in realtà perché egli stesso si sottovaluta a livello inconscio. Credendo effettivamente di valere poco, e non meritando la stima dei suoi compagni, egli si crea una figura, sovente su un altro piano, a volte mistico, divino, extraterrestre, che possa surrogare l’amore che, fondamentalmente, non ottiene da parte di se stesso.<br />
Il vero rapito, invece, non sa chi è in realtà e si presenta con grosse crisi di identità della personalità. Queste incertezze sulla sua identità profonda, che possono essere messe in luce dalle frasi che il soggetto recita:<br />
&#8220;Non so&#8230; a volte mi sembra di provenire da un altro pianeta… Ho sempre creduto che i miei genitori non fossero i miei reali genitori… Gli esseri umani mi fanno schifo ed io con loro non ho proprio nulla a che fare con loro…&#8221;<br />
non sono dovute a problemi di schizofrenia, peraltro totalmente assente, come dimostrano le prove grafologiche dei soggetti stessi, bensì da ben altri fattori esperienziali, che i soggetti addotti hanno passato nella loro vita.<br />
Ma di questo aspetto della questione non voglio parlare adesso, poiché qui mi preme, invece, mettere in evidenza come sia possibile distinguere le due sindromi in modo facile ed indiscutibilmente esatto.<br />
Il soggetto realmente addotto non è mai religioso da un punto di vista cattolico, anzi, il cattolicesimo gli fa abbondantemente ribrezzo, non vuole avere niente a che fare con gli alieni, anche se, in un primo approccio, appare dibattuto fra due atteggiamenti:<br />
&#8220;…mi piacerebbe che tornassero… ma se tornano ho paura…&#8221;.<br />
Il falso addotto, invece, ha solo un atteggiamento che è estremamente positivo verso gli alieni, spera che tornino presto ed, a volte, che lo portino anche con loro, volendo esaltare con ciò il simbolismo del premio, premio che l’umanità intera nega a lui e che, invece, gli alieni sono pronti ad elargirgli, avendo riconosciuto in lui un essere superiore.<br />
Ma a cosa è dovuta la dicotomia nell’atteggiamento di fondo che un vero addotto ha verso gli alieni?<br />
A molti fattori, non ultimo dei quali il fatto che gli alieni, se da una parte fanno dell’addotto quello che vogliono contro la sua volontà, terrorizzandolo a morte, dall’altro cercano di ammansirlo, a volte addirittura con false promesse.<br />
In realtà va considerata, a questo proposito, anche la componente multirazziale degli alieni.<br />
La maggioranza dei nostri addotti è stata a contatto con più razze, alcune totalmente ostili, alcune indifferenti ed altre che sembrano ispirare fiducia, dietro, però, ad una cortina di incertezza che è lo stesso addotto a tirare fuori dai suoi vissuti:<br />
&#8220;…Sembrava che mi volessero bene, ma a volte penso che sia uno stato d’animo non genuino… come se mi volessero far credere che mi vogliono bene, ma sia, in realtà, tutta una recita…&#8221;<br />
Il falso addotto non ha dubbi: gli alieni: sono buoni e gli vogliono bene.<br />
Ma i falsi addotti, quando ricordano le loro esperienze, non hanno il ricordo della sfera emozionale, mostrando la mancanza di una fetta importante del ricordo stesso.<br />
Si sa, infatti, che si può distinguere un ricordo vero da un ricordo falso, poiché il ricordo vero, al contrario di quello falso, si porta dietro le sensazioni, le emozioni e tutto il bagaglio dei sensi che hanno registrato odori, temperature, colori, ruvidità dei materiali toccati, sapori eccetera.<br />
Inoltre gli addotti falsi, messi alla prova dell’ipnosi regressiva, non hanno nulla da ricordare e non ricordano nulla, al contrario di quelli veri.<br />
Così le risposte ai test da me utilizzati sono totalmente divergenti, nel senso che gli addotti reali rispondono positivamente alle domande del test, laddove i finti addotti rispondono negativamente, senza contare la mancanza di prove oggettive (cicatrici, impianti, specifici ricordi), totalmente assenti in coloro che hanno la sindrome del falso addotto.<br />
Esistono, dunque, tre tipologie di adduzione ben diverse: la prima è la vera sindrome da adduzione (SDA), la seconda è la sindrome da falsa adduzione (SDFA) e la terza situazione è sintomatica di assenza totale di vissuti, sia reali che immaginari, riguardanti un’adduzione. Non mi è sembrato che, fino ad oggi, esperti di settore, ufologi, psicologi o psichiatri si siano degnati di fare alcuna differenza su questo punto e, come al solito, questo è toccato oggi a me.</p>
<p><strong>Articolo scritto da Corrado Malanga (<a href="http://www.roswell.it/wp-content/plugins/downloads-manager/upload/falsorapimento.zip">documento originale</a>).<br />
Fonte gruppo <a href="http://www.ufomachine.org/">Stargate Toscana</a>.</strong></p>
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		<title>Abduction: Scenario [ Terza parte ]</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2007 08:33:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo di Corrado Malanga &#8211; Luciano Pederzoli Qui trovate la Seconda Parte. Il secondo livello di interferenza aliena In questa sede non saranno descritti i contesti e gli ambienti ipnotici che hanno consentito di raggiungere le conclusioni esposte, né saranno date spiegazioni tecniche, perché sarebbero necessari diversi libri: ci si limiterà ad esporre semplicemente le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.roswell.it/2007/07/31/abduction-scenario-terza-parte.html"></g:plusone></div><p><img src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/abduction.jpg" title="Abduction" alt="Abduction" align="left" height="156" hspace="5" vspace="1" width="214" /><strong>Articolo di Corrado Malanga &#8211; Luciano Pederzoli</strong></p>
<p><a href="http://www.roswell.it/2007/07/27/abduction-scenario-seconda-parte.html">Qui</a> trovate la Seconda Parte.</p>
<p><strong>Il secondo livello di interferenza aliena </strong><br />
In questa sede non saranno descritti i contesti e gli ambienti ipnotici che hanno consentito<br />
di raggiungere le conclusioni esposte, né saranno date spiegazioni tecniche, perché sarebbero necessari diversi libri: ci si limiterà ad esporre semplicemente le nude conclusioni tratte dalle indagini.<br />
Detto questo, è apparso presto chiaro che i mammiferomorfi avevano un problema che noi potevamo risolvergli: cercavano l’immortalità!<span id="more-621"></span>Pur essendo convinti che l’immortalità diventerebbe, alla lunga, incredibilmente noiosa, siamo consci che non tutti la pensano in questo modo. Il desiderio degli alieni di non abbandonare mai questa vita e la determinazione dimostrata nel perseguire tale scopo ci<br />
aveva lasciato abbastanza perplessi sul loro grado di maturità intellettuale, ma proseguimmo nelle nostre ricerche: forse ci stavamo sbagliando.<br />
Sotto ipnosi gli addotti che erano venuti a contatto con questi esseri riportavano, unanimemente, che gli alieni vivevano: “attraverso di noi, attraverso la nostra mente&#8230;” In questo tipo di addotti esisteva una forte dicotomia cerebrale, che uno psichiatra da quattro soldi avrebbe facilmente interpretato quale schizofrenia acuta; tuttavia analisi approfondite della personalità dei soggetti non lasciavano dubbi sulla loro totale sanità di mente. Essi si sentivano spesso diversi, come se non fossero di questo mondo, avevano dei flash-back in cui si ricordavano scene di vite passate ed immagini in cui agivano in un contesto alieno, quasi fossero alieni loro stessi.<br />
Fu subito chiaro che nella loro mente esisteva una zona di memoria ad acceso negato, in cui erano nascosti alcuni ricordi che riguardavano scene di vita di un alieno: ne nacque l’ipotesi che fosse reale ciò che risultava da diverse altre ipnosi, cioè che gli alieni usavano il nostro cervello come magazzino per i loro ricordi (in termini informatici, una specie di back-up).<br />
Secondo tale ipotesi gli alieni in questione cercano l’immortalità, che non possono in realtà raggiungere perché, pur essendo molto più longevi di noi, muoiono ugualmente. Possono, però, far sopravvivere tutti i loro ricordi, mettendo nel cervello di un bambino terrestre tutta l’esperienza dell’intera vita (fino a quel momento) di uno di loro, eventualmente morto nel frattempo.<br />
Il bambino, col trascorrere degli anni, diventa adulto ed ogni tanto il suo cervello mostra piccoli segni dell’altra personalità, creandogli non pochi problemi esistenziali.<br />
La memoria aliena rimane comunque inaccessibile, se non facendo ricorso ad una specie di parola chiave (simile alla password di un computer), capace di aprirla e di liberarne il contenuto.<br />
Prima della morte dell’addotto utilizzato per il back-up gli alieni tornano e copiano tutto il contenuto della sua memoria nel cervello di uno di loro appena nato.<br />
Costui dispone così subito della memoria, oltre che di quello terrestre, del suo predecessore alieno e diventa, pertanto, tutt’uno con lui.<br />
Così la mente sopravvive, anche se il corpo muore, e si ottiene un surrogato di immortalità.<br />
L’alieno neonato non deve fare esperienza, ricominciando daccapo tutto il percorso formativo, ed alla fine, per fare un esempio, un alieno (o meglio la sua mente) vecchio di trentamila anni risulta formato dai ricordi di sei alieni di cinquemila anni l’uno, più un numero elevato di memorie di terrestri usati per il back-up.<br />
Il prodotto dell’applicazione dell’idea appena descritta è una sola mente in evoluzione, che utilizza tanti corpi in successione: una sorta di pseudo-immortalità che permette agli alieni di conservare tutte le caratteristiche fondamentali del loro pensiero originario.<br />
Si è presto constatato che il cervello umano è preferito dagli alieni come magazzino per le loro memorie, infatti agli addotti, durante i rapimenti, viene ripetutamente detto che: “… il vostro cervello è una cosa perfetta: le macchine si rompono ma i cervelli umani no…”<br />
Ecco, dunque, cosa significa la frase: “… noi viviamo attraverso il vostro cervello…” !<br />
L’applicazione di una serie di astuzie ipnotiche ha permesso di trovare la parola chiave per l’accesso alle memorie nascoste nel cervello degli addotti, mettendo a disposizione un immenso bagaglio di informazioni sugli alieni, compresa la loro lingua.<br />
Il procedimento è collaudato e riproducibile in laboratorio su qualsiasi nostro addotto.<br />
Lo studio dei fonemi alieni è attualmente in corso, ma di questo si parlerà in altra sede.</p>
<p><strong>Si tratta, indubbiamente, di una scoperta importantissima.</strong><br />
Per confermarla abbiamo deciso di verificare se, comportandosi il nostro cervello come una memoria non cancellabile (una vera e propria ROM – Read Only Memory-), nella zona di memoria ad accesso negato di un addotto esistessero anche tracce delle memorie dei “carrier”, cioè tracce dei ricordi delle vite di tutti coloro che avevano “trasportato” la memoria aliena in precedenza. Infatti nel cervello degli addotti dev’essere presente la memoria di un solo alieno, composta da tanti frammenti sequenziali, ed inoltre le memorie di tutti coloro di cui gli alieni si sono serviti per il back-up.<br />
È superfluo descrivere la soddisfazione prodotta dal conseguimento della conferma di questa ipotesi.<br />
Il lavoro di Weiss, psichiatra americano che con l’ipnosi sollecita i ricordi delle vite passate, deve essere, quindi, reinterpretato?<br />
Non esiste la reincarnazione e si tratta semplicemente di memorie che, in realtà, non ci appartengono, ma sono di persone vissute in precedenza portandosi dietro il fardello aggiuntivo di una memoria aliena?<br />
Abbiamo capito in seguito che le cose sono ancora più complesse: altri alieni, in realtà, vanno molto oltre il back-up della memoria.</p>
<p><strong>Terzo livello di Interferenza Aliena</strong><br />
Nei nostri addotti non era mai capitato di trovare memorie aliene di sauroidi o di insettoidi: come mai?<br />
I cervelli di un rettile o di un insetto non erano forse compatibili con quello umano?<br />
Probabilmente quest’ultima domanda contiene la risposta giusta: infatti, quando si trattava di sauroidi od insettoidi, in ipnosi regressiva ottenevamo racconti di tipo completamente diverso.<br />
Ci chiedemmo, all’inizio, cosa sarebbe successo se un addotto utilizzato per il back-up avesse subito un incidente e fosse morto sul colpo: gli alieni avrebbero perso migliaia di anni di informazioni e, con esse, anche uno di loro.<br />
Non se lo potevano permettere. Cosa avremmo fatto noi nei loro panni?<br />
Ciò che era ovvio fare: una copia del cervello dell’addotto. Tuttavia, per conservarlo in piena efficienza, avremmo dovuto copiare tutto il corpo.<br />
Il corpo non serve a gran che, ma è necessario per tenere in vita il cervello, con il suo prezioso contenuto di informazioni di vita aliena.<br />
Durante le ipnosi regressive compariva talvolta la descrizione della “stanza della risonanza”, “della stanza delle matrioske”, “della stanza del cilindro metallico”, tutte definizioni adottate dai diversi addotti per descrivere la stessa situazione, cioè il fatto di essere introdotti in un cilindro metallico orizzontale, dal quale, attraverso una specie di oblò laterale, potevano vedere formarsi, in tempo reale, un corpo identico al loro all’interno di un altro cilindro, trasparente e verticale, posto nello stesso locale: una vera e propria<br />
“fotocopia” dell’addotto, comprese tutte le informazioni contenute nel suo cervello.<br />
La persona coinvolta, di fronte ad una simile visione, perdeva la propria identità ed aveva sovente crisi psicologiche abbastanza pesanti da sopportare.<br />
Risultava evidente che uno dei due corpi veniva conservato, per così dire, “in frigorifero” dagli alieni in luogo sicuro e rappresentava il back-up di riserva, mentre l’altro veniva riportato nel suo habitat naturale.<br />
Queste operazioni erano compiute tutte in ambiente sotterraneo terrestre, in presenza di militari anch’essi terrestri! (le risposte a nostra disposizione sui motivi per cui ciò avviene sono del tutto esaustive, ma non è il caso di trattarle in questa sede).<br />
La domanda più importante, a questo punto delle indagini, era: “… ma cosa riportano giù: la copia o l’originale?&#8230;”<br />
Noi avremmo tenuto l’originale. E gli alieni?<br />
La memoria della copia e dell’originale erano evidentemente identiche in tutto e per tutto e non c’era verso di scovare una differenza che potesse indicare la soluzione al problema.<br />
Tuttavia, a ben vedere, gli alieni avevano un punto debole nella loro procedura: il cilindro in cui introducevano il povero malcapitato era orizzontale, mentre quello in cui si formava la copia era verticale.<br />
Dunque, se il soggetto sotto ipnosi ricordava di essere uscito dallo stesso cilindro in cui era entrato, era l’originale; se ricordava di essere uscito dal cilindro verticale, si trattava della copia.<br />
Bene: si trattava della copia!<br />
Ed ora come dire ai nostri addotti che erano delle copie dell’originale?<br />
Non ci si poteva permettere una simile rivelazione, perché essa avrebbe potuto creare forti disordini psichici, a causa della perdita di identità che, come ben sappiamo, può condurre anche al suicidio.<br />
Per fortuna stava per emergere un fatto al limite dell’incredibile.</p>
<p><strong>Il quarto livello di Interferenza Aliena</strong><br />
Durante la fase di copiatura del corpo dell’addotto, praticata dai sauroidi, accadeva qualcosa di molto strano. L’addotto descriveva una sensazione, una specie di vibrazione che percorreva il suo corpo; c’era tanta luce nel cilindro orizzontale di metallo e poi qualcosa si staccava e vibrava in aria.<br />
A questo punto l’addotto descriveva la scena dall’alto e vedeva ambedue i cilindri, uno metallico, orizzontale, contenente l’originale e l’altro trasparente, verticale, con dentro la copia.<br />
Cos’era questa terza postazione visiva?<br />
A lume di naso il fatto sembrava impossibile, senza entrare in inutili dettagli sull’attendibilità ed affidabilità delle tecniche ipnotiche, quando siano condotte con maestria.<br />
Di qui la necessità di sviluppare un set di domande di controllo, per capire chi stava in realtà rispondendo:<br />
• L’alieno con la sua memoria?<br />
• La copia?<br />
• L’originale?<br />
• Una delle memorie dei carrier?<br />
Il set di domande era composto da quesiti molto semplici, del tipo:<br />
Come ti chiami?<br />
Quanti anni hai?<br />
Che giorno è?<br />
Guardati le mani e descrivile…<br />
Ma le risposte erano terrificanti!<br />
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<br />
Domanda: “Stai guardando in basso?”<br />
Risposta: “… No”<br />
Domanda: “Allora come fai a vedere quello che succede sotto di te?”<br />
Risposta: “… Non sto guardando in basso, sto guardando contemporaneamente<br />
dappertutto…”<br />
Domanda: “Guardati le mani”<br />
Risposta: “… Non vedo mani”<br />
Domanda: “Guardati il corpo”<br />
Risposta: “… Non ho corpo (perplessità)”<br />
Domanda: “Come ti chiami?”<br />
Risposta: “… Noi non abbiamo nome…”<br />
Domanda: “Quanti anni hai?”<br />
Risposta: “… Cosa vuol dire?…”<br />
Domanda: “Da quanto tempo esisti?”<br />
Risposta: “… Ma da sempre, naturalmente…”<br />
Emergeva, così, l’esistenza di esseri che si definivano “matrici di punti di luce”, che<br />
vivevano “tra un tempo e l’altro” e si autodefinivano l’”ANIMA” degli esseri umani!<br />
Quella cosa che, possedendola, conferisce la VITA ETERNA!<br />
Già: proprio quella che cercavano gli alieni… . Ora era tutto chiaro.<br />
L’attenta analisi di questi eventi ci fece capire, nell’arco di circa un anno, che gli alieni sauroidi, non potendo utilizzare la mente umana come i mammiferomorfi, tentavano di catturare la nostra matrice di punti di luce e di utilizzarla per i loro fini.<br />
TREMENDO! Ma, per fortuna, risultava anche che essi non ci riuscivano, a causa di una incompatibilità di tipo biogenetico tra loro e la nostra anima.<br />
L’anima era perfettamente cosciente di questi tentativi e non li gradiva per nulla, ma non poteva fare niente per impedirli.<br />
Durante l’ipnosi emergeva la descrizione di strani campi di forza, che trasportavano l’anima dentro il corpo di un sauroide, ma l’unione durava per un tempo brevissimo, poi avveniva il distacco totale ed irreversibile, con relativa frustrazione dell’alieno che non era<br />
riuscito, ancora una volta, a collegarsi permanentemente con la matrice di punti di luce, diventando un tutt’uno con essa.<br />
Nel nostro DNA esiste, infatti, qualcosa che ci rende compatibili con la nostra anima, come asseriscono, interrogate a tale proposito, le menti aliene inserite nei cervelli degli addotti: in fondo si tratta soltanto di chiedere alle menti aliene, attivate mediante l’adatta password, i contenuti delle loro memorie. È come guardare, senza farsi vedere, nelle carte segrete degli alieni.<br />
La compatibilità del nostro DNA con l’anima chiarisce perché gli alieni stiano tentando, con sperimentazioni genetiche, di utilizzare il nostro DNA: <strong>stanno evidentemente tentando di modificare il loro DNA per renderlo simile al nostro, cioè compatibile con quella cosa che comunemente viene chiamata “anima”</strong>.<br />
L’anima, interrogata su come stessero le cose, era chiarissima: i nostri addotti, oltre ad altri requisiti, hanno l’anima, che altri esseri umani non possiedono.<br />
Inoltre “quella cosa”, non l’hanno mica tutti gli uomini, bensì solo una minoranza degli esseri umani! (tra il 30 ed il 50%).<br />
Infine si scopriva che l’anima, una volta estratta dall’originale, non essendo compatibile con il corpo dei sauroidi, veniva installata nella copia dell’addotto, quella nel cilindro verticale, che veniva poi riportata nell’habitat originale.<br />
Dunque l’addotto era sì una copia, ma una copia-originale, alla quale non mancava nulla.<br />
Chi, a questo punto, si trovava con qualcosa in meno era proprio l’originale.<br />
“L’anima non si può copiare”, dicevano le matrici di punti di luce da noi interrogate.<br />
“… Gli alieni lo sanno e cercano di usare le vostre, ma devono modificare il loro DNA…” dicevano gli addotti durante l’ipnosi.<br />
Tutti i nostri addotti dicevano le stesse, identiche, cose; tutti, senza alcuna eccezione!<br />
A questo punto si poteva dir loro la verità.<br />
Ecco qual era il segreto dell’albero della vita, della Kabbala ebraica, della costruzione della copia dei Faraoni egiziani, della Kundalini indiana e di tutte le sette, anch’esse più o meno segrete, che perpetuano la ricerca del cosiddetto Santo Graal.<br />
Tutto diventava molto semplice: qualcosa, all’interno del nostro DNA, era la sede della vita eterna e gli alieni, desiderosi di raggiungerla, la cercavano su di noi, che non sapevamo nemmeno che qualcosa del genere potesse esistere.<br />
L’Albero della Vita del mitico Paradiso Terrestre, simboleggiato da molti glifi scolpiti nei campi di grano inglesi… ecco cosa cercavano gli alieni in alcuni, e solo in alcuni, di noi!</p>
<p><strong>Il quinto livello di Interferenza Aliena</strong><br />
Mancava ancora un anello alla catena: gli antichi Egizi, infatti, descrivevano l’esistenza del corpo fisico, della mente e dell’anima, ma anche quella dello spirito. Non sapevamo di cosa si trattasse.<br />
Per farla breve, evitando complicazioni inutili in questa sede, sotto ipnosi sono emerse, dalle menti degli addotti, tracce di ricordi di vite di esseri alieni completamente diversi da noi: esseri di luce, di natura diversa, esseri che, seppur molto longevi, erano mortali<br />
perché, per quanto abbiamo saputo, in tutto il creato solo il Creatore ed una parte degli esseri umani possiedono l’anima.<br />
Questi Esseri di Luce erano, probabilmente, quelli che la nostra cultura mitologica definiva “spiriti immortali” e controllavano gli alieni che producono il fenomeno dei rapimenti, i quali, a loro volta, controllano i “cyborg” Grigi, che controllano l’umanità intera.<br />
Emergeva l’esistenza di diversi tipi di esseri umani:<br />
1. Corpo con mente.<br />
2. Corpo con mente ed anima.<br />
3. Corpo con mente e spirito, senza anima.<br />
4. Corpo con mente, spirito ed anima<br />
Diventavano, così, comprensibili addirittura certi fenomeni che la Chiesa descrive come possessioni diaboliche, che avverrebbero quando una persona non gradisce la presenza, dentro di sé, di un “Essere di Luce” parassita e negativo.<br />
A volte, invece, abbiamo forse a che fare con entità più positive, che vivono in simbiosi con l’anima di chi la possiede: infatti lo spirito od essere di luce preferisce stazionare nei corpi di persone dotate di anima, perché in quel modo può sfruttare, per così dire,<br />
l’”energia” dell’anima e non invecchiare, essendo la matrice di punti di luce priva di dimensione temporale, e pertanto eterna!<br />
Tutti questi esseri vogliono l’anima, perché sono tutti mortali e tutti la vengono a cercare nell’unico posto dell’Universo dove, forse per sbaglio, essa esiste.</p>
<p><strong>Implicazioni finali</strong><br />
Il quadro qui tratteggiato per la prima volta a memoria d’uomo possiede il pregio di spiegare tutti gli avvenimenti storico-politici degli ultimi anni, oltre che tutti quei fenomeni sui quali la scienza e la religione danno indicazioni decisamente confuse, ci permette di<br />
reinterpretare alla luce di questi dati tutta la storia antica, le antiche leggende e gli antichi miti, ci consente di capire quale sia la vera natura dell’essere umano e getta luce sui confusi tentativi passati di stabilire l’esistenza di entità mai ben definite, le quali dal mondo dell’esoterismo più profondo fino agli attuali fenomeni inspiegati della mente umana, pretendono di essere riconosciute definitivamente.<br />
Da un punto di vista politico si può capire perfettamente quale sia stato il ruolo delle potenze mondiali nel gestire, a nostra insaputa, il problema alieni sul nostro pianeta, infatti ogni volta che, durante l’ipnosi, ci si trova di fronte all’esecuzione delle copie, ciò avviene<br />
sempre in un ambiente tecnologico sotterraneo, in presenza sia di sauroidi che di militari terrestri.<br />
Nel caso dei nostri addotti (tutti italiani) i militari erano stranamente sempre francesi, come abbiamo avuto modo di scrivere in precedenza.<br />
Le menti aliene inserite nel cervello dei nostri addotti descrivono un quadro politico sconcertante, in perfetto accordo con quella parte di ufologia moderna che prende il nome di Cospirazionismo, secondo la quale gli alieni e i nostri governanti, in un certo momento della nostra storia, hanno stretto un patto di alleanza all’insaputa dell&#8217;intero pianeta.<br />
Il quadro politico descritto è il seguente.<br />
Quando, nel 1947, a seguito della caduta di uno o più ufo nel deserto del New Mexico, gli americani si resero conto che esistevano gli alieni, alcuni di questi contattarono il governo degli Stati Uniti, proponendo un accordo che riguardava la possibilità di utilizzare esseri umani a scopo non solo riproduttivo, ma per estrarre dai malcapitati quella parte di loro definibile come anima, che avrebbe garantito agli alieni la vita eterna.<br />
Gli alieni di tipo sauroide, in cambio, consegnarono conoscenze tecnologiche destinate ad essere utilizzate, ora ed in futuro, soltanto dalla ristretta cerchia di coloro che detengono il potere, insieme ad un bagaglio di anime che sarebbe servito ai nostri “signori” per conseguire la vita eterna.<br />
In altre parole il prezzo per la collaborazione dei nostri governanti veniva pagato consegnando loro anime appartenenti alla popolazione che le possedeva: i sauroidi avrebbero, col tempo, trovato il metodo giusto per togliere l’anima a chi l’aveva e per<br />
utilizzarla al fine di raggiungere l’eternità, consegnando ai “signori” della Terra, alcune anime in cambio dei favori ricevuti.<br />
Il processo di collegamento permanente con anima prevede di non morire più veramente, ma di vivere in eterno, perfettamente consapevoli, in un corpo compatibile che viene periodicamente “aggiornato”.<br />
Secondo l’accordo nel frattempo i nostri governanti collusi con gli alieni sauroidi avrebbero dovuto fare in modo che i terrestri non si accorgessero di nulla.<br />
L’unico modo possibile per gestire in eterno il potere sugli umani era di farli diventare come zombie, cominciando a convincere la popolazione, attraverso quel processo politico che oggi viene definito Globalizzazione, che tutti, fin da piccoli, devono farsi installare un microchip nel cranio.<br />
I pretesti sono molteplici e credibili: “Il microchip vi aiuterà a sopravvivere, perché dentro di esso ci saranno tutti i codici<br />
personali; vi si apriranno automaticamente tutte le porte, potrete pagare senza fare il minimo sforzo e senza rischiare furti, all’ospedale avranno immediatamente la vostra cartella clinica e potranno prolungare (di un po’) la vostra esistenza, e così via.<br />
Naturalmente, senza il microchip non potrete fare neppure un’operazione bancaria. Sarete “OUT”, fuori dal mondo.”<br />
Ovviamente non sarà dichiarato che il microchip in questione, senza che ve ne accorgiate, vi dirà come e per chi votare, quando fare l’amore, quando dormire, quando e cosa sognare.<br />
I brevetti di questi microchip sono purtroppo già stati concessi, tutti i circuiti elettronici necessari stanno nello spazio di 2,5 x 2,5 millimetri ed in essi sono contenute le istruzioni occorrenti per poter effettuare alterazioni della coscienza umana; per di più il chip, una volta inserito nel corpo umano, si autoalimenta.<br />
Tra le organizzazioni che, in collusione con i sauroidi, vogliono trasformare la Terra in un immenso videogioco, si trovano implicate, con i propri adepti di massimo livello, svariate società segrete: dal Gruppo di Tule alla Golden Dawn, dall’Ordine dei Templari al Club of Rome ed ai Rosacroce.<br />
Sono coloro che gestiscono le banche, le fonti energetiche ed un certo tipo di politiche sociali e religiose: essi, utilizzando servizi segreti e forze militari, produrranno il lento passaggio dell’uomo dallo stato di libero pensatore a quello di schiavo imbecille.<br />
Tutto ciò che veniva da anni confusamente comunicato da alcuni rivelatori era, quindi, assolutamente vero.<br />
In questa sede non è possibile approfondire questo argomento, che sarà trattato, a parte, in seguito.<br />
Ancora una volta la collusione tra poteri religioso, politico ed economico sta producendo un cocktail micidiale per l’essere umano, che si trova in balia non solo degli alieni, ma anche dei propri “signori” corrotti e collusi, coloro che vogliono la Globalizzazione a tutti i costi per poter continuare a vivere e comandare in modo privilegiato, come nel vecchio film di fantascienza intitolato Zardoz.</p>
<p><strong>Prospettive per il futuro</strong><br />
Nell’ambito di questo scenario allucinante bisogna sottolineare che la seconda fase della nostra inchiesta, durata ben quindici anni, finisce qui.<br />
Adesso sta avviandosi la terza fase, dedicata alla misurazione, nei soggetti umani, di alcuni parametri che diranno, speriamo in tempo reale, se sono stati addotti o no.<br />
Parallelamente si sta studiando un metodo di autodifesa dalle abduction che, ad onor del vero, sta già dando i primi, sia pur modesti, risultati positivi.<br />
Lasciamo nelle mani di chi legge il proprio futuro, perché il lettore deve sapere che non è nostra intenzione risultare più o meno credibili, bensì denunciare alcuni fatti sui quali abbiamo lavorato per parecchio tempo.<br />
Siamo perfettamente consci del fatto che talvolta si considera vera una cosa credibile e falsa una cosa incredibile, ed inoltre che tra credibilità e verità non esiste nessuna relazione.<br />
Se il lettore deciderà di non credere ad una sola parola di quello che ha letto, noi non ci offenderemo; questo lavoro vuole solo essere un modesto contributo alla ricerca sui fenomeni di Interferenza Aliena, nel quasi disperato tentativo di salvare il salvabile!<br />
Se, come temiamo, avessimo ragione noi, i gruppi ufologici italiani e mondiali, insieme a tutte le associazioni che si interessano di problematiche affini, non avrebbero più ragione di esistere: ben altre sarebbero le nuove istituzioni da incaricare della gestione di<br />
fenomenologie così complesse e rischiose.</p>
<p><strong>Articolo scritto da Corrado Malanga (<a href="http://www.roswell.it/wp-content/plugins/downloads-manager/upload/abduction-scenario.zip">documento originale</a>).<br />
Fonte gruppo <a href="http://www.ufomachine.org/">Stargate Toscana</a>.</strong></p>
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		<item>
		<title>Abduction: Scenario [ Seconda parte ]</title>
		<link>http://www.roswell.it/2007/07/27/abduction-scenario-seconda-parte.html</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jul 2007 07:33:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roswell</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rapimenti ed impianti]]></category>
		<category><![CDATA[abduction]]></category>
		<category><![CDATA[rapimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo di Corrado Malanga &#8211; Luciano Pederzoli Qui trovate la prima parte. Le prove Al di là delle varie ipotesi, ciò che ad esse mancava per poterle giudicare più o meno valide era un quadro d’insieme, che definisse una volta per tutte la realtà del fenomeno Rapimenti Alieni ed inoltre identificasse il vero movente, rendendolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="plus-one-wrap"><g:plusone href="http://www.roswell.it/2007/07/27/abduction-scenario-seconda-parte.html"></g:plusone></div><p> <img src="http://www.roswell.it/wp-content/uploads/abduction.jpg" title="Abduction" alt="Abduction" align="left" height="156" hspace="5" vspace="1" width="214" /><strong>Articolo di Corrado Malanga &#8211; Luciano Pederzoli</strong></p>
<p><a href="http://www.roswell.it/2007/07/24/abduction-scenario-prima-parte.html">Qui</a> trovate la prima parte.</p>
<p><strong>Le prove </strong><br />
Al di là delle varie ipotesi, ciò che ad esse mancava per poterle giudicare più o meno valide era un quadro d’insieme, che definisse una volta per tutte la realtà del fenomeno Rapimenti Alieni ed inoltre identificasse il vero movente, rendendolo credibile.<br />
Pertanto, negli ultimi anni, diversi studiosi si sono dati da fare per trovare le prove della realtà del fenomeno “abduction”.<br />
La ricerca delle prove dell’esistenza della fenomenologia ufo e la dimostrazione del fatto che gli ufo esistono davvero si sono storicamente risolte in un fallimento totale, non perché non siano state fornite, negli ultimi cinque decenni, prove abbondanti ed irrefutabili alla comunità scientifica, ma perché essa non ha ritenuto conveniente credere alla validità delle prove portate; figuriamoci se si poteva sperare in un atteggiamento differente nel caso delle abduction.<br />
Non ci interessa, in questa sede, parlare dei modelli mentali classici e trattare della percezione dei fenomeni fisici rapportata alle limitazioni della loro interpretazione, poiché abbiamo già affrontato a parte questo specifico aspetto dell’argomento, ma dobbiamo dire che, anche in questo caso, le prove sono state presentate: ecco perché abbiamo escluso l’opzione secondo cui gli addotti sono tutti schizofrenici psicotici.<span id="more-620"></span><br />
Le prove oggettive di una avvenuta abduction, e non quelle soggettive (che sono soggette a diversi indici di validità), sono oggi sempre più difficilmente smontabili.<br />
Per esempio gli addotti, sotto ipnosi, raccontano di aver subito uno strano intervento chirurgico attraverso il naso ed in effetti fu proprio Hopkins a scoprire per primo un microimpianto all’interno del cervello di un addotto che aveva descritto tale intervento.<br />
Quel tipo di impianto, introdotto attraverso una delle narici (di solito la destra) fino a raggiungere l’osso sfenoide, sfondando il quale viene collocato nella sua posizione finale, all’interno dell’ipofisi, è stato poi reperito facilmente in molti altri soggetti, mediante<br />
Risonanza Magnetica Nucleare, Tomografia Assiale Computerizzata ed, a volte, anche semplici radiografie frontali e parietali.<br />
Altri tipi di impianto sono stati reperiti sotto microcicatrici che gli addotti hanno sul loro corpo, senza saperlo a livello cosciente; tuttavia, sotto ipnosi, essi ricordano sempre l’operazione subita, anche se spesso non sanno dire con sicurezza se qualcosa è stato<br />
loro innestato od asportato.<br />
Negli Stati Uniti Derrel Sims ha approfondito la ricerca e, con l’aiuto del dottor Leir e di altri chirurghi, ha estratto dal corpo di molti addotti, quando possibile, strani oggetti microscopici, i quali, analizzati da almeno cinque università americane, hanno rivelato<br />
spesso la presenza di una percentuale isotopica (degli elementi componenti l’impianto) differente da quella terrestre, confermandone, senza ombra di “dubbio logico”, la provenienza aliena.<br />
La definizione “dubbio logico” sta ad indicare che tecnicamente non esiste certezza neppure dell’esistenza reale dell’Universo, che qualche fisico sostiene essere un gigantesco ologramma. Di fronte a certi risultati possono essere presentate, in verità, anche altre spiegazioni, ma esse risultano molto meno plausibili della soluzione aliena.<br />
Il metodo del rasoio di Occam, secondo il quale la spiegazione più semplice è anche la più vera, non può essere usato solo dai detrattori del problema ufologico per negarne l’esistenza.<br />
Per citare un esempio, qualche anno fa Sims asportò, dall’alluce sinistro di una donna di mezz’età, un piccolo oggetto metallico coperto da una membrana di materiale chitinoso, probabilmente impiegato per evitarne il rigetto. Quel materiale possedeva una percentuale isotopica differente da quella terrestre prevedibile per quel campione, tanto da far dichiarare a Sims la natura aliena dell’oggetto trovato, che risultava confermata dai risultati delle ipnosi regressive operate sulla signora. Il CISCOP, invece, disse che la donna, sotto ipnosi, si era inventata tutto e l’impianto alieno nell’alluce derivava dal fatto che una bella mattina la signora, scendendo dal letto, aveva pestato casualmente un micrometeorite, che le si era incistato nell’alluce. Si tentava così, illogicamente, di spiegare l’innegabile presenza di isotopi “alieni” nel reperto chirurgicamente estratto da Sims.<br />
Un’altra prova fondamentale delle abduction è la presenza di testimoni oculari, sia persone addotte, a loro volta, insieme al soggetto esaminato mediante ipnosi, sia osservatori casuali che sono in grado di riferire fedelmente, rimanendo all’esterno della sua esperienza, ciò l’addotto racconta durante l’ipnosi.<br />
Si scopre così, per fare un altro esempio, che nientemeno che Perez de Quellar, allora segretario delle Nazioni Unite e la sua scorta, in compagnia di altre decine di persone, furono testimoni oculari del famoso caso di abduction riguardante l’italo-americana Linda<br />
Cortile, studiato da Hopkins ed avvenuto, la mattina presto, in un palazzo prospiciente il ponte di Brooklyn, a New York.<br />
Devono essere considerate prove anche le cicatrici verificabili, interne ed esterne, delle quali l’addotto descrive, sotto ipnosi, le circostanze in cui gli alieni gliele hanno generate, contro la propria volontà attiva. Alcune cicatrici sono state esaminate da periti e risultano essere traumi cutanei molto particolari, di cui, a tutt’oggi, non si è riusciti a spiegare la genesi, se non ricorrendo al “logico dubbio” che ciò che l’addotto racconta sia vero.<br />
In questo contesto è fondamentale rendere noto che alcune addotte sono oggetto di fecondazione artificiale da parte di alieni, i quali introducono un ovulo, da loro preparato e già fecondato, nel corpo delle vittime; queste ultime portano avanti la gestazione per tre mesi, quindi, durante un’altra esperienza di rapimento, il feto viene estratto dalla portatrice (carrier) ed introdotto in un cilindro di materiale trasparente, pieno di liquido, per continuare la gestazione in vitro. Al racconto dell’accaduto, fatto in ipnosi regressiva esattamente allo stesso modo da tutte le interessate fino nei minimi particolari, si aggiunge il supporto delle analisi mediche, delle ecografie e di quant’altro può servire ad identificare in queste donne non casi di gravidanza isterica, come va cianciando qualche disinformato, ma vere prove oggettive di abduction.<br />
Anche in questo caso le prove disponibili sono schiaccianti, ma ancora una volta la scienza ufficiale, interpellata su questo aspetto caratteristico delle abduction, spiega il fenomeno così (!!!): “In queste donne l’insorgere di un tumore alle ovaie mima gli effetti della gravidanza per tre mesi, poi il tumore, grande come un piccolo feto, guarisce da solo e scompare.”<br />
Le nostre addotte sottoposte all’impianto dell’ovulo formano tessuto placentare e, successivamente all’estrazione del feto da parte degli alieni, lo espellono, subendo anche la montata lattea. Alcune di esse avevano le tube chirurgicamente chiuse, alcune utilizzavano progestinici per evitare la gravidanza, altre non avevano avuto rapporti sessuali da tempo, ma alla prova chimica tutte risultavano gravide e tutte, sia tramite ipnosi che mediante tecniche di Programmazione Neuro Linguistica, raccontavano le loro<br />
esperienze con gli alieni.<br />
Di fronte ad una strana analisi ecografia effettuata su di una donna incinta di tre mesi (a giudicare dai valori degli steroli presenti nell’analisi chimica), nella quale si individuavano del liquido amniotico ed una placenta con dentro qualcosa di molto piccolo e si ascoltava un rumore ritmico simile ad un battito cardiaco più lento di un battito cardiaco umano, ben undici medici dissero che la gravidanza era isterica e che il battito cardiaco era di un feto che stava per morire (in una gravidanza isterica non c’è il feto! nda) oppure si trattava di contrazioni ritmiche della vagina della povera malcapitata; da notare che tutto ciò accadeva in quella che, in campo accademico, attualmente è ritenuta la migliore clinica ginecologica italiana!<br />
Invece, avendo in precedenza la donna già collaborato con noi, era stato per noi facile prevedere con largo anticipo come sarebbero andate le cose.</p>
<p><strong>Ed in Italia?</strong><br />
In Italia il primo ad occuparsi seriamente del problema “Rapimenti Alieni” fu Corrado Malanga, il quale, incaricato dal CUN (Centro Ufologico Nazionale) di porre in atto la prima indagine di questo tipo sul nostro territorio, si trovò tra le mani il caso, ormai diventato<br />
famoso, di Valerio Lonzi, un ragazzo di Genova che fu addotto una notte, in presenza di altri testimoni, mentre partecipava ad un campeggio scout a Reppia, sui monti del capoluogo ligure.<br />
Sul questo caso Malanga scrisse un libro di grande successo (Gli ufo nella mente &#8211; circa ventiseimila copie vendute in due edizioni successive). All’indomani della pubblicazione della prima edizione del libro, il CUN, che aveva commissionato l’indagine, notò che il<br />
testo era decisamente scabroso e poco si addiceva alla politica di quella organizzazione (privata), nonostante che, prima della pubblicazione, tutti i componenti il consiglio direttivo lo avessero ricevuto in copia. Forse non lo avevano letto? Forse lo avevano letto e non lo avevano capito? O forse qualcun altro, all’esterno del CUN, non era contento che in Italia si trattassero certi argomenti?<br />
Dall’indagine sul caso Lonzi, durata almeno due anni e mezzo, emerse che anche l’Italia sembrava confermare ciò che gli ufologi americani andavano ormai da anni denunciando.<br />
Gli alieni usavano anche gli italiani!<br />
La stesura del libro servì all’autore per imparare le tecniche ipnotiche descritte dagli americani, ed anche a migliorarle notevolmente, con l’aiuto del dottor Moretti, di Genova, che si era preso cura dell’esecuzione delle ipnosi.<br />
Il libro doveva servire da “esca” per coloro che, leggendo quello che era capitato a Lonzi, si sarebbero riconosciuti in quelle vicende: speravamo che costoro, superata la barriera della paura, ci contattassero, in modo da consentirci di dare il via alla seconda parte<br />
dell’indagine, la quale prevedeva di espandere l’esperienza acquisita, estendendola a decine di casi di potenziali addotti e verificando, ove queste si fossero presentate, le similitudini riscontrabili tra i vari casi di abduction.<br />
Malanga, a questo punto, non poteva più lavorare nel CUN, dove le sue ricerche, da loro peraltro richieste, non erano viste di buon occhio, e lasciò quell’organizzazione, abbandonando anche quella rete di esperti che aveva contribuito a costruire sul territorio<br />
nazionale e che avrebbero dovuto sostenerlo nella seconda e più delicata fase dell’inchiesta. Tuttavia non tutti il mali vengono per nuocere e così, finalmente libero da qualsiasi controllo e censura, egli riorganizzò le fila di tutta l’operazione e, con nuovi collaboratori, ottenne in pochi anni ciò che mai avrebbe potuto ottenere in decenni di lavoro nel CUN.<br />
Nacque così la seconda parte del progetto abduction, che si è conclusa nell’agosto 2002.<br />
Il lavoro ha condotto a conclusioni certe sugli alieni, sulle loro identità, sui loro luoghi di provenienza, sui loro bisogni, sulle implicazioni storiche della loro presenza sul nostro pianeta e, non ultima, sulla motivazione dei rapimenti alieni.<br />
La quantità di materiale ricavato, la riproducibilità delle esperienze ipnotiche condotte su un centinaio di casi e le prove collaterali ottenute ci consentono di dire chiaramente e per la prima volta nel mondo, senza timore di essere smentiti, cosa vogliono da noi i diversi gruppi di alieni che sono sulla Terra da migliaia di anni.<br />
I risultati ottenuti, che saranno qui di seguito sinteticamente enunciati, ci hanno fatto capire anche perché era così difficile comprendere il movente delle loro azioni.<br />
Perché, infatti, dopo anni di lavoro sia nostro sia di altri colleghi stranieri, non si riusciva a costruire un quadro d’insieme?<br />
Perché gli alieni cercavano in noi qualcosa che noi non sapevamo d’avere!<br />
Qualcosa che, una volta portato alla luce, ci permetteva di costruire un’immagine dell’uomo fortemente diversa da quella imposta oggi dal determinismo materialistico alla Piero Angela.<br />
<strong> I risultati</strong><br />
Esistono cinque livelli di Interferenza Aliena, di cui, prima del nostro lavoro, era noto solamente il primo.<br />
<strong>Il primo livello di Interferenza Aliena</strong> descrive l’abduction come un fenomeno invasivo, nel quale alcuni esseri, di solito piccoli e di colore grigio scuro o nero, qualche volta blu, prelevano il soggetto e lo conducono in un ambiente tecnologico dove viene sottoposto ad operazioni chirurgiche su di una specie di tavolo operatorio; sia nei maschi che nelle femmine vengono impiantati microchip di controllo.<br />
Questo era tutto ciò che appariva chiaro tra quanto esposto dai diversi studiosi americani. In realtà le cose sono un po’ più complicate. Esistono, infatti, almeno dodici razze aliene diverse che hanno a che fare con l’umanità e, pur impiegando tecniche differenti, alla fine cercano la stessa cosa, come vedremo più avanti.</p>
<p><strong>Gli identikit alieni</strong><br />
Ognuna di queste razze ha a disposizione esseri piccoli, definiti genericamente “grigi” od EBE (Entità Biologiche Extraterrestri, come risulta da alcuni documenti della CIA declassificati con il FOIA), che possono essere considerati “cyborg”, cioè veri e propri robot biologici, ottenuti per clonazione.<br />
Come abbiamo accennato, esistono diversi tipi di Grigi, i quali vengono descritti in modo simile, ma possiedono differenti caratteristiche morfologiche, come, ad esempio, il colore della pelle e l’altezza. esse vengono descritte con precisione durante l’ipnosi e differiscono a seconda della razza aliena con cui si ha a che fare.<br />
Già dalle prime sessioni ipnotiche era risultato chiaro che le descrizioni dell’aspetto degli alieni non erano coerenti con l’ipotesi di una sola razza: o i soggetti sotto ipnosi inventavano descrizioni uguali nella sostanza, ma diverse nei particolari, oppure esistevano diversi tipi di alieni, simili ma non uguali.<br />
Le descrizioni sono state esaminate nei minimi dettagli, per trarne indicazioni il più possibile sicure. Per esempio, dopo un attento esame incrociato delle testimonianze e lo studio di appropriate domande da porre agli addotti durante l’ipnosi, gli esseri blu che<br />
sembrano dei grigi più alti (150 cm invece di 100 cm o poco più) sono risultati in realtà neri. Responsabile del colore blu si è rivelata l’illuminazione azzurra della sala operatoria in cui questi esseri accompagnano gli addotti. La pelle di questi “grigi alti”, che lavorano<br />
solo con gli alieni sauroidi (se ne parlerà più avanti) e sono assenti in tutti gli altri contesti, è, infatti, di colore nero traslucido e riflette le luci ambientali, assumendone la colorazione (nero ed azzurro appaiono blu).<br />
Quattro, tra le dodici razze aliene di cui si parla, apparivano presenti sul territorio con frequenza maggiore delle altre (sono forse le quattro razze stanziali a cui faceva riferimento il colonnello Philip Corso?).<br />
In realtà non si dovrebbe parlare di razze, ma, più appropriatamente, di gruppi di potere.<br />
Del <strong>primo gruppo di potere</strong> fanno parte esseri che sembrano mammiferi (mammiferomorfi), alti circa 2,40 m, bianchi di carnagione, bianchi di capelli, con sei dita nelle mani e con gli occhi chiari (azzurrini) con pupilla verticale. Questi esseri sono solitamente vestiti di bianco, portano, appeso al collo, un medaglione rotondo con una specie di simbolo triangolare e sembrano provenire dal sistema triplo di Sirio (li chiameremo “siriani”). Non sono mai state segnalate femmine “siriane” Altri, anche loro di tipo mammiferomorfo, sono biondo-rossicci (li chiameremo, appunto, “biondi”), alti circa 2 m, con pupilla ad andamento decisamente verticale, cranio allungato,<br />
che si assottiglia progressivamente sui lati partendo dalla fronte (come la prua di una nave), pelle abbronzata, vestiti con tute blu scuro attillate, con cinque dita nelle mani. La tuta è caratterizzata da uno stemma a forma di due triangoli intrecciati, posto sul pettorale sinistro. Anche questi sembrano provenire dal sistema di Sirio, vengono sempre definiti “belli” ed hanno le femmine.<br />
Esistono, poi, altri mammiferomorfi, diversi dai precedenti, alti più di noi, ma non esageratamente, i quali hanno mani a cinque dita, sono bianchi di carnagione, dotati di capelli lunghi e bianchi e si vestono con una veste bianca non attillata. Vengono sempre<br />
definiti “belli” ed hanno le femmine. Questi alieni sembrano provenire dalla costellazione del Toro (pertanto li chiameremo “tauriani”) e si differenziano dagli altri due poiché nei loro rapimenti essi sono i soli ad interagire con gli addotti.<br />
Negli altri casi, invece, dopo un primo intervento dei “biondi”, subentrano altre entità di cui si parlerà più avanti.<br />
È dunque evidente che alcuni gruppi lavorano in collaborazione, mentre altri si fanno semplicemente gli affari loro.<br />
I “tauriani” interagiscono con gli addotti sempre da soli, ma quando si ha a che fare con il gruppo proveniente da Sirio, sembrano intervenire sempre per primi quelli abbronzati a cinque dita (i “biondi”), poi, nel corso della vita dell’addotto, subentrano gli altri. Sembra, infatti, che i “biondi” dispongano della mappatura genetica dell’umanità, o comunque sappiano distinguere gli esseri umani adatti per i rapimenti da quelli che vanno scartati, perché non possiedono quella “cosa” che a loro serve.<br />
Ancora più in alto, in una informale scala gerarchica, sembrerebbero esistere esseri molto più antichi, molto alti, vestiti sovente con abiti scuri attillati, che i nostri addotti dicono di non aver mai visto direttamente, ma di aver percepito come se fossero dietro uno schermo (è quindi difficile stabilirne l’altezza esatta, anche se, da alcune considerazioni, per brevità non esposte in questa sede, noi la stimiamo attorno ai 3 m).<br />
Questi esseri hanno occhi tondi e quasi bianchi e possiedono una appendice sotto il mento, che li fa assomigliare a uomini barbuti ed è caratteristica solo dei maschi; le femmine sembrano non possederla. Per di più sono dotati anche di due ossa scapolari molto pronunciate che, a chi li vede di fronte, ricordano, erroneamente, grandi ali ripiegate dietro la schiena. Talvolta è stata notata, al centro della fronte, la presenza di quello che sembra il loro vero occhio, molto luminoso (li chiameremo, pertanto, “monocoli”). Le dita, tre più un dito opponibile, sono sottili ed arcuate come quelle di un uccello. I “monocoli”, quando si spostano, sembrano dotati di poteri telecinetici e non stanno qui, ma trasmettono i loro messaggi agli altri alieni da lontano, con mezzi tecnologici.<br />
Del <strong>secondo gruppo di potere</strong> fanno parte esseri di natura sauroide (li chiameremo “sauroidi”, anche se vengono erroneamente chiamati “rettiloidi” dall’ufologia contemporanea).<br />
Sembrano esistere due tipi di “sauroidi”. Il primo e più invasivo tipo è alto circa 2,80 m, ha cinque dita nelle mani e nei piedi, più,<br />
sull’avanbraccio, distante dalla mano, un’unghia rostrata simile al dito che i gatti hanno sulle zampe posteriori, ma dotato di una struttura chitinosa molto dura. La pelle, che sembra sempre umidiccia e traslucida, è di colore verde-marrone e, vista da vicino, appare dotata di scaglie, le quali, se esaminate attentamente, si rivelano più morbide del previsto.<br />
La pelle diventa progressivamente rossa nella zona ventrale e nei polpastrelli delle mani: in tali zone la pelle si fa più sottile e si può veder scorrere una linfa rossa, soprattutto quando l’alieno sembra comportarsi in modo disturbato.<br />
Il cranio, sui lati destro e sinistro, è caratterizzato dalla presenza di due superfici cornee, tondeggianti e poco sporgenti, mentre al centro esiste una struttura più morbida, sotto la quale si vede pulsare la linfa; questa struttura sembra una spina dorsale in rilievo e<br />
percorre, bene in evidenza, tutta la lunghezza della testa, del collo, del dorso e della grossa coda (pertanto chiameremo questi alieni “draghi”). La grossa e tozza coda viene utilizzata come terzo punto di appoggio quando il sauroide sta fermo sulle due corte e<br />
tozze gambe. Le dita delle mani e dei piedi sono abbondantemente palmate.<br />
Disponiamo di pochi dati sulla lingua, che sembra, però, anch’essa tozza e bifida.<br />
Gli occhi sono dotati di una sotto-palpebra (membrana nittitante) che scorre in diagonale, dal basso verso l’alto e dal naso verso l’esterno. Le pupille sono verticali e le iridi cambiano di colore, dal giallo verde al rosso vivo, a quanto pare secondo l’umore.<br />
Disponiamo di rapporti su “draghi” di varie dimensioni e noi riteniamo che questa caratteristica dipenda dalla loro età e che essi continuino a crescere sempre, senza un vero e proprio limite massimo. L’aspetto generale viene descritto come quello di un drago<br />
o, a volte, come quello di un “coccodrillo in piedi”, anche se il viso (o muso?) è arrotondato come quello di un serpente, con labbra sottili e narici poste in fondo al setto nasale, ma laterali, piuttosto che frontali come le nostre.<br />
Si tratta di esseri anfibi, tra i quali non si nota la presenza di sessi; sono sempre descritti insieme ad un’altra specie, apparentemente loro sottoposta.<br />
Quest’ultima specie è composta da “sauroidi” senza coda, alti circa 2 m, con pelle traslucida, occhi a palla che conferiscono rigidità allo sguardo (perciò li chiameremo “rane”) e denti verticali, lunghi e sottili, che ricordano la disposizione dei fanoni delle balene. Sulla testa hanno come dei piccoli corni, che, da lontano, ricordano una capigliatura a spazzola; si tratta, tuttavia, di molte escrescenze cornee ravvicinate. Questi esseri sono talmente simili l’uno all’altro da rendere impossibile identificarne le differenze, anche se se ne vedono diversi contemporaneamente. Anche tra di loro non si nota la presenza di sessi.<br />
Del <strong>terzo gruppo di potere</strong> fanno parte esseri di tipo insettoide, simili alle nostre mantidi religiose (perciò li chiameremo “mantidi”), di colore verdastro, con corpo chitinoso. che si muovono quasi camminando sugli arti posteriori. Gli arti anteriori vengono tenuti come se l’alieno stesse pregando, quasi con le mani unite; queste hanno tre dita più un dito diverso (non sappiamo se è opponibile). La bocca è piccolissima e la testa, dai grandi occhi scuri, viene spesso tenuta piegata su di un lato. Non si sa con sicurezza se hanno un altro paio di piccoli arti intermedi tra quelli superiori e quelli inferiori.<br />
Gli addotti dai “siriani” passano poi, nell’arco della loro vita, nelle mani delle “mantidi” e quindi in quelle dei “sauroidi”.<br />
Come si è già detto, sembra che gli addotti dai “tauriani” non vengano, invece, toccati da nessun altro!<br />
Esiste un’altra razza di esseri mammiferomorfi, dei quali è doveroso parlare in questa sede, perché risultano essere non cloni, ma schiavi (così gli addotti sotto ipnosi di solito li definiscono) dei “sauroidi” .<br />
Si tratta di esseri piccoli (che chiameremo, appunto, “schiavi”), con la pelle molto rugosa, il collo lungo con i muscoli che flettono e ruotano la testa (gli equivalenti dei nostri muscoli sternocleidomastoidei) molto in evidenza, la bocca piccola con labbra di diverso spessore (il labbro superiore è vistosamente più piccolo di quello inferiore) e gli occhi scuri ed umidi.<br />
Le dita delle mani sembrano essere cinque (qualcuno, ad onor del vero, dice che sono quattro, ma riteniamo più probabile che siano cinque; in ogni caso non sono sei).<br />
Il cranio a forma di cuore è tipico, infatti è sviluppato in modo retroverso, ma presenta un avvallamento al centro della fronte, che scompare gradualmente verso la parte posteriore del cranio stesso.<br />
Le orecchie sono piccole ed un po’ appuntite in alto.<br />
Questi alieni vestono con abiti non attillati e sono alti circa 1,50 m; sono stati più volte confusi con “grigi” o con altri esseri, incappucciati, i quali prendono il nome di “Javas” e che, secondo noi, esistono solo nella fantascienza.<br />
Attorno agli alieni finora descritti fluttuano descrizioni di altri esseri con i quali sembra che gli addotti abbiano meno a che fare.<br />
Il posto d’onore spetta a quelli che l’ufologia americana chiama “Esseri di Luce”, i quali, come vedremo, sono ben altra cosa.<br />
Dopo quindici anni di fatiche era stato finalmente stilato una specie di “bestiario cosmico”, dei cui membri occorreva ricostruire le azioni, per poter capire perché erano qui da noi.</p>
<p><strong>Articolo scritto da Corrado Malanga (<a href="http://www.roswell.it/wp-content/plugins/downloads-manager/upload/abduction-scenario.zip">documento originale</a>).<br />
Fonte gruppo <a href="http://www.ufomachine.org/">Stargate Toscana</a>.</p>
<p></strong><a href="http://www.roswell.it/2007/07/31/abduction-scenario-terza-parte.html">Qui</a> trovate la Terza parte<strong><br />
</strong></p>
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